La Bibbia nel Progetto Pastorale di Martin Lutero

La figura di Martin Lutero è intrinsecamente legata a una profonda rilettura della Bibbia, che ha costituito il perno della Riforma Protestante e ha plasmato il suo intero progetto pastorale. La domanda che costantemente tormentava Lutero era: «Come posso avere un Dio misericordioso?». Questa questione del giusto rapporto con Dio fu la questione decisiva della sua vita e della sua teologia.

La Riforma Protestante e la Centralità della Scrittura

Dal punto di vista teologico, la Riforma protestante si basa su una lettura rinnovata della Bibbia, in cui la dottrina della giustificazione per fede occupa una posizione centrale, diventando il perno materiale di un «principio scritturale». Questo principio pone il testo biblico al di sopra di ogni altro magistero umano. Come nota Roberto Tommasi, preside della Facoltà teologica del Triveneto, nel presentare il volume di Mario Galzignato, "Lutero considera e indaga la teologia di Lutero come una scienza dell’esperienza viva, non come pura dottrina. Egli affronta lo studio del Riformatore senza mai perdere di vista il fatto che le sue idee religiose sono frutto di un’esperienza personale e che è proprio questa esperienza a garantirne l’unità di fondo." Lutero scoprì Dio misericordioso nella buona novella di Gesù Cristo e, «con il concetto di “solo per grazia divina”, ci ricorda che Dio ha sempre l’iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana, nel momento stesso in cui suscita tale risposta».

Martin Lutero alla Dieta di Worms davanti all'imperatore Carlo V

L'Approccio Esegetico di Lutero: Dalla "Giustizia di Dio" alla Salvezza per Fede

L'approccio esegetico di Lutero fu profondamente segnato da una forte inquietudine per la salvezza. Egli stesso racconta la sua scoperta:

«Infine, meditando di giorno e di notte, per la misericordia di Dio feci attenzione al rapporto fra le parole, cioè: “In esso la giustizia di Dio è rivelata, come sta scritto: il giusto vivrà per la fede [Abac. 2,4]”. A questo punto cominciai a comprendere la giustizia di Dio come quella in cui il giusto, per il dono di Dio, vive, e cioè “per la fede”. Capii che questo è il senso: attraverso il Vangelo è rivelata la giustizia di Dio, ovvero quella passiva, secondo la quale il Dio misericordioso giustifica attraverso la fede, come sta scritto: “Il giusto vive per la fede”. A questo punto mi sentii rinato ed entrato nel paradiso attraverso porte spalancate.»

Questo testo condensa paradigmaticamente l’approccio esegetico di Lutero. Colpisce l’effettiva identificazione di due dimensioni che in precedenza erano state distinte: la comprensione letterale del testo biblico e il raggiungimento dello stato di salvezza, ovvero del «paradiso», coincidono. Nella teologia precedente, la teoria di una diversità di sensi della Scrittura (allegorico, morale, anagogico) implicava una certa distanza tra la dimensione filologica e la portata teologica della Bibbia. Questo approccio è teologicamente preparato dal concetto di un senso letterale «spirituale», affermato da Nicola di Lira e poi Jacques Lefèvre d’Étaples per l’interpretazione cristologica della Bibbia ebraica, contrapponendosi alla lettura «carnale» che gli ebrei avrebbero dato della Scrittura. La ricezione di questi concetti, compreso il fermento antigiudaico, è documentata per Lutero già nel 1513, all’inizio del suo primo corso di lezioni sui Salmi.

Metodologia Esegetica

Dal punto di vista metodologico, Lutero si presenta come un filologo al lavoro sul testo biblico. La sua narrazione parte dalla constatazione di un problema terminologico: l’interpretazione consueta della «giustizia di Dio» in termini di virtù (aristotelica) del Dio giudice gli creava paura e un problema di coerenza logica. Questo argomento compare già nelle lezioni sulla Lettera ai Romani tenute da Lutero nel 1515-1516.

La soluzione del problema, che investe la comprensione letterale del testo, fu ricercata mediante due passi metodologici, pienamente in linea con i suggerimenti di Erasmo sul metodo teologico:

  1. L'attenta analisi del contesto immediato del termine, che portò Lutero a comprendere la «giustizia di Dio» alla luce della citazione di Abacuc introdotta dall’apostolo Paolo. In tal modo, Lutero interpretò la «giustizia di Dio» non più come virtù giudiziale ma come un fattore vitalizzante che da parte umana si realizza nella fede.
  2. Un confronto del termine in questione con i paralleli riportati all’interno dello stesso corpo testuale.

Ciò dimostra che l’esegesi di Lutero si ispirò metodologicamente alla filologia del suo tempo.

La Traduzione della Bibbia di Lutero: Un'Opera per il Popolo

Martin Lutero (1483-1546) fu il primo traduttore della Bibbia in lingua tedesca. Egli iniziò la traduzione nel 1521, mentre veniva nascosto da Federico III di Sassonia nel castello di Wartburg a motivo della condanna emessa contro di lui dall'imperatore Carlo V. Scopo del lavoro era garantire ai fedeli di lingua tedesca una traduzione della Bibbia che fosse adatta al popolo comune.

Il Processo di Traduzione

  • Il Nuovo Testamento fu pubblicato nel settembre 1522, da cui la dicitura Septembertestament.
  • Dal 1523 fu intrapresa la traduzione dell'Antico Testamento.
  • Per la mole del lavoro, Lutero si fece aiutare da altri studiosi, tra cui Johannes Bugenhagen, Justus Jonas, Gaspare Crucigero, Filippo Melantone, Matthäus Aurogallus e Georg Rörer.
  • Nell'ottobre 1524 furono completati il Pentateuco e i libri storici.
  • Nel marzo 1532 l'editore Hans Lufft pubblicò il lavoro svolto sui profeti.
  • Fino al 1546 il testo ebbe 10 edizioni, contenenti continue modifiche e perfezionamenti. La traduzione completa della Bibbia fu pubblicata a Wittenberg nel 1534.
Ritratto di Martin Lutero nel castello di Wartburg

Principi e Scelte Traduttive

La scelta dei termini e lo stile dovevano avvenire interrogando "la madre in casa, i bambini in strada, il popolo al mercato", in modo da rendere immediatamente comprensibile il significato per l'uditore tedesco. Questa preferenza riservata alla comprensione del senso nella cultura di arrivo portò Lutero in alcuni casi a scostarsi dal testo sorgente. Celebre è la questione sulla traduzione tedesca di Romani 1,17: "l'uomo è giustificato solamente (allein) per la fede", dove l'avverbio assente nel testo greco e latino fu introdotto da Martin Lutero per rafforzare il concetto di sola fide.

Lutero ebbe inizialmente una scarsa considerazione per alcuni libri, come Ester, Lettera agli Ebrei, Lettera di Giacomo, Lettera di Giuda e Apocalisse, anche se non arrivò a espungerli dalla sua Bibbia. In particolare, definì la lettera di Giacomo "lettera di paglia", a causa della notevole importanza che in essa rivestono le opere di fede, al contrario non fondamentale nello schema di pensiero luterano dominato dalla "sola fede". I libri dell'Antico Testamento greco della Settanta che non si trovano nel testo masoretico ebraico, da lui definiti Apocrifi, furono inclusi in una parte apposita.

Martin Lutero e la Riforma Protestante - I Grandi Pensatori

L'Impatto della Bibbia di Lutero sulla Lingua e la Cultura Tedesca

Sebbene non sia stata la prima versione tedesca della Bibbia, quella di Lutero raggiunse una diffusione e popolarità tale da renderla la Bibbia tedesca per eccellenza. L'opera è considerata fondamentale nello sviluppo della moderna lingua tedesca, unificando i vari dialetti dell'epoca e fornendo una base linguistica comune. Ad essa fecero riferimento le successive versioni realizzate nella galassia protestante, in lingua tedesca ma anche in altre lingue moderne.

Edizioni e Revisioni Successive

A partire dal 1861, venne intrapreso un lavoro di revisione e uniformizzazione dell'intero testo biblico. La bozza di revisione fu approntata nel 1883 e pubblicata nel 1892 come Kirchenamtliche Durchsicht (revisione ufficiale della chiesa). Successivamente:

  • Nel 1956 fu terminata una nuova revisione del Nuovo Testamento.
  • Nel 1964 fu revisionato l'Antico Testamento protocanonico.
  • Nel 1970 furono revisionati i libri apocrifi.
  • Nel 1984 uscì un'altra edizione (Luther 84). In questa edizione vennero abbandonati termini usati da Lutero che suonano arcaici nel tedesco moderno, e cambiò la grafia di molti nomi propri per maggiore conformità.

    Un Esemplare Storico: La Bibbia di Lutero del 1556 a Padova

    Una Bibbia tradotta in tedesco da Lutero, pubblicata a Wittenberg nel 1556, è conservata nella Biblioteca del Seminario vescovile di Padova. Si tratta dell’unico esemplare, fra quelli segnalati in Italia prodotti tra il 1545 e il 1600 (16 in tutto), stampato a Wittenberg e dallo stesso tipografo, Hans Lufft, che curò la stampa della prima edizione, nel 1534.

    Il libro restaurato e ora esposto al pubblico giunse alla Biblioteca del Seminario all’inizio dell’Ottocento, nel momento in cui la soppressione degli ordini religiosi decretata dalla legislazione napoleonica fece sì che molti libri finissero sul mercato. Il bibliotecario Andrea Coi (1766-1836) si impegnò intensamente per acquistare importanti raccolte di libri. Tra i libri acquistati da Coi, figurava anche una Bibbia «tedesca originale di Lutero».

    È un volume di grandi dimensioni (40×30 cm per 12 cm di spessore), stampato in caratteri gotici, illustrato da un numero considerevole di incisioni di Lucas Cranach il Giovane, Hans Brosamer, Georg Lemberger (per un totale di 175 immagini) e ricchissimo di annotazioni manoscritte sui margini. La particolarità e unicità di questo esemplare dipendono anche da una rara incisione con il volto di Lutero e il testo di un Epitaphium in versi a lui dedicato, incollata nel contropiatto anteriore.

    Nel 2017, a 500 anni dall’avvio della Riforma Protestante, l’intervento di recupero del volume è stato realizzato da Melania Zanetti - Studio Res (Padova). «Grazie a questo intervento di recupero - sottolinea il direttore della Biblioteca Antica del Seminario Vescovile, don Riccardo Battocchio - il libro potrà essere messo a disposizione degli studiosi per ulteriori approfondimenti, relativi in particolare alle note manoscritte e alle incisioni.»

    Bibbia di Lutero del 1556 con copertina rilegata

    Il Progetto Pastorale di Lutero e le sue Implicazioni

    Il progetto pastorale di Lutero, incentrato sulla Scrittura e sulla dottrina della giustificazione per fede, si caratterizzò per un atteggiamento deciso. Se in Gregorio Magno non si trovavano "giudizi tagliati con l’accetta", in Lutero si riscontra invece un approccio più incisivo, anche se è innegabile che su istanze di riforma effettiva Lutero si sia impegnato più di alcuni vescovi e papi del suo tempo.

    Le profonde modifiche introdotte da Lutero non solo sulla dottrina, ma anche sulla prassi, generarono, nel periodo successivo, una mancanza di chiarezza e convergenza. Da questa situazione di rinnovamento e complessità nascerà, di conseguenza, anche l'istanza di una teologia pastorale accademica, che cercherà di sistematizzare l'agire della Chiesa in un contesto mutato.

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