Il 13 maggio 1917, tre bambini pastorelli portoghesi - Giacinta e Francesco Marto, insieme alla cugina Lucia dos Santos - furono testimoni di un evento straordinario: un bagliore, una Signora vestita di bianco che emanava una luce. Questo incontro segnò l'inizio di una profonda esperienza spirituale, con i bambini che aprirono i loro cuori all'amore della Vergine e si impegnarono a dire "sì" alla sua chiamata. La loro missione, affidata dalla Madonna, era quella di pregare il Rosario ogni giorno per la pace nel mondo.
In occasione del centenario delle apparizioni, Papa Francesco si è recato a Fatima il 12 e 13 maggio 2017, un pellegrinaggio che ha visto la canonizzazione dei pastorelli Francesco e Giacinta, morti in giovane età. Questo evento ha sottolineato il profondo legame tra la visita del Papa e la storia di Fatima, un luogo che ha visto anche la presenza di altri Pontefici: Paolo VI nel 1967 e Giovanni Paolo II, che visitò il santuario in tre occasioni (1982, 1991, 2000). Durante la sua visita nel 1982, Papa Wojtyla donò alla Vergine di Fatima il proiettile che lo aveva colpito in San Pietro, il quale fu poi incastonato nella corona della statua.

La Canonizzazione dei Pastorelli e il Messaggio di Fatima
La canonizzazione di San Francesco e Santa Giacinta Marto, avvenuta durante la Messa celebrata sul sagrato del Santuario, ha rappresentato un momento culminante del pellegrinaggio papale. I due fratellini, già beatificati da Giovanni Paolo II nel 2000, sono ora riconosciuti santi dalla Chiesa, essendo i primi bambini non martiri canonizzati.
La loro cugina, Lucia dos Santos, custode del messaggio affidato dalla Vergine e diviso in tre parti, è scomparsa nel 2005 dopo 57 anni di vita carmelitana. La sua causa di beatificazione è stata aperta nel 2008, e oggi è Serva di Dio.
Papa Francesco, nella sua omelia, ha descritto Fatima come "soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine". Ha sottolineato come la Madonna sia una Madre a cui aggrapparsi, una fonte di speranza vera e un faro per i piccoli pastorelli, che da lì trassero la forza "per superare le contrarietà e le sofferenze".

La Misericordia Divina e la Critica alle False Rappresentazioni di Maria
Durante la preghiera del Rosario, Papa Francesco ha rivolto una critica alle "false" rappresentazioni di Maria, affermando: "Grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre - come manifesta il Vangelo - che sono perdonati dalla sua misericordia!". Il Pontefice ha ribadito il primato della misericordia sul giudizio, pur non negando la giustizia divina, poiché Gesù ha pagato per i nostri peccati sulla Croce.
Il Papa ha evidenziato come Maria sia un modello di umiltà e tenerezza, virtù che non sono segni di debolezza ma di forza. "Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto", ha affermato, invitando a contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, che brilla a Pasqua.
Il Viaggio Apostolico e l'Accoglienza ai Fedeli
Il breve ma intenso viaggio di Papa Francesco a Fatima, durato due giorni (12 e 13 maggio 2017), è stato caratterizzato da diversi momenti significativi. All'arrivo, il Santo Padre ha incontrato privatamente il Presidente della Repubblica del Portogallo e ha visitato la cappellina delle apparizioni. La sera, ha benedetto le candele e introdotto la recita del Santo Rosario, preghiera tanto raccomandata dalla Madonna.
Papa Francesco ha espresso il desiderio di venerare la Vergine Madre e affidarle i suoi figli e figlie: "Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli, per i malati e le persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati".
Il diario di Papa Francesco - Speciale Fatima, 13 maggio 2017 mattina
La Famiglia Dardir e il Dramma delle Migrazioni
Durante la sua visita, Papa Francesco ha incontrato la famiglia Dardir, profughi di origine palestinese con una storia emblematica del dramma delle migrazioni. La famiglia, fuggita dalla Palestina nel 1950, è stata costretta a lasciare Baghdad nel 2003 e ha affrontato violenze in Libia prima di raggiungere Lampedusa e infine il Portogallo. L'incontro ha sottolineato l'attenzione del Papa verso le persone più vulnerabili e le vittime di conflitti e persecuzioni.
Il Messaggio di Fatima: Speranza, Preghiera e Sacrificio
Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ha ricordato il messaggio di Fatima come un invito alla lotta per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, sottolineando l'importanza della preghiera quotidiana del Rosario per la pace nel mondo. Ha evidenziato che, sebbene tutto dipenda da Dio, è necessario agire come se tutto dipendesse da noi, chiedendo la protezione della Vergine Maria.
Il richiamo alla battaglia per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è un richiamo alla preghiera e al sacrificio, come quello praticato dai tre pastorelli di Fatima. La perseveranza nella consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, vissuta ogni giorno con la recita del Rosario, è considerata l'unica arma per fermare il male e favorire il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Alla fine della celebrazione, il Papa, insieme a tutti i presenti, ha sventolato un fazzoletto bianco, un tradizionale omaggio per salutare la Vergine di Fatima durante la processione verso la Cappellina delle Apparizioni.

Il Pontefice, rivolgendosi ai malati, li ha invitati a vivere la loro vita come un dono e a offrirsi a Dio con tutto il cuore. Ha sottolineato la loro importanza nella vita e nella missione della Chiesa, definendo la loro presenza silenziosa, la loro preghiera e l'offerta delle sofferenze come una risorsa spirituale preziosa.
Papa Francesco ha concluso la sua omelia con un forte richiamo alla speranza: "Non vogliamo essere una speranza abortita. La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita". Ha esortato a contemplare il vero volto di Gesù Salvatore e a riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore.