Il basilico (Ocymum basilicum), pianta erbacea della famiglia delle Lamiacee (o Labiate), è un'aromatica diffusissima in Italia e nel mondo, celebre e amata fin dall'antichità. È una pianta che non deve mancare in orti, giardini e balconi, vista la sua versatilità in cucina. La sua coltivazione è semplice e poco pretenziosa in fatto di cure, permettendo di avere foglie fresche e profumate per buona parte dell'anno.

Caratteristiche e Condizioni Ideali per il Basilico
Esigenze Climatiche e Luminosità
Il basilico è una specie molto esigente in termini di calore, poiché è originario di luoghi caratterizzati da clima caldo. Le temperature ottimali per la crescita sono comprese tra 20 e 25°C. Se il termometro scende sotto i 10-12 gradi è un problema, la piantina può anche morire; le temperature sotto i 10 gradi sono fatali alla coltivazione. La temperatura minima per la germinazione è di 15°C.
Il basilico ha bisogno di luce, e predilige posizioni soleggiate. Tuttavia, patisce il troppo sole diretto in piena estate, per questo in estate viene meglio in mezz'ombra. Un ambiente caldo e luminoso, con un terreno umido ma ben drenato, favorisce la formazione di parti verdi sane, poco acquose, molto saporite e dotate di aromi intensi e duraturi. È possibile abituare il basilico gradualmente a condizioni di pieno sole, esponendolo a partire dalla prima primavera in modo che abbia il tempo di adattarsi. Al contrario, una pianta giovane o appena trapiantata sotto il sole cocente potrebbe bruciarsi in poche ore.
Il Terreno e l'Irrigazione
Il basilico ama trovare un substrato fertile e ricco di sostanza organica, quindi una concimazione di fondo deve essere praticata accuratamente. È molto importante mantenere il terreno abbastanza umido ma ben drenato. Il basilico ha un certo bisogno di acqua, quindi le irrigazioni devono avvenire regolarmente. Le sue foglie si disidratano facilmente, pertanto non bisogna lasciare asciugare la terra troppo a lungo, altrimenti la pianta appassirà. D'altra parte, se coltivato in un terreno zuppo e troppo bagnato, le radici marciranno facilmente. Come sempre, serve il giusto mezzo: il suolo dovrà essere mantenuto omogeneamente bagnato, non impregnato d'acqua. È fondamentale non distribuire acqua sopra la chioma: si tratta infatti di una specie delicata, e l'umidità la espone molto al rischio di malattie fungine.
Varietà di Basilico
Esistono centinaia di varietà di basilico, alcune delle quali molto diffuse e apprezzate:
- Basilico Genovese: È il più diffuso e pregiato, tipicamente usato nel pesto genovese, con il suo aroma intenso.
- Basilico Artico: Una varietà leggermente più resistente al freddo rispetto al basilico classico, sebbene la piantina giovane non sia molto più rustica.
- Basilico Greco: Molto decorativo grazie alla sua forma compatta e tendenzialmente globosa, con foglie piccole e numerose. Le sue esigenze sono simili a quelle del basilico classico, ma la pianta è meno delicata nei confronti delle malattie.
- Basilico Viola (o Rosso): Le sue foglie sono colorate di rosso scuro, rendendola un'aromatica insolita e decorativa in cucina, anche se è un po' meno saporita rispetto alla varietà tradizionale ligure.
- Altre varietà possono avere aromi più o meno intensi che richiamano quello della rosa, della menta, della canfora o del limone.

Coltivazione del Basilico
Semina del Basilico
Chi desidera produrre in proprio le piantine deve seminarle verso marzo, utilizzando un semenzaio coperto da telo trasparente o vetro, e ben esposto al sole. Si possono usare le classiche vaschette per le semine, vasetti o contenitori improvvisati o riciclati, l'importante è che non siano troppo piccoli. I semi di basilico sono minuscoli (circa 800 per grammo), rendendo impossibile spargerli uno per uno: è preferibile prenderne un pizzico e allargarli il più possibile sulla superficie. Fatto ciò, occorre setacciare sui semi un paio di millimetri di terriccio, in modo da coprirli uniformemente, e pressare di nuovo. A questo punto, si annaffia con uno spruzzatore finissimo, in modo che il terriccio non si sposti, e si attende che le piantine spuntino dal terreno, tenendo il vaso lontano dalla luce diretta. La germinazione dei semi di basilico avviene in circa 10-15 giorni.
In pieno campo, il basilico si può seminare a partire da aprile, ovviamente a seconda del clima della zona in cui si coltiva. Le temperature e le condizioni atmosferiche di inizio estate (tipicamente del mese di giugno) sono ideali per favorire la germinazione dei semi e per le successive fasi vegetative. Si consiglia di acquistare sementi non ibride, riproducibili e possibilmente biologiche. Secondo la credenza contadina, per la buona riuscita del raccolto, si ritiene preferibile seminare in luna calante.
Acquisto e Rinvaso
Spesso il basilico viene venduto non a piantina singola, ma in veri e propri cespugli formati da tante piantine vicine. Solitamente, in ogni vasetto di plastica del diametro di 12-15 cm ci sono almeno 5 piantine, spesso anche di più, che si soffocano a vicenda. Il fatto di avere tante piantine in poco spazio va bene se il progetto è di utilizzare le piante nel giro di qualche settimana; per coltivarle a lungo, vanno assolutamente separate. Un numero eccessivo di piantine nello stesso contenitore le farà entrare in competizione per luce, acqua e nutrienti, portandole a un rapido deperimento e morte nel giro di poche settimane. È quindi quasi obbligatorio rinvasarle subito, separando delicatamente le piantine senza spezzare troppo le radici, e sistemandole in 2-3 vasi più grandi o in un’unica fioriera capiente. Dopo il rinvaso, è importante aspettare con pazienza che la pianta riprenda a vegetare prima di usarne le foglie.
Il Trapianto e la Distanza Ideale
Uno degli aspetti cruciali per ottenere una pianta rigogliosa e produttiva è garantire la giusta distanza tra ogni esemplare. Molti appassionati di giardinaggio sottovalutano il ruolo della distanza tra le piante, ma se queste sono troppo vicine, competono per luce, acqua e nutrienti, con il risultato di una crescita rallentata e foglie più piccole. Il basilico produce più oli essenziali e migliora il suo aroma se le piante sono distanziate correttamente.
Quando Trapiantare
Il basilico teme il freddo, per questo motivo si tiene a partire dalla primavera e fino all’autunno, ripiantandolo ogni anno. Sia che le piante di basilico siano state fatte nascere in semenzaio, sia che siano state acquistate in un vivaio, si potranno trapiantare in campo quando le temperature, anche notturne, sono stabilmente sopra i 15-20 gradi. La pianta giovane non è molto più rustica del basilico classico; si può anticipare di 10-15 giorni il trapianto, ma bisogna comunque fare attenzione alle temperature. Il trapianto in piena terra delle piantine già formate si effettua a fine primavera, di solito nel mese di maggio.
Distanza di Trapianto
- In Vaso: Se coltivi il basilico in vaso, assicurati di non mettere più di una pianta ogni 20 cm di diametro.
- Nell'Orto: Nel giardino, le piante di basilico vanno impiantate a 20-30 cm di distanza tra loro, preferibilmente a 25-30 cm l'una dall'altra.
La distanza può variare leggermente in base alla varietà di basilico. Oltre alla distanza, la cura quotidiana svolge un ruolo fondamentale.

Cura e Manutenzione
Concimazione
Se il basilico si trova nell’orto, la concimazione di base effettuata l’inverno precedente sarà sufficiente. Come concime liquido, comodo soprattutto per le coltivazioni di appartamento sul balcone, si può utilizzare un prodotto ideale per piante aromatiche, contenente tutti gli elementi in dosi bilanciate. Il terriccio del vaso di acquisto dovrebbe già contenere elementi nutritivi sufficienti, dunque, almeno all’inizio, non sarà necessario ricorrere ai fertilizzanti. Qualche settimana dopo aver effettuato il rinvaso, però, sarà necessario prevedere una leggera concimazione con un fertilizzante liquido bilanciato per piante verdi, per sostenere la crescita per tutta la stagione. Se la pianta di basilico tende a ingiallire, è possibile rivitalizzarne il colore con una concimazione azotata biologica casalinga: raccogliere una manciatina di foglioline tenere verdi dal prato o da erbe non velenose, metterle in un bicchiere d’acqua fredda e lasciarle macerare per tre giorni, rimpiazzando l’acqua che evapora. La poltiglia ottenuta è perfetta per innaffiare il basilico, e la differenza si osserverà in pochi giorni. Per le piante in vaso, una volta ogni due settimane in primavera-estate è buona norma concimare, scegliendo sempre prodotti ammessi in agricoltura biologica.
Cimatura e Raccolta
Per stimolare la continua produzione di foglie e mantenere una vegetazione tenera e aromatica, occorre cimare di frequente le infiorescenze della pianta del basilico, evitando che i fiori facciano i semi. L’eliminazione degli scapi fiorali aiuta a prolungare il ciclo vitale del basilico ed evitare che le foglie perdano aromaticità. Si ricorda che, per far vegetare più a lungo il basilico, occorre eliminare con le mani gli scapi fiorali appena questi spuntano, poiché la fioritura coincide con la fine della vita della pianta e la perdita dell’aroma. Se viene seminato troppo presto o troppo tardi, oppure se soffre la siccità, il basilico tende a prefiorire, cioè emettere anticipatamente gli scapi fiorali.
La raccolta delle foglie di basilico deve essere effettuata con gradualità, al momento del bisogno, tagliandole con tutto il picciolo. Il metodo migliore è mediante forbici, tagliando subito sopra un nodo, ovvero dove si trovano due foglie. La parte più pregiata e ricca di sostanze aromatiche è rappresentata dagli apici vegetativi delle ramificazioni laterali. Non si raccolgono le foglie più in basso, perché ciò causa uno sviluppo disarmonico della pianta. È preferibile, invece, raccogliere dei rametti scelti tra le biforcazioni, a un terzo circa dell’altezza della pianta. In particolare, si consiglia di tagliare sempre l’apice di un rametto appena sopra una coppia di foglie: in questo modo, dal nodo sottostante nasceranno due nuovi rametti, rendendo la pianta più cespugliosa e produttiva. È possibile spuntare le piantine o fare una raccolta più energica, l’importante è non spogliare mai completamente la pianta.
BASILICO TUTTO L'ANNO, potalo e conserva i fiori
Parassiti e Malattie
Quando si pianta il basilico è bene fare molta attenzione alle lumache, che lo amano particolarmente e sulle piantine ancora giovani possono determinare danni rilevanti. La malattia peggiore che può attaccare il basilico è la peronospora (Peronospora lamii), che si manifesta con ingiallimenti sulle foglie e muffa grigiastra nella pagina inferiore della foglia, portando infine a un annerimento generale. La malattia è favorita dall’umidità e dalla coltivazione molto fitta; un buon distanziamento tra le piante aiuta a prevenirla. Un’ulteriore malattia funginea che può aggredire questa erba aromatica è il pitium o marciume radicale.
Coltivare il Basilico in Ambienti Diversi
Coltivazione in Vaso sul Balcone
Il basilico si presta molto bene alla coltivazione in vaso ed è una pianta semplice da coltivare in vaso, infatti la vediamo molto spesso su balconi e davanzali. Ciascuna piantina può farsi bastare un piccolo contenitore di 20 cm di diametro, oppure si possono sistemare più piantine in vasi più grandi. L'importante è che il vaso sia abbastanza grande e profondo per le radici, e che la terra sia sempre fresca e leggera. Il trapianto in vaso si fa esattamente come spiegato per piantare nell’orto. Nella coltivazione in vaso è particolarmente importante fare attenzione a come irrigare, dando acqua con costanza ma senza mai eccessi. Se si vuole coltivare basilico sul balcone, è ideale un balcone esposto a sud, est o ovest, che prende molto sole, ma è possibile metterlo anche a nord. Per resistere al sole, il basilico ha bisogno di un bel vaso grande, una buona profondità per le radici e la terra sempre fresca e leggera. Chi abita nelle regioni del Nord Italia deve preferire la coltivazione in vaso, in modo da poter trasferire la pianta all’interno ai primi freddi e raccogliere le foglie fino alla conclusione del ciclo vegetativo.
Coltivare il Basilico nell’Orto
Coltivare il basilico nell’orto non è difficile se si usa l’accortezza di seminarlo o trapiantarlo solo quando la temperatura si sarà stabilizzata sui 23-25°C, cioè non prima di fine aprile se tenuto all’aperto, anche prima se coltivato in cassone protetto o in casa. Prima di procedere alla semina o al trapianto nell’orto, bisognerà preparare il terreno con una zappettatura eseguita a 30 cm di profondità e miscelare la parte superficiale del terriccio con torba o compost maturo; poi livellare con una rastrellatura leggera. Dopo la semina a spaglio, per non provocare ristagni idrici, si può appoggiare sul terreno un telo di iuta e annaffiarlo con regolarità: in questo modo il terreno manterrà la giusta umidità. Il telo andrà tolto non appena compariranno le prime piantine. È consigliabile non piantare continuamente basilico nello stesso punto per almeno 2-3 anni. Invece di piantare tutto insieme, si può seminare a intervalli di 2-3 settimane per avere un raccolto più prolungato.
Coltivazione Indoor
Il basilico è una pianta che può crescere dentro un’abitazione in modo rigoglioso, regalando foglie fresche fino in autunno anche quando l’estate sarà un lontano ricordo. Per poter fornire alla pianta la giusta quantità di luce, occorre supportare questo tipo di coltivazione con una lampada al LED, garantendo alla pianta una luce diretta artificiale e fredda per un periodo di 10-12 ore al giorno. Le semine in vaso durante l’inverno possono però, a volte, non dare i risultati richiesti poiché si tende a impiegare un eccessivo quantitativo di semi che origina moltissime piante che arrestano lo sviluppo allo stadio iniziale delle prime foglie, senza crescere.
Ciclo Vitale e Conservazione
Il basilico è una pianta annuale nei climi temperati, pur essendo una specie perenne nelle sue zone d'origine asiatiche. Cresce tutto l'anno, ma predilige i mesi estivi; durante i mesi più caldi la pianta si presenta visivamente più rigogliosa, poi tende ad appassire piano piano, da ottobre/novembre fino al mese di febbraio. In inverno la pianta di basilico tenuta in esterno muore. Se si ha il desiderio di tenere il basilico tutto l’inverno, allora si dovrà portarlo in casa e offrirgli la migliore luce possibile, oppure permettergli finalmente di fiorire in autunno, anche se la fioritura coincide con la fine della vita della pianta e la perdita dell’aroma.
I rametti di basilico raccolti si conservano un paio di giorni in un bicchiere con acqua. In alternativa, il basilico si può congelare: per evitare che annerisca, sbollentarlo per pochi secondi oppure tritarlo e mescolarlo con olio d’oliva prima di riporlo in freezer, ad esempio negli stampini per il ghiaccio. Un’altra ottima soluzione è conservarlo sott’olio, inserendo le foglie una alla volta in un vasetto di vetro, in modo da eliminare ogni bolla d’aria: si otterrà così anche un profumatissimo olio aromatizzato. L’essiccazione è una possibilità, sebbene faccia perdere gran parte dell’aroma; le foglie fresche mantengono tutto il loro sapore, mentre il basilico perde molto con l’essiccazione.
Utilizzi in Cucina e Oltre
Il basilico è una vera delizia per la nostra cucina per le innumerevoli declinazioni con le quali possiamo usarlo. È l’ingrediente principale del pesto alla genovese ed è un importante aroma da aggiungere alla salsa di pomodoro utilizzata per condire la pasta oppure sulla pizza. Le foglie di basilico sono importanti anche per accompagnare la mozzarella nella caprese, e si possono aggiungere anche a minestre e insalate. Il basilico è capace di rendere speciali anche ricette molto semplici come una pasta al pomodoro o un piatto di mozzarella. Oltre all'utilizzo culinario, le sue foglie aiutano anche a vincere il raffreddore e la nausea, dimostrando che del basilico non si fa solo uno stretto utilizzo in cucina.