Il Krizevac, conosciuto anche come il Monte della Croce, rappresenta una tappa fondamentale e profondamente significativa per milioni di pellegrini cristiani di tutto il mondo che visitano Medjugorje. Questa altura è parte integrante del carisma mistico del luogo, santificato da decenni di preghiere, pratiche delle virtù teologali e manifestazioni dello Spirito Santo, oltre che dalla presenza della Vergine Maria. Il Krizevac si mostra come monte santo già nel 1933, quando la fede del popolo elevò la croce che oggi ammiriamo, quale commemorazione dei 1900 anni dalla Redenzione di Cristo.
Storia e Caratteristiche della Croce del Krizevac
La Croce Monumentale, eretta nel 1934 sull'allora monte Šipovac, è una struttura imponente. Essa è alta 8.5 metri e larga 3.5 metri. Fu costruita dai parrocchiani per celebrare i 1900 anni dalla morte di Cristo, simboleggiando la loro fede, amore e speranza.
La decisione di costruire la croce votiva fu espressa ai parrocchiani dall'allora parroco fra Bernardin Smoljan il 21 gennaio 1934, in occasione dell'Anno Giubilare della Salvezza. La sua costruzione fu straordinariamente rapida, richiedendo solamente 52 giorni per il completamento.
Venerdì 16 marzo 1934, una imponente processione partì dalla Chiesa, guidata da terziari, bambini della scuola, sacerdoti e un popolo numeroso. Accompagnata dal suono ininterrotto delle campane, da spari di mortaio, dalla preghiera del Santo Rosario e dal canto delle litanie, la processione si mosse verso la collina. Alle ore 10:00 ebbero inizio i Sacri Riti, durante i quali il parroco impartì la benedizione solenne alla croce e, con il consenso del popolo, cambiò il nome del monte da Šipovac a Križevac (Monte della Croce). Da allora, ogni anno il popolo saliva per celebrare la festa dell'Esaltazione della Croce.
Sulla croce è incisa un'iscrizione in latino che recita: "A Gesù Cristo, Redentore del genere umano, in segno di fede, amore e speranza, in ricordo del 1900° anniversario della Passione di Gesù".

Il Profondo Significato Spirituale del Krizevac
Il Krizevac è considerato il culmine dell'esperienza religiosa cristiana a Medjugorje, dopo la Santa Messa. L'insegnamento mariano di Medjugorje pone al centro Cristo e la Sua Croce, prima del ruolo corredentivo della Madre celeste, per insegnarci l'essenza della fede e sostenerci nella speranza e nella carità. Così, la collina di Maria rinvia al Monte della Croce, alla cui ascesa prepara.
La Via Crucis: Cammino di Purificazione e Maturità
Salire il monte della Croce è un'esperienza che milioni di pellegrini hanno compiuto, spesso pregando e cantando nel compiere il rito antico e purificatorio della Via Crucis. È facile entrare nel profondo compiendola, sia per i suoi connotati fisici e simbolici, sia per il fatto che tale colle è parte integrante del carisma mistico di Medjugorje. Le stazioni della Via Crucis appaiono gradualmente sempre più come momenti vivi, eventi presenti, accadimenti che ci riguardano, che parlano della nostra vita, sostegni di speranza divina e sorgenti di grazia vittoriosa e luminosa.
Il cammino, con le sue rocce spesso irregolari e aguzze, si snoda serpentinamente per circa quattrocento metri, offrendo un'esperienza "denudante, spiazzante, impegnativa". Se il clima è umido, le pietre diventano scivolose, aumentando la difficoltà. Eppure, nonostante le sfide, nessuno si fa male, nemmeno gli anziani o chi sale a piedi nudi per penitenza, poiché "la Croce di Cristo è bene dentro la fatica e mai fa male ma anzi è sempre motore trasformatore del peso e della sofferenza in nuovo spirito di vita."

Peregrinación a Medjugorje - Día 6 - Via crucis monte de la cruz. Krizevac
Il Monte come Immagine di Cristo e Maria
Durante l'ascesa, gli occhi e la mente subiscono un processo di liberazione e purificazione, vedendo quasi solo pietre fitte, dissolvendo ogni apparenza e illusione. Il monte stesso appare come un corpo immoto, "immagine del corpo teandrico del Figlio di Dio, saturo di ferite, di spine, di oltraggi". Il Krizevac ci indica sempre e solo Cristo: quale origine e fine, fondamento, via e meta della nostra vita. Ogni ostacolo diventa occasione di aiuto, ogni pietra d'inciampo un passo per salire ancora, trasformando il peso in sostegno e la fatica in elevazione.
Il monte è anche il "monte di Maria". Maria, che stava sotto la croce, abita l'ombra dolorosa e fecondante di Dio, rimanendo vigile nel dolore del Calvario. La sua grande anima, eretta vicino alla croce del Figlio, è "vessillo luminoso alla luce del roveto ardente della Redenzione". Maria è montagna di Dio, invincibile, che ci insegna ad accettare le pietre anziché scagliarle.
Nel mezzo del cammino si percepiscono le tre dimensioni di Dio di cui parla San Bernardo: la larghezza, le falde ampie del Monte, segno della divina misericordia; l'altezza, indicata dalla Croce che svetta, massima elevazione dell'anima in Dio; e la profondità, il cammino cristiano stesso, che entra nel cuore divino della montagna cristica.
Trasformazione Personale e Aiuto Reciproco
La discesa dal monte insegna ancora una volta l'umiltà e la grande verità che "non ci si salva da soli". Nelle condizioni più difficili, i pellegrini sono indotti ad aiutarsi vicendevolmente, scoprendo che a volte è chi si sostiene che a sua volta ci sostiene quando si perde l'equilibrio. Salire e scendere il Monte della Croce insegna la "presenza a noi stessi", cioè a farsi "semplici come colombe e prudenti come serpenti" per ascoltare la presenza di Dio. Questo cammino educa a vivere le virtù cardinali per essere pronti a ricevere e vivere i doni divini: le virtù teologali della fede, della speranza e della carità.
Testimonianze e Fenomeni Straordinari
È importante notare che questa croce fu eretta molti anni prima delle apparizioni della Madonna. In quell'occasione, secondo la testimonianza dei veggenti, la Madonna disse: "La croce era anche nel piano di Dio quando l'avete costruita". Il 24 novembre 2000, secondo la veggente Marija, la Madonna apparve sul Krizevac vestita d'oro, una manifestazione che coincise con un evento di grande significato.
In questo stesso giorno, il 24 novembre 2000, Padre Slavko Barbarić, dopo aver guidato la Via Crucis come faceva ogni venerdì, si accasciò e morì poco sotto la cima. Questo evento ha aggiunto un ulteriore strato di sacralità e memoria al Monte della Croce.
Le esperienze dei pellegrini spesso riflettono questa profonda spiritualità. Come raccontato da un pellegrino di nome Andrea, affrontare la salita sotto la pioggia, con i vestiti bagnati e le scarpe scivolose, ha reso le scene della Passione di Cristo ancora più significative. L'aiuto reciproco tra pellegrini di diverse età e condizioni fisiche ha sottolineato che "la salita al monte della Croce non è mai un'impresa solitaria, proprio come la fede non è mai un cammino che si compie da soli". Giungendo alla grande croce bianca, la pioggia ha smesso e i raggi di sole hanno filtrato tra le nuvole, trasformando la croce in un simbolo non solo di sofferenza, ma di vittoria e di un punto fermo a cui guardare nelle tempeste della vita. Come dice il nome stesso del monte in croato, "Krizevac": la croce vince.
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