Guida agli Eremi della Maiella: San Bartolomeo, Sant'Eusebio e il Borgo di Sant'Eufemia
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Scopri la storia, l'architettura e le opere d'arte del Santuario dello Zuccarello a Nembro, icona di fe
Il Santuario della Madonna dello Zuccarello, situato a Nembro, è un luogo di profonda spiritualità e un notevole esempio di arte e storia. La sua posizione elevata offre una vista mozzafiato sulla valle sottostante, rendendolo una meta suggestiva per pellegrini e visitatori.
Il percorso per raggiungere il Santuario inizia dalla piazza di fronte al Municipio di Nembro. Si seguono quindi i cartelli stradali che dirigono alla Madonna dello Zuccarello, immettendosi in una mulattiera carrozzabile che sale sulla destra.
L'intero tragitto è intervallato dalle stazioni della Via Crucis, offrendo un percorso di riflessione. Il fondo stradale, realizzato in acciottolato nel 1975 in sostituzione del sentiero preesistente, è ben tenuto e contornato da bassi muretti in pietra. Lungo la mulattiera che sale alla chiesa vi sono le tribuline (cappellette) dei Misteri del Rosario, documentate nel 1738 ma probabilmente erette nella metà del ‘600 e ristrutturate più volte, con un importante intervento nel 1919.
La tradizione fa risalire la fondazione della chiesa all’8 dicembre 1374 per volontà del nobile Bernardo Vitalba, che sul colle aveva il suo castello. Per secoli la chiesa rimase di proprietà della famiglia Vitalba, e solo nel 1847 fu trasferita alla Fabbriceria della Parrocchia di Nembro.
Del castello originario è rimasto ben poco: solo le tracce dell’antico fossato e all’interno una parte del muro, posta a fianco della scala per salire alla cantoria. In origine fu costruita una semplice cappella addossata alle pareti dell’antica dimora. Doveva trattarsi di un unico locale con l’ingresso dove attualmente vi è la cappella di sinistra, e l’altare era posto di fronte.
Un primo ampliamento fu effettuato nel ‘500, e a questo ne seguirono altri, l’ultimo nei primi decenni del ‘900. La facciata, realizzata anch’essa in quegli anni, presenta un ampio portico con tre arcate a sesto acuto.
La chiesa è ad una sola navata, suddivisa in tre campate da due archi a sesto acuto, rivelando un interno ricco di opere d'arte.
Le pareti sono state decorate tra il 1912 e il 1918 dal nembrese Giovanni Rodigari con la collaborazione, per alcuni medaglioni posti sulle pareti laterali, di Vanni Rossi. Tutti gli affreschi e le decorazioni sono stati restaurati nel 2005 da Marcello e Paolo Bonomi.
La seconda campata presenta due piccole cappelle erette nel 1912. Sui pilastri di quella a sinistra sono visibili due affreschi di Madonna col Bambino, di cui uno datato 1512. Vi era poi una Pietà, dalla tradizione attribuita a Giovan Battista Moroni, purtroppo rubata a metà anni novanta. Nell’altra cappella, dal 2005, è collocata la Natività di Enea Salmeggia detto il Talpino (1565?-1626); ai lati del dipinto sono presenti statue in gesso e stucco che rappresentano i profeti Zaccaria e Isaia, opere del 1682 degli scultori ticinesi Sala.
La terza campata è in parte occupata dal presbiterio con l’altare inserito in un grande arco. Dipinte sulla parete, rispettivamente a sinistra ed a destra, si trovano le figure di S. Donato e S. Francesco; più in alto sono presenti la Vergine Annunciata e l'Angelo annunciante, ascrivibili a Francesco Cavagna (1580 ca.-1630). Sempre dello stesso pittore è la Visitazione sulla parete a sinistra della piccola nicchia nella quale è posto l’altare. Di fronte vi è La fuga in Egitto di Francesco Muzio, pittore sconosciuto del ‘600.
Sull’altare maggiore si trova una Pietà, denominata Madonna Addolorata, d’autore ignoto d’ambito bergamasco, datata 1533. Maria, con il volto giovane e sofferente, volge lo sguardo verso lo spettatore, quasi ad invitarlo a contemplare il Figlio morto che regge sulle ginocchia. In basso, una figura di fanciulla raffigura una dolente Maddalena.
Nei vani adiacenti della sacrestia si trovano diversi dipinti di autori ignoti del ‘600-‘700 ed alcuni più recenti che testimoniano, insieme a numerosi ex voto, la fede e la devozione che lega i nembresi al santuario.
L’affresco denominato Madonna Addolorata si trovava originariamente in una cappella aperta nella parete a destra, eliminata durante la ristrutturazione del 1912. Era tale la devozione che mons. Bilabini, arciprete in quegli anni, decise di staccarlo e collocarlo sopra l’altare maggiore, sostituendo la Natività del Salmeggia. Nel 1920, con una solenne cerimonia, le immagini della Madonna e di Gesù furono impreziosite da una corona dorata.
L’immagine fonte di devozione è più volte cambiata nel corso dei secoli: in origine era venerata come Maria Immacolata delle Grazie, poi come Maria Madre della Misericordia, infine come Pietà o Madonna Addolorata.
L’8 agosto è il giorno della festa al Santuario. Prima della ricorrenza, si tiene una novena di celebrazioni che, fedele alla tradizione, prevede la prima messa alle 6,30. In passato, prima del turno in fabbrica, gli operai e le operaie si recavano in pellegrinaggio al Santuario, lungo la mulattiera, recitando i misteri del Rosario; per questo, la prima messa era celebrata così presto, a testimonianza di una profonda e radicata devozione popolare.
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