Questo articolo propone approfondimenti storici tratti da alcune delle più significative puntate della video rubrica “Storie e tradizioni popolari lametine”, ideata e curata da Matteo Scalise. Vengono ampliati i discorsi inerenti le puntate 6, 12, 15 e 19, in cui si è trattato del patrimonio ecclesiastico di Nicastro, Sambiase, Sant’Eufemia e dei culti a Sant’Antonio di Padova e San Francesco di Paola a Nicastro e Sambiase.
Papi di Origine Meridionale nella Storia della Chiesa
Il Meridione d’Italia ha dato alla Chiesa cattolica, nel corso della sua lunga storia bimillenaria, ben dieci successori di Pietro. Le notizie che possediamo sono estratte da varie fonti tra cui il Liber Pontificalis, la raccolta di biografie dei pontefici composta da diversi autori, la Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, il Catalogo Liberiano e l’Adversus Haereses di Ireneo di Lione. Nonostante i dati apparentemente precisi forniti dal Liber Pontificalis, la cronologia relativa dei singoli ministeri petrini è malcerta almeno fino alla fine del II secolo, e sono del tutto prive di ogni possibilità di verifica le diffuse biografie dei personaggi, tradizionalmente considerati i più antichi vescovi di Roma.

I Primi Vescovi di Roma dalla Calabria
Telesforo nacque nella località calabrese di Terranova di Sibari, in provincia di Cosenza, dove condusse una vita da eremita. Eletto ottavo papa cattolico nel 125, combatté eresie come lo gnosticismo, introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli e la messa di mezzanotte di Natale. Probabile compositore del Gloria in excelsis Deo, fu martirizzato ma non fu mai sepolto in Vaticano. Il suo pontificato terminò verso il 138, come ricorda Eusebio di Cesarea.
Il diciannovesimo vescovo di Roma fu Antero, il cui papato durò solo 43 giorni, dal 21 novembre 235 al 3 gennaio 236. Sebbene il Liber Pontificalis lo annoveri tra i martiri, è più attendibile che sia morto di morte naturale, dato che nel Catalogo Liberiano figura il verbo dormit, cioè “si addormentò”, usato per indicare i Santi Padri deceduti in modo naturale. Nacque nell’antica città magnogreca, poi municipio romano, di Petelia (l’attuale Strongoli nel Crotonese) e fu il secondo ad essere sepolto nel cimitero di San Callisto.
Il periodo dal 259 al 268 vide la salita al Soglio Pontificio di Dionisio, il venticinquesimo capo della Chiesa di Roma, originario di Terranova di Calabria. Grazie ad una politica religiosa tollerante verso i cristiani, inaugurata dall’imperatore Gallieno (260-268), Dionisio riorganizzò la vita della Chiesa, a cui il monarca romano aveva restituito i luoghi di culto e i cimiteri, assistette i cristiani perseguitati, ebbe buoni rapporti con il suo omonimo Dionigi, vescovo di Alessandria, e fece accettare dalle varie comunità cristiane le sue istruzioni sulla distinzione delle tre persone della Trinità.
Al IV secolo e, più precisamente, al periodo compreso tra il 309 e il 310 risale il breve ministero petrino, durato solo quattro mesi, di Eusebio. Questi nacque a Casegghiano vicino a San Giorgio Morgeto, in provincia di Reggio Calabria. Eletto trentunesimo vicario di Cristo, riaffrontò il problema dei cristiani da riammettere nella Chiesa, sfidando i rigoristi che gli opposero l’antipapa Eraclio. Per sedare la disputa l’imperatore Massenzio inviò i due antagonisti in esilio in Sicilia. Eusebio morì poco dopo e fu seppellito nel cimitero di San Callisto.
Altri Pontefici Meridionali
Originario di Mesurgo (l’attuale Mesoraca nel Crotonese), San Zosimo fu pontefice dal 417 al 418. A causa del suo carattere impulsivo e della sua scarsa conoscenza della mentalità occidentale, fu criticato da molti vescovi per aver accettato la revisione, bloccata in un secondo momento, della condanna che il suo predecessore Innocenzo I aveva inflitto ai sostenitori del pelagianesimo, e per aver reintegrato, senza cercare prove, un sacerdote di nome Apiario, che era stato scomunicato dal suo vescovo. Fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori Le Mura.
Ci sono dubbi sull’origine calabrese di San Agatone (678-681) e di Leone II (682-683) che, secondo molte fonti, erano siciliani. Giovanni VII, invece, fu certamente calabrese e resse le sorti della Cattedra di Pietro dal 705 al 707. Nato a Rossano nel 650, stabilì buoni rapporti con il re longobardo, Ariberto, e riuscì a riottenere i beni confiscati alla Chiesa nel territorio ligure. Diede importanza al monachesimo e fece erigere una cappella a San Pietro in onore alla Madonna, in cui collocò la reliquia del Velo della Veronica.
Dal 741 al 752 il vicario di Cristo fu San Zaccaria, nato a Santa Severina in provincia di Crotone. Riuscì a stipulare un accordo di pace con i longobardi e gettò le basi per una buona alleanza tra la Chiesa di Roma e la monarchia francese.
Il Patrimonio Ecclesiastico e i Culti Antichi a Lamezia Terme
I Culti Pre-Normanni a Nicastro e Sambiase
Nella puntata dedicata ai protettori lametini, è stata avanzata l'ipotesi che i culti più diffusi a Nicastro e Sambiase, prima che si diffondessero con successo quelli relativi a Sant’Antonio di Padova a Nicastro e di San Francesco di Paola a Sambiase per opera degli Ordini religiosi quali i Frati Minori Cappuccini e i Frati Minimi, fossero quelli introdotti dalla dominazione bizantina in Calabria (VIII -XI secolo). Di questi culti rimane traccia soprattutto in ambito toponomastico o nella dedicazione di alcune chiese principali.
Per Nicastro si fa riferimento ai santi Teodoro e Lucia, mentre per Sambiase (fra i tanti) ai santi Biagio, Sofia, Quaranta Martiri, Pancrazio, Isidoro, Costantino, Sant’Eufemia. Questi culti di santi, ancora oggi, accomunano cattolici e ortodossi e sopravvivono a Lamezia Terme principalmente in ambito topografico o con un culto di minore intensità e strettamente parrocchiale, come quelli relativi a San Biagio (3 febbraio) presso la Chiesa del Carmine a Sambiase e di San Teodoro (9 novembre) nella omonima chiesa a Nicastro.

L'Influenza Normanna e i Nuovi Patroni
I Normanni, invece, introdussero (o imposero) il culto ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, i quali, ancora oggi, sono i titolari della Cattedrale di Nicastro ma soprattutto Patroni della diocesi di Lamezia Terme. Questi culti, riflettendo attentamente, nel corso dei secoli andarono scemando, tanto da essere quasi totalmente rimpiazzati da quelli per Sant’Antonio e San Francesco. Tuttavia, in mancanza di documentazione coeva di quei secoli, ciò che è stato scritto è solo un'ipotesi personale.
Il Capitolo della Cattedrale di Nicastro: Un Privilegio Papale
Nella prima puntata dedicata alle chiese di Nicastro, in particolare alla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, si è omesso di parlare del Capitolo di Nicastro. Solitamente l’abito corale dei canonici è formato da Talare (nera se semplice prete, con bottoni e fascia rosacea se monsignori), Rocchetto e Mozzetta nera chiusa con bottoni neri. Il Capitolo della Cattedrale di Nicastro, invece, indossa la Mozzetta rosacea chiusa con bottoni rosacei, come quella indossata dal vescovo. Questo è un privilegio papale che risale al vescovo di Nicastro Francesco Paolo Mandarani, pastore della diocesi dal 1773 al 1796. Essendo contemporaneamente Prelato Assistente al Soglio Pontificio (ovvero, avendo il privilegio di assistere e servire alle messe papali più solenni), il papa Clemente XIV gli concesse l’uniformità di colore delle mozzette dei suoi canonici a quella episcopale.

Curiosità e Specificità della Diocesi di Lamezia Terme
Le Figure Cristiane Più Venerate
La Beata Vergine del Carmine: La Patrona Amata
Attualmente, nella diocesi di Lamezia Terme, la figura cristiana più venerata risulta essere la Beata Vergine col titolo del Carmine (o del Carmelo) con ben 13 luoghi di culto ufficiali. È veneratissima presso l’omonima chiesa in Sambiase, a San Giuseppe Artigiano in Fronti di Nicastro, nella omonima chiesa in Adami di Decollatura, al Sacro Cuore di Gesù in Martirano Lombardo, a San Tommaso D’Aquino in Falerna, a San Nicola di Bari in San Pietro a Maida, a San Pietro Apostolo nell’omonimo comune, a San Michele in Platania, a San Tommaso d’Aquino in Pianopoli, a San Giovanni Battista in Nocera Terinese, a Santa Maria Cattolica in Jacurso, a Santa Maria Maggiore in Nicastro e soprattutto nel Santuario di Curinga.

San Francesco di Paola: Il Patrono della Calabria e i Suoi Santuari
Segue poi San Francesco di Paola con ben 8 luoghi di culto. Oltre ovviamente al suo Santuario presso Sambiase, il santo paolano è veneratissimo anche presso le parrocchie di: San Teodoro di Nicastro, San Giovanni Battista in Sant’Eufemia Lamezia, San Francesco di Paola in Falerna Marina, San Francesco di Paola in Motta Santa Lucia, San Tommaso D’aquino in San Mango D’aquino, San Nicola di Bari in San Pietro a Maida, Santa Maria Cattolica in Maida, Sant’Andrea Apostolo in Vena di Maida, Santa Maria Assunta in Marcellinara, Beata Vergine Immacolata in Amato. Non si possono escludere a priori ulteriori forme di venerazione per questo Santo nella diocesi, di minore conoscenza ma non per questo meno importanti, poiché è diffusissima la sua immagine in quadri, statue e Cone Votive in quasi tutte le parrocchie e nel territorio diocesano in quanto, fra i suoi tanti meriti, San Francesco di Paola è soprattutto il Patrono della Calabria.

San Giovanni Battista: Un Culto Diffuso
Al terzo posto, con 7 luoghi di culto, risulta San Giovanni Battista, veneratissimo oltre che nelle omonime parrocchie di Acconia, Gizzeria, Nocera Terinese e Soveria Mannelli anche presso le parrocchie dei S.S. Quaranta Martiri in Acquadauzano di Sambiase, a San Nicola di Bari in San Pietro a Maida e a San Giovanni Calabria in Nicastro.
Sant'Antonio di Padova: Un Caso Unico di Devozione
Sant’Antonio di Padova è un caso a sé: infatti esiste un solo luogo di culto ufficiale in diocesi, ovviamente il Santuario di Nicastro, mentre la sua venerazione è diffusissima e quindi è impossibile stabilire con certezza una quantità, poiché in quasi tutte le chiese diocesane esiste almeno una statua o un quadro a lui dedicato, oltre che alle Cone Votive sparse un po’ ovunque. Per questo motivo, non è possibile affermare in quante parrocchie si faccia con regolarità una qualsiasi forma di devozione al santo Patavino.
Titoli Mariani "Strani" e Curiosi
Passando nuovamente al discorso sulla Madre di Gesù Cristo, presso la diocesi di Lamezia Terme la Santa Vergine Maria gode di molti titoli piuttosto strani e curiosi, oltre a quelli classici “del Rosario”, “Immacolata”, “Assunta”, “Addolorata”, ecc. Oltre a quelli conosciutissimi, legati al posto dove sono avvenute presunte apparizioni quali di “Dipodi” a Feroleto Antico, di “Visora” a Conflenti, della “Buda” a San Mango d’Aquino, del “Porto Salvo” a Sambiase e di “Bellacava” in Vena di Maida (tutti e cinque Santuari), esistono anche altri titoli, per così dire “strani”, attribuiti alla Madonna quali “della Spina” in Bella di Nicastro (Santuario), “del Miracolo” in Acquafredda di Sambiase, “del Riposo” in Platania, “Regina (della famiglia)” presso Accaria di Serrastretta e Nocera Terinese Marina, “degli Abbandonati” a Soveria Mannelli, “di Porchia” e “della Consolazione” a Motta Santa Lucia, “Cattolica” a Cortale, “della Salvazione” a Jacurso (Santuario), “della Lettera” a San Pietro Apostolo, “del Principio” a Miglierina, “della Neve” e “Scala Coeli” a Pratora di Tiriolo, “del Soccorso” a Magolà di Nicastro (Santuario), Serrastretta, Motta Santa Lucia, Curinga.

Culti Specifici e Parrocchie Uniche
In conclusione, si può scrivere con relativa sicurezza che i culti più radicati e diffusi, sia in forma solenne che in forma più semplice nella diocesi di Lamezia Terme, restano quelli alla Madonna, declinata in numerosi titoli, e per i Santi Antonio di Padova e Francesco di Paola. Di seguito un breve elenco sulle parrocchie e sui culti che sono denominati o praticati in una sola realtà parrocchiale:
- Parrocchia/culto San Teodoro in Nicastro
- Rettoria Sant’Agazio in Nicastro
- Parrocchia San Pancrazio in Sambiase
- Culto Santa Teresina di Lisieux in parrocchia S.S. Quaranta Martiri in Piano Luppino di Sambiase
- Rettoria/culto San Rocco in Sambiase
- Culto San Vincenzo de Paoli in parrocchia San Giovanni Battista in Sant’Eufemia Lamezia
- Culto San Giovanni Paolo II in Cardolo di Feroleto Antico (Santuario)
- Culto San Giorgio in Cancello di Serrastretta
- Culto/parrocchie Santa Maria Goretti e San Giovanni Calabria in Nicastro
- Culto Sant’Anna in San Mazzeo di Conflenti
- Culto/parrocchia San Bernardo in Decollatura
- Culto Santa Caterina Labourè in parrocchia Medaglia Miracolosa in Mortilla di Gizzeria Lido
- Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Martirano Lombardo
- Culto San Foca e parrocchia Sant’Antonio Abate in Castiglione Marittino di Falerna
- Culto San Vito e Santa Filomena in parrocchia Santa Maria delle Grazie in Motta Santa Lucia
- Culto Santa Elisabetta d’Ungheria in Santuario Sant’Antonio di Padova in Nicastro
- Culto Santa Croce in parrocchia Santa Maria Cattolica e S.S. Cosma e Damiano (Santi Anagiri) in Cortale (quest’ultimo è Santuario).
Risorse Bibliografiche e Approfondimenti
Per ulteriori approfondimenti, si consiglia la lettura dei seguenti volumi:
- Parisi, I Monasteri basiliani del Carrà, QualeCultura, Vibo Valentia, 2006.
- Francesco Russo, Storia della Chiesa in Calabria, Rubbettino ed, Soveria Manelli, 1982.
Per ciò che riguarda la diocesi lametina e la nascita/diffusione dei culti ai santi Antonio di Padova e San Francesco di Paola, resta preziosa la lettura dei seguenti libri:
- Francesco Russo, la diocesi di Nicastro, CAM, Napoli, 1958.
- Pietro Bonacci, Scritti Storici Lametini, Gigliotti ed, Lamezia Terme, 1993.
- Massimo Iannicelli, La Cattedrale di Nicastro dal 1638 ad oggi, Massimo Iannicelli Editore, Lamezia Terme, 2017.
- Enrico Borrello, Sambiase, La Nuova Temesa, Roma, 1988.
Ultime Curiosità Diocesane
Un’ultima curiosità: attualmente la diocesi di Lamezia Terme e l’arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova sono le uniche diocesi su 12 totali in Calabria che annoverano due vescovi/arcivescovi emeriti.