Il Convento di San Paolo sull'Isola del Lago d'Iseo: Storia e Informazioni

Il convento di San Paolo nasce e si sviluppa, con il passare di molti anni, sopra un isolotto che all’inizio era considerato uno scoglio deserto e abbandonato. La denominazione S. Paolo deriva dal fatto che l’apostolo Paolo fosse un navigatore che tante volte affrontò e superò le bufere del Mar Mediterraneo: sembra così un’identificazione benefica della funzione di rifugio che questo scoglio, come sottolinea Paolo Guerrini, aveva, «assegnata a questo scoglio lacuale dalla carità cristiana nell'alto Medioevo».

Mappa del Lago d'Iseo con evidenziata l'Isola di San Paolo

L'Isola di San Paolo: Geografia e Antiche Radici

L'Isola di San Paolo è una piccola isola situata al centro del Lago d'Iseo, a sud di Monte Isola e a sud-est di Siviano, al quale appartiene ecclesiasticamente. Si trova a 205 metri sul livello del mare e, insieme all'isola di Loreto a nord, forma uno dei due poli di Montisola. Entrambe, allo stesso livello, sono dai geologi ritenute le cime di propaggini subacquee dell'isola grande, oltre le quali sprofondano in abisso i fianchi di questo gruppetto rimasto in emersione sul cuore del lago, quando il ghiacciaio si dissolse depositando le gobbe moreniche dalle quali incomincia il pregio georgico della Franciacorta.

Anche se la sua storia è documentata dall'anno Mille, i riferimenti botanici indicano che la sua flora suggerisce una presenza dell'uomo molto più antica. Lo stesso suggerisce la storia della navigazione e della pesca sul lago, trovandosi, come sottolinea Paolo Guerrini, «in posizione geografica sulla linea diretta di navigazione fra i porti di Lovere e Pisogne e il porto di Iseo, dove quei due porti avevano il proprio ancoraggio particolare. Questa linea diretta costeggia il fianco tutto roccioso e inaccessibile di Siviano, dove è difficile l'approdo e l'ancoraggio, specialmente per i barconi. L'isola di S. Paolo invece è tutta piana e placidamente accostevole, e io credo che servisse di rifugio ai naviganti sorpresi nel lago da qualche improvvisa bufera».

Le leggende locali narrano che in tempi pagani sull'isola esistesse un piccolo santuario dedicato a qualche divinità. Passata alla pieve di Iseo, si pensa che questa vi abbia eretto un piccolo centro di assistenza per i molti pellegrini, viandanti e barcaioli che alle balze delle riviere preferivano la via diretta del lago. Anzi, gli abitanti del luogo vogliono che su uno scoglio fosse eretta una santella che fungesse da punto di riferimento e invito alla preghiera.

Il Priorato Cluniacense e le Prime Difficoltà

Nel XI secolo, l’isolotto passò di proprietà della famiglia dei Mozzi. È probabile che questa famiglia se ne fosse illegalmente impadronita per usurpazioni, molto facili e generali in quel tempo, dopo essere stata probabilmente di proprietà demaniale fino ai tempi dei Longobardi.

La prima volta che l'isola viene citata è il 23 novembre 1091, quando i fratelli Auprando e Alberto, figli del defunto Giovanni Mozzi (sotto la legge Longobarda), e Ferlinda, loro madre, di Monticello (Monticelli Brusati) con Alberto figlio di Magifredo di Provezze (Ferlinda e Alberto seguono la legge Alemanna), donarono al monastero di S. Pietro di Cluny «un unico appezzamento di terra con edifici, case e una sovrastante chiesa che fu costruita nella parte inferiore del lago d'Iseo e dallo stesso circondata, e venne consacrata in onore di S. Paolo con tutte le case e le loro pertinenze nella nostra porzione, per diritto di proprietà della stessa chiesa». Così, nel 1091 i Mozzi lo donarono (o lo restituirono) ai monaci cluniacensi, che vi instaurarono un priorato, dipendente però dal monastero bergamasco di S. Paolo d'Argon.

Affresco o illustrazione di monaci cluniacensi

Il “monasterium exemptum S.t. Pauli in insula Lacus” ebbe una vita travagliata. Già nel 1270, il piccolo priorato era abbandonato e carico di debiti, nonostante la buona volontà del priore che aveva cercato di pagarne una parte. Per sollevare ulteriormente la disastrata situazione economica, il Camerario cedette ai privati certi diritti del priorato, forse di pesca o di approdo.

L'anno successivo, la visita dei Priori di Consiaco e di Pontida, sotto il cui governo era stato posto il priorato, "Teneat ad manum suam locum de Lacu Ysaica...", rivelò un peggioramento della situazione. Nel Capitolo del 1271, fu concessa al priore una proroga affinché saldasse i debiti e riparasse gli edifici, i cui tetti erano caduti mentre il monastero era deserto. Nell'aprile 1273, la situazione era ancora aggravata di debiti, oltre che scoperchiato e in rovina, per cui il Capitolo Generale dell'Ordine impose al priore di Pontida di saldare il debito e di non rimandare il restauro degli edifici.

Probabilmente per aver mancato a tale ingiunzione, il Capitolo Generale del 22 aprile 1274 decise che il monastero venisse riaffidato al Priorato di S. Paolo d'Argon. Le cose non migliorarono nemmeno in seguito: nel 1279, il priore di Pontida, visitatore a nome dell'Ordine, trovò il priore di S. Paolo d'Argon sotto vincolo di scomunica perché inadempiente da due anni riguardo alle decime per il monastero di S. Paolo del lago. Anche a distanza di decenni la situazione non migliorò affatto.

Passaggio a mani Secolari e Nuovi Proprietari

Poco più di dieci anni dopo, tuttavia, con altre case, anche quello di S. Paolo fu occupato dal potere secolare. Alberto Archetti propende a credere che sull'isola i monaci avessero affittato una "domus", cioè una dipendenza, a un laico o case a più famiglie, dato che "de Isoleta laci Isei" il "Liber Potheris" nel 1280 riporta che è obbligata alla manutenzione del ponte delle Crotte.

Giovanni Novati ha rilevato, da parte sua, che parecchi documenti antecedenti al 1335 ribadiscono che un certo D. Antonius, priore "in Lacu Isey", dichiarava che il priorato di S. Paolo nell'Isola era dipendente da S. Paolo d'Argon e, con il priore del monastero Bonifacio di Guassa, affittava l'isola assieme a gran parte dei possedimenti per estinguere debiti. Infatti, già nel 1367, dichiarata casa "minore", era già passato in mano a secolari. Nel 1365, come emerge da un atto notarile del 1369, l'isola era stata data in affitto a Tonino q. Polini detto "Gatti" "de S. Paolo lacus Isey" assieme ai fratelli Martino e Pecino. Dai documenti risulta che il priorato aveva proprietà anche sulla terraferma, come ad esempio a Sulzano.

L'isoletta viene nominata nel 1410 nel catalogo generale delle chiese e dei benefici della diocesi di Brescia, nella "Squadra de Iseo... Monasterium S.ti Pauli de Lacu exemptum valoris libr. XXV", una buona dotazione se si considera che ad avere un beneficio maggiore, sul Sebino, era solamente la pieve Vallis Renovate, cioè Sale Marasino, e la chiesa S. Gervasii di Clusane.

Il 23 aprile 1487, in S. Paolo d'Argon, i monaci convocati in capitolo cambiarono congregazione, passando dai Cluniacensi ai Cassinesi.

L'Insediamento Francescano e il Ruolo dei Fenaroli

Come ha messo in rilievo Alberto Archetti, un ruolo importante ebbero in seguito i Fenaroli, che dell'isola si interessarono facendone un punto di riferimento dei trasporti commerciali sul lago, dei quali erano i principali gestori. Essi divennero i promotori e protettori del convento francescano che sostituì il monastero o casa cluniacense. La nobile famiglia Fenaroli di Pilzone acquisì il “monasterium exemptum S.t. Pauli in insula Lacus” (per compera o per usurpazione?) e, per rispettare antiche tradizioni del luogo, sacro alla contemplazione, alla preghiera e all'ospitalità, lo cedette ai frati Minori dell'Osservanza, mantenendo però con riserbo la sepoltura gentilizia.

Alessandro Fenaroli fu il fondatore del monastero degli Osservanti; egli morì nel 1525 e fu sepolto nella chiesa di S. Paolo, davanti alla cappella dell'Immacolata, che aveva eretto a sue spese. I successori del Fenaroli fecero dipingere nel chiostro il loro stemma nobiliare per confermare il loro patronato gentilizio del convento, su cui ebbero continuo beneficio fino alla soppressione che avvenne nel gennaio 1783.

Stemma della famiglia Fenaroli o illustrazione storica di un nobile mecenate

La Fondazione del Convento Francescano: tra Leggenda e Documenti

La data della fondazione del convento francescano è incerta. Nel chiostro del convento di S. Giuseppe in Brescia si conserva un affresco che riproduce l'isola di S. Paolo, il convento, varie barche e un cartiglio recante questa scritta: «Il monastero fabbricato sopra l'isola del lago d'Iseo, chiamato S. Paolo, non si sa da chi né da che tempo fosse edificato sotto la protezione di casa Fenarola nel 1448 si donò alli Fr.ni Osser.ti». Risulta evidente che la data ivi riportata contraddice quanto già detto, essendo nel 1460 ancora di proprietà dei Cluniacensi "Prioratus S. Pauli, immediate subditus S. Pauli de Argonio". Probabilmente il cartiglio in S. Giuseppe non è altro che la manomissione dell'originale, avvenuta durante vari restauri. In effetti, il Rinaldi lo riporta in questo modo: «Il monastero fabbricato sopra l'isola del lago d'Iseo, chiamato S. Paolo, non si sa da chi, né da che tempo fosse edificato, solo è prenominato in protezione di casa Fenarola».

Altri riferimenti ne fissano la data di fondazione tra il 1470 e il 1490, mentre solo nel 1506 il convento francescano della provincia di Brescia compare fra le "guardianie". Secondo Giuseppe Trotti il monastero passò nel 1488 ai Frati Minori Osservanti, ceduto loro dagli stessi monaci di S. Pietro d'Argon.

La tradizione vuole che San Francesco, durante il suo soggiorno a Iseo, dove avrebbe fondato il convento poi a lui intitolato, avrebbe visitato l'isola da cui, alzando lo sguardo verso la Ceriola e la Valcamonica, levasse la sua mano benedicente. Il fatto che il Rinaldi scriva che arrivando i francescani vi trovarono una "picciola chiesa" con dipintavi l'effige del padre Francesco e di S. Girolamo, potrebbe significare che, dopo l'abbandono dell'isola dei Cluniacensi, vi soggiornò probabilmente un eremita.

Illustrazione di San Francesco che benedice il Lago d'Iseo dall'Isola di San Paolo

La Difficile Edificazione e Sviluppo del Convento

Il merito dell'insediamento francescano è assolutamente dei Fenaroli di Pilzone e particolarmente di Alessandro Fenaroli, fratello di Galasso e Ventura, famosi congiurati del 1511 contro i francesi, sepolto a S. Paolo e ricordato in un'iscrizione come "erector" del convento. Tale insediamento fu, come ha annotato il cronista dell'Ordine p. Francesco Gonzaga, «difficilissimo, non avendo trovato niente di edile o anche dell'umano soggiorno sull'isola d'Iseo nella quale sorge il monastero: e quelli che sono al massimo 6 sono spinti a cercare con la barca a remi tutte le cose a loro necessarie. Infatti quest'isola, circondata da tutte le parti dall'acqua del lago d'Iseo, dista molto dalla terraferma. Da ciò i Ministri di questa provincia possono dire di aver il merito di queste opere e di questo lavoro, opponendosi quelli (i frati) affinché non fossero destinati a questo luogo».

Non si sa esattamente quando il convento sia stato edificato. Si crede che i Francescani abbiano trovato una piccola cappella e qualche capanna e che, utilizzando i resti di edifici lasciati dai Cluniacensi, costruirono poi una grande chiesa alla quale, scrive Alberto Archetti, venne addossata «l'ala nord del convento, onde sfruttare la limitatezza del sito a disposizione e l'utilizzo razionale e parsimonioso dei materiali da costruzione, data la difficoltà di reperimento e trasporto, così da realizzare l'edificio base su cui inserire il chiostro. Si passò poi alla costruzione del convento vero e proprio, opera assai bella e vasta, nonostante il poco spazio, i cui lavori però andarono a rilento».

Dopo il 1462, come si legge nel Bullarum Franciscanum, il monastero di S. Paolo sarebbe passato senza legittimo titolo ai frati francescani Amadeiti, suscitando contrasti fra questi e i Minori Conventuali di Brescia; l'erronea affermazione è dovuta al fatto che il Bullarum confonde S. Paolo con S. Francesco d'Iseo.

Superamento delle Difficoltà e Ampliamenti

I francescani dovettero affrontare gravi difficoltà data la "malagevolezza" del luogo roccioso, il terreno rimasto abbandonato, e le piene del lago in aumento soprattutto dopo il restringimento della bocca di uscita dell'Oglio a Sarnico, che provocava allagamenti, richiedendo alte mura di protezione. Con duro lavoro venne ampliata l'area dell'isola, prolungandola di qualche metro a est con due piccoli promontori che ospitavano un piccolo porto ad uso dei visitatori e una darsena per il convento. Venne inoltre piantato un nuovo orto.

Isola di san Paolo Lago D'iseo

Periodi di Sviluppo e Conflitti

Esposto, nonostante la sua posizione, alle incursioni di soldataglie, il convento visse momenti non molti ma altrettanto difficili. Un terribile fatto riferisce il cronista Marin Sanudo il quale nel suo Diario annota «Di Bergamo, vidi lettere particular, dì 3 (gennaio 1527). Come in questa Hora è venuta nova certa, come in uno monastero di Zoccolanti si hanno tagliato a pezzi e sono morti 9 di 13 che erano in el monasterio, qual è sul lago de Ise in brexana, si chiama S. Polo. Siché datili del pane di cani quando venirano a la porta». Il fatto, riportato da nessun altro cronista o storiografo e più che veridico, rimane oscuro. Ma l'invito di dare pane ai cani quando "venirano a la porta" può far supporre che l'eccidio sia stato compiuto da mendicanti o da briganti presentatisi sotto mentite spoglie di mendicanti o frati. Né si dimentichi che il 1527 è l'anno del Sacco di Roma che vide una massiccia invasione di lanzichenecchi luterani i quali seminarono terrore e distruzione.

Ma, nonostante tutto, l'isola visse anche tempi di tranquillo sviluppo. Dopo una breve parentesi in cui l'isola per pochi decenni passò ai Riformati (dal 1550 al 1580), essa ritornò agli Osservanti. In quell'anno, i visitatori, a nome di S. Carlo Borromeo, riscontrarono una situazione tranquilla; venne soltanto rimarcato sfavorevolmente che i frati si dedicavano troppo alla pesca.

Vita Conventuale e Festività

I frati ospiti aumentarono progressivamente:

  • 8 nel 1610
  • 12 nel 1656 e 1669
  • 14 nel 1684
  • 8 nel 1693
  • 9 nel 1736, con l'aggiunta di 6 laici

Dopo due secoli di permanenza francescana, padre Rinaldo nel 1685 si sentiva in dovere di scrivere: «Questo sito è saluberrimo e delizioso; il convento comodo e grande e ben disposto, che di vaghezza può gareggiare con non pochi di questa Provincia. Contiene orti, giardini bastevoli al godimento d'ogni verdura, e al ricreamento di fiori ancora. Ammette di più diverse piante da frutto, ma dei limoni ed arandi è proprio il sito». Il Rinaldi scrive di un grande chiostro e di circa 40 locali, annotando poi la presenza fino a 14 religiosi.

Vi si celebravano solennità particolari con specifiche indulgenze, specie la festa della Conversione di S. Paolo (25 gennaio), l'anniversario della consacrazione della chiesa (29 novembre), la festa di S. Paolo (30 giugno) e il Perdon d'Assisi (2 agosto). Ma la festa che attirava il maggior numero di fedeli era quella della prima domenica dopo Pasqua, nella quale si legge che l'isola "sembrava una piazza marittima assediata da un'armata navale". Per i disordini, la festa venne trasferita a Sensole, dove rimase quale tradizione fino a pochi anni fa.

Il Rinaldi, sempre nel 1685, scrive che la chiesa era frequentata da devoti anche nei giorni feriali, non solo per ascoltare messa ma anche per le confessioni, per consigli e indirizzi, oltre che per le predicazioni. Le iscrizioni al Terz'Ordine Francescano erano aperte in continuità.

Rivalità con le Parrocchie e il Reclusorio

La troppa frequenza ai conventi fece nascere delle rivalità con i parroci dei paesi di Montisola. Le discussioni erano nate verso la metà del '600, poiché alcuni abitanti di Sensole (famiglia Archetti) si erano fatti seppellire nel cimitero di San Paolo, non pagando così ai "rettori" delle loro parrocchie la quota dovuta per il rito. Questi contrasti si conclusero con un documento stipulato nel 1737.

Da indagini condotte nel 1768, sappiamo anche che vi era esistito un reclusorio chiamato carcere, dove venivano confinati frati ribelli o colpiti dalla giustizia civile onde evitare loro la prigione. Le "carceri" erano situate, come ha rilevato Alberto Archetti, sull'angolo sud-ovest del convento nel punto in cui il lago è più profondo.

Visite Illustri e la Soppressione del Convento

La chiesa e l'isola furono meta non solo di devote visite, ma anche di gite particolari. Nel 1497 vi approdò più volte la regina di Cipro, la bellissima Caterina Cornaro, quando fu ospite nel castello dei Martinengo a Sensole. Nel 1700 l'isola è ricordata, durante il suo soggiorno a Lovere, dalla celebre scrittrice inglese Lady Mary Wortley Montagu; come è ricordata da parecchi scrittori e viaggiatori nell'Ottocento. Naturalmente l'isola costituiva anche un porto per il riposo dei numerosi pescatori e barcaioli.

La soppressione del convento avvenne nel gennaio 1783, momento in cui i 14 frati furono trasferiti nel convento di S. Francesco d’Iseo e l’isola divenne di proprietà privata.

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