Considerare Madonna soltanto un’icona pop sarebbe riduttivo. I suoi follower la seguono dal 1982, anno in cui uscì il suo primo singolo, “Everybody”, e la sua storia è stata magistralmente raccontata da Mary Gabriel in una biografia monumentale.
Mary Gabriel, editor della Reuters per quasi vent’anni e autrice di diversi saggi culturali e biografie dedicate a figure femminili rivoluzionarie, è stata finalista del Premio Pulitzer, del National Book Award e del National Book Critics Circle Award. La sua ultima opera, intitolata semplicemente Madonna, è molto più di una semplice biografia.
Una Vita Ribelle: La Biografia Definitiva
«Non si tratta soltanto di un’icona dell’entertainment, ma di un’artista che ha cambiato la storia della cultura e della società a livello globale», spiega Mary Gabriel nelle prime pagine del libro. «Per raccontare la sua storia, ho dovuto raccontare anche la nostra a cavallo tra due secoli, durante i quali lei ha influenzato il mondo che la circonda venendone a sua volta influenzata».

Il volume, intitolato Madonna. Una vita ribelle, è un tomo di 1168 pagine (l'edizione americana, "Madonna: a rebel life", uscita in USA il 10 ottobre, ne conta 880 e costa 30 dollari) ed è pubblicato da Rizzoli Lizard in Italia al prezzo di 32 euro. Il libro è suddiviso in sei decenni, dal 1958, anno di nascita di Madonna Louise Ciccone, fino al 2020. È un viaggio a ritroso all'interno della scena artistica mondiale, musicale e culturale, avvincente e coinvolgente come un romanzo, narrando la vita di colei che il “New York Times” ha definito «the eternally relevant pop star».
Gli Anni Formativi e le Sfide Iniziali
Le Radici Familiari e l'Infanzia a Pontiac
Madonna Louise Ciccone è nata nel 1958. I suoi genitori erano Silvio “Tony” Ciccone, il più giovane di sei ragazzi nati da immigrati italiani provenienti dall’Abruzzo, e Madonna Fortin, ventidue anni, proveniente da una famiglia di otto figli di ceppo franco-canadese. Il quartiere di Herrington Hills, a Pontiac, dove abitava la famiglia, era popolato da «uomini e donne indaffarati a ricostruire la società dopo la Seconda guerra mondiale. I loro valori erano quelli del sogno americano: fede, famiglia, patria», racconta Gabriel nei primi capitoli. Ciò che rendeva unica Pontiac era il fatto che i suoi abitanti appartenevano a razze ed etnie diverse, tutti reclutati nei decenni precedenti e convinti a trasferirsi a Nord, nel Michigan, per lavorare nell’industria automobilistica che stava allora esplodendo.
A ventotto anni, incinta del suo sesto figlio, Madonna Fortin scoprì di avere un tumore al seno. Nel 1962, dopo aver dato alla luce un’altra figlia, morì lasciando il marito trentaduenne con sei bambini di età inferiore agli otto anni, l’ultima ancora in fasce. «È stata malata a lungo», ha ricordato Madonna anni dopo, «e non si è mai concessa alcuna forma di autocommiserazione. Credo che non si sia mai permessa di crogiolarsi nella tragedia della sua situazione».
Nel libro, il fratello maggiore Martin racconta che Madonna «assunse una specie di ruolo materno per i fratelli più giovani a mano a mano che crescevano, nutrendoli, vestendoli, preparandoli per andare a scuola. Prendeva sul serio quel compito al fine di compiacere Tony, perché era terrorizzata dalla possibilità di perdere anche lui». Nonostante queste responsabilità, Madonna ha dichiarato: «Mio padre non mi ha mai cresciuta con l’intenzione di farmi sposare e di avere dei figli. Piuttosto, mi ha allevata in modo che avessi degli obiettivi, perché diventassi un avvocato o un medico e pensassi a studiare, a studiare, a studiare». Madonna stessa ha sei figli, due biologici e quattro adottati dal Malawi.
L'Arrivo a New York e le Prime Battaglie
Nel 1978, a diciannove anni, Madonna sbarcò a New York con il desiderio di «incidere una canzone che venisse suonata alla radio». In quel periodo, come molti artisti emergenti, affrontò le dure realtà dell'industria musicale. «Ero l’artista a inizio carriera che supplicava aiuto. Andavo da chi gestiva le etichette e dai DJ più influenti chiedendo: “Potete darmi una mano? Potete dare un ascolto a questa canzone? Potete scritturarmi nella vostra casa discografica?”. Molti rispondevano: “Certo, se farai questo”, e di solito si trattava di favori sessuali», ha rivelato Madonna, come riporta Gabriel nei capitoli dedicati ai suoi primi anni a New York.
Madonna ha sfidato questo sistema fin da subito. La sua storia risuona come la favola di una ragazza della classe media americana senza agganci e conoscenze che a New York lavora duramente per realizzare il proprio sogno di donna libera e di artista formata e determinata ad avere successo. In questi anni, divenne amica di figure come Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, frequentando locali e ambienti dove la discriminazione non aveva luogo e le diversità di genere, razza e sesso erano accolte, difese e celebrate.
L'Impatto Rivoluzionario sull'Arte e la Società
L'Esplosione Pop e la Rottura degli Schemi
L'arrivo di Madonna sulla scena della musica pop all'inizio degli anni Ottanta è stato un’esplosione al pari di Elvis, dei Beatles o di Michael Jackson. Il suo approccio così libero e il suo talento mozzafiato hanno conquistato milioni di persone in tutto il mondo, rendendola in poco tempo un simbolo non solo di un nuovo modo di fare musica, ma anche di una nuova idea di liberazione per le donne e di nuovi stili di vita per intere generazioni.
Nei primi anni Ottanta, quando Madonna si impose sulla scena musicale internazionale, «nelle case discografiche, nelle stazioni radio e sui palcoscenici il panorama pop e rock era dominato da uomini bianchi che», scrive l’autrice, «puntavano a una sola fascia demografica: uomini e ragazzi bianchi. L’industria era concepita per soddisfare i loro bisogni. Il rock celebrava l’amore eterosessuale e, di solito, dal punto di vista maschile. Nel business musicale ci si aspettava che le donne fossero sexy, ma non che esprimessero appieno la loro sessualità e la loro natura femminile, allo scopo di titillare un pubblico che era stato abituato a guardarle, ma non ad ascoltarle. Se volevano, le donne potevano giocare a fare le rocker, ma nel farlo dovevano ancheggiare un po’ a beneficio dei ragazzi, e magari anche ingraziarsi i boss delle case discografiche facendo loro qualche favore privato».
Un esempio della sua forza innovativa risale al 28 novembre 2000 a Londra, quando Madonna era in procinto di esibirsi alla Brixton Academy. La sala era troppo piccola per accogliere la folla di fan assiepati all’esterno. Madonna, racconta Gabriel, contattò il network britannico di Microsoft, MSN.co.uk, proponendo «un’idea innovativa»: «organizzare un webcast del suo concerto. La risposta fu affermativa e, poco dopo, la società lanciò quella che sarebbe stata la sua prima performance dal vivo diffusa gratuitamente online. Lo show di Brixton di Madonna venne trasmesso in streaming su enormi schermi all’aperto in sei diverse città, tra cui New York e Parigi, oltre che su nove milioni di computer domestici, permettendo a gente di trentatré Paesi diversi di unirsi alla festa».
Sessualità, Femminismo e Diritti
Madonna è stata tanto amata e venerata per la sua autodeterminazione nell’affermarsi come donna e come artista in un ambiente ancora fortemente maschilista quale era quello del suo esordio negli anni Ottanta. Per il coraggio e per la sfrontatezza nel rompere gli schemi di genere e nel dettare nuove mode, rivendicando una libertà d’espressione invisa ai benpensanti e ai bigotti, è stata anche denigrata e contestata per l’anticonformismo con cui ha infranto tabù sessuali e convenzioni sociali e contestato fondamentalismi religiosi d’ogni sorta. Madonna, l’artista di sesso femminile di maggior successo di tutti i tempi, in tutti questi anni ha detto e fatto ciò che uomini e donne di ogni etnia e di ogni orientamento sessuale non avevano mai osato prima.
Fin da subito precorritrice dei tempi, con i suoi video provocatori Madonna ha rappresentato le identità queer, la sessualità fluida e il diritto di amare chi si vuole. La scrittrice Soniah Kamal ha raccontato di aver conosciuto la musica di Madonna da bambina, quando viveva a Jeddah, in Arabia Saudita. Per lei Madonna rappresentava non soltanto una incontaminata e cruda liberazione sessuale, ma anche la speranza che le ragazze sexy non morissero necessariamente male, la speranza che potessero governare il mondo.
L'artista si è apertamente scagliata contro i talebani, il regime di Putin e il Vaticano, contro il sessismo, la misoginia, il razzismo e l’omofobia.
Carriera e Vita Personale: Costante Evoluzione
Il Riconoscimento e le Sfide Personali
Nel 2008, a venticinque anni dal suo album di debutto, Madonna venne inclusa nella Rock & Roll Hall of Fame. Negli stessi mesi, sui giornali cominciarono a trapelare notizie sulla crisi del suo matrimonio con il regista Guy Ritchie. Più che altro, riporta Mary Gabriel, «si mormorava che Ritchie si fosse stancato dell’enorme popolarità della moglie, del suo concentrarsi sulla carriera e della presenza di consiglieri che, diceva, “si prostravano davanti all’altare di Madonna”. Si era anche stufato di sostenere le sue cause umanitarie. “All’inizio ho assecondato tutte quelle sue sciocchezze sul ‘volere guarire il mondo’», avrebbe dichiarato all’epoca. «Gli uomini fanno di tutto per compiacere le loro signore. Ma quando ha cominciato a prendersi un po’ troppo sul serio io ho iniziato a prenderla per il culo”».
La narrazione suggeriva che fosse "Madonna l’artista, Madonna la provocatrice che gli impediva di essere felice". «Per quanto volesse compiacerlo, non c’era proprio possibilità che potesse diventare la persona di cui Guy aveva bisogno. Che smettesse di lavorare e di creare».

Un'Eternamente Rilevante Pop Star
«Spesso mi chiedeva: “Perché lo devi rifare un’altra volta? Perché devi fare un altro disco? Perché devi andare in tour? Perché devi fare un film?”. Al che io rispondevo», ha detto Madonna in un’intervista dell’epoca: «Perché devo spiegare chi sono? Mi sembra un’osservazione molto sessista… Qualcuno chiede a Steven Spielberg perché fa ancora dei film? Non ha avuto abbastanza successo? Non ha fatto abbastanza soldi? Qualcuno è mai andato da Pablo Picasso a dirgli: “Ok, hai ottant’anni. Non hai dipinto abbastanza?”. No, sono stanca di quella domanda. Non la capisco. Smetterò di fare tutte le cose che faccio quando sarò io a non volerle più fare. Quando avrò esaurito le idee. Quando mi avrete ucciso».
Dettagli Editoriali e Pubblico di Riferimento
Il libro Madonna. Una vita ribelle di Mary Gabriel è un'opera completa che si rivolge a diverse categorie di lettori. Sicuramente è un must-have per i fan di Madonna, offrendo informazioni più complete e sistematiche che in qualsiasi altra sua biografia. Ma il volume interessa anche chi è affascinato dalla storia socioculturale degli Stati Uniti, dall’evoluzione delle battaglie del movimento LGBTQ+ e del movimento femminista, oltre che dall’impatto che sul mondo gay artistico e americano ha avuto la tragedia dell’Aids e per approfondire i rapporti tra celebrità e mondo dei media (i paparazzi sono i grandi villain del racconto della Gabriel).