Il Vangelo di Maria Maddalena: Scoperta, Contenuto e Riscoperta di una Figura Centrale

Una donna che deve aver avuto un legame speciale con Gesù merita un'attenzione particolare. Maria di Magdala, o, come è il suo nome latino, Maria Maddalena, è arrivata al centro dell'attenzione grazie alla scoperta di un Vangelo di Maria. Sappiamo con una certa sicurezza che si tratta di Maria Maddalena perché il testo in questione parla di un conflitto tra Pietro e Maria e di lei si dice che il Salvatore l'amava più degli altri discepoli. Il confronto con altre fonti, soprattutto con il Vangelo di Filippo, ci dice che detta Maria è senza dubbio Maria Maddalena.

La Figura di Maria Maddalena nei Vangeli Canonici

La città di Magdala è molto probabilmente la città commerciale di Mejdal vicino a Tiberiade, sul Mar di Galilea. Era una città ricca e prospera, grazie alle sue numerose case commerciali e alla pesca. Secondo il Vangelo di Luca (8,1-3), Maria soffriva di una malattia mentale. Gesù la guarì scacciando sette diavoli e da allora lei ha continuato a seguire Gesù. Alcuni associano il settemplice esorcismo ai sette passi dell'iniziazione ai misteri, in questo caso di Iside, perché secondo alcune fonti Maria sarebbe stata una sacerdotessa di Iside.

Che Maria abbia avuto un rapporto speciale con Gesù è già evidente dal ruolo speciale che ella svolge in alcuni passi dei Vangeli canonici. Lei sta sotto la croce alla morte di Gesù, insieme alla madre di Gesù e alla moglie di Cleopa (Giovanni 19). È di notevole importanza, infatti, la scelta di aver riservato la sua prima apparizione dopo la resurrezione a una donna, a Maria di Magdala, la Maddalena, giunta al sepolcro per piangere la morte del suo maestro (Giovanni, 20).

Nei testi evangelici, gli autori non tralasciano di riferire il comportamento di Gesù con le donne: si narra dell’accoglienza di una donna peccatrice che asciuga con i suoi capelli i piedi di Gesù a un banchetto, del perdono di un’adultera, dell’attenzione nei confronti delle opinioni delle donne, della speciale amicizia con Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, che Gesù riportò in vita dal sepolcro. In molti passi si mette in evidenza il fatto che Gesù esercitasse il suo ministero circondato da donne.

Maria Maddalena ai piedi della croce, dipinto classico

La Deformazione Storica dell'Immagine di Maria Maddalena

Nella Chiesa dei primi secoli, ciò è confermato anche dal titolo di "Apostola degli Apostoli" (Apostula apostulorum), che le viene assegnato perché nel Vangelo secondo Giovanni è stata incaricata da Gesù di proclamare i suoi insegnamenti. Gli antichi padri della chiesa parlano di lei con rispetto e anche il palesemente misogino Tertulliano la annovera tra gli apostoli.

Successivamente, una volta stabilita l'ortodossia, e con essa la supremazia di Pietro, cosa che avviene solo nel IV secolo, Maria Maddalena passa lentamente in secondo piano. Nell'anno 591 papa Gregorio Magno la identificò con Maria di Betania e con il peccatore che unse Gesù. Da allora, è stata sempre più descritta come una peccatrice e una prostituta che è stata salvata unicamente perché credeva in Gesù. Nel Medioevo questa immagine divenne saldamente radicata nella tradizione della Chiesa e il suo apostolato passò completamente in secondo piano.

La tradizione ha confuso la storia di Maria di Magdala con quella di altre donne vicine a Gesù, in particolare quella della peccatrice pentita che unse i piedi di Gesù e da lui perdonata nella casa di un fariseo (Luca 7,36-50). La confusione è stata favorita dal fatto che questo racconto precede di poco la presentazione ufficiale di Maria di Magdala come donna da cui furono cacciati “sette demóni” (Luca 8,2).

Per questo motivo, nel medioevo si diffuse una lettura che identificava Maria Maddalena con la prostituta perdonata da Gesù poco prima, costruendoci sopra la figura esemplare della peccatrice pentita e penitente. Gli studiosi sono concordi nell’affermare che Maria non fosse una prostituta pentita. La prostituzione, come ogni altra decadenza morale, non era considerata dagli ebrei come l’opera di una possessione diabolica, ma come frutto del peccato. Quella di Maria era, con ogni probabilità, una qualche forma di disturbo mentale o spirituale: forse un forte esaurimento nervoso, una forma acuta di nevrosi, o una forte depressione che Gesù fu in grado di curare.

Neppure l’associazione tra Maria di Magdala e Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, regge la ricostruzione storica e il confronto con il dato biblico. Non ci sono prove di una censura volontaria nel testo dei vangeli o di una volontà di alterare l’immagine di Maddalena.

Santa Maria Maddalena penitente, scultura barocca

La Scoperta del Vangelo di Maria Maddalena

Per secoli non si seppe nulla di un simile vangelo. Nel 1896 alcuni frammenti rinvennero casualmente al Cairo quando un antiquario li offrì in vendita allo studioso tedesco C. Reinhardt. I frammenti sono scritti in copto. Fu solo nel 1955 che questi frammenti furono pubblicati. Nel 1938 furono scoperti alcuni versi greci in un'antica collezione di rotoli di papiro. Anche questi frammenti di testo provengono dall'Egitto. Infine, gran parte del testo, nove delle diciannove pagine, emerge dal ritrovamento di Nag Hammadi. Alcuni dei frammenti precedentemente menzionati si trovano in questo testo di Nag Hammadi.

Datando i vari frammenti papiracei è stato possibile stabilire che il Vangelo deve essere stato scritto al più tardi all'inizio del II secolo. Oggi si ritiene che il Vangelo di Maria sia stato scritto intorno all'anno cento in greco.

Mappa dell'Egitto con i siti di Nag Hammadi e Cairo

Contenuto e Rivelazioni dal Vangelo di Maria

Il Vangelo di Maria evidenzia la figura di Maria Maddalena come discepolo prediletto del Signore. È di per sé speciale che esista un vangelo che porta il suo nome, ponendo Maria Maddalena almeno allo stesso livello degli apostoli maschi. Ma il contenuto è ancora più sorprendente.

Il testo, a cui mancano le prime sei pagine, inizia con alcuni frammenti di risposte di Gesù alle domande dei suoi discepoli. La natura del "peccato" è sollevata da Pietro e Gesù risponde nello spirito del vangelo di Tommaso quando esorta i suoi discepoli a "essere di un solo cuore e senza mescolanze". In particolare, le parole conclusive pronunciate prima di partire richiamano immediatamente parole del Vangelo di Tommaso. A pagina 8, riga 15 (numerazione delle pagine e delle righe del manoscritto copto) si legge: "Guardate che nessuno vi inganni dicendo: 'Guarda qui!' oppure: 'Ecco!', perché il Figlio dell'Uomo è dentro di voi. Seguitelo. Coloro che lo cercano lo troveranno".

Dopo la partenza di Gesù, i discepoli rimangono tristi e Maria è colei che li incoraggia. Pietro poi si rivolge a lei con le parole (pag. 10): "Sorella, sappiamo che il Redentore ti ha amato più delle altre donne. Raccontaci le parole del Salvatore che ricordi, quelle cose che sai e noi no".

Maria racconta poi di una visione in cui Gesù le parlò. Gran parte di questa visione è andata perduta (pagine 11-14). Nella restante parte vediamo un pezzo sulle capacità cognitive dell'uomo che ha un forte sapore greco e una descrizione delle potenze che ostacolano l'anima nel suo progresso verso il Regno. L'anima, dopo aver superato la terza potenza (l'ignoranza), sale e vede la quarta potenza con sette forme: l'oscurità, la bramosia, l'ignoranza, l'emozione della morte, il regno della carne, la stolta saggezza della carne, e la sapienza stizzosa. L'anima afferma di averle superate: "Ciò che mi lega è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato messo da parte, la mia bramosia è annientata e la mia ignoranza è morta. In un mondo sono stata sciolta da un mondo, in un typos da un typos superiore, dalla catena dell’oblio, che è passeggera". Quest'ultimo ricorda i culti misterici in cui l'anima viene aiutata a ritrovare la propria strada verso l'interno insegnandole, in iniziazioni successive, a superare alcune forze negative. Il racconto di Maria sembra essere un'elaborazione di Logion 2 del Vangelo di Tommaso, incorporando chiaramente elementi del pensiero greco e dei culti misterici in uno scritto di circa settant'anni dopo la morte di Gesù.

Riguardo alla natura del peccato, il Salvatore rispose: “Non vi è alcun peccato. Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell’essenza di ogni natura per restituirla alla sua radice. E proseguì dicendo: Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da qualcosa che è contro natura”. Il Vangelo di Maria Maddalena dichiara che gli interessa solo quello che è essenziale ed eterno, perché la materia scomparirà. La salvezza è la consapevolezza di ciò che siamo veramente, Gesù ci salva salvandoci dall’ignoranza e dal credere che siamo il nostro corpo e ciò che abbiamo. L’ignoranza è la morte, è illusione che siamo la materia con cui ci manifestiamo, mentre noi siamo la manifestazione dell’essere.

Pagina di un manoscritto copto del Vangelo di Maria Maddalena

Il Conflitto tra Pietro e Maria

Pietro e Andrea esprimono la loro incredulità davanti alle parole di Maria e questo provoca in Maria una grande tristezza: "Pensi che io abbia inventato queste parole nel mio cuore o che io stia ingannando il Salvatore?". Levi poi prende le difese di Maria: "Pietro, sei arrabbiato da sempre". Diversi elementi del Vangelo di Maria si trovano in altre fonti più o meno dello stesso periodo, tra la fine del I e l'inizio del II secolo. La visione di Maria in particolare mostra elementi gnostici riconoscibili.

Del contrasto tra Pietro e Maria si parla anche in altri scritti, ad esempio nel Pistis Sophia, dove Pietro si lamenta di lei: "Questa donna ci è intollerabile perché ci priva della possibilità di dire qualcosa, ma lei stessa lo fa ripetutamente parola". Le figure di Maria Maddalena e di Pietro si fronteggiano anche nell'ultima logione del Vangelo di Tommaso.

Pietro interrogò in merito al Salvatore: "Ha Egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei?". A queste parole Maria rispose: "Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore?". Levi la difese ancora, dicendo: "Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene."

Maria Maddalena nel Vangelo di Filippo e le Interpretazioni Sulla Sua Relazione con Gesù

Maria Maddalena compare in molte occasioni nei vangeli apocrifi, così chiamati perché la Chiesa li rifiutò come dei falsi racconti sulla vita di Gesù, che sono stati scritti intorno al III secolo. Non solo, la presenza di Maria di Magdala è frequente in modo particolare nei vangeli gnostici, testi molto diversi dai vangeli apocrifi veri e propri, poiché in questi la salvezza si fonda su una rivelazione divina riservata a pochi e condivisa attraverso il Cristo. Tra questi vi sono il Vangelo di Tommaso, la Sapienza di Gesù Cristo, il Dialogo del Salvatore e Pistis Sophia o Libro del Salvatore, nei quali compare sempre la discepola prediletta di Gesù.

Ci sono due vangeli gnostici nei quali sembra emergere più chiaramente che Maria di Magdala sia stata la compagna o la sposa del salvatore: si tratta del Vangelo di Maria e del Vangelo di Filippo, composti in greco tra il 150 e il 250 d.C., di cui si conservano solo delle versioni più tarde in lingua copta.

Nel Vangelo di Filippo leggiamo (Fil 36): "C'erano tre Marie che camminavano sempre con il Signore: sua madre, sua sorella e Maddalena, colei che era chiamata sua compagna". E poco più avanti (Fil 59): "E la sua compagna è Maria Maddalena. Lui [l'amava] più degli altri studenti e spesso la baciava sulla [bocca]". Il termine impiegato dall’autore, “compagna”, è utilizzato sia per designare un’unione sessuale sia per riferirsi al semplice compagno o guida spirituale. Tuttavia, in quello stesso Vangelo di Filippo il bacio è interpretato in senso spirituale. Nel contesto degli scritti gnostici cristiani, la Maddalena è spesso l'esempio del perfetto gnostico e la maestra della dottrina gnostica, cioè della conoscenza piena dei misteri divini.

Gli altri discepoli dissero: "Perché la ami più di quanto ami noi?" Il Salvatore rispose loro: "Perché non amo voi come amo lei?". Il testo lascia intendere, come nel caso del Vangelo di Maria, che i discepoli posseggano una conoscenza meno profonda rispetto alla Maddalena. Gesù li esorta pertanto a raggiungere una gnosi, o conoscenza spirituale, pari a quella della donna. Finché non arriveranno al medesimo stadio, Gesù non li amerà quanto la sua discepola.

Per capire meglio il significato, si deve paragonare questo passaggio a uno del Vangelo canonico di Marco (3,31-35): "La folla era seduta intorno a Gesù e gli dissero: ‘Là fuori ci sono tua madre e i tuoi fratelli, che ti cercano’. Egli rispose: ‘Chi sono mia madre e miei fratelli? Chi fa la volontà di Dio, costui è mio fratello, mia sorella e mia madre’". Maria è “compagna” di Gesù nello stesso modo in cui è “sorella” e “madre”, ovvero finché ha con lui un intimo legame spirituale. Di conseguenza, il Vangelo di Filippo vuole insistere sul fatto che Maddalena sia la discepola perfetta di Gesù nella conoscenza segreta, non sua moglie.

Nella Seconda Apocalisse di Giacomo, l’apostolo afferma: “Gesù mi baciò sulla bocca e mi abbracciò dicendo: ‘Mio diletto, ecco che ti rivelerò ciò che i cieli non hanno saputo’”(56,10-20), fornendo un'interpretazione spirituale del bacio.

La Controversia Moderna e la Riscoperta dell'Identità di Maria Maddalena

La figura di Maria è salita alla ribalta dopo la pubblicazione del romanzo best-seller “Il Codice Da Vinci” che la immagina come la moglie di Gesù e come colei che Egli aveva originariamente designato per guidare il gruppo degli apostoli. Questo ritratto di Maria, va precisato, è del tutto fantasioso e privo di fondamento storico, essendo parte della trama di un romanzo.

Interessante in questo contesto è l'affermazione di Dan Brown secondo cui il discepolo accanto a Gesù nel dipinto di Leonardo da Vinci "L'Ultima Cena" non è Giovanni ma Maria Maddalena. Questa affermazione non può mai essere provata; la persona ritratta ha effettivamente tratti fortemente femminili, ma questo era comune all'epoca nelle immagini dell'apostolo Giovanni. Nei noti studi preliminari dell'opera vediamo chiaramente anche la figura di Giovanni.

Dettaglio del discepolo alla destra di Gesù nell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci

D'altra parte, non si può dimostrare se Gesù fosse celibe, sposato o vedovo, né che egli avesse lasciato la moglie per predicare. In realtà, Gesù si presentava prima di tutto come un profeta ed era noto che anche il profeta Geremia fu celibe. È anche noto che nel I secolo d.C. molti uomini nella comunità degli esseni rinunciarono al matrimonio. La maggior parte degli studiosi legge il passo evangelico di Giovanni 20, 16, dove Maria esclama "Rabbunì!", in maniera simbolica sostenendo che questa scena non fosse storica, bensì una finzione dell'autore del testo per presentare il passaggio da una fede imperfetta a una perfetta nell'incontro con Gesù risorto.

La vera storia di Maria di Magdala è enigmatica e frammentaria. È la storia di un personaggio affascinante a cui Gesù rivolge pochissime parole, e una di queste è proprio il suo nome. Maria è una discepola di Gesù che, al culmine della disperazione per il presunto furto del corpo del Maestro, viene chiamata per nome dal Risorto apparso per la prima volta proprio a lei. Da quanto è scritto nei quattro vangeli, Maria ebbe probabilmente un ruolo di spicco tra i discepoli al seguito del Nazareno, essendo citata più volte e come testimone "chiave" della Risurrezione.

L'episodio della domenica di Resurrezione ci offre numerosi indizi: Maria era una discepola certamente sensibile e appassionata nelle sue lacrime, ma al tempo stesso forte e tenace nella fedeltà al Maestro. Nel sentirsi chiamare per nome nel suo cuore, Maria risponde nella sua lingua nativa, quella che ha imparato da bambina. Le lacrime che le rigano il volto e l'amore al Maestro risorto sciolgono ogni sua paura, ed esprimono la commozione per quello che Gesù ha fatto per lei: solo Gesù la conosce fino in fondo, solo Gesù può accendere in lei il ricordo della storia vissuta insieme, solo Gesù sa farla sentire riconosciuta nella sua identità. Per questo motivo Maria può passare da una situazione di incredulità disperata a una fede appassionata.

Maria Maddalena che incontra Gesù Risorto nel giardino, dipinto

San Gregorio Magno commenta in proposito: "‘Gesù le disse: Maria!’ (Giovanni 20, 16). Dopo che l’ha chiamata con l’appellativo generico del sesso senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale. Maria dunque, chiamata per nome, riconosce il Creatore e subito grida: ‘Rabbunì’, cioè ‘Maestro’: era lui che ella cercava all’esterno, ed era ancora lui che la guidava interiormente nella ricerca" (Om. 25, 1-2).

Questo incontro personale con Gesù risorto che pronuncia il tuo nome è come un fulmine che illumina un cielo buio. Ognuno di noi può vedere in Maria una figura chiave nella ricerca di chi siamo veramente: questa ricerca è per ciascuno non solo una missione, ma un autentico dono di Dio. Maria Maddalena rimane una santa in cerca d’identità, sospesa tra due estremi: carnalmente abbassata a prostituta o ad amante, spiritualmente elevata a Sapienza trasfigurata. Per fortuna l’unico che la chiamò per nome, Maria, e la riconobbe confermandola come sua discepola fu proprio Gesù di Nazaret, il suo Maestro, il Rabbuní.

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