Il pontificato di Papa Leone XIV si presenta come un periodo denso di riflessioni e iniziative, focalizzato sui temi della pace, della giustizia sociale, della comunione e della tenerezza. La sua figura è stata oggetto di approfondimento attraverso libri, documentari e incontri pubblici, che ne hanno messo in luce il pensiero e l'azione.
La "Rivoluzione della Tenerezza" e la Spiritualità Mariana
Nell’omelia della Messa per il Giubileo della spiritualità mariana, presieduta in Piazza San Pietro alla presenza di oltre 50mila persone il 12 ottobre, Papa Leone XIV ha esortato a spogliarsi di titoli e "medaglie" che spesso nascondono "grandi fragilità", per riscoprire quella che Papa Francesco definiva la “rivoluzione della tenerezza”.
Il Messaggio del Magnificat di Maria
Nel Magnificat, Maria canta un mondo nuovo, una fede lontana dalle strumentalizzazioni che distorcono i “diversi”, rendendo nemico chi è piagato dalla povertà. Canta la grazia di un amore gratuito, spogliato di titoli e "medaglie", spesso indossate al solo scopo di nascondere “grandi fragilità”. Farsi raggiungere dalla sua voce significa vivere la "rivoluzione della tenerezza", virtù di quei forti che "non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti", oltre forme di culto che svuotano i legami e l’interiorità del loro calore.
Riflessioni sulle Letture Liturgiche
La riflessione del Pontefice si snoda a partire dalle Letture liturgiche. “Ricordati di Gesù”, è l’esortazione che Paolo, “in catene come un malfattore”, rivolge a Timoteo: raccomandazione a porre Cristo come orizzonte di ogni spiritualità, non svuotandolo “della sua storia, della sua croce”. Ciò che noi riteniamo eccessivo e crocifiggiamo, Dio lo risuscita perché non può rinnegare sé stesso. Culmine di questo orizzonte è la celebrazione domenicale, “che apre ogni nuova settimana nell’orizzonte della sua Risurrezione dai morti”. Ogni domenica, quindi, rende ciascun fedele cristiano, ovvero colmo della memoria “incandescente” di Gesù, del suo sentire e pensare.

Il passaggio tratto dal Secondo Libro dei Re, ricorda invece la guarigione dalla lebbra di Naamàn, comandante dell’esercito del re di Aram, dopo essersi immerso nel fiume Giordano sette volte, secondo la parola di Eliseo. Un passo biblico che, nota il Papa, viene commentato da Gesù stesso nella sinagoga di Nazaret, generando sconcerto tra i presenti. Sostenere che Dio avesse salvato uno “straniero”, piuttosto che “quelli che c’erano in Israele” innescò la cacciata di Cristo dalla città. La sua presenza non è citata nel brano evangelico, ma Leone XIV si mette nei panni di Maria. Si chiede cosa potesse pensare alla vista del figlio condotto “fin sul ciglio del monte” per “gettarlo giù”. La Parola di Dio, citando la Lettera agli Ebrei, è quindi “viva” e “tagliente” più di “ogni spada a doppio taglio”. Si cala nei punti di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle sue “giunture” e “midolla”, discernendo il sentire del cuore.
La Tenerezza come Forza Rivoluzionaria
Anche Papa Francesco, ricorda Leone XIV, aveva notato quanto la vicenda di Naamàn fosse “penetrante” ed attuale nei giorni nostri. La sua armatura da comandante, fonte di apparente fama, è in realtà corazza effimera, che nasconde “un’umanità fragile, ferita, malata”. Questa contraddizione spesso la ritroviamo nelle nostre vite: a volte i grandi doni sono l’armatura per coprire grandi fragilità. Gesù libera da questa oppressione: nato e morto nudo, offre i suoi doni senza chiedere riconoscenza, come accade nel brano evangelico proclamato durante la Messa. Di dieci lebbrosi guariti soltanto uno, samaritano, “sembra rendersi conto di essersi salvato” e torna da Gesù, prostrandosi ai suoi piedi. Forse, meno titoli si possono vantare, più è chiaro che l’amore è gratuito.
La spiritualità mariana, prosegue il Pontefice, è proprio al servizio di questa verità, tanto semplice quanto essenziale. La devozione a Maria è crocevia per ritornare a Gesù, e scoprire la sua presenza nei fatti della vita quotidiana. Ci aiuta a vedere i superbi dispersi nei pensieri del loro cuore, i potenti rovesciati dai troni, i ricchi rimandati a mani vuote. I lebbrosi che, guariti, non sentono il bisogno di ringraziare, sono un monito a ciascun fedele: Dio può raggiungere, e non trovare risposta. Può guarire e non coinvolgere. Esistono infatti, ammonisce il Papa, “forme di culto che non ci legano agli altri e ci anestetizzano il cuore”. Maria cammina dietro a Gesù, ed egli cammina verso ogni essere umano. Specialmente quelli definiti erroneamente “nemici”: proprio i poveri, i feriti, i peccatori. E guardare alla Vergine, significa rievocare, come scriveva Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, la “forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, i quali non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti.
"La Forza del Vangelo": il libro di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV ha pubblicato il suo secondo libro, intitolato "La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole", uscito in lingua italiana il 20 novembre, edito da Libreria Editrice Vaticana. Il volume, curato da Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale di Libreria Editrice Vaticana, è un’antologia di interventi e discorsi di Leone XIV organizzata intorno a dieci parole-chiave del Cristianesimo.
Le dieci parole-chiave
Le dieci parole-chiave presentate nel libro sono: Cristo, cuore, Chiesa, missione, comunione, pace, poveri, fragilità, giustizia e speranza. Queste parole, secondo Alessandro Gisotti, vicedirettore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, sono dei "cluster di pensiero che il Papa indirizza all’umanità in modo sintetico e comprensibile".
L'Introduzione inedita: contro le ingiustizie strutturali
Nell’Introduzione inedita al suo nuovo libro, Papa Leone XIV scrive: «Non possiamo più tollerare ingiustizie strutturali per cui chi più ha, ha sempre di più, e viceversa chi meno possiede, sempre più diventa impoverito». Guardando alla situazione del mondo contemporaneo, afferma: «L’odio e la violenza rischiano, come un piano inclinato, di tracimare finché la miseria si espande tra i popoli». Di fronte a questo, Papa Prevost individua un rimedio possibile: «Proprio il desiderio di comunione, il riconoscerci fratelli, è antidoto a ogni estremismo».
"La forza del Vangelo" è il secondo libro di Papa Leone edito da Libreria Editrice Vaticana, e fa seguito a "E pace sia!".
La figura di Robert Francis Prevost: approfondimenti e docu-film
Papa Leone XIV: Il Viaggio di Fede di Robert Prevost (Documentario Breve)
La conoscenza della persona, del carattere, del pensiero e della biografia di Papa Leone XIV, nato Robert Francis Prevost e proveniente dalle Americhe, è stata approfondita grazie a due docu-film prodotti dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Questi documentari sono dedicati rispettivamente alla stagione missionaria di Prevost in Perù e alle sue radici statunitensi.
"Leo from Chicago": le radici americane
Il primo filmato proposto è tratto da "Leo from Chicago", il documentario più recente, proiettato in anteprima assoluta il 10 novembre in Vaticano in occasione della ricorrenza dei sei mesi dall’elezione di Papa Leone XIV. Un video in lingua inglese e sottotitolato in italiano che ripercorre la storia, le radici familiari, gli studi e la vocazione agostiniana di Robert Francis Prevost nella sua terra natale: gli Stati Uniti. Un itinerario che - grazie al reportage dei giornalisti Deborah Castellano Lubov, Salvatore Cernuzio, Felipe Herrera-Espaliat - si snoda a partire dall’infanzia a Dolton, con immagini d’epoca della sua casa e dei luoghi frequentati, e attraverso i ricordi dei fratelli Louis e John.
"León de Perù": gli anni di missione
Nella seconda parte della serata è stato dato spazio al documentario "León de Perù" che, presentato lo scorso giugno, racconta gli anni di missione del futuro Pontefice nel Paese sudamericano.
Serate di presentazione e dibattito
Una serata dal titolo "Leone XIV visto da vicino" si è tenuta a Cremona presso il Campus Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In questa occasione, Alessandro Gisotti, vicedirettore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, in dialogo con il vescovo Antonio Napolioni, ha offerto ai presenti uno sguardo profondo sulla figura del pontefice. A fare da guida le pagine del libro "La forza del Vangelo". Gisotti ha descritto il Papa come «un uomo gentile», un pastore «felice di stare in mezzo alla gente, senza timore di tenere in braccio i bambini o di abbracciare le donne. Gesti di umanità semplice che appartengono alla quotidianità di ciascuno di noi e che esprimono quella sua gentilezza e il valore dell’amicizia che connota profondamente la sua spiritualità agostiniana».
Nel corso della serata, organizzata dall’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi in collaborazione con Università Cattolica e Media vaticani, sono stati trattati molti temi, tra cui quello della comunicazione nell’era digitale. Gisotti ha osservato che nel libro è possibile cogliere «la densità straordinaria di questo magistero che è solo all’inizio, ma che già ha uno sviluppo importante. Prevost è un Pontefice digitalizzato - ha raccontato Gisotti - conosce la Rete e i suoi strumenti ed è probabilmente per questo che le sue 10 parole diventano fondamentali».
Una delle chiavi di lettura di questo Papa, che nei docufilm proiettati parenti, amici e confratelli descrivono come una persona capace di confrontarsi con gli altri e di portare amicizia, pace e abbraccio fraterno, è la sua pace interiore «che non è la tranquillità, la serenità che confina col menefreghismo - ha invitato a riflettere il vescovo Napolioni - ma è quella relazione con Cristo che non puoi trattenere soltanto per te, perché è una grazia che scorre». Dai due documentari emerge evidente che questa pace interiore potrà essere fondamentale in quella missione che - come sottolineato da Gisotti - lo pone oggi «per moltissima parte dell’umanità come l’ultimo baluardo della dignità dell’essere umano, in un mondo in cui si muovono enormi interessi economici e finanziari» e nel quale «avere come papa un uomo dal cuore veramente gentile è qualcosa di paradossalmente rivoluzionario».
Quella di Cremona è stata la prima presentazione del volume sul territorio nazionale, avvenuta in contemporanea anche a Vicenza. Seguiranno altre iniziative in varie parti d’Italia attraverso le quali il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Libreria Editrice Vaticana, in sinergia con realtà ecclesiali e culturali del territorio, presentano il libro "La forza del Vangelo".
Il Viaggio Apostolico di Leone XIV a Istanbul: un passo verso l'unità

Il 29 novembre, Papa Leone XIV ha partecipato alla doxologia, una preghiera di lode trinitaria, nella chiesa di San Giorgio, sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, nel quartiere Phanar di Istanbul. Questa visita si è svolta alla vigilia della memoria liturgica di sant’Andrea, patrono del Patriarcato, giorno in cui, ogni anno, una delegazione della Santa Sede è presente in Türkiye (Turchia), nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei santi patroni (il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di sant’Andrea).
L'accoglienza e i saluti
Il Papa non ha nascosto la sua “grande emozione, consapevole di seguire le orme” dei quattro pontefici che lo hanno preceduto, rivolgendo il suo saluto al Patriarca Bartolomeo e mostrandosi “certo” che questa occasione “contribuirà anche a rafforzare i legami” di “amicizia, che hanno già iniziato ad approfondirsi” nel maggio scorso. Il Patriarca Bartolomeo, infatti, aveva preso parte alla Messa di inizio pontificato di Leone XIV il 18 maggio, ed era stato ricevuto in udienza privata il giorno dopo - dichiarando poi ai giornalisti che il Papa gli aveva espresso la volontà di compiere un viaggio in Turchia per i 1700 anni del Concilio di Nicea, tenendo anche conto del desiderio di Francesco di recarvisi - e il 30 maggio.
Nel primo pomeriggio, sotto la pioggia, Leone XIV ha raggiunto la settecentesca chiesa di San Giorgio, dove è stato atteso dal Patriarca Bartolomeo, che lo ha accolto nel cortile antistante. Il Papa e il Patriarca ecumenico hanno proceduto insieme verso l’ingresso del luogo di culto e qui hanno baciato il Vangelo, portato da un diacono, e un'icona di Gesù e hanno acceso, ciascuno, una candela. Una volta entrati è stato intonato un canto alla Vergine Maria, la Theotokos, la Madre di Dio.
La preghiera per l'unità e la pace
È iniziata la preghiera, sono stati cantati inni e pronunciate petizioni. Si è pregato per Leone XIV e Bartolomeo, affinché i loro passi siano volti a buone opere, per il clero e per il popolo di Dio, per i governanti e tutte le autorità civili, per la stabilità delle Chiese e l’unità di tutti e infine per la pace nel mondo. Dopo la lettura di un brano tratto dal Libro del Profeta Zaccaria, si è proseguito con altre preghiere.
Successivamente Bartolomeo ha preso la parola, accogliendo il Patriarcato ecumenico, la Grande Chiesa di Cristo, con profonda gioia e giubilo nello stesso spirito di amore fraterno con cui erano stati accolti i suoi illustri predecessori, i Papi Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Il Patriarca ha ricordato che i quattro pontefici “hanno fortemente contribuito, ognuno a suo modo, con il proprio carisma, al riavvicinamento delle nostre Chiese sorelle attraverso il dialogo d’amore e di verità”, e ha rammentato la promessa scambiata con Francesco “di compiere un pellegrinaggio comune nella storica città di Nicea in occasione del 1700.mo anniversario del primo Concilio ecumenico, un Concilio di unità nella fede apostolica, una voce unica della Chiesa unificata”. Ha definito il primo viaggio di Leone XIV, adempimento di tale promessa, “una benedizione sul suo papato”. Bartolomeo ha paragonato il Papa a un chierico che nella tradizione liturgica cristiana ortodossa, prima di partecipare alla Divina Eucaristia, “legge una preghiera conosciuta come Kairos e venera le icone di Cristo e di santi riveriti come modo per ricevere la loro benedizione per servire la Liturgia”, e ha affermato che il Pontefice “è venuto per prendere Kairos, forze e fortezza dal sacro luogo di Nicea mentre inizia il suo ministero papale, caratterizzato dalla volontà di servire la chiamata del Signore verso l’unità dei cristiani”. Ha concluso il Patriarca ecumenico: “È nostra comune responsabilità adoperarci per avere a cuore ‘di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace’”
Leone XIV ha espresso “profonda gratitudine per la calorosa accoglienza” ricevuta ed ha evidenziato l’“amicizia sincera e fraterna, basata sulla fede condivisa e su una visione comune di molte delle principali sfide che la Chiesa e il mondo devono affrontare”, sviluppata da Bartolomeo con Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Ha rievocato, poi, la commemorazione, ieri a İznik (un tempo Nicea), della prima assise ecumenica nella storia della cristianità. Un momento significativo, che ha visto i successori di Pietro e Andrea, Leone XIV e Bartolomeo, e diversi patriarchati, vescovi, metropoliti, capi delle Chiese e rappresentanti delle comunioni cristiane mondiali recitare insieme il Credo niceno-costantinopolitano. Il Papa ha ricordato: «Ieri, e di nuovo questa mattina, abbiamo vissuto momenti straordinari di grazia commemorando, insieme ai nostri fratelli e sorelle nella fede, il 1700.mo anniversario del Primo Concilio Ecumenico di Nicea. Ricordando quell’evento così significativo e ispirati dalla preghiera di Gesù perché tutti i suoi discepoli siano una cosa sola, siamo incoraggiati nel nostro impegno a ricercare il ripristino della piena comunione tra tutti i cristiani, compito che intraprendiamo con l'aiuto di Dio».
Il pensiero del Papa è andato poi alla celebrazione della memoria di Sant’Andrea, che ricorre il 30 novembre, evidenziando la preghiera a Dio, pronunciata da un diacono poco prima, “per la stabilità delle Sante Chiese e per l’unità di tutti”, che “risuonerà anche nella Divina Liturgia di domani”, e ha chiesto all'Onnipotente, “Padre del nostro Signore Gesù Cristo", di ascoltarla e di avere "misericordia" di tutti. Terminato l’indirizzo di saluto del Pontefice è stato recitato il Padre Nostro in latino. Quindi sono state formulate le benedizioni finali, in latino quella di Leone XIV e in greco quella del Patriarca Bartolomeo. Sono seguiti ancora canti e preghiere e, mentre il Papa e il Patriarca si dirigevano verso l’uscita della chiesa, la dossologia si è conclusa con una lode allo Spirito Santo, fonte di sapienza, timore reverenziale e intelletto.
La Libreria Apostolica Vaticana: conservazione e restauro
La Libreria Apostolica Vaticana ha il compito di curare la conservazione e l’incremento dei volumi. Si impegna nella protezione dei manoscritti dai danni provocati dall’umidità, dalla polvere e dagli insetti, e nell'adozione di legature semplici e funzionali. I restauri dei fogli pergamenacei e manoscritti, eseguiti sin dal 1920, sono documentati in registri cartacei che riportano i materiali e le tecniche utilizzate, inclusi i reagenti chimici applicati per permetterne la lettura.
Riferimenti e studi
Tra le pubblicazioni e i documenti che attestano le pratiche e la storia della Biblioteca Apostolica Vaticana si citano:
- Bignami Odier, J.: La bibliothèque Vaticane de Sixte IV à Pie XI.
- Ehrle, F.: Della Conferenza Internazionale di San Gallo (1898), in Rivista delle biblioteche e degli archivi, XX, 1909.
- Ehrle, F.: Della conservazione e del restauro dei manoscritti antichi, in Rivista delle biblioteche e degli archivi, IX, 1898.
- Federici, C.: Il progetto di riqualificazione del deposito manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana, in Biblioteche oggi, ottobre 2007.
- Petrucci Nardelli, F.: Legatori vaticani, in Mercurius in trivio, Ed. Bulzoni; Roma, 1993.
Il progetto "Desiderio di Roma" e i pellegrinaggi ferroviari

Il convegno “Desiderio di Roma” si inserisce nel quadro di un progetto di ricerca e valorizzazione culturale che interroga il pellegrinaggio giubilare e cattolico in senso lato come fenomeno storico, mediale e rituale. Il valore scientifico dell’operazione risiede non solo nella ricchezza delle fonti censite, ma nella proposta di una metodologia di analisi che coniuga semiotica, storia sociale, studi visuali e archivistica.
Il treno come medium
Il treno, in questo contesto, non è solo un mezzo di trasporto, ma un luogo di soglia, di comunità provvisoria, di ritualità condivisa. È un simbolo mobile di una Chiesa che si mette in cammino, che si fa prossima, che attraversa la modernità senza smarrire la propria vocazione universale. Non è mai neutro: è infrastruttura tecnica e insieme simbolo, strumento di mobilità e al tempo stesso medium che ridisegna la geografia sacra, comprime le distanze, trasforma il tempo del viaggio in esperienza comunitaria e rituale.
Percorsi storici e mediali
Gli interventi del convegno, costruiti a partire da fotografie o sequenze filmate, offrono una lettura tematica e interpretativa di alcuni snodi significativi della storia dei pellegrinaggi ferroviari verso Roma:
- Dal treno di Pio IX al Giubileo straordinario del 1933 di Pio XI.
- Dal viaggio a Loreto e Assisi di Giovanni XXIII nel 1962.
- Fino alla Giornata del Ferroviere del 1979 con Giovanni Paolo II.
Si menziona anche Paolo VI, il cui pontificato rappresenta un passaggio cruciale nella storia del rapporto tra la Chiesa e la modernità. Nel 1964, in occasione della Giornata del Ferroviere, accanto all’udienza in San Pietro, si affiancano celebrazioni in spazi non ecclesiastici: il Teatro Italia e, soprattutto, il piazzale del deposito di Roma Smistamento, dove si celebra la messa in ricordo dei ferrovieri caduti sul lavoro. È la prima volta che il rituale si sposta in modo così evidente verso luoghi legati all’immaginario ferroviario, inaugurando una logica di coesistenza tra codici diversi: la sacralità della basilica e la concretezza di un’officina, la verticalità del rito e la sua apertura alla dimensione sociale. Paolo VI, il Papa del dialogo e della modernità, imprime così una nuova spazialità alla celebrazione, anticipando quella mobilità che diventerà cifra del pontificato di Giovanni Paolo II.
La costruzione di un immaginario cattolico globale
Le fonti analizzate - cinegiornali, documentari, fotografie, film amatoriali - raccontano non solo la logistica dei Giubilei, ma la costruzione di un immaginario cattolico globale, intrecciato con le strategie comunicative del papato e con le dinamiche sociali e politiche del Novecento. Ne emerge un quadro in cui il pellegrinaggio ferroviario si configura come fatto sociale totale, in cui dimensione spirituale, politica, economica e mediale si compenetrano: dai treni speciali organizzati per i Giubilei alle immagini che celebrano la modernità cattolica, fino alle narrazioni che accompagnano la costruzione di una Chiesa capace di dialogare con la modernità tecnologica.
Questa prospettiva apre scenari futuri di grande interesse: dall’analisi comparativa con altri contesti europei e extraeuropei, alla valorizzazione digitale di archivi ancora inesplorati, fino alla possibilità di sviluppare percorsi immersivi e interattivi che restituiscano al pubblico la complessità di questa storia.
Book Corner 2025: Libri per costruire
L’Associazione Italiana Centri Culturali (AIC), partner storico del Meeting per l’amicizia fra i popoli, contribuisce alla realizzazione della manifestazione riminese curando ogni anno la presentazione di una serie di nuove uscite editoriali attraverso dialoghi con gli autori o i curatori. Queste presentazioni, che rappresentano anche l’occasione per un approfondimento del titolo stesso del Meeting, confluiscono in una collana di podcast disponibile sulle principali piattaforme.
A questo scopo anche quest’anno AIC allestirà all’interno dei padiglioni fieristici (C5) uno spazio dedicato alla registrazione dei nuovi podcast che sarà possibile seguire in diretta e in presenza. Saranno presenti autori come Viola Ardone, Paola Mastrocola, Enrico Galiano, Roberta Recchia, Antonia Arslan, Eraldo Affinati, Padre Mauro Giuseppe Lepori, Paolo Malaguti, Javier Cercas, Fernanda Rossini, Pierdante Piccioni, Antonia Salzano Acutis, Fabio Geda, Giovanni Maria Vian, Marcello Veneziani, Benedetta Centovalli, Silvio Cattarina, Gianluca Attanasio e molti altri.
Da luglio e durante i giorni del Meeting, i podcast del Book Corner saranno disponibili su Spreaker, Spotify e sulle altre piattaforme e diffusi sui Canali Social di #meeting25 e di AIC (www.centriculturali.org).
Gli appuntamenti al Book Corner 2025 saranno arricchiti da una serie di momenti di lettura, dedicati ad alcuni grandi autori.