Introduzione alla Figura di Teodorico Borgognoni
Teodorico Borgognoni, nato a Lucca nel 1205, fu un'eminente figura del Duecento italiano, distinguendosi come chirurgo, ippiatra e religioso. Ultimo di quattro fratelli, si trasferì a Bologna nel 1214 insieme al padre Ugo, medico condotto del Comune, dal quale apprese l'arte della chirurgia. Giovanissimo, entrò nell'Ordine dei Predicatori e, nel corso della sua vita, raggiunse notevoli traguardi sia in ambito professionale che ecclesiastico. Morì a Lucca nel 1298.
Vita Ecclesiastica e Carriera Vescovile
Ben poco si conosce del primo periodo della vita monastica di Teodorico Borgognoni, che egli dovette trascorrere a Bologna nel convento di S. Domenico. In una data non precisabile, papa Innocenzo IV lo nominò suo penitenziere e cappellano, elevandolo successivamente alla dignità vescovile. Dal 1262 al 1266, Borgognoni fu creato vescovo di Bitonto, ma sembra che non prese mai possesso di questa sede, risiedendo in quel medesimo anno a Lucca. Nel 1270, fu nominato vescovo di Cervia, carica che mantenne dal 1266 (o 1270) fino alla sua morte nel 1298, pur continuando a risiedere quasi stabilmente a Bologna, dove possedeva numerosi beni immobili. Nel 1290, papa Niccolò IV gli concesse alcuni diritti sulle saline di Cervia.La Diocesi di Cervia, eretta all'inizio del VI secolo o forse negli ultimi anni del secolo precedente, ha una storia antica. Il suo primo vescovo, Geronzio, avrebbe subito il martirio di ritorno dal Concilio romano del 501. Attualmente, la chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Cervia e concattedrale dell'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia. L'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla Regione ecclesiastica Emilia-Romagna, con sede arcivescovile nella città di Ravenna.L'Innovatore della Chirurgia Medievale
Esperto nell'arte della chirurgia, che apprese dal padre Ugo, Teodorico la esercitò con grande competenza. La sua fama è indissolubilmente legata all'opera più importante da lui scritta, il trattato Cyrurgia seu filia principis. Pubblicato nel 1240, questo trattato di medicina pratica in quattro libri fu dedicato al confratello Andrea Abalate, vescovo di Valenza dal 1248 al 1276, e venne poi rielaborato e accresciuto intorno agli anni 1266-1267. Le sue edizioni a stampa apparvero a Venezia nel 1497, a Bergamo nel 1498, e nuovamente a Venezia nel 1499, nel 1513, nel 1519 e nel 1546.Borgognoni è considerato un precursore della moderna anestesia e un riformatore del trattamento delle ferite. Contrariamente agli insegnamenti dei chirurghi salernitani, che ritenevano necessaria la formazione di pus nelle ferite (il cosiddetto "pus bonum et laudabile"), egli affermò che tale concezione era errata e che il pus prolungava la malattia impedendo la guarigione. Raccomandava invece lavaggi di vino caldo ed essiccava le ferite con stoppa imbevuta nello stesso, utilizzando poi una semplice fasciatura. Per la narcosi, consigliava l'uso di una spugna immersa in una miscela di essenze ricavate da piante come oppio, giusquiamo e mandragora; la spugna, tenuta in acqua calda per un'ora, veniva poi applicata alle narici e alla bocca del paziente, che doveva respirare profondamente. Per il risveglio, suggeriva l'applicazione di un'altra spugna imbevuta di aceto. Fu anche un tenace propugnatore dell'uso del mercurio, sotto forma di unzioni della durata di sei giorni, per le malattie della pelle, notandone anche i pericoli della salivazione. Rifiutò l'uso di complicati apparecchi per la riduzione di fratture e lussazioni e si interessò alla cura di lesioni del cranio, al cancro della mammella, alle fistole gengivali e all'embolia gassosa, individuando il punto di ebollizione del sangue nelle ferite delle vene.
Le Altre Opere di Teodorico Borgognoni
Oltre alla sua celebre Cyrurgia, Teodorico Borgognoni fu autore di altri importanti trattati:- Mulomedicina: Un trattato di veterinaria in tre libri, incentrato sulla cura delle malattie dei cavalli. Manoscritti di quest'opera si conservano nella Biblioteca Vaticana, nella Biblioteca Nazionale di Torino, nella Biblioteca Nazion. universitaria di Pavia e nella Nazionale di Parigi. Le sue fonti principali includono il De animalibus di Alberto Magno, la Mulomedicina di Publio Vegezio e il De medicina equorum di Giordano Ruffo.
- De cura accipitrum: Un'opera sulla cura dei falchi, pubblicata in catalano.
- De sublimatione arsenici: Un trattato di alchimia che si conserva inedito nella Biblioteca Riccardiana di Firenze.

Il Patrimonio e le Ultime Volontà: Il Dossier Borgognoni
Un recente ritrovamento nell'archivio del convento di San Domenico, conservato presso l'Archivio di Stato di Bologna, ha portato alla luce un interessante dossier documentario riguardante Teodorico Borgognoni. Questo dossier, composto da pergamene prodotte principalmente durante il suo episcopato cerviese, testimonia l'acquisizione e la gestione del suo cospicuo patrimonio.Il primo documento significativo è la licentia testandi concessa a Teodorico Borgognoni da papa Niccolò III il 16 aprile 1279. Questa bolla pontificia gli conferiva la facoltà di disporre per testamento dei beni acquisiti per via patrimoniale o accumulati durante l'esercizio della sua attività professionale, escludendo ciò che era attinente all'amministrazione della Res Ecclesie. Quasi vent'anni dopo, il 17 ottobre 1298, il vescovo Borgognoni, sebbene "sane mentis quamvis corpore debiles", dettò le sue ultime volontà al notaio di fiducia Giovanni Damiani. Di questo testamento, l'Archivio di Stato di Bologna conserva una copia autentica del 26 ottobre 1313. L'atto contiene precise indicazioni riguardo alla sua sepoltura nella basilica di S. Domenico di Bologna, nel sepolcro fatto costruire dallo stesso vescovo, e una lunga serie di disposizioni per un patrimonio fatto di case, terreni, rendite, libri e oggetti sacri destinati a conventi e monasteri (Bologna, Lucca, Cervia e altre località), ai bisognosi, ai suoi famigliari, servitori e amici, e al suo successore alla cattedra cerviese. Per le spese del funerale e il completamento della volta della cappella di S. Nicola in S. Domenico, lasciò 100 lire di bolognini più altri fondi.Per prevenire future controversie, Borgognoni richiese alla curia bolognese di interrogare coloro che erano a conoscenza delle vicende legate alle sue numerose proprietà. Le testimonianze, rese da tredici persone di estrema fiducia tra il 1 e il 31 dicembre 1298, sono registrate su un lungo rotolo pergamenaceo e rivelano un patrimonio ancora più vasto di quello delineato nel testamento. I suoi timori si concretizzarono nel 1300, quando il nuovo vescovo di Cervia, il francescano Antonio, impugnò il testamento chiedendo la restituzione di alcuni beni. Tuttavia, l'esito della causa sembra non aver mutato le ultime volontà di Teodorico, poiché nel 1313 i domenicani bolognesi erano ancora in possesso del testamento e della piena titolarità dei beni disposti.
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