La Parrocchia di San Martino Vescovo di Povegliano Veronese (VR), situata in PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE, 2, è parte integrante dell’Unità Pastorale di Ognissanti, che include anche le comunità di Dossobuono, Alpo e Rizza.
La Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo: Storia e Evoluzione

Le prime testimonianze relative alla chiesa parrocchiale del paese risalgono al 1300. Già in quest'epoca, nella stessa area dove oggi sorge la chiesa attuale, esisteva una piccola pieve dedicata a San Martino, documentata almeno dal 1137. Tuttavia, questa non era la parrocchiale, in quanto sotto la giurisdizione dei Benedettini. La prima vera chiesa del paese era, infatti, quella di San Ulderico, situata dove attualmente si incrociano le vie Cavour e San Ulderico.
La chiesa di San Ulderico, essendo costruita su una palude coperta con terreno di riporto, si trovava in grave stato di usura a causa delle infiltrazioni d’acqua e dei cedimenti. Successivamente, nel XV secolo, venne demolita e ricostruita una chiesa vera e propria che divenne la parrocchiale.
Nel 1533, il Vescovo di Verona Matteo Gilberti diede ordine di ampliare la chiesa a spese del comune, un ordine che fu ripetuto anche dal cardinale Agostino Valerio nella visita del 1582. La costruzione venne ultimata nel 1597. Alcuni secoli dopo, l’Arciprete Don Bartolomeo Martini diede il via ai lavori di ricostruzione della chiesa parrocchiale, ultimati nel 1824 dall’Arciprete Don Fenzi.
La Demolizione del 1964 e la Nuova Chiesa

Così come è accaduto per le chiese più antiche, la stessa sorte venne riservata anche alla parrocchiale di San Martino che, nel settembre del 1964, venne demolita per lasciare spazio all’attuale edificio. L’abbattimento venne giustificato dalla necessità di migliorare la viabilità, dall’onerosità delle spese di ristrutturazione del tetto e dal bisogno di avere una piazza per il paese.
La realtà dei fatti fu che per abbattere la chiesa furono necessari macchinari potenti e funi in acciaio che si spezzavano in continuazione, a riprova che l’abbattimento non era necessario ma solo frutto della mania dell’epoca di buttare le cose vecchie (e preziose) per ripristinarle con le nuove (assai poco pregiate). La cittadinanza non fu d’accordo e ne è riprova i verbali del consiglio comunale dell’epoca, che riportano accesi diverbi.
Il patrimonio artistico fu in parte salvato ed in parte trafugato/svenduto, o addirittura sepolto con le macerie. Ne sono testimonianza le statue di San Luca e San Martino ritrovate lungo l’inizio di Via Nogarole (detta via Mora), ora restaurate e ricollocate. Anche l’organo fu praticamente svenduto e le canne bruciate.
La Nuova Chiesa e il Campanile Storico
Nel piano sotterraneo all’attuale edificio è stata ricavata una cripta dedicata a San Ulderico. Il campanile della chiesa, staccato alcuni metri dall’attuale edificio, è stato risparmiato dalle demolizioni del 1964 e recentemente restaurato e consolidato. Le campane vennero smontate durante la Seconda Guerra Mondiale per essere fuse e ricavare materiale per fare i cannoni.
Festeggiamenti per il 50° Anniversario della Nuova Chiesa
La comunità ha celebrato un importante anniversario: dal 27 maggio 2015 sono iniziati i festeggiamenti per il 50° della costruzione della nuova chiesa parrocchiale, che sono terminati il 9 ottobre 2016 con il ricordo della consacrazione dell'altare maggiore.
Il Santuario della Madonna dell'Uva Secca (Chiesa di Santa Maria sulla Via Secca)

La Chiesa di Santa Maria sulla Via Secca, popolarmente nota come Santuario della Madonna dell’Uva Secca, risale alla fine del XII secolo. Il santuario ha avuto una sua bella fioritura nel Medioevo, quando accanto ad esso c’era anche una struttura per accogliere malati e pellegrini.
Origine del Nome
La curiosa denominazione "Madonna dell’Uva Secca" può essere spiegata come una storpiatura di Via Secca o con un’antica tradizione orale: si racconta che un giorno, durante il periodo della vendemmia, una misteriosa signora passò dal santuario e chiese un grappolo d’uva al contadino. Questi gliela negò, e il giorno dopo tutto il vigneto seccò.
Patrimonio Artistico e Architettura
La struttura del Santuario ha avuto successivi ritocchi, in particolare il prolungamento della chiesa nel 1600 e la costruzione dell’altare maggiore, pensato fin dall’inizio per accogliere il mirabile affresco della Dormizione di Maria, risalente al XIV secolo. L’affresco della Dormizione è attribuito alla scuola di Altichiero e Avanzo: due tele, una sopra e l’altra sotto, incorniciano l’affresco e formano un trittico che esalta la glorificazione di Maria.
Il campanile è sormontato da una cupola a forma di cipolla, come nelle chiese orientali. Alcuni quadri si possono ammirare sulle pareti, tra cui una Santa Famiglia con San Rocco di autore ignoto.
Rinascita e Gestione Attuale
Dopo alterne vicende, il santuario ha subito un periodo di progressivo abbandono, ma è stato recentemente riportato al suo splendore originale da una globale ristrutturazione ad opera della popolazione locale, costituitasi in “Comitato per il Santuario”, attivo ancora oggi. Dal 2000 il Santuario è animato da una comunità religiosa di Fratelli della S. Famiglia. È un Santuario parrocchiale (di Povegliano) e la liturgia che vi si celebra rispetta i ritmi e i percorsi della parrocchia.
Orari delle Celebrazioni
Le messe e le altre celebrazioni si svolgono secondo il seguente orario:
- Lunedì: ore 8.00 e 20.00 (cripta)
- Martedì: ore 8.00 e 20.00 (Santuario Madonna dell'Uva Secca)
- Mercoledì: ore 8.00 e 20.00 (cripta)
- Giovedì: ore 8.00 e 20.00 (cripta)
- Venerdì: ore 8.00 e 15.00 (cripta), segue alle 15.30 l'adorazione eucaristica
- Sabato: confessioni dalle 16.00 e Santa Messa prefestiva ore 18.00 (chiesa grande)
- Domenica: ore 8.00, 9.30, 11.00 (chiesa grande) e 18.00 (Santuario Madonna dell'Uva Secca)
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