Introduzione alla Devozione al Sacro Cuore di Gesù
La devozione al Sacro Cuore di Gesù ha radici profonde nella tradizione cristiana. Sebbene molti abbiano consacrato le proprie vite al cuore divino di Gesù, fu nel 1675 che il Signore scelse una religiosa della Visitazione, santa Marguerite Marie Alacoque, per trasmettere e propagare questa devozione. Da allora, numerosi luoghi santi sono stati consacrati al Sacro Cuore di Gesù, diventando punti di riferimento per milioni di fedeli.

Grandi Santuari del Sacro Cuore nel Mondo
La basilica parigina di Montmartre non è l'unica ad essere dedicata al cuore divino di Gesù. Esistono molti altri luoghi sacri consacrati alla Sacratissima Umanità del Redentore in diverse parti del mondo.
La Basilica di Estrela a Lisbona (Portogallo)
Costruita nel 1790, questa basilica è stata la prima chiesa al mondo dedicata al Sacro Cuore. La sua edificazione fu ordinata dalla Regina Maria I del Portogallo come ex voto per la nascita del figlio, Giuseppe di Portogallo.

La Basilica del Sacro Cuore a Parigi (Francia)
L'immensa basilica bianca che domina Parigi, nota come Sacré-Cœur di Montmartre, è dedicata a Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, del quale si venera la sacratissima umanità. La storia di questo santuario, nato in un momento di prova per tutta la Chiesa (non solo in Francia), è la storia di una relazione d'amore, d'amicizia e di fiducia tra Dio e i popoli. Dal 1885, il monumento ospita l'adorazione perpetua.

Il Santuario di Cristo Re ad Almada (Portogallo)
Nel 1959, gli abitanti di Almada, in Portogallo, hanno costruito il santuario di Cristo Re per ringraziare il Signore di essere stati risparmiati durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo è il monumento religioso più grande di Almada e al suo interno si trova una cappella con le reliquie di santa Marguerite-Marie Alacoque.

La Chiesa Espiatoria del Sacro Cuore di Gesù a Barcellona (Spagna)
Conosciuta anche come "chiesa di Tibidabo" per la sua posizione sul punto più alto di Barcellona, il colle Tibidabo, questa chiesa ha richiesto 59 anni per la sua costruzione, completata nel 1961. L'opera è composta da elementi neo-bizantini, neo-romanici e neo-gotici, configurandosi come un'importante testimonianza architettonica.

La Basilica del Sacro Cuore di San Salvador (El Salvador)
Questa basilica di stile neo-gotico è un vero tesoro della capitale di El Salvador. La sua costruzione è iniziata all'inizio del XIX secolo per volontà del vescovo dell'allora diocesi di San Salvador. Da allora è sopravvissuta a ben cinque terremoti, testimoniando la sua resilienza e importanza per la comunità locale.

Santuari Italiani Dedicati al Sacro Cuore
La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Bologna
La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Bologna, immediatamente visibile dalla stazione centrale delle ferrovie grazie alle sue grandi dimensioni e alla cupola alta 60 metri, è un tipico esempio di architettura religiosa di fine Ottocento. Fu costruita agli inizi del Novecento su progetto di Edoardo Collamarini (1864-1928), a seguito della prima rilevante espansione fuori dalle mura della città, ad opera dei Salesiani di San Giovanni Bosco nel quartiere Bolognina, istituito dal Piano Regolatore Generale del 1889. Collamarini disegnò anche il ciborio e la tomba del cardinale Svampa.
La facciata in laterizio a vista reca la scritta DIVINO CORDI IESU REDEMPTORIS e un mosaico in cui è raffigurato Gesù che indica il Suo Sacro Cuore. La chiesa, che appare di gusto vagamente bizantineggiante, è a pianta centrale con matronei ispirati a quelli di Santa Sofia a Costantinopoli.
L'interno è costituito da un'unica grande navata dotata di quattro ampie cappelle votive laterali situate all'ingresso. Sulla sinistra, una è dedicata alla Sacra Famiglia e un'altra a San Giovanni Bosco, fondatore dell'Ordine Salesiano; sulla destra, una è dedicata al Transito di San Giuseppe e un'altra raffigura la Madonna col Bambino e Santi. Tra le decorazioni spiccano un bassorilievo raffigurante una Madonna col Bambino e un Crocifisso (databile tra il XVI ed il XVII secolo), entrambi lignei, posizionati rispettivamente sulla parte sinistra e destra del presbiterio. Sopra la porta d'ingresso trova spazio il grande organo costruito dai fratelli Ruffatti di Padova.

Il Sacro Cuore di Gesù
Il Santuario del Sacro Cuore di Gesù a Ca’ Stoccolo, Urbino
La nuova chiesa di Ca’ Stoccolo, a Urbino, si inserisce in una realtà ecclesiale segnata da aspettative e progettualità pastorali che superano i confini parrocchiali e diocesani. L'ambizione di costruire un polo cultuale destinato alla devozione universale del Sacro Cuore di Gesù e all'accoglienza della pastorale universitaria pone le sue fondamenta nella fede coraggiosa e nell'esperienza mistica di don Elia Bellebono (1912-1996).
Le Origini del Progetto: Don Elia Bellebono
Il complesso iter edilizio, fatto di avvii, pause, contrarietà e ripartenze, è strettamente connesso alla vita di don Elia Bellebono. Nel mese di ottobre 1969, in un momento di preghiera durante un breve viaggio a Urbino, il giovane ciabattino bergamasco vive una delle sue consuete esperienze mistiche. In questa occasione, don Elia riceve il mandato di «costruire un Santuario dedicato al Mio Cuore Sacratissimo. Farai dipingere un quadro come tu mi vedi, che abbia a regnare nel centro del Santuario stesso e lí farò piovere tante grazie». Di tale missione don Bellebono farà il centro del suo apostolato. Nei successivi anni, dopo aver reso pubbliche tali volontà, si trasferisce a Fano dove riprende il suo cammino di discernimento vocazionale fino all'ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1976 all'età di 65 anni.
A ottobre 1981, in un altro colloquio mistico, gli viene indicato di adoperarsi, oltre che per il santuario, anche per la costruzione di «una Casa di Spiritualità, perché ci sono tanti universitari che ne hanno bisogno. Sono come pecore senza pastore». La localizzazione di queste strutture sembra "suggerita" dall'Alto: in una visione è chiesto a don Elia di ricercare un campo con un albero di melo, area individuata proprio a nord del nucleo cittadino, lungo la strada provinciale per Montefabbri verso Pesaro, in località Ca’ Staccolo. Le trattative per l'acquisto del terreno si concludono a luglio 1985 a cura e spese di don Elia.
Sviluppo e Sostegno Istituzionale
Il progetto, nella sua complessità, non è ideato dal solo sacerdote bergamasco, ma si fa promotore e realizzatore di un "desiderio" consegnato direttamente da Gesù. L'opera ha ricevuto l'appoggio di mons. Ugo Donato Bianchi (arcivescovo di Urbino dal 1977 al 1999) che benedirà la prima pietra nel 1998. Anche i suoi successori, mons. Francesco Marinelli (guida della diocesi dal 2000-2011) e l'attuale pastore mons. Giovanni Tani (dal 2011 ad oggi), hanno avuto un ruolo determinante nel lungo iter edilizio, che si è dispiegato per 25 anni. Mons. Tani, in particolare, ha reso ancora più prossime le interlocuzioni tra le diverse istituzioni operanti nel "vissuto religioso" del nascente santuario, a partire dalla Fondazione Opera del Sacro Cuore di Gesù (istituita nel 1993 e originaria titolare della proprietà), la parrocchia San Martino di Pallino, gli organismi statuari e partecipativi diocesani, l'università e la società civile.
Nella programmazione dell’attuale arcivescovo, le strutture e le attività avviate dalla Fondazione acquisiscono un inedito ruolo strategico nell’ordinarietà della vita pastorale di tutta la chiesa locale e nello specifico per le sette parrocchie orbitanti sul centro storico di Urbino. Le generose dimensioni della nuova struttura in costruzione, la topografia "accessibile" dell’area di progetto e la vicinanza di quest’ultima a nuovi quartieri residenziali sempre più popolosi sono considerati fattori propizi nella risoluzione di diverse criticità, come lo spopolamento del centro cittadino.
Concept Architettonico e Simbolismo
L'edificio si insedia nel territorio campestre con l’intento progettuale di farne il protagonista. I progettisti hanno ricercato le coordinate insediative nel simbolismo dell'orientamento est-ovest, nelle geometrie della cinta urbica curvilinea di Urbino e nei parallelismi assiali tra la direzionalità della chiesa e la mediana che attraversa le logge dei due "torricini" del Palazzo Ducale, convergendo idealmente a Roma. Il concept ha interpretato lo spazio sacro in un disegno urbano non materialmente costituito, ma radicato su qualità spirituali e meccanismi plastici di natura deduttiva, incardinando il nuovo edificio nelle logiche formali dell'edificato storico del centro urbano e nelle convergenze ideali con Roma, centro della Chiesa Universale.
L'aula liturgica già esternamente denuncia la sua missio: accogliere e orientare. Due i segni che contraddistinguono il progetto ambientale: il campanile e la plasticità degli elevati. Il volume esterno - così come l’invaso interno - sembrano modellati su un tornio; le dinamiche rotanti generate dal disegno ovale della pianta sviluppano con coerenza le superfici e le masse di ogni spazio, comprese le coperture.
Articolazione del Progetto Edilizio
Il programma edilizio, in termini di fattibilità progettuale, è stato articolato in tre lotti. Il primo è caratterizzato da una casa di spiritualità con spazi per il culto e per la pastorale catechistica, il secondo è interessato dalla chiesa-santuario, e il terzo lotto da una casa di accoglienza per la pastorale universitaria. Il 4 giugno 1989 l'Arcivescovo di Urbino ha posto la prima pietra.
Dettagli Architettonici e Artistici
Il disegno dell’impianto architettonico della chiesa è tracciato in stretta connessione con l’ideazione artistica, con sintassi geometrica, misurazioni armoniche e calcolati rapporti proporzionali che governano lo studio della forma e dello spazio, dall’involucro esterno al dettaglio dei contenuti più piccoli. Questo lessico formale, tipico della cifra stilistica del maestro Walter Valentini, acquisisce il suo significato più pieno solo in rapporto all'actio ritualis del Popolo Santo radunato. La planimetria dell’aula liturgica, che trova il suo "perfezionamento" geometrico nel disegno dell’uovo ottenuto dal perimetro del sagrato e degli spazi esterni, traduce il posizionamento ecclesiologico del progetto: la ricerca dell’unità spaziale come interpretazione plastica dell’azione dello Spirito sull'ecclesia.
Tra l’interno e l’esterno, il monumentale portale non è pensato come barriera, ma come soglia di accoglienza e richiamo. Il manufatto, realizzato in bronzo patinato a cera persa, presenta una complessa composizione di linee, di elementi sferici e forature, che «richiama l’infinito, la bellezza del cielo e il mistero dell’Universo». Gli stessi riferimenti compositivi si ritrovano nei portali laterali, ma in quello principale il richiamo iconografico alla Genesi è interpretato con maggiore plasticità, caricando l'atto dell’“aprirsi e del chiudersi” di un agire simbolico più pieno: «dell’accogliere il pellegrino e lo straniero, che si recano nella casa del Signore per trovare in essa conforto e ristoro spirituale».
Oggi, tutti i programmi abbozzati e le opere per lungo tempo rimaste incomplete risultano compiuti. La chiesa è stata consegnata alla comunità diocesana, ai giovani universitari e ai pellegrini, con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Presidente della CEI.

Il Team di Progetto
Il progetto architettonico e ingegneristico del Santuario del Sacro Cuore di Gesù a Ca' Stoccolo ha visto la collaborazione di numerosi professionisti. Tra i principali ruoli si annoverano architetti per la progettazione e la collaborazione, ingegneri per la progettazione strutturale, impiantistica e la direzione lavori, e un geologo per lo studio del terreno.
Il Santuario della Divina Misericordia (Sacratissimo Cuore di Gesù) a Pescara
Il Santuario della Divina Misericordia, noto anche come Sacratissimo Cuore di Gesù, è una delle testimonianze storico-artistiche più importanti della città di Pescara. Venne edificata a partire dal 1886, su progetto dell’architetto Porta di Torino, nel cuore della città adriatica. La chiesa è a pianta basilicale in stile neogotico e venne inizialmente concepita come scenografica chiusura di uno dei vertici dell’omonima piazza.
La facciata è caratterizzata da una tripartizione in senso verticale, la cui zona mediana spiccatamente emergente le conferisce un effetto di notevole slancio. Al centro, l’arcone strombato a tutto sesto con il rosone artistico sottostante e in basso il portale decorato con motivi in stile tardo medievale con colonnine tortili, ne impreziosiscono la visione d’insieme. All’interno si aprono tre navate ritmate da pilastri a fascio in arte gotica, che sostengono slanciate volte a crociera costolonate. La navata centrale culmina con un’abside semicircolare impreziosita dall’antico mosaico raffigurante il Sacro Cuore di Gesù. È santuario e centro di spiritualità della diocesi dal 2016, a conclusione dell’Anno della Misericordia.
