Altare della Patria: storia, controversie e simbolismo

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, noto anche come Vittoriano o, per sineddoche, Altare della Patria, è un imponente complesso monumentale situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio. Opera dell'architetto Giuseppe Sacconi, la sua costruzione iniziò nel 1885 e si concluse nel 1935, con un'inaugurazione ufficiale nel 1911 in occasione delle celebrazioni del cinquantenario dell'Unità d'Italia.

Vista panoramica del Vittoriano a Roma con la statua equestre di Vittorio Emanuele II

Genesi e Concezione del Monumento

L'idea di erigere un monumento permanente a Vittorio Emanuele II, primo re dell'Italia unita, nacque dopo la sua morte nel 1878. Il sovrano fu artefice del processo di unificazione nazionale e della liberazione dalla dominazione straniera, guadagnandosi il riconoscimento di uno dei "Padri della Patria" insieme a Cavour, Garibaldi e Mazzini.

Il 26 marzo 1878, il parlamentare Francesco Perroni Paladini propose un disegno di legge per la costruzione del monumento a Roma. Tuttavia, il progetto iniziale, ideato da un architetto straniero (Nénot), sollevò accese polemiche. Venne contestata la scelta di un non italiano per celebrare una figura chiave della storia nazionale, oltre a presunte somiglianze con un precedente progetto di Nénot per la Sorbona. A ciò si aggiunse la tensione internazionale dovuta all'"schiaffo di Tunisi" (l'occupazione francese della Tunisia).

Il primo concorso per il monumento vide la presentazione di 293 progetti. La Commissione reale, guidata dal Presidente del Consiglio Depretis, decise di bandire un secondo concorso, specificando sia il luogo di edificazione sia le caratteristiche della costruzione.

La Scelta del Sito e le Prime Modifiche Progettuali

Alcuni membri della Commissione reale rimasero colpiti dall'idea di Ettore Ferrari e Pio Piacentini di costruire il monumento a ridosso del Campidoglio. Questa posizione, da millenni simbolo del potere romano, avrebbe reso il Vittoriano non solo un memoriale del primo re d'Italia, ma anche un simbolo della Terza Roma, in contrapposizione alla Roma papale (San Pietro) e alla Roma imperiale (Colosseo).

Il progetto iniziale prevedeva una serie di scalinate adattate ai fianchi scoscesi del Campidoglio, a nord della basilica di Santa Maria in Aracoeli. Inizialmente si pensò di utilizzare il travertino, ma successivamente si optò per il marmo botticino, una pietra bresciana che, rispetto al marmo di Carrara, possiede una tonalità più calda con una leggera tendenza al giallo paglierino, conferendo una maggiore luminosità e un'elegante bicromia in contrasto con il travertino.

A causa del cambiamento del materiale lapideo, Giuseppe Sacconi dovette rivedere il progetto, apportando lievi modifiche. Il Vittoriano si arricchì di ulteriori fregi, trofei, bassorilievi e piccole statue, che ne aumentarono l'impatto visivo.

Dettaglio architettonico del Vittoriano con fregi e sculture

Imprevisti e Riprogettazioni durante la Costruzione

Durante i primi scavi nel 1887, il ritrovamento delle mura serviane comportò una modifica sostanziale del progetto. Furono aggiunti altri due piloni di fondazione al sommoportico per lasciare liberi e ispezionabili i reperti archeologici. Di conseguenza, il sommoportico fu maggiormente incurvato e le sue dimensioni aumentarono da 90 a 114 metri di lunghezza, con un incremento del numero di colonne da sedici a venti, rese anche più slanciate.

Nel febbraio 1888, Sacconi propose l'aggiunta di spazi interni al Vittoriano. La necessità di far affacciare il monumento verso uno spazio adeguatamente ampio portò alla scomparsa di alcune strade storiche di Roma e dei relativi quartieri, come via della Pedacchia e via Macel de' corvi. Altre strade furono stravolte con la demolizione dei caseggiati, come via Giulio Romano e via San Marco, per consentire la visuale del monumento da via del Corso e da via Nazionale.

Nel 1890, a causa degli imprevisti occorsi, Giuseppe Sacconi elaborò un secondo progetto con varianti, tra cui l'aggiunta di finestre per illuminare i locali seminterrati e la costruzione di scalinate laterali per accedervi, con la conseguente eliminazione delle fontane ai lati della scalinata centrale. Questa variante fu presentata durante la visita al cantiere di re Umberto I.

Sacconi si oppose fermamente all'inserimento di opere d'arte che rappresentassero personaggi o fatti storici specifici, sostenendo che solo un'arte allegorica e priva di riferimenti alla contemporaneità avrebbe conferito al monumento un valore universale e duraturo.

Alla morte di Sacconi nel 1905, la direzione del cantiere passò ai suoi collaboratori, che nel 1906 elaborarono il terzo progetto. I lavori proseguirono sotto la direzione di Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini, che predisposero il quarto progetto generale, accogliendo il desiderio di Sacconi di tornare al disegno originario.

Inaugurazione e Ruolo Simbolico

Il 4 giugno 1911, in occasione dell'Esposizione Internazionale per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, Vittorio Emanuele III inaugurò ufficialmente il monumento e la grandiosa statua equestre in bronzo dorato. Il clima della cerimonia fu caratterizzato da un intenso spirito unitario e nazionale, sebbene non mancarono voci critiche.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Vittoriano acquisì un nuovo e profondo significato simbolico. Fu scelto per ospitare la tomba del Milite Ignoto, un soldato italiano caduto nel conflitto la cui identità era irriconoscibile a causa delle ferite. La cripta del Milite Ignoto fu inaugurata il 24 maggio 1935, in occasione del ventennale dell'entrata in guerra dell'Italia.

La tomba del Milite Ignoto all'interno del Vittoriano con le fiamme e le guardie d'onore

Il monumento divenne così un luogo centrale per le celebrazioni dell'identità nazionale, ospitando fin dalla sua inaugurazione importanti momenti celebrativi. L'Altare della Patria, situato all'interno del Vittoriano, racchiude la tomba del Milite Ignoto, un'ara dedicata alla dea Roma e, dal 1921, il sacello del Milite Ignoto.

Controversie e Critiche

Il Vittoriano è sempre stato oggetto di dibattiti e critiche, sia per la sua imponente mole neoclassica, sia per il processo di costruzione che comportò la demolizione di interi quartieri medievali e rinascimentali di Roma. Alcuni critici lo definiscono "macchina da scrivere" o "torta alla panna", criticando la sua architettura e il suo impatto sul paesaggio urbano.

Durante il periodo fascista, il monumento fu spesso utilizzato per manifestazioni e parate, acquisendo connotazioni legate al regime. Dopo la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana, il Vittoriano fu svuotato dei contenuti militareschi e tornò alla sua funzione di tempio laico. Tuttavia, il legame con il passato fascista e le demolizioni urbanistiche continuarono a suscitare critiche, portando a un periodo di disinteresse e, talvolta, di disprezzo.

Nel dopoguerra, il monumento fu identificato con il regime fascista e la sua retorica imperialista. Critiche mosse dai futuristi negli anni precedenti guadagnarono credito, e il Vittoriano divenne oggetto di appellativi dispregiativi.

Nel 1986, si arrivò persino a proporre la demolizione del monumento, con l'accusa di "estraneità e sopraffazione sulla città circostante". Tuttavia, la sua importanza simbolica, legata soprattutto alla figura del Milite Ignoto, ne ha garantito la sopravvivenza.

Rinascita e Riconoscimento

Nonostante le controversie, il Vittoriano ha gradualmente recuperato il suo ruolo di simbolo dell'identità nazionale. A partire dagli anni 2000, in seguito a un accurato restauro, il monumento è stato reso nuovamente accessibile al pubblico, ospitando mostre, eventi e cerimonie.

Oggi, l'Altare della Patria è il teatro di manifestazioni simboliche che rappresentano l'intero popolo italiano. Il 25 Aprile (anniversario della Liberazione), il 2 Giugno (Festa della Repubblica) e il 4 Novembre (festa delle Forze Armate), il Presidente della Repubblica rende omaggio al Milite Ignoto deponendo una corona d'alloro.

Il monumento ospita anche due mostre permanenti: il Museo centrale del Risorgimento, inaugurato nel 1970, e il Sacrario delle bandiere. Dal 2007 è possibile salire a pagamento sulla terrazza panoramica del Vittoriano, godendo di una vista mozzafiato su Roma.

#ConversazionidArte - Il Vittoriano: Storia di un monumento Nazionale

Il Vittoriano rappresenta un complesso e affascinante capitolo della storia italiana, un monumento che, pur tra mille controversie, incarna la memoria collettiva, le aspirazioni e le trasformazioni della nazione.

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