Papa Francesco ha ripetutamente messo in guardia contro le chiacchiere, definendole una forza distruttiva capace di minare le relazioni umane e l'unità della Chiesa. Il Pontefice ha espresso una profonda preoccupazione per la malvagità che si manifesta attraverso lo sparlare, paragonandola persino al terrorismo per la sua capacità di distruggere.
La Chiacchiera come "Bomba" e "Peste": Un Pericolo per l'Anima
Il Papa non ha esitato a usare metafore incisive per descrivere la gravità delle chiacchiere. Ha affermato che le chiacchiere sono come "una bomba" che "distrugge tutto", e soprattutto il cuore di chi le pronuncia. Se una persona è capace di "buttare la bomba", il suo cuore "diventa corrotto". Questa condanna è stata ribadita con forza in diverse occasioni, anche in un contesto pastorale, come durante una delle sue visite nella sua diocesi, dove ha incontrato bambini e ragazzi del catechismo, anziani, ammalati e operatori pastorali.
In un'udienza generale, Papa Francesco ha dichiarato che "il chiacchiericcio è una peste più brutta del Covid!" e ha esortato i fedeli a fare uno sforzo per non chiacchierare. Il suo monito è chiaro: "Morditi la lingua prima di dirle. Ti farà male ma non farai male all'altro". La capacità distruttiva dello sparlare dell'altro è ciò che "mi spaventa", ha aggiunto Francesco.

Il Parallelismo con il Terrorismo e lo Spirito di Caino
Proseguendo il suo discorso, il Papa ha tracciato un netto parallelismo tra lo sparlare degli altri e il terrorismo: «Voi avete sentito dalla tv cosa fanno i terroristi. Buttano una bomba e scappano. Le chiacchiere sono così. Una bomba e scappare via. Distruggono tutto». Ha paragonato la chiacchiera allo "spirito di Caino", sottolineando che "ammazzare il fratello, con la lingua" è un peccato grave. Le chiacchiere "sono distruttive nella Chiesa", ha affermato, trasformando i cristiani in persone "di buone maniere e cattive abitudini".
Le Tre Modalità della Chiacchiera: Disinformazione, Diffamazione e Calunnia
Papa Francesco ha identificato tre modalità principali attraverso cui la chiacchiera si manifesta, tutte ugualmente dannose:
- Disinformazione: "Dire soltanto la metà che ci conviene e non l'altra metà; l'altra metà non la diciamo perché non è conveniente per noi."
- Diffamazione: "Quando una persona davvero ha un difetto, ne ha fatta una grossa, raccontarla, ‘fare il giornalista’… E la fama di questa persona è rovinata!"
- Calunnia: "Dire cose che non sono vere. Quello è proprio ammazzare il fratello!"
Tutte e tre queste azioni, ha sottolineato il Pontefice, "sono peccato! Questo è dare uno schiaffo a Gesù nella persona dei suoi figli, dei suoi fratelli".
L'Apostolato dell'Orecchio e la Necessità di Ascolto
Il Pontefice si è anche soffermato sull'uso dello smartphone, affermando che il dialogo col telefonino "è virtuale, liquido, non è concreto" e non consente "quell'apostolato dell'orecchio" di cui oggi c'è più che mai bisogno. Ha evidenziato che "la mancanza di ascolto è una delle malattie attuali più brutte". Ha esortato a immaginare una scena comune: "A tavola un papà, una mamma, un bambino, una bambina, ognuno di loro col proprio telefonino, tutti parlano ma parlano fuori, tra loro non dialogano". Per superare questo problema, ha invitato i giovani a "sbloccare le orecchie", perché al primo posto "c'è il cuore e solo al secondo la parola".
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La Correzione Fraterna come Antidoto alle Chiacchiere
In contrasto con la distruttività delle chiacchiere, Papa Francesco ha promosso con forza la pratica della correzione fraterna, definendola "una delle espressioni più alte dell’amore, e anche delle più impegnative". Lo stile di Gesù, ha spiegato, insegna a usare "lealtà, discrezione, coraggio, chiarezza senza però sparlare".
Gli Atteggiamenti della Correzione Fraterna
Di fronte a un fratello che sbaglia, il Papa suggerisce un percorso graduale:
- Discrezione: Il primo passo è andare dal fratello "con discrezione, non per giudicarlo ma per aiutarlo, vincendo magari il timore che possa reagire male".
- Testimoni: Se il primo tentativo fallisce, si ricorre all'appoggio di "due o tre testimoni", come prevedeva la legge mosaica per tutelare la persona da "falsi accusatori". L'obiettivo non è accusare, ma "aiutare perché questo è l'atteggiamento del recupero che Gesù vuole da noi".
- Comunità: Se anche l'amore di due o tre fratelli è insufficiente, Gesù esorta a dirlo a tutta la comunità, "la Chiesa". Questa espressione, "in apparenza così sprezzante", invita a "rimettere il fratello nelle mani di Dio" perché "solo il Padre potrà mostrare un amore più grande di quello di tutti i fratelli messi insieme".
La comunità, ha aggiunto, deve far sentire al fratello o alla sorella che, "mentre condanna l'errore, è vicina con la preghiera e con l'affetto, sempre pronta a offrire il perdono e a ricominciare". Convertirsi, in questo contesto, significa chiedere "la grazia di non sparlare, di non criticare, di non chiacchierare, di volere bene".
Il Ruolo del Sacerdote e i Rischi del Presenzialismo Ciarliero
Il messaggio sulle chiacchiere è particolarmente rilevante per i sacerdoti. Papa Francesco ha più volte criticato un "certo presenzialismo ciarliero" da parte dei sacerdoti, invocando tempi più stretti per le omelie e l'uso di uno stile e un linguaggio più diretti. Ha menzionato una brillante figura di chiesa, Mons. Fortunatus Nwachukwu, che ha scritto l'opuscolo "Parola abusata", un testo che ha trovato un efficace 'sponsor' proprio in Papa Francesco, il quale lo ha donato ai cardinali e vescovi della Curia romana, invitandoli a leggerlo e a "non lasciarlo in biblioteca". Questo piccolo saggio riprende molte delle posizioni del Papa sulla tematica.
Riflettendo sul proprio percorso, Jorge Mario Bergoglio ha risposto a un quesito dei ragazzi chiedendosi se fosse più contento di fare il Papa o se avesse preferito essere un semplice sacerdote in una piccola parrocchia. Ha risposto: "Mi piace fare il Papa e mi piaceva quando ero parroco e rettore, facevo la catechesi e sempre essere sacerdote mi piaceva tanto. Cosa è più bello? Quello che Dio vuole, quello che il Signore ti chiede questo è bello". Perché "quando il Signore ti dà un compito, che sia una parrocchia, che sia una diocesi o che sia il Papa che cosa ti chiede? Amare, fare una comunità d’amore in cui tutti si vogliono bene".
Il Papa ha osservato inoltre quanto "si chiacchiera nelle parrocchie!", definendo la cosa non buona. Ha ricordato l'esempio di un'anziana che ha lavorato tutta la vita in parrocchia e di cui si diceva: "Questa donna mai ha sparlato, mai ha chiacchierato, era sempre un sorriso. Una donna così può essere canonizzata domani perché è un bell'esempio".

Il Diavolo, il "Grande Chiacchierone"
Il Pontefice ha spesso identificato il diavolo come il principale promotore delle chiacchiere. "Il grande chiacchierone è il diavolo, che sempre va dicendo le cose brutte degli altri, perché lui è il bugiardo che cerca di disunire la Chiesa, di allontanare i fratelli e non fare comunità". Questa prospettiva spirituale eleva la condanna delle chiacchiere a un livello di lotta contro il male, esortando i fedeli a resistere a questa tentazione per preservare l'unità e l'amore all'interno della comunità.
L'Amore come Misura e la Promessa della Santità
Gesù, ha spiegato Papa Francesco, propone a chi lo segue la perfezione dell'amore, un amore "la cui unica misura è di non avere misura, per andare oltre ogni calcolo". Cristo non dà importanza semplicemente all'osservanza disciplinare e alla condotta esteriore, ma "va alla radice della Legge, guardando soprattutto all'intenzione e quindi al cuore dell'uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie". Per ottenere comportamenti buoni e onesti, non bastano le norme giuridiche, ma "occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo".
Il Papa ha anche fatto una promessa audace: "Ma, vi dico la verità: sono convinto che se ognuno di noi facesse il proposito di evitare le chiacchiere, alla fine diventerà santo." Questa frase riassume il suo forte desiderio di vedere una Chiesa e una società libere dalla piaga del pettegolezzo, promuovendo invece l'amore, l'unità e la vera comunione.
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