La villa di Rosario Porto a Xesteiras-Montouto (Teo), situata a poco più di venti minuti da Santiago de Compostela, era un tempo un luogo idilliaco, immerso nella vegetazione e dotato di piscina e campo da tennis. Tuttavia, il terribile omicidio di Asunta Basterra, avvenuto al suo interno per mano dei genitori adottivi Rosario Porto e Alfonso Basterra, l'ha trasformata in un immobile "maledetto" e fortemente svalutato sul mercato immobiliare.

La Villa di Montouto: Scenario del Crimine e Caratteristiche
La proprietà, ereditata dai nonni materni di Asunta, è un chalet indipendente di 400 metri quadrati, inserito in un terreno di 10.000 metri quadrati ad A Póboa, Montouto (Teo), a soli cinque minuti dalla capitale galiziana. La casa, di grandi dimensioni, vanta cinque camere da letto, cinque bagni, cucina, sala da pranzo, quattro saloni, cantina, terrazzo, giardino, garage, porta blindata, camino, piscina, campo da tennis e persino un "hórreo", una tipica costruzione elevata del nord della penisola iberica destinata a conservare alimenti e prodotti agricoli al riparo dall'umidità e dagli animali.
Secondo le indagini di polizia, la piccola Asunta Basterra, di 12 anni, morì per asfissia proprio nello chalet di Rosario Porto a Montouto. Fu in questo luogo che furono trovati diversi frammenti della stessa corda con cui apparve il corpo senza vita di Asunta. Non si conosce con certezza il luogo esatto in cui la bambina fu assassinata, ma si suppone che sia avvenuto all'interno dell'abitazione e, forse, in una delle camere. Questa villa è stata l'ultimo luogo che Asunta ha visitato in vita.
Il Valore e il Deterioramento dell'Immobile
Il valore catastale della casa e dei terreni rustici annessi è di poco più di 100.000 euro. Tuttavia, il suo prezzo di mercato è stato profondamente influenzato dagli eventi tragici. Rosario Porto aveva messo in vendita il chalet di Montouto, situato nello stesso comune di Teo dove fu localizzato il corpo della bambina, poco prima dell'omicidio. Inizialmente, il prezzo richiesto per l'abitazione e i 5.000 metri quadrati che la circondano era di quasi 900.000 euro, arrivando vicino al milione di euro.
Il fatto di essere stato lo scenario di un crimine ha contribuito a un notevole deprezzamento del suo valore. Già nel 2014, il prezzo si era abbassato a mezzo milione di euro. Secondo le pubblicazioni del Correo Gallego, il prezzo di vendita, già ribassato a 500.000 euro, è stato ulteriormente ridotto con un'altra "importante svalutazione" rispetto alla perizia iniziale. Negli ultimi mesi, diverse agenzie immobiliari della zona confermavano che il valore era sceso fino a 100.000-150.000 euro.
Questo calo drastico non è stato solo per lo "stigma di essere stato il luogo dove si è prodotto uno dei crimini più mediatici della storia recente della Spagna", ma anche per l'elevata quantità di denaro che sarebbe stato necessario investire per riparare i danni subiti dalla proprietà nell'ultimo decennio. La proprietà non era già in uso abituale quando è avvenuto il crimine, e Rosario Porto l'aveva già messa in vendita. Tuttavia, dopo la detenzione della madre di Asunta, la casa è rimasta abbandonata e si è deteriorata a causa di diverse occupazioni abusive.

La villa è diventata un luogo propizio per gli "okupas" (occupanti abusivi), con diversi incidenti nella zona che ne hanno accelerato lo stato di abbandono. Particolarmente grave è stato un incendio, di cui non si sa se intenzionale, registrato all'interno della casa stessa nell'ottobre 2020, quando era già occupata. Inoltre, la rottamazione ha invaso a poco a poco molti punti della proprietà, ulteriore segno dello stato di abbandono che vi si è installato negli ultimi anni. La piscina accumula spazzatura e nel campo da tennis sono cresciute erbacce. La maleza ha invaso l'interno della proprietà, impossessandosi della piscina e dei sentieri.
L'Eredità di Rosario Porto e la Vendita Finale
Il 18 novembre 2020, Rosario Porto si è suicidata nella prigione di Brieva (Ávila), dove stava scontando la sua condanna, al terzo tentativo. María Teresa Sampedro, conosciuta come "La Nena" nell'ambiente familiare, amica intima del matrimonio Porto Ortega e della stessa Rosario, ha ereditato tutto il suo patrimonio immobiliare. María Teresa Sampedro è stata "l'unica persona che non ha mai abbandonato Rosario Porto e che non ha smesso di visitarla mentre scontava la sua condanna". Era stata anche incaricata di raccogliere le ceneri della bambina dalla camera mortuaria quando l'imputata fu detenuta.

L'ereditiera del patrimonio immobiliare di Rosario Porto, dopo più di un decennio, è riuscita a disfarsi della villa di Teo in cui si è verificato il crimine di Asunta, un evento che ha scosso tutta la Spagna. La vendita è stata finalizzata a 150.000 euro, secondo fonti vicine all'operazione, che sottolineano come la compravendita "sia stata realizzata con assoluta discrezione per preservare l'identità dell'acquirente". Il contratto di compravendita, ancora non ufficiale, sarebbe stato firmato dall'erede di Rosario.
In concomitanza con il mese di settembre, l'erede di Rosario Porto, la sua amica Teresa, ha presentato una denuncia presso il tribunale di Santiago per reclamare lo sgombero degli occupanti abusivi che vivevano in questa casa, alcuni dei quali erano stati arrestati per diversi reati. Infatti, pochi mesi fa, Sampedro presentava una denuncia in un tribunale di istruzione a Santiago per reclamare la disoccupazione dello chalet. Al pari di pochi mesi fa, all'interno della proprietà si trova una grande quantità di spazzatura e rottami accumulati. Nel giardino ci sono ancora diverse auto parcheggiate, oltre a un trattore. L'obiettivo di María Teresa Sampedro, una volta ottenuto lo sgombero, era di metterla in vendita il prima possibile. La richiesta ha anche domandato che gli occupanti si facciano carico dei danni provocati all'interno della proprietà, poiché una riforma completa di tale portata comporterebbe un investimento del valore di centinaia di migliaia di euro.
Le Altre Proprietà Immobiliari di Rosario Porto
Il patrimonio che possedeva la madre adottiva di Asunta Basterra superava i tre milioni di euro, includendo gioielli, quattro abitazioni e diverse opere d'arte. Oltre alla villa di Montouto, Rosario Porto possedeva altre significative proprietà immobiliari:
- Un appartamento a Montero Ríos, a Santiago, che Rosario Porto è riuscita a vendere non molto tempo fa. Questa è l'unica proprietà che le ha fruttato entrate in contanti per far fronte alle spese ordinarie e alle tasse generate dalle proprietà ereditate dai suoi genitori. Durante il periodo in cui la madre di Asunta ha ricoperto la carica di console, in questo appartamento è stata la sede del consolato di Francia, ed è stato utilizzato anche come studio legale per un certo periodo.
- Il quinto piano del numero 7 di Rúa Xeneral Pardiñas, un immobile di 190 metri quadrati dove risiedevano fino alla loro morte i nonni di Asunta. Questa è la proprietà che Rosario Porto stava presumibilmente ristrutturando con l'intenzione di trasferirvisi con la figlia. Questo immobile è situato in una delle vie più commerciali e con i prezzi di vendita e affitto più alti di Santiago. In questo edificio si trovava anche il parcheggio dove era custodita l'auto di Rosario Porto, che fu utilizzata per portare Asunta a Montouto.
- Il terzo piano del numero 31 di Doutor Teixeiro, un immobile di 174 metri quadrati. Questo era l'appartamento dove risiedevano madre e figlia fino al crimine. Di recente, questo immobile è stato affittato.
Alfonso Basterra non era un nome che figurasse nel testamento, quindi non riceverà alcun bene dall'eredità di Rosario quando uscirà di prigione nel 2031.
Il Contesto del Crimine di Asunta e la Serie Netflix
Undici anni dopo il crimine di Asunta, la vendita della casa di Montouto è stata finalizzata. Proprio nelle settimane successive all'uscita della serie basata sul crimine di Asunta Basterra, sarebbe stata firmata la vendita della casa di Montouto, nel comune di Teo, dove, secondo la sentenza, la tredicenne adottata morì. La fiction, prodotta dal regista spagnolo Carlos Sedes e interpretata da Candela Peña e Tristán Ulloa, ha nuovamente acceso i riflettori mediatici sul caso che ha sconvolto la società galiziana.
La serie true crime "Asunta", uscita il 26 aprile in Italia, in contemporanea con la Spagna, ha conquistato gli spettatori di Netflix, raggiungendo il primo posto nella Top 10 globale nella settimana dal 6 al 12 maggio. La serie narra la vicenda di Rosario Porto, un'avvocatessa di 44 anni di Santiago de Compostela, e del suo ex marito Alfonso Basterra, un giornalista di 49 anni. In seguito a una diagnosi di LES (malattia cronica autoimmune), i medici sconsigliarono a Rosario di rimanere incinta, e così la coppia decise di adottare una bambina cinese.
Le tecniche narrative del thriller lasciano in sospeso qualsiasi giudizio e opinione sul colpevole fino all'ultima puntata. Un tema centrale è quello della salute mentale, con più di un protagonista affetto da disturbi mentali. Tra gli episodi controversi precedenti al crimine, nel luglio 2013, la bambina si presentò a scuola priva di forze. La notte tra il 5 e il 6 luglio 2013, Rosario raccontò alle sue amiche di un non meglio specificato agguato subito in casa da uno sconosciuto che avrebbe tentato di aggredire Asunta per poi scappare, una circostanza mai confermata dalle autorità.
La svolta avvenne il 21 settembre, quando Rosario e Alfonso denunciarono la scomparsa della bambina, che fu ritrovata priva di vita il giorno seguente a soli 5 minuti dalla casa di campagna di Rosario a Montouto. Il 30 ottobre 2015, Rosario Porto e Alfonso Basterra furono condannati a 18 anni di prigione ciascuno per l'omicidio della figlia adottiva Asunta Basterra.
La Vita in Prigione dei Genitori di Asunta
Alfonso Basterra è descritto come un "preso esemplare". Dopo sei anni di reclusione, si è adattato molto bene alla vita carceraria. Non ha un solo provvedimento disciplinare e il suo rapporto con i funzionari è eccellente. Si occupa della biblioteca del centro penitenziario, distribuendo libri agli altri detenuti. Inizialmente ha avuto un periodo difficile, con insulti e persino un pugno da parte di un altro recluso, ma ha preferito non denunciare e ha gradualmente ritrovato la tranquillità.
Rosario Porto, detenuta ad A Lama e successivamente a Brieva, ha mantenuto un "atteggiamento normale" in prigione, relazionandosi con gli altri in modo cortese e mostrandosi perfettamente adattata alla routine quotidiana. Tuttavia, nel novembre 2020, al terzo tentativo, è riuscita a togliersi la vita nella prigione di Brieva (Ávila), dove stava scontando la sua condanna.