San Rocco è una figura di grande rilievo nella tradizione cristiana, venerato come protettore contro la peste e le piaghe, nonché patrono degli invalidi. La sua storia, sebbene con poche fonti concordanti, è profondamente radicata nella devozione popolare europea. Le informazioni sulla sua vita sono discordanti, ma è quasi certa la sua nascita a Montpellier, in Francia, in una famiglia benestante, forse nobile, tra il 1345 e il 1350.
Vita e Leggenda di San Rocco
Rimasto orfano di padre e madre all'età di vent'anni, forse spronato dalle ultime parole del padre morente, San Rocco decise di seguire Gesù Cristo. Lasciò tutti i suoi beni, forse entrando nel terz'ordine francescano, vestì l'abito da pellegrino e partì per Roma. Durante il suo pellegrinaggio, si dedicò all'assistenza e guarì molti malati di peste in modo miracoloso, tanto che la sua fama di guaritore si diffuse rapidamente in Italia, che in quel periodo era flagellata dalla pestilenza.

A Piacenza, si ammalò anche lui di peste. Rimase solo in un bosco dove, secondo la leggenda, venne salvato da un cane che ogni giorno gli portava del pane. Ripartito verso Montpellier, fu fermato in una località non nota (probabilmente in Italia) e sospettato di spionaggio. Venne imprigionato per cinque anni perché si rifiutò di rivelare il suo nome, avendo fatto voto di non godere dei benefici derivanti dalla sua nobiltà. Morì in prigione il 16 agosto, tra il 1376 e il 1379. Secondo alcune fonti, al suo ritorno a Montpellier, fu imprigionato per spionaggio dal nuovo governatore, suo zio, che non lo riconobbe, e lui non rivelò la sua identità per osservare un voto fatto, venendo riconosciuto solo successivamente per un segno a forma di croce che aveva sul petto dalla nascita.
La Devozione e il Culto
L'apertura del processo di canonizzazione di San Rocco si fa risalire al 1377, ad opera di papa Gregorio XI, sebbene non esistano documenti definitivi in merito. La santità di Rocco fu sicuramente riconosciuta "ex consensu Ecclesiae: culto immemorabile", che papa Urbano VIII approvò con decreto solenne nel 1625. Già nel 1414 a Costanza, per lo scoppiare di una pestilenza all’apertura del Concilio, i padri conciliari invocarono San Rocco, recandone l’immagine in solenne processione e ottenendone la protezione, a dimostrazione della rilevanza del suo culto già da tempo esistente.
Sul giorno della sua festa liturgica, il 16 agosto, si ipotizza un inizio nel 1440 a Montpellier, dove dal 1421 esisteva una cappella a lui dedicata. Il Martirologio Romano del 1678 reca il suo nome per la festa di tale giorno. La devozione al santo, iniziata verosimilmente a Montpellier, si diffuse presto in tutta Europa, in particolare nella Francia Meridionale, in Alsazia, in Corsica, a Parigi, Anversa, Lisbona, Colonia, Norimberga e nelle città anseatiche del Mare del Nord, fino alla Scandinavia e alla Polonia. In Italia, centri cultuali si evidenziano a Venezia e nel Veneto, a Roma, Voghera, Piacenza, Brescia, in Abruzzo e in Italia Meridionale. Sodalizi e confraternite a lui dedicate sorsero innumerevoli. Attualmente, in Italia esistono circa tremila tra chiese e cappelle dedicate al santo, con duecentosessanta parrocchie, di cui un centinaio associate ad altri santi, in particolare San Sebastiano.

Molti capitelli, in genere collocati all’incrocio di strade e all’ingresso delle città, furono eretti per ottenere la protezione dalla peste. I toponimi in Italia che recano il suo nome sono una trentina, mentre nell’onomastica italiana il nome Rocco si pone mediamente all’ottantesimo posto, con punte fino al quinto posto nel Meridione. Tra le istituzioni che hanno promosso il suo culto si annoverano la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, i Domenicani, i Trinitari e i Francescani.
Le Reliquie di San Rocco e la loro Traslazione
Le Reliquie a Venezia
Il corpo di San Rocco è giunto a Venezia nel 1485. Il 13 marzo di quell'anno, il patriarca Maffeo Girardi comunicò al Consiglio di Dieci l’avvenuta traslazione da Voghera, certificandone l’autenticità. Non avendo ancora la Scuola una sede definitiva, la reliquia fu deposta provvisoriamente prima nella chiesa di San Geminiano, poi nel palazzo del patriarca di Grado, presso la chiesa di San Silvestro. Successivamente, ultimata la chiesa eretta per custodirla, vi fu trasferita il 3 marzo 1490.
Scuola Grande di San Rocco - interni
Diverse versioni raccontano le vicende di queste traslazioni. Una, tramandata da Flaminio Corner, narra che il recupero delle spoglie di San Rocco si deve al monaco camaldolese Mauro che, per sciogliere un voto e su richiesta del Guardian Grando della Scuola, Tommaso di Alberti, si recò a Voghera, nel castello del conte Pietro dal Verme. Riuscì, non senza peripezie, a trafugarle e a portarle a Venezia. La descrizione di questa impresa è conservata tra i documenti della Scuola (Atti del riconoscimento del corpo di San Rocco, b. Corpo di San Rocco - Atti storici e biografici, n. 7 antico). Secondo un'altra versione, il corpo del santo, con l’accordo del prevosto di Voghera, venne venduto dal conte a un frate, che per facilitarne il trasporto ne spezzò le ossa, per poi venderlo ai governatori della Scuola.
Le Reliquie a Roma
San Rocco è ritenuto il protettore di Roma dalle grandi pestilenze. Verso la fine del 1500, Papa Clemente VIII (1592-1605) decise di far portare a Roma la reliquia più importante di San Rocco, conosciuto come il “Santo Taumaturgo”. Questa decisione era legata alle notizie riguardanti un focolaio di peste che avrebbe potuto raggiungere la città eterna. In un primo momento, il Braccio del Santo venne ospitato nella Chiesa di San Sebastiano fuori le mura, considerato al tempo il protettore di Roma contro le pestilenze.
Solo un paio di anni dopo, la reliquia fu trasferita nella chiesa di San Rocco che si trovava a Ripetta, vicino al porto dal quale giungevano merci e persone nella capitale. Si riteneva infatti che quel luogo fosse simbolico, poiché in diverse occasioni la pestilenza cominciava a diffondersi proprio da lì, e la presenza della reliquia avrebbe dovuto proteggere Roma dal contagio. La chiesa di San Rocco a Ripetta, costruita nel 1499 per volontà della Confraternita degli Osti e dei Barcaioli, era annessa a un ospedale dove venivano curati gli appestati, e successivamente a una sezione per le partorienti nubili, soprannominato l'Ospedale delle Celate.

In più di un’occasione, i romani si rivolsero all’intercessione di San Rocco per evitare il diffondersi della peste e delle epidemie in genere. L’ultima volta che questo accadde fu nel 1854, poco prima dell’Unità d’Italia, quando si verificarono in città alcuni episodi di contagio da colera. Nelle settimane precedenti al diffondersi dell’epidemia a Roma, Papa Pio IX chiese che venisse esposto il Braccio di San Rocco. Quando i primi casi di colera si verificarono, Pio IX concesse l’indulgenza temporanea a chi pregava nella chiesa di San Rocco e quella plenaria a chi vi si recava sette volte. In quei giorni, frotte di fedeli si succedevano nella chiesa per pregare e in poco tempo l’epidemia cominciò a scemare. Si narra che, in un'occasione, dal Braccio di San Rocco sia uscito un liquido giallognolo. Questa reliquia viene portata in processione la sera del 16 agosto.
Tra le altre località che custodiscono reliquie del santo, una porzione d'osso del braccio fu donata a Montpellier, e altri resti furono trasportati ad Arles nel 1399, sempre da Montpellier. Resti di San Rocco si vogliono anche a Venezia, provenienti da Angera e acquistati a Voghera dai Veneziani, ma questi sembrano essere in conflitto con la narrazione della traslazione del corpo intero.
Feste e Manifestazioni della Devozione
La festa patronale di San Rocco, celebrata il 16 agosto, è un evento centrale in numerosi comuni italiani e nel mondo, spesso accompagnata da processioni con la statua del santo, bande musicali, spettacoli pirotecnici, mercati e fiere. Alcuni esempi significativi di festeggiamenti includono:
- A Paliano (FR), si tiene una delle processioni più lunghe d'Italia, della durata di dodici ore, con sfilata finale del carro e grande partecipazione di fedeli.
- A Montaquila, la "processione dei pastellari" vede la partecipazione di fedeli che portano pani votivi decorati.
- A Cetara (SA), la processione si svolge a piedi scalzi tra le vie e i vicoli del centro storico.
- A Casamassima (BA), la festa patronale include la processione con un mantello d'argento offerto dagli emigrati.
- A Locorotondo (BA), si celebra la festa più grande di Puglia dedicata a San Rocco, con spettacoli in piazza e fuochi pirotecnici.
- In diverse località, come a Calascio (AQ), si offre ai devoti pane benedetto e un piatto tradizionale, come i tagliolini con i fagioli.
- Il Premio Internazionale Fedeltà del Cane, che si svolge a San Rocco di Camogli, è un omaggio alla leggenda del cane che salvò il santo.
- Molte celebrazioni includono la benedizione dei pani, la distribuzione di dolci votivi e l'offerta di prodotti locali.
Queste celebrazioni, spesso ricche di elementi popolari e religiosi, testimoniano la continua e diffusa devozione a San Rocco, invocato per la sua protezione e intercessione.