La Via Filippo Basile prende il nome dal famoso architetto Ernesto Basile, nato a Palermo il 31 gennaio 1857 e scomparso il 26 agosto 1932. Egli è riconosciuto come il maggiore esponente dell'architettura in stile Liberty in Italia.
La Formazione e gli Inizi della Carriera
Appena conseguita la laurea in architettura, Ernesto Basile si spostò a Roma in compagnia del padre Giovan Battista Filippo Basile. Durante il suo periodo romano, partecipò a importanti concorsi pubblici:
- al concorso per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II nel 1881;
- al concorso per il palazzo di Giustizia nel 1884;
- e infine per il palazzo del Parlamento nel 1889.
Il Ritorno a Palermo e le Opere Chiave
Tornato a Palermo, Ernesto Basile assunse ruoli di grande responsabilità nella progettazione e direzione di opere significative. Diresse la costruzione dei padiglioni per l’Esposizione Nazionale del 1891-92.

Alla morte del padre, Giovan Battista Filippo Basile, completò la costruzione del Teatro Massimo, uno dei suoi capolavori più celebri e simbolo della città di Palermo.
Lo Stile Liberty e le Principali Realizzazioni
Ernesto Basile fu il principale promotore e interprete dello stile Liberty (Art Nouveau) in Italia, lasciando un'impronta indelebile nell'architettura palermitana. Tra le opere principali che realizzò a Palermo si ricordano:
- la Villa Chiaramonte-Bordonaro alle Croci (1893-96);
- l’albergo Villa Igiea (1899-1903), un esempio magnifico di eleganza e raffinatezza;
- la Villa Florio di viale Regina Margherita (1899-1904), i cui interni furono purtroppo distrutti dall’incendio doloso del 1962;
- una seconda Villa Florio a S. Lorenzo (1908);
- Villa Basile di via Siracusa, costruita per se stesso;
- i chioschi di Ribaudo (a piazza Castelnuovo del 1916 e piazza Verdi del 1894);
- il chiosco Vicari (sempre a piazza Verdi, del 1897);
- la statua “della Libertà” del 1910, a cui aggiunse l’emiciclo nel 1931;
- e, infine, la chiesa di S. Rosalia.

Opere Perdute
Purtroppo, alcune delle sue opere sono andate perdute nel corso del tempo a causa di eventi bellici o di azioni speculative, privando il patrimonio architettonico di importanti testimonianze del suo genio creativo.