Padre Pio: Statue, Devozione e Controversie nel Cilento e Oltre

Marina di Camerota e Palinuro, due località intrinsecamente legate, condividono non solo una strada che le collega, costeggiata dalla vasta spiaggia del Mingardo, rinomata per la sua sabbia finissima e i fondali profondi, ma anche una leggenda affascinante. Si narra che Palinuro, il nocchiero di Enea, si fosse invaghito senza speranza della sirena Kamaraton. Non solo fu respinto, ma addirittura deriso. Desiderando ardentemente la sirena, Palinuro si gettò in mare, andando incontro alla morte. Lì, dove annegò, sorse per magia il promontorio di Capo Palinuro.

La devozione a Padre Pio si manifesta in modi unici, come testimonia la statua a lui dedicata a Marina di Camerota. Questa effigie fu deposta per la prima volta il 22 settembre 2002, in seguito alla sua proclamazione a Santo nel giugno dello stesso anno. Dopo essere rimasta esposta per tre giorni nella chiesa locale di San Franco, la statua trovò la sua dimora subacquea.

Nonostante la consapevolezza degli abitanti di Marina di Camerota riguardo alla presenza di San Pio negli abissi, un incidente si verificò un paio d'anni dopo. Probabilmente a causa delle correnti e della vicinanza delle reti da pesca alla statua, un pescatore locale la imbrigliò, causando la rottura di un dito e della mano destra. Padre Pio fu così riportato a terra e magistralmente restaurato grazie all'abilità del professor Franco Finelli. Da allora, ogni anno, il 22 settembre, in prossimità del tramonto, in un'atmosfera che unisce fede e folklore popolare, il Diving Center Marina di Camerota, insieme al Comitato San Pio di Camerota e alla Parrocchia locale, organizza un evento speciale.

Statua di Padre Pio sommersa nel mare con pesci e posidonia

L'immersione per raggiungere la statua è descritta come semplice e poco profonda, adatta anche ai subacquei neofiti. L'ambiente è caratterizzato dalla presenza abbondante di posidonia e offre una notevole varietà di vita marina mediterranea. I subacquei possono ammirare specie come le pinne nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo, numerose vacchette di mare (nudibranchi con corpo bianco a chiazze rosso-brune), anemoni, spirografi e stelle marine. Con un po' di attenzione, è possibile scorgere anche un polpo nascosto nella sua tana ai piedi della statua.

Per i subacquei più esperti, Paolo e il suo staff offrono la possibilità di visitare la statua di Padre Pio come tappa finale di un'immersione diversa, iniziando dalla Franata del Marchese, una punta rocciosa che delimita a levante Cala Fortuna.

La processione a mare si inserisce nella festa religiosa annuale in onore di Padre Pio, che si svolge a Marina di Camerota. Uno dei momenti più attesi dai fedeli è la processione del quadro di San Pio per le vie del paese. Durante questi giorni di festa, Marina di Camerota si anima con luci, spettacoli musicali e numerose bancarelle che offrono prodotti tipici, artigianato locale e oggettistica varia.

Progetto controverso a Ogliastro Cilento: una mega statua per Padre Pio

Parallelamente alla devozione manifestata a Marina di Camerota, emerge una controversa vicenda legata a un progetto di costruzione di una mega statua dedicata a Padre Pio nella piccola cittadina di Ogliastro Cilento. Il progetto prevede un'altezza di ottanta metri e un investimento di 150 milioni di euro, in una comunità che, secondo quanto riportato, fatica ad avere l'acqua corrente.

Il progetto, annunciato per la prima volta a gennaio durante la campagna elettorale, prevedeva la costruzione di una statua votiva alta 80 metri e di un centro di ricerca per malattie genetiche. Il sindaco uscente, Michele Apolito, poi riconfermato, aveva promesso la realizzazione di quest'opera ambiziosa.

Ad aderire alla costruzione della mega statua e del centro di ricerca si è aggiunta la Fondazione Alessandro e Teresa Martino, guidata dal Cardinale Martino di Salerno, insieme ai Comuni di Ogliastro e Prignano Cilento. A settembre è stato siglato un protocollo d'intesa. Sebbene l'entità dell'intervento economico della Fondazione non sia precisamente specificata, il suo interesse per un progetto di tale natura stupisce, considerando le finalità statutarie dell'organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che includono la realizzazione di progetti benefici destinati preferibilmente a bambini indigenti e alle loro famiglie.

La Fondazione Martino ha assunto un impegno "fisso e inderogabile", impegnandosi a pagare una penale del 10% dei 150 milioni totali in caso di ritiro dall'accordo. Il comune di Ogliastro, dal canto suo, si è fatto carico delle spese progettuali.

Rischi idrogeologici e critiche sociali

Nonostante l'entusiasmo per il progetto, una frana di tipo P4 ("molto elevata") grava sulla collina del Tempone, come documentato dalle mappe dell'Autorità del Bacino del Sele. Questi studi indicano che gran parte del territorio di Ogliastro è interessato da dissesto idrogeologico, il che implica che la collina non può ospitare nuove costruzioni con aumenti di volumetria, ma solo opere di risanamento.

Sotto la collina, una strada è colpita da una frana di tipo P3 ("elevata"), meno pericolosa ma comunque preoccupante. Anche la strada tra Ogliastro e Prignano, la SS18, è stata interrotta per smottamenti in più occasioni.

Di fronte a questa situazione, il Comune di Ogliastro ha stanziato 11 milioni di euro per il risanamento del territorio. Tuttavia, le critiche, soprattutto da parte dell'opposizione, non mancano. Gerarda Ariana, consigliera e portavoce della minoranza, definisce il monumento "privo di legame con la religione" e paradossale la partecipazione della Chiesa a un progetto del genere.

Si solleva inoltre la questione delle priorità: mentre si ipotizza una spesa astronomica per la statua, a Ogliastro mancano servizi essenziali. L'ospedale locale è stato chiuso tre anni prima, costringendo i cittadini a percorrere lunghe distanze per ricevere assistenza sanitaria. Ariana critica la decisione della giunta di investire in un centro di ricerca per malattie genetiche anziché migliorare i servizi sanitari locali.

Il masterplan comunale per la valorizzazione del territorio di Ogliastro non prevede un nuovo ospedale, ma si concentra sul recupero delle residenze antiche, sulla ricerca di un'identità visiva e sullo sviluppo del turismo enogastronomico e religioso.

Mappa che mostra le aree a rischio frana nel territorio di Ogliastro Cilento

La vita e il ministero di Padre Pio

Il famoso Padre Pio da Pietrelcina, nato Francesco Forgione nel 1887 nel Beneventano, sentì fin da giovane la vocazione religiosa. Fu ordinato sacerdote cappuccino il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento.

Dal 1916 fino alla sua morte, svolse il suo ministero sacerdotale presso il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Si dedicò al bene delle anime che accorrevano numerose, vivendo in preghiera e sofferenza.

Ricevette le stimmate la mattina del 20 settembre 1918. Fu un apostolo indefesso del confessionale. Morì il 23 settembre 1968, fu beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002 da Papa Giovanni Paolo II.

La sua fama di santità crebbe con le stimmate, attirando folle di pellegrini e figli spirituali. Tuttavia, dovette affrontare anche numerose denunce e accuse. Notizie incontrollate di guarigioni miracolose portarono all'intervento del Sant'Uffizio per frenare l'insorgere di fanatismi e salvaguardare la retta dottrina cattolica.

Il dicastero vaticano mirava a sottrarre il frate dall'eccessiva devozione dei fedeli, rendendo necessario il suo allontanamento da San Giovanni Rotondo. La popolazione, tuttavia, si oppose fermamente, anche contro i carabinieri, scongiurando il trasferimento.

Nonostante ciò, Padre Pio ebbe nemici e subì cinque condanne disciplinari. Per un periodo, gli fu proibito di celebrare la Santa Messa pubblicamente e di confessare, potendo svolgere queste funzioni solo in forma privata. I suoi detrattori sostenevano che i suoi miracoli fossero frutto di frode.

Padre Pio continuò la sua profonda unione con Dio nella preghiera, spesso dormendo solo poche ore per dedicarsi all'orazione. Visse una vita difficile e sofferente con pazienza e umiltà di fronte alle calunnie. La sua apparenza rude celava un carattere dolcissimo.

Anche lui stesso trovava eccessiva la curiosità popolare intorno alle stimmate, desiderando solo che la sua vicenda ispirasse amore per il Signore Gesù. Con le offerte dei pellegrini, poté costruire il grandioso ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza", pur vivendo personalmente la povertà francescana.

Tra le sue doti soprannaturali si annoverano la capacità di emanare profumo a distanza e la bilocazione. La sua morte avvenne il 23 settembre 1968. Il 16 giugno 2002, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò santo in Piazza San Pietro, davanti a un'immensa folla di pellegrini.

Altri episodi di vandalismo e dibattito pubblico

La devozione a Padre Pio si scontra talvolta con atti vandalici. A Mercato San Severino, in provincia di Salerno, una statua del santo fu distrutta. La statua fu decapitata e un braccio venne amputato, rendendo impossibile il restauro. Il sindaco Antonio Somma ordinò immediatamente la costruzione di una nuova statua, che fu benedetta in forma strettamente privata a causa delle restrizioni dovute al Covid-19.

L'atto vandalico ha suscitato rabbia tra i cittadini e le autorità. Il sindaco Somma ha condannato il gesto come "vile" e "vergognoso", annunciando la collaborazione con le forze dell'ordine per individuare i responsabili.

In parallelo, il progetto della mega statua a Ogliastro Cilento ha scatenato una forte reazione sul web. Una petizione online ha raccolto migliaia di firme per scongiurare la realizzazione dell'opera, definita uno "spreco di denaro pubblico" con un "impatto ambientale altissimo". L'appello al Pontefice sottolinea come la costruzione della gigantesca statua contrasti con il modello di vita povera promosso dalla Chiesa.

I critici evidenziano non solo i costi esorbitanti (8.000 euro per il plastico, 15 milioni per il progetto e 150 milioni per il completamento), ma anche l'urgenza di destinare fondi a problematiche concrete come la riparazione delle strade, il sistema idrico e lo sviluppo turistico.

Don Geronimo Mirabilii, parroco del centro cilentano, definisce l'opera "mastodontica" e priva di senso rispetto alla religione stessa. Il monumento previsto dovrebbe includere la figura di Padre Pio benedicente sulla sommità di un edificio destinato a santuario, con l'intenzione di realizzare anche un centro oncologico.

Una statua di Padre Pio alta 85 metri ad Ogliastro

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