Il Crocifisso a San Giorgio a Cremano e il Contesto Storico-Culturale Vesuviano

La storia e la cultura del territorio vesuviano sono profondamente intrecciate con la fede e le tradizioni locali. San Giorgio a Cremano, in particolare, ha visto l'insediamento di importanti ordini religiosi e ospita eventi culturali di rilievo. Questa sezione esplora la presenza delle Suore Crocifisse e la fondazione della loro chiesa, oltre a presentare eventi culturali che toccano anche Piazza Garibaldi a Napoli.

Le Suore Crocifisse e la Chiesa del Crocifisso a San Giorgio a Cremano

L'Arrivo e l'Insediamento

Le Suore Crocifisse giunsero a San Giorgio a Cremano nel 1890, in un periodo in cui il Comune contava circa 5000 abitanti. All'epoca, le principali attività economiche erano ancora l'agricoltura e l'ospitalità per la villeggiatura nel periodo estivo. Era quello un periodo di fervore in vari campi: sul finire del XIX secolo veniva costruita la casa comunale, veniva aperta la piazza del Municipio, giungeva l’acqua di Serino e si inaugurava la ferrovia circumvesuviana. L’Istituto delle Suore Crocifisse trovò un terreno propizio e si inserì agevolmente nella vita religiosa del paese.

Foto storica delle Suore Crocifisse a San Giorgio a Cremano o della Villa Notari

La casa che la Madre Fondatrice, suor Maria Pia della Croce Notari, prese in fitto nell’aprile del 1890 per stabilirvi le sue suore, fu scelta dal cardinale Guglielmo Sanfelice. La stessa casa divenne proprietà delle suore il 3 aprile 1891 e prese il nome di Villa Notari. L’edificio non doveva essere eccessivamente antico, in quanto nella mappa del duca di Noja del 1775, la via San Giorgio Vecchio appare deserta e sul posto si trova solo campagna; in una planimetria del Casale di San Giorgio a Cremano, risalente ai primi decenni dell’ottocento, si notano alcune nuove costruzioni nella parte più bassa della strada, ma la zona delle Suore Crocifisse appare ancora priva di ogni edificazione. Si può ragionevolmente concludere che il palazzo è ottocentesco.

La Costruzione e Consacrazione della Chiesa

Subito dopo l’acquisto, ebbero inizio i lavori sia del monastero, per renderlo più funzionale alle esigenze delle suore, sia del piccolo oratorio ivi esistente, che fu sostituito da una chiesa più ampia per dare possibilità al popolo di partecipare alle sacre funzioni. Il 1 giugno 1891 avvenne la cerimonia, officiata dal cardinale Sanfelice, della posa della prima pietra per costruire la chiesa.

La costruzione di quest’ultima (e del coro) e i necessari lavori di raccordo con il fabbricato preesistente furono portati a termine in soli otto mesi: il 17 agosto 1892 tutto era completato. L’8 settembre dello stesso anno, il cardinale Sanfelice consacrò la chiesa dedicandola al Crocifisso e benedisse due campane a cui venne dato il nome del Papa Leone XIII e del Cardinale Guglielmo Sanfelice. Nel 1896 la casa ottenne l’approvazione per la costruzione dell’officina eucaristica e successivamente, il 17 dicembre 1898, la benedizione di papa Leone XIII.

Il Festival Ethnos: Musica e Cultura tra San Giorgio a Cremano e Napoli

Dal 6 settembre al 3 ottobre, la musica e l’energia del festival giunto al 30esimo anno di attività arrivarono a Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Boscotrecase, Boscoreale e Castellammare di Stabia. La XXX edizione del Festival Ethnos è organizzata da La Bazzarra con il contributo della Regione Campania attraverso Scabec, del Ministero della Cultura, dei comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Boscotrecase e Castellammare di Stabia, dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, del Nuovo IMAIE, della Banca di Credito Popolare, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli e con la collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Programma a San Giorgio a Cremano

San Giorgio a Cremano ha ospitato diversi eventi del festival in luoghi suggestivi come il Parco di Villa Bruno e l'Arena di Villa Vannucchi:

  • Sabato 6 settembre - Parco di Villa Bruno: Ore 19:00 Opening “ETHNOS Workshop di danze dei pigmei Aka | Performance di body painting Veronique Art | Dj-set con Sangennarobar | Ethnos Memorie Visive. Ore 20.30 Talk, Trent’anni di visioni, suoni, culture | Incontro con il Direttore Artistico Gigi Di Luca. Ore 21:30 Spettacolo: Ndima “Canti e Danze dei Pigmei Aka” - Congo.
  • Domenica 7 settembre - Parco di Villa Bruno: Ore 17:00 Workshop: Il canto Polifonico Pigmeo AKA a cura di Ndima. Ore 19:30 Conferenza: “I Pigmei Aka e la minaccia di estinzione della loro cultura”, a cura dell’etnologo Sorel Eta. Ore 21:00 Concerto di Mari Kalkun Estonia.
  • Venerdì 12 settembre - Parco di Villa Bruno: Ore 21:00 Davide Ambrogio in “Mater Nullius” Italia.
  • Sabato 20 settembre - Arena di Villa Vannucchi: Ore 18:00 Workshop di danza « Afro Hip Hop » - iniziazione alla danza hip hop afro con la coreografa e performer Tishou Aminata Kane. Ore 21:00 Concerto: Sondorgo Ungheria.
  • Domenica 28 settembre - Arena di Villa Vannucchi: Ore 20:00 Ethnos Generazioni, finale del concorso musicale con esibizione dei 6 artisti finalisti.

Evento in Piazza Garibaldi a Napoli

Anche Napoli ha partecipato al Festival Ethnos, con un evento speciale in una delle sue piazze più iconiche:

  • Domenica 21 settembre - Napoli, Cavea di Piazza Garibaldi: Ore 10:00 Progetto La Bella Piazza, a cura di Ethnos Club. Performance partecipativa di musica e danza «Appel à la danse» con la coreografa e performer Tishou Aminata Kane.

Un Miracoloso Crocifisso nella Tradizione Napoletana: La Chiesa del Carmine

Oltre alla presenza del Crocifisso a San Giorgio a Cremano, la tradizione napoletana annovera racconti legati a immagini sacre di grande importanza storica e spirituale. Citiamo un estratto del racconto del miracolo del Crocifisso esposto dal P. Filocalo Caputo nel suo volume “Il Monte Carmelo” (4 ed., Napoli 1683). Questo racconto è stato desunto da una pergamena antica conservata nell’Archivio del Convento ed è citato anche da altri storici e religiosi dell'epoca.

Immagine del Crocifisso della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Napoli

Si ritrova nella Chiesa di Santa Maria del Carmine di Napoli un’antichissima immagine del Santissimo Crocifisso, di tanta rara scultura quanto si possa desiderare di vederlo al naturale. È questa sacrata immagine scolpita nel legno ma con tal maestria coperta, che non si può così facilmente giudicare se sia di gesso o veramente di stucco, essendo quella materia grossa e soda. È di proporzionata statura, quanto può essere un uomo perfetto, di delicatissime membra, di faccia veneranda, che apporta riverenziale timore e somma devozione a chi lo mira. È posto in Croce in sembianza del nostro Redentore, quando vivo in Croce parlava all’Eterno Padre; ha i capelli non già di scultura, ma di seta cruda, di color d’oro alla Nazarena usanza; il corpo è ben composto e estenuato, che al vivo rappresenta i grandissimi tormenti e flagelli che ebbe nel tempo della sua Passione; tiene nel capo la Diadema, sotto del quale v’è la corona delle spine, sicché qualunque persona lo mira ritrova in quella sacra immagine il vero ritratto di Cristo Crocifisso.

Il Miracolo del Crocifisso durante l'assedio di Napoli (1439-1442)

Un evento prodigioso è legato a questa immagine. Durante l'assedio di Napoli nel 1439, da parte del re Alfonso d'Aragona, una bombarda di nome "Messinese" mirò contro la chiesa. In quell'istante, l'immagine devotissima, affinché l'Onnipotente Iddio non permettesse che rimanesse offesa, miracolosamente chinò il capo. La rotonda pietra della bombarda, come chiaramente si vede, rimase, finendo il suo impetuoso corso sopra la porta della Chiesa, rompendo il muro e fermandosi sopra un certo tavolato.

Il seguente giorno del Venerdì, nella medesima ora di Terza, siccome soleva l’Illustrissimo Infante con cinque Cavalieri, tra i quali era il predetto Conte di Fundi, venne a sollecitare le sue bombarde, e principalmente quella chiamata Messinese. Erano allora dentro questo Monastero molte bombarde parate per difesa, tra le quali ve n’era una chiamata la "bombarda pazza". Allora uno fuori della compagnia di questa custodia, vedendo dal Monastero quei Cavalieri essere nemici, subito appiccò fuoco alla bombarda pazza, il cui suono sentendo l’Infante, e prevedendo la pietra di quella che andava per ucciderlo, si diede alla fuga. La pietra della bombarda primariamente percosse l’arena, dopo battendo l’Infante, gli tolse il capo, frangendolo per mezzo, il cavallo del quale per lo spazio di un quarto d’ora essendo spaventato, fuggendo trasportò il corpo dell’Infante ora in uno, e ora in un altro luogo.

Dopo nell’anno 1441, il medesimo Re Alfonso, ritornando all’assedio, pose il campo all’incontro di Napoli, sopra una collina, ove si dice Campo Vecchio e comandò a tutti i soldati che nessuno di loro avesse ardire indirizzare bombarde contro la Chiesa e Monastero di S. Maria del Carmine, essendosi egli Re collocato nella mente il predetto miracolo come fu infallibilmente eseguito. Continuò l’assedio il suddetto Re Alfonso, il quale nel 1442 di giorno di Sabato, il secondo giorno di Giugno dopo due ore soggiogò la Città di Napoli, la quale fu fino da quel tempo sotto il suo Impero. Seguendo la Domenica ad ora del Vespro, il Re con grandissimo trionfo se n’entrò nella Venerabile Chiesa del Carmine per vedere il miracolo del Santissimo Crocifisso, a cui si adorò devotamente, Lui l’Illustrissimo Indico d’Avolos gran Siniscalco del Regno suo Germano e altri due de’ Magnati, che assistettero al Re, con grande ossequio additarono il luogo da dove era venuta la palla della bombarda.

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