Introduzione al Patrimonio Religioso della Diocesi di Vicenza
Scrivere di itinerari religiosi per i turisti nella provincia di Vicenza, come del resto nell’Italia intera, è un'impresa imponente e impossibile da sintetizzare, poiché tanti sono gli edifici religiosi, così come numerosi sono i capitelli, le cappelle votive, le edicole e gli eremi. A ciò si aggiunge l'immenso patrimonio artistico religioso composto da dipinti, paraventi, abiti ed oggetti sacri custoditi nelle Chiese e nelle Cattedrali o nei preziosi Musei Diocesani. Sembra che il 70% dei beni culturali italiani siano di carattere religioso.
Tutti questi luoghi sono degni di essere conosciuti perché ognuno di essi, e ogni oggetto in essi contenuto, ha senza dubbio un valore, spesso artistico ancor prima che religioso, oppure rappresentano una tradizione o raccontano una storia popolare, o ancora una credenza diffusa. Alcuni dati possono aiutare a immaginare quante storie, quante vicende si celano dietro a questi segni religiosi così capillarmente diffusi anche nel territorio della nostra provincia.
Un filo conduttore lega questi luoghi alla tradizione popolare, più che alla loro importanza artistica o architettonica. Si tratta di visite che si possono effettuare con motivazioni religiose o per semplice curiosità, per conoscere più da vicino le vicende di una comunità, le sue tradizioni, le sue culture, che fissano nella memoria anche gli eventi storici come le guerre, le pestilenze, le grandi e rovinose inondazioni.
Il Santuario di Monte Berico: Cuore della Spiritualità Vicentina
Vicenza è una città di immenso valore artistico, ma anche un centro religioso ricco di spiritualità e solidarietà. Il Santuario di Monte Berico rappresenta un luogo emblematico per la fede e la storia della diocesi.
Le Origini e le Apparizioni
Le origini del Santuario di Monte Berico sono strettamente legate alle apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini. La prima apparizione avvenne il 7 marzo 1426, quando la Vergine Maria apparve a Vincenza Pasini, un'umile e anziana moglie di un contadino che si recava a portare il cibo al marito che stava lavorando alle vigne. La celeste Regina chiese a Vincenza di farsi messaggera delle sue volontà presso il popolo vicentino, il governo religioso e municipale, invitando l'intera città a erigere un santuario in suo onore sul luogo dell'apparizione.
Un'ulteriore apparizione si verificò il 1° agosto 1428. In occasione di queste apparizioni, la Madonna prometteva la fine della peste che aveva colpito duramente la città nel 1428, e chiedeva che in quel luogo le fosse dedicata una chiesa. La città si salvò, anche se Vincenza Pasini non fu subito creduta, essendo considerata troppo semplice per essere creduta. Don Marco Pozza commenta questo scetticismo, paragonandolo all'atteggiamento di incredulità verso Gesù nel Vangelo, quando la meraviglia appare a due passi da casa.
La chiesa gotica, a ponente del complesso, fu costruita in soli tre mesi con il concorso del popolo, convinto dalla prodigiosa liberazione dalla peste che durava da quasi un quarto di secolo. L'attuale facciata, tuttavia, non è quella originaria, poiché un radicale rinnovamento operato nel 1860 ne ha appesantito l'aspetto. La chiesa seicentesca, opera del vicentino Carlo Borella, fu iniziata nel 1688 e terminata nel 1703. Anche questa imponente opera venne eseguita per volere della città di Vicenza, quale segno ed espressione del continuo legame di fede tra i cittadini e la Madonna.

Informazioni Pratiche per i Pellegrini
Il Santuario di Monte Berico è un luogo aperto verso il mondo e le sue molteplici culture, un emblema dell'accoglienza nei confronti dei pellegrini che salgono in preghiera al Monte. La statua quattrocentesca della Mater Misericordiae ne è un simbolo.
Orari di Apertura
- Chiesa:
- Da lunedì a sabato: estivi 6:00-12:30 / 14:30-19:00; invernali 6:00-12:30 / 14:30-18:00
- Domenica: estivi 6:00-20:00; invernali 6:00-19:00
- Sala del Quadro (Refettorio con la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese):
- Da lunedì a sabato: estivi 8:30-12:30 / 14:30-18:30; invernali 6:00-12:30 / 14:30-18:00
- Domenica: estivi 7:30-19:30; invernali 7:30-18:30
L'ingresso alla chiesa è libero. Per la Sala del Quadro è richiesto un contributo responsabile.
Come Raggiungere il Santuario
- In auto: È possibile giungere fino al Piazzale della Vittoria, che offre numerosi posti auto.
- Con i mezzi pubblici: Nei giorni festivi, da Viale Roma è possibile prendere il bus urbano 18 SVT che collega regolarmente il centro con il vicino colle.
- Bus turistici: Lungo Viale 10 giugno sono disponibili stalli gratuiti per la sosta dei bus turistici.
- A piedi dal centro: Con una piacevole passeggiata di circa mezz'ora si può arrivare al colle del Monte Berico. Raggiunto il Viale Risorgimento, si potrà scegliere di salire le scalette attraverso l'Arco delle Scalette (di progetto palladiano) oppure di incamminarsi lungo la via di pellegrinaggio porticata di Viale 10 giugno.

La Cattedrale di Vicenza: Storia e Spiritualità
La Cattedrale di Vicenza racconta la storia e le origini del cristianesimo nella città. All'interno sono conservati un polittico e importanti scavi archeologici, i più vasti del Veneto. Questi scavi hanno portato alla luce la prima domus ecclesiae della città, risalente alla fine del III secolo, dove la prima comunità cristiana si riuniva in una casa privata per incontri e la celebrazione della Messa domenicale.
Altri Luoghi di Culto e Devozione nella Diocesi
La Diocesi di Vicenza è ricca di numerosi luoghi di culto che testimoniano una profonda e diffusa spiritualità.
La Grotta di Lourdes a Chiampo
Se vi trovate a Vicenza o nei dintorni, non perdete una visita alla Grotta di Lourdes a Chiampo. Questa grotta è una copia fedele in scala 1:1 dell'originale della cittadina francese. Fu voluta e costruita da Frà Claudio Granzotto, frate francescano e scultore, beatificato nel 1994 da Giovanni Paolo II. Egli seppe ben coniugare le sue capacità artistiche con l'ispirazione religiosa, in particolare nella realizzazione della statua dell'Immacolata Concezione, alta 1,78 m e collocata nella nicchia come a Massabielle.
La consacrazione a luogo di culto avvenne il 29 settembre 1935. In occasione del Centenario Lourdiano del 1958, la grotta ospitò 200.000 pellegrini. Nel 2008, per il 150° anniversario, se ne contano quasi un milione. In questo luogo di raccoglimento e preghiera si trova anche un monumento a Bernadette Soubirous realizzato dal Beato Claudio nel 1942, la Via Crucis all'interno del vasto Parco botanico con oltre 350 specie di piante, il Museo "P. Aurelio Menin" e la Nuova Chiesa, costruita a forma di conchiglia per accogliere l'afflusso crescente di pellegrini e ricordare la valle di fossili celebrata anche dal concittadino Giacomo Zanella con la nota poesia sulla conchiglia fossile.

Il Santuario della Madonna del Pedancino (Cismon del Grappa)
La devozione popolare al Santuario della Madonna del Pedancino sembra essere iniziata durante la lotta iconoclasta dell'imperatore Leone III Isaurico, ma si rafforzò dopo l'apparizione della Vergine ad un pastorello muto alla fine del Settecento, il quale, dopo l'episodio, iniziò a parlare. Fu costruita una cappellina e si diffuse rapidamente una grande devozione verso la Madonna del Pedancino in tutta la valle del Brenta.
Nell'agosto del 1748, vi fu un miracoloso salvataggio della statua lignea della Madonna, che rimase intatta nonostante un violentissimo temporale e la conseguente alluvione avessero provocato la distruzione dell'Oratorio che la ospitava e di molti manufatti nei dintorni. La statua venne recuperata a Pozzoleone e riportata con una solenne processione nel 1760 nella cappella ricostruita.
Il Santuario della Madonna dell’Acqua (Mussolente)
Anche in questo caso, si tratta di un salvataggio miracoloso di una statua della Madonna dalle acque a seguito di una violenta alluvione avvenuta nel 1636, provocata dallo straripamento del torrente Volon, che seminò distruzione nella zona. La statua fu rinvenuta intatta da un abitante che la recuperò, ricollocandola dopo tre anni nella chiesetta situata sul colle.
Chiesa della Madonna dell’Onda (San Nazario)
Questa tradizione popolare nasce a seguito di una tragica inondazione del Brenta che rase al suolo case e distrusse strade, ma preservò la Cappella, fatta costruire nel 1547 da una famiglia sconosciuta. La cappella conservava un affresco raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano. Gli abitanti, considerando l'evento miracoloso, fecero costruire una chiesa attorno alla Cappella, intitolandola alla Madonna dell’Onda. Questo diede vita a grandi flussi di pellegrini, tanto che nel 1833 fu necessario costruire un Tempio più grande.
Madonna dei Capitei (Marostica, Località Vallonara)
Sembra che la chiesa fosse stata costruita nel 1620 per volontà di una famiglia del luogo, dove sorgevano già numerosi capitelli dedicati alla Vergine, innalzati a seguito di un'apparizione della Madonna. Purtroppo, a chi e quando questo sia avvenuto non è possibile saperlo, poiché non esiste documentazione a supporto. Tuttavia, la pietà popolare e le credenze hanno fatto sì che si celebrasse a Capitelli, come avviene ancora oggi, la festa della Comparsa, riferendosi appunto all'Apparizione.
Sacello della Madonna del Carmine (Gallio)
Questo sacello votivo è stato eretto come ringraziamento per aver protetto il paese dalla violenza della Seconda Guerra Mondiale. Il ricordo delle ferite inferte all'Altopiano dalla Grande Guerra era ancora vivo quando si scatenò il secondo conflitto, e la popolazione fece quindi un voto che sciolse con la costruzione di questa piccola chiesa, benedetta il 16 luglio 1946 dopo un'imponente processione sul colle Ferragh. Nel 1989 un violento temporale frantumò la statua in mille pezzi, che furono sparsi in tutti i prati antistanti.
La Diocesi di Vicenza: Struttura e Pellegrinaggi
La Diocesi di Vicenza conta 22 Vicariati e ben 354 Parrocchie, alcune delle quali trasformatesi in Unità Pastorali. Nella Provincia di Vicenza, i cui confini, come noto, si differenziano rispetto a quelli diocesani da prima dell'anno mille, le parrocchie sono 374.
È stato costruito un itinerario, "Il Cammino P.G.R. - Per Grazia Ricevuta", che collega i principali santuari ex-voto e i luoghi più frequentati della provincia dai residenti, ma soprattutto dai pellegrini e dai turisti. Questi luoghi sono stati edificati sovente per volontà popolare in seguito ad apparizioni della Madonna, come nel caso del Santuario di Monte Berico, o trasformati dalla pietà popolare in luoghi di culto diffuso perché conservano i ricordi dell'infanzia di un Santo, come nel caso della casa natale di Suor Maria Bertilla Boscardin a Brendola.
La tradizione dei cosiddetti ex-voto suscepto, offerte votive, si fa risalire all'antichità e a religioni diverse. Sebbene siano forme di "teatralizzazione" per aver scongiurato o vinto situazioni di sofferenza e precarietà, ancora oggi, con varie modalità, sono diffuse e praticate in tutto il mondo. Questa proposta di turismo slow permette di prendersi del tempo da dedicare alla contemplazione, alla conoscenza e all'ascolto.
Il Santuario di Monte Berico a Vicenza
Pellegrinaggi e Giubilei
La Diocesi di Vicenza è attivamente coinvolta nell'organizzazione di pellegrinaggi, anche in occasione di eventi significativi come il Giubileo.
Un esempio recente è il pellegrinaggio giubilare a Roma. Diversi pullman sono partiti da vari punti della diocesi per vivere il Giubileo nella Città Eterna. Erano presenti il vescovo Giuliano, 20 preti, i seminaristi e un coro con oltre 30 voci. Tra i partecipanti, molte coppie, una delle quali celebrava 49 anni di matrimonio proprio quel giorno, e famiglie giovani con figli. La giornata è stata occupata dal viaggio, dal passaggio della Porta Santa, dalla Messa e da un tempo libero di visita o riposo nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura.
La Messa è stata presieduta dal Card. Fabio Baggio, che nell'omelia ha ricordato come il difficile tempo storico attuale potrebbe indurre alla disperazione, proprio nell'anno del Giubileo della speranza. Ha sottolineato che Gesù continua a dire che è lì per salvarci e che il Regno di Dio va costruendosi, visibile solo con gli occhi della fede. Ha esortato a una speranza attiva, chiedendosi cosa si sta facendo per portare libertà agli oppressi e come si contribuisce alla costruzione del Regno nelle piccole cose quotidiane, portando speranza, giustizia e pace.
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