Torino è una città ricca di storia e di cultura, ancora oggi disseminata di opere ed edifici che risalgono ad epoche molto lontane e significative per l’evoluzione storica del nostro Paese.
Il Santuario della Consolata, ufficialmente noto come Chiesa di Santa Maria della Consolazione, è una basilica cattolica situata a ridosso dell'omonima via ed è uno dei luoghi di culto più antichi di Torino. Dedicato a Maria, invocata con il titolo di Consolatrice, è considerato il più importante santuario della città e dell'Arcidiocesi di Torino, oltre che un vero capolavoro del barocco piemontese.

Origini Antichissime e Leggende
La storia del Santuario della Consolata affonda le sue radici in tempi antichissimi. La tradizione vuole che in questo luogo, in epoca paleocristiana, sorgesse una chiesa dedicata a sant'Andrea, nella quale veniva conservata una venerata effigie della Vergine.
Andata distrutta la chiesa, si perse traccia anche dell'icona. La leggenda narra che nel 906 i monaci benedettini di Novalesa, trasferitisi a Torino per sfuggire alle razzie dei saraceni, durante i lavori di ricostruzione dell'antica chiesa ritrovarono il sacro ritratto. Tuttavia, il luogo cadde nuovamente in rovina nelle distruzioni e carestie che si abbatterono sulla città all'alba del II millennio.
La tradizione popolare lega la storia del ritrovamento definitivo dell'icona della Vergine a un evento miracoloso. Si narra che a un certo Giovanni Ravacchio, un cieco proveniente da Briançon, fu rivelata in sogno l'ubicazione di un'immagine raffigurante la Madonna. Una volta recuperata l'icona, l'uomo avrebbe recuperato la vista. Questo evento è tradizionalmente datato al 20 giugno 1104.
A seguito di questo evento miracoloso, la chiesa di Sant'Andrea venne restaurata, elevata al grado di basilica e l'icona collocata solennemente al suo interno. Da allora, il 20 giugno di ogni anno, si celebra la festa della Consolata, una delle ricorrenze popolari torinesi più sentite.

L'Evoluzione Architettonica nel Corso dei Secoli
L'edificio attuale è il risultato di numerosi interventi e rimaneggiamenti operati nel corso dei secoli da grandi maestri dell'architettura.
L'epoca Romanica e Gotica
Il Santuario della Consolata sorge sui resti di una delle torri angolari della cinta muraria dell'antica Augusta Taurinorum. Poco dopo l'anno mille, la chiesa fu sede dei Monaci Novalicensi. A loro si deve il primo ampliamento che vide l'edificazione di una nuova chiesa in stile romanico sviluppata su tre navate, con un chiostro sul lato meridionale e il campanile.
Il campanile, unica testimonianza dell'epoca giunta ai nostri giorni, è considerato il monumento architettonico più antico di Torino dopo i residui degli edifici romani. Fu innalzato tra il 980 e il 1014 dal monaco architetto Bruningo per incarico dell'abate Gezone di Breme. Originariamente ebbe funzione di torre difensiva, come suggeriscono le pietre provenienti da preesistenti costruzioni di epoca romana visibili nella base. La cella campanaria venne aggiunta nel 1406.

Il Barocco: Guarino Guarini e Filippo Juvarra
Con l'avvento del barocco, il santuario subì importanti trasformazioni.
Tra il 1678 e il 1703, Guarino Guarini rivoluzionò le forme della chiesa, creando un grande corpo ellittico sul volume della precedente navata centrale, mantenendo l'orientamento dell'altare maggiore verso est. A nord, Guarini aggiunse un nuovo volume a pianta esagonale, progettato come un esagono sormontato da una cupola simile a quella della chiesa di San Lorenzo.
La seconda grande trasformazione barocca avvenne tra il 1729 e il 1740 ad opera di Filippo Juvarra. L'architetto ridisegnò l'area del presbiterio e riprogettò il nuovo altare maggiore, ammirabile ancora oggi. La collocazione dell'immagine della Vergine nella nuova nicchia posta a nord, nel precedente esagono guariniano, consentì una maggiore visibilità della stessa.

Interventi Successivi e l'Aspetto Attuale
Il santuario subì ulteriori rimaneggiamenti nel corso del XIX e XX secolo.
Nel 1860 venne costruito il pronao neoclassico. Il santuario deve il suo aspetto attuale all'ultimo grande rimaneggiamento avvenuto tra il 1899 e il 1904, su progetto dell'architetto Carlo Ceppi. I lavori coinvolsero l'area absidale esagonale guariniana, ampliata da Ceppi con la realizzazione di quattro cappelle ogivali e due coretti a lato del presbiterio. L'ingresso meridionale divenne l'accesso principale, arricchito dal pronao neoclassico.
L'edificio è il risultato di numerosi interventi operati nel corso dei secoli. Il pronao tetrastilo con colonne corinzie di gusto neoclassico introduce all'ingresso principale da cui si ha accesso dall'antistante piazza omonima. La basilica è caratterizzata da una pianta variegata e unica nel suo genere.
Elementi di Pregio e Opere d'Arte
All'interno del Santuario della Consolata si possono ammirare numerose opere d'arte e elementi di pregio.
- L'imponente Altare Maggiore, opera di Filippo Juvarra, su cui si trovano due angeli in adorazione scolpiti in marmo bianco da Carlo Antonio Tantardini e l'icona della Vergine.
- L'icona quattrocentesca della Vergine, oggetto della popolare devozione dei torinesi (copia cinquecentesca della Madonna di Odigitria, conservata in Santa Maria del Popolo a Roma).
- Nella cappella della Madonna delle Grazie, decorata con marmi e stucchi, si scende nell'antica cappella.
- Nel coretto a sinistra del presbiterio si trovano statue delle regine Maria Teresa e Maria Adelaide in preghiera di Vincenzo Vela (1861).
- Centinaia di quadretti ex voto appesi a fianco della sagrestia, una curiosa raccolta di arte naïve, emblematica dell'immaginario popolare e della sensibilità collettiva.

Informazioni Utili
La piccola piazzetta della Consolata è uno dei luoghi più raccolti e suggestivi del centro: una chiesa millenaria, un campanile romanico, un'antica erboristeria, uno storico caffè-confetteria.
Gli orari di apertura e visita potrebbero subire variazioni.
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