Biografie Pontificie e Figure Illustri: Un Percorso Storico e Artistico

La storia e l'arte sono intrinsecamente legate a figure che, con il loro ingegno e la loro dedizione, hanno lasciato un'impronta indelebile. Questo articolo esplora le vite e le opere di diversi personaggi, dai musicisti agli artisti, dagli storici ai giuristi, che hanno contribuito al panorama culturale italiano, con particolare attenzione alle connessioni con le corti ducali e pontificie.

Cesare Beseghi (Parma, 1813 - Parma, 1882): Un Pittore tra Accademia e Commissioni Ducali

Cesare Beseghi, figlio di Luigi e Annunziata Magnani, nacque a Parma il 9 ottobre 1813 e morì nella stessa città nel 1882. Nonostante l'assenza di informazioni certe riguardo alla sua prima formazione artistica, è noto che nel 1838 ottenne il premio annuale presso l'Accademia di Parma.

Ritratto di Cesare Beseghi, pittore accademico del XIX secolo

Questo riconoscimento fu dovuto alla sua opera "Apollo che sostiene Giacinto morente" (Parma, Galleria Nazionale), che gli valse un pensionato romano. Il saggio fu esposto l'anno successivo nel Palazzo del Giardino di Parma. Sempre nel 1838, Beseghi partecipò alla mostra di Parma, presentando numerosi ritratti e due quadri di composizione a soggetto sacro. La sua presenza si ripeté nel 1839, quando, oltre all'Apollo e Narciso, espose una "Giuditta con la testa di Oloferne". Nel 1840, da Roma, inviò una copia della "Venere e Amore" di Tiziano (Parma, Galleria Nazionale), poco prima di realizzare il saggio obbligatorio di figura intera di composizione, "Il Meleagro con la testa del cinghiale" (Parma, Galleria Nazionale), esposto al pubblico nel 1841.

Le Commissioni Ducali e il Ritorno a Parma

Dopo il suo ritorno a Parma, la duchessa Maria Luigia d'Austria commissionò a Beseghi importanti opere: nel 1841 il "San Giacomo Apostolo" per la chiesa di Vallerano e nel 1844 il "Sant’Antonino a cavallo" per la chiesa di Borgo Taro, esposto al pubblico nel 1845. Sempre nel 1844, Beseghi vinse il premio triennale accademico con "Saul adirato contro Davide". Tra il 1845 e il 1847, la Duchessa gli ordinò ulteriori opere:

  • I Santi Margherita, Diego, Francesco d'Assisi e Solano per la chiesa dei Padri Riformati di Parma (esposto nel 1846)
  • Un Ostensorio dipinto su uno stendardo per la chiesa di Porporano
  • Il San Michele Arcangelo per la chiesa di Albareto, nel Comune di Fontanellato

Attività Accademica ed Esposizioni Successive

Divenuto professore consigliere con diritto di voto nell'Accademia di Parma, Beseghi riprese a esporre nel 1855 per la Società d'Incoraggiamento, prima a Piacenza e poi a Parma, presentando "Il Raffaello che mostra alla Fornarina l'abbozzo del suo ritratto", opera sorteggiata a Tullio Barattieri. Nel 1856 espose "Un militare in congedo illimitato", sorteggiato al duca Roberto di Borbone, e nel 1857 un "Episodio della Storia dell'Inquisizione in Spagna nel 1530", sorteggiato ad Andrea Perini. L'anno seguente partecipò con:

  • "I pigiatori d'uva", assegnato al Comune di Varsi
  • "Giovanna figlia di Luigi XI di Francia ripudiata dal marito il duca d'Orleans", sorteggiato agli eredi di Lena
  • Una "Sacra Famiglia", probabilmente quella sorteggiata nel 1859 al Monte di Pietà di Fiorenzuola
  • Un Ritratto
Dipinto raffigurante un episodio storico o religioso del XIX secolo

Infine, nel 1860 espose a Parma "Pia de' Tolomei" e nel 1863 "Gli ultimi momenti di Carlo I d'Inghilterra". Secondo lo Scarabelli Zunti, Cesare Beseghi si suicidò nel 1882 a causa di una grave forma depressiva e della miseria derivante dalla totale mancanza di lavoro, presso il cimitero comunale di Parma.

Umberto Beseghi (Parma, 1883 - Bologna, 1958): Letterato e Storico Autodidatta

Umberto Beseghi nacque a Parma il 20 ottobre 1883 e morì a Bologna l'11 febbraio 1958. Nonostante avesse limitato i suoi studi alla sola frequentazione della Scuola Tecnica triennale, si distinse come autodidatta, elevandosi a letterato e storico di sicura dignità grazie alla fermezza del suo carattere e all'intensità e serietà della sua applicazione.

Carriera Professionale e Attività Giornalistica

Il suo primo successo ufficiale lo ottenne, poco più che ventenne, vincendo il concorso per il posto di cancelliere giudiziario presso la Pretura di Parma. Successivamente, si trasferì a Orbetello, poi al Tribunale di Ravenna e infine alla Procura Generale di Bologna. Prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, Beseghi fu attivamente impegnato nel giornalismo, sia come corrispondente di giornali politici che come direttore del quotidiano locale "Il Presente".

Impegno Sociale e Politico

Dopo la guerra, fu tra i fondatori del Sindacato Corrispondenti Giornalisti e della Sezione Parmense dell'Associazione Nazionale Combattenti, assumendone per primo la presidenza. Tuttavia, a causa di divergenze politiche, l'Associazione Nazionale Combattenti fu presto sciolta e ricostituita con nuove direttive statutarie, e Umberto Beseghi fu allontanato da Parma, trasferendosi a Orbetello.

La Passione Letteraria e gli Studi su Bologna e Parma

Da quel momento, la sua attività extra-professionale fu interamente dedicata alla sua passione letteraria. Dedicò gran parte della sua feconda attività di studioso alla città di Bologna. Dalla "Cronaca di fra Salimbene" trasse interessanti notizie sulle vicende cittadine, esaltando Bologna, tramite l'Ente Provinciale per il Turismo, come "Città d'arte e di sapere". Sulla "Rivista del Comune", in un articolo sulle Mura cittadine, illustrò gli affreschi di Casa Redenti.

Antica mappa di Bologna con indicazione delle mura cittadine

La sua testimonianza più tangibile del suo attaccamento a Bologna si manifesta nel trittico di opere dedicato alle bellezze architettoniche della città, pubblicato da Tamari di Bologna:

  • "Introduzione alle chiese di Bologna" (1953)
  • "Palazzi di Bologna" (1956)
  • "Castelli e ville bolognesi" (1957)

Oltre a numerosi articoli, sono da ricordare i due volumi su Ugo Bassi: "L'Apostolo. Il Martire" (Parma, Donati, 1939) e "1849: Garibaldi rimase solo" (Bologna, Tamari, 1957), la sua ultima fatica di studioso. Riguardo a Parma, illustrò in "Aurea Parma" "I dipinti della Rocca di Sala", corredato da riproduzioni degli affreschi, e rievocò "I fatti del 16 giugno 1847", commentando le epigrafi di protesta rintracciate nell'Archiginnasio bolognese. Beseghi fu socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, della Deputazione della Romagna, presidente del Circolo Artistico di Bologna, consigliere dell'Associazione Amici dell'Archiginnasio, membro del Circolo per gli Studi Carducciani e Accademico Clementino.

PARMA STORIA DI PARMA DALLE ORIGINI AD OGGI 02 DALLA FONDAZIONE ALL'ALTO MEDIOEVO 183 1000

Vincenzo Beseghi (Parma, 1819 - 1852): Tromba e Violino d'Orchestra

Due figure distinte, entrambi di nome Vincenzo Beseghi e originari di Parma, emergono come musicisti d'orchestra, benché con ruoli e periodi leggermente differenti.

Vincenzo Beseghi (1819-1852)

Nella stagione di Fiera del 1819, un Vincenzo Beseghi fu prima tromba nell'orchestra del Teatro Comunale di Reggio Emilia, dove era indicato come proveniente dalla Duchessa di Parma. Nel 1852, faceva ancora parte dell'orchestra del Teatro Regio di Parma, anno in cui richiese di assentarsi e ottenere il passaporto.

Vincenzo Beseghi (1801-1844)

Un altro Vincenzo Beseghi, attivo tra il 1801 e il 1844, fu suonatore di violino in soprannumero del Regio Concerto di Parma, nominato il 24 luglio 1801. Nella riforma della Ducale Orchestra di Parma del 1816, fu classificato al quarto posto e chiese di essere nominato II violino soprannumerario. Nel 1844, alla morte di Angelo Mazzoni, richiese di essere nominato al suo posto, in considerazione dei sedici anni di servizio nell'Orchestra Ducale.

Illustrazione di un'orchestra del XIX secolo con musicisti in abiti d'epoca

La Famiglia Besozzi: Oboisti e Compositori tra Corti Europee

La famiglia Besozzi si distinse per una stirpe di virtuosi oboisti e compositori che operarono nelle più prestigiose corti europee, contribuendo significativamente alla musica strumentale del XVIII secolo.

Alessandro Besozzi (Parma, 1702 - Torino, 1776/1777)

Alessandro Besozzi, oboista e compositore, nacque a Parma il 22 luglio 1702 e morì a Torino tra il 1776 e il 1777. Allievo del padre Cristoforo, fu membro della Guardia irlandese dal 15 gennaio 1714. Dal 16 gennaio 1728, insieme ai fratelli, passò al servizio diretto del duca Antonio Farnese come virtuoso d'oboe fino al 31 marzo 1731. Il 20 aprile dello stesso anno, Carlo Emanuele III di Savoia lo chiamò come virtuoso alla cappella di Corte a Torino. Nel 1735, con il fratello Paolo Girolamo, si recò a Parigi per suonare al Concert Spirituel dal 30 marzo al 29 maggio. Tornato a Torino, riprese il suo incarico a Corte, che mantenne fino alla morte, eccetto un breve viaggio a Parma. Il suo prestigio era tale che il 19 maggio 1776 fu nominato Primo virtuoso di camera, direttore generale della musica strumentale e suonatore di Hautbois. Durante la sua lunga permanenza a Torino, contribuì, insieme a G. Pugnani, al predominio della musica italiana. Si esibì, inoltre, col fratello Paolo Girolamo, in numerosi concerti pubblici, diffondendo le sue composizioni. Charles Burney, che li conobbe a Torino nell'estate del 1770, ne lasciò un entusiastico giudizio. Le numerose composizioni di Besozzi, pubblicate a Parigi e Londra tra il 1740 e il 1764, sono conservate nelle principali biblioteche europee, insieme a molte altre rimaste manoscritte.

PARMA STORIA DI PARMA DALLE ORIGINI AD OGGI 02 DALLA FONDAZIONE ALL'ALTO MEDIOEVO 183 1000

Paolo Girolamo Besozzi (Parma, 1704 - Torino, 1778)

Paolo Girolamo Besozzi, figlio di Cristoforo, nacque a Parma il 17 aprile 1704 e morì a Torino tra gennaio e maggio del 1778. Dedicatosi allo studio del fagotto e, marginalmente, dell'oboe, dall'11 giugno 1717 fece parte della Guardia irlandese del duca di Parma fino al 30 dicembre 1727. Dichiarato virtuoso d'oboe del duca insieme ai fratelli il 16 gennaio 1728, nel 1731 si trasferì a Torino come suonatore della cappella di Corte. Durante il soggiorno a Parigi nel 1735 con il fratello Alessandro, collaborò alla composizione di "Six Sonates en trio pour deux violons et violoncello", pubblicate intorno al 1750 dall'editore Canavasse. Secondo una lettera di Leopoldo Mozart del 28 maggio 1778, Besozzi sarebbe morto a Torino, mentre Eitner sostiene che sia morto a Parigi.

Giuseppe Besozzi (Milano, 1686 - Napoli, 1760)

Giuseppe Besozzi nacque a Milano nel 1686 e morì a Napoli il 22 dicembre 1760. Trasferitosi a Parma nel 1701 con il padre Cristoforo, entrò a far parte della Guardia irlandese dal 1° giugno 1711 fino al 16 gennaio 1728, quando divenne virtuoso d'oboe alla Corte ducale, prestandovi servizio fino al 5 aprile 1733. Nel 1734 si recò a Napoli su invito di Carlo di Borbone, ma fu licenziato nel 1738 per sopraggiunta cecità. Si dedicò allora all'insegnamento, formando ottimi allievi.

Gaetano Besozzi (Piacenza, 1725 - Londra, 1798)

Gaetano Besozzi, figlio di Giuseppe, nacque a Piacenza il 25 febbraio 1725 e morì a Londra nel 1798. Eccellente oboista, entrò giovanissimo al servizio del re di Napoli, rimanendovi fino al 1765, quando, grazie all'interessamento dell'ambasciatore di Francia E.-J. de Durfort, fu invitato a Parigi. Ammesso tra i musicisti della cappella reale, apparve più volte al Concert Spirituel. Charles Burney, che lo ascoltò il 14 giugno 1770, ne decantò la squisita, seppur discontinua, abilità di esecutore.

Partitura musicale antica per oboe

Francesco Betta Del Toldo (Rovereto, 1526 - post 1589): Giureconsulto Pontificio

Francesco Betta Del Toldo, nato a Rovereto nel 1526, fu un giureconsulto di grande valore, attivo fino a dopo il 1589. Nel 1561, ottenne da Papa Pio IV il titolo di protonotario apostolico e conte palatino. Ricoprì importanti cariche, tra cui uditore e presidente del Consiglio di Giustizia (1589), al servizio dei duchi Ottavio, Alessandro e Ranuccio Farnese.

Pancrazio Bettali (Parma - post 1779): Maestro Fonditore di Campane

Pancrazio Bettali, originario di Parma, appartenne a una famiglia di fonditori della quale non si hanno notizie precise. Dalle date di fusione di alcune realizzazioni e da una numerazione rilevata sulle campane, si presume che la famiglia avesse iniziato l'attività fin dai primi del Seicento. Era probabilmente imparentato con gli omonimi fonditori di campane che stabilirono la loro attività a Castelnovo ne' Monti, nel Reggiano. Bettali fornì una campana per la chiesa di Felegara e nel 1779 fuse la campana in bronzo per la chiesa di San Martino a Stadirano, decorata con elementi artistici.

Foto di una campana storica con dettagli decorativi

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