La Chiesa di Santa Scolastica al Porto e il Complesso Archeologico di Bari

Il tempio dell’archeologia barese, il Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari, sorge in un luogo dalla storia millenaria, all'interno del Monastero benedettino di Santa Scolastica. Questo complesso è protetto da un imponente circuito murario rafforzato in epoca aragonese e un tempo lambito dal mare, accanto all’area archeologica di San Pietro, con cui forma un sito di straordinaria rilevanza storico-urbana antica e contemporanea.

Veduta aerea del complesso di Santa Scolastica e dell'area archeologica di San Pietro a Bari

Storia e Architettura della Chiesa e del Monastero "al Porto"

Le vicende storiche di Santa Scolastica affondano le radici nel periodo altomedievale. Il Monastero, che risulta il più antico della Puglia, fu fondato da Pipino Re di Francia nel 755 A.D. e dedicato alla Santissima Trinità, per poi essere donato a Montecassino. Inizialmente situato fuori dalla città medievale di Bari, ove ora si trova il Castello Svevo, era già riconosciuto come Abbazia nel 1047.

Nel 1102, a causa dei continui attacchi dei Saraceni, le monache si trasferirono entro la muraglia della città, costruendo il grande complesso "al Porto", con la nuova dedicazione a Santa Scolastica, a due passi dalla venerata Basilica che custodisce le ossa di San Nicola. Le emergenze archeologiche hanno sottolineato come sin dall’XI secolo in quest’area sorgesse una struttura ecclesiastica individuata con la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, attestata in alcuni documenti datati al 1047 e al 1270 e appartenuta al convento della Santissima Trinità.

Vi è una lapide datata al 1120 che attesta i lavori di ampliamento e ristrutturazione di un edificio ecclesiastico ubicato nella stessa area, voluti dalla Badessa Guisanda Sebaste, il cui sarcofago è oggi esposto nelle gallerie del museo. Questi lenti lavori furono completati nel 1579, anno in cui il complesso fu però colpito da un grande incendio che distrusse un terzo della struttura. La connotazione femminile del monastero e la dedicazione a Santa Scolastica risalgono al 1102, mentre il chiostro e i “dormitori” sarebbero stati costruiti alcuni decenni più tardi (1120) per volontà della badessa Guisanda Sebaste.

A questo primo nucleo di edifici seguirono gli eventi successivi all’acquisizione dell’intera area da parte delle monache di Santa Scolastica, avvenuta nel XIV secolo. Un’epigrafe, datata al 1308, sottolinea come la badessa Casamassima realizzò nuovi edifici conventuali in luogo delle strutture appartenute al convento della Santissima Trinità. Vennero commissionati interventi di restauro alla chiesa del XII secolo e ampliamenti soprattutto degli ambienti claustrali ubicati a sud, e probabilmente si procedette alla realizzazione di una nuova chiesa. Nel 1463, con la bolla di Papa Paolo II, il Cenobio fu riconfermato come Abbazia di Santa Scolastica.

Questo edificio, ancora una volta trasformato e ristrutturato, venne consacrato dall’Arcivescovo Puteo nel 1579 ed è l'edificio che ancor oggi si presenta ai visitatori, sebbene sia la facciata che l’interno siano il frutto di interventi di ristrutturazione databili al Settecento. L’intero monastero fu vittima di incendi, il primo dei quali pochi giorni dopo la consacrazione della nuova chiesa nel 1579, e il più grave datato al 1681, nel quale andarono distrutte le strutture ‘che guardano alla marina’, ossia verso il mare. Il monastero fu risparmiato dal saccheggio del re normanno Guglielmo il Malo (1156).

Nei decenni successivi all'incendio la comunità religiosa dovette affrontare povertà e carestie e nel 1680 un uragano abbatté il braccio dell’edificio posto verso oriente. Nonostante ciò, la comunità monastica e le strutture di Santa Scolastica rimasero attive sino al 1856, quando l’ordine venne soppresso e gli edifici conventuali abbandonati. Dopo l’unità d’Italia il convento fu confiscato alle monache e adibito ad ospizio per i mendicanti, subendo così aggiunte e ristrutturazioni, fino ai restauri del dopoguerra conseguenti ai danni provocati dai bombardamenti del porto. Nel 1945, durante il secondo conflitto mondiale, lo scoppio di una bomba nel porto di Bari danneggiò le strutture del monastero. Alla fine degli anni ‘60 l’ospizio fu chiuso e il complesso fu acquistato dall’Università, che voleva utilizzarlo per attività didattiche e scientifiche.

Descrizione Architettonica della Chiesa attuale

L’attuale chiesa conventuale di Santa Scolastica, corrispondente a quella consacrata nel 1579, sorge alla fine della Muraglia, nella zona più antica di Bari, quella di San Pietro. È necessario spostarsi su Piazza San Pietro per ammirare l’alto campanile a pianta rettangolare completamente ricostruito dopo i bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra la Muraglia e Piazza San Pietro si apre una stretta via, Strada di Santa Scolastica, che ospita l’entrata della chiesa dedicata alla santa benedettina. Il tempio si presenta con un aspetto settecentesco, pur essendo la sua struttura originaria risalente all’XI-XII secolo. La sua facciata, ripartita da lesene, appare con i suoi grandi mattoni marroni, quasi incavata all'interno di una larga cornice sagomata. Il portale in legno è sormontato da un lunettone liscio con ai lati due cherubini, alla cui sommità posa la statua di San Benedetto.

La facciata della chiesa è ripartita da uno schema settecentesco ricorrente: alte paraste ritmano il profilo inflesso della facciata dominata nella parte centrale dal portale timpanato sormontato dalla statua di San Benedetto, e nel vano superiore da un finestrone anch’esso di chiaro stile tardo barocco. Completa la facciata un timpano a volute. Se il monastero è accessibile ogni giorno grazie alla nuova funzione museale, la cappella rimane sempre chiusa, aperta solo di domenica per la breve messa settimanale.

Entrando, ci ritroviamo in un ambiente a tre navate absidali divise da quattro pilastri su cui sono impostati archi a tutto sesto. Le false volte, il soffitto a lacunari, gli altari di marmo e il lampadario di cristallo appartengono all'architettura e agli arredi tardo-barocchi. Durante l’ultimo restauro, cinque anni fa, sono stati svelati antichi tesori, quali i due mosaici con le raffigurazioni di due angioletti dalle vesti colorate. Questi risalgono al XII secolo e sono stati riscoperti rimuovendo lo strato di intonaco dai muri. Nella navata di destra balzano subito all’occhio due dipinti: il primo, cinquecentesco, raffigura l'Annunciazione, il secondo, del Seicento, un San Paolo in abiti color porpora. L'oggetto di maggior pregio è un rivestimento d'altare del XVIII secolo che, proveniente dalla chiesa di Santa Teresa dei Maschi, rappresenta la santa carmelitana in una cornice prospettica. Tutta la navata centrale è circondata da curiose grate bombate, dietro le quali si nascondevano le suore di clausura mentre assistevano alla messa.

Interno della Chiesa di Santa Scolastica al Porto con dettagli architettonici e affreschi

Il Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari nel Complesso di Santa Scolastica

Il monastero medievale benedettino di Santa Scolastica, con l’annesso bastione cinquecentesco, ubicato in posizione strategica all’estremità settentrionale della Città Vecchia di Bari, è la rinnovata sede del Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari. Il Museo Archeologico di Bari ha una storia complessa, ma assai affascinante. Nasce nel 1875 con un piccolo nucleo di reperti raccolti da amatori e studiosi pugliesi e nel 1900 si installa nel Palazzo dell’Ateneo, a Bari, sede dell’Università degli Studi. Lì rimane fino al 2021, quando l’ex Provincia di Bari (attuale Città Metropolitana) attiva un comodato d’uso reciproco con l’Università, cedendo le sale del rettorato di proprietà della Provincia in cambio del complesso monumentale di Santa Scolastica, di proprietà dell’Università, per riaprire il Museo Archeologico chiuso al pubblico dal 1994 a causa di lavori di adeguamento previsti dalla legge Ronchey. Diventa sede del Museo nel 2001, con la riapertura al pubblico di un primo nucleo nel 2014, congiuntamente al Parco Archeologico di San Pietro e all’area del Bastione aragonese.

Il complesso affaccia sull’Adriatico, millenario ponte di incontri fecondi con civiltà giunte da Oriente. Fondato nell’Alto Medioevo (X - XI secolo), trasformato e ampliato nei secoli, insiste su un deposito archeologico pluristratificato, a vista nei cortili del monastero, che condensa 2500 anni di storia. L’intervento di restauro e di rifunzionalizzazione, concluso nel 2021, ha riguardato gli ambienti al piano terra e al primo piano ed è in fase di attuazione al secondo. Il nuovo allestimento, negli ambienti suggestivi che sono essi stessi parte integrante del rinnovato percorso espositivo, accompagna il visitatore in un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta dell’archeologia e della storia della Terra di Bari, con un focus particolare sulla città. Il viaggio nel tempo scende di diversi millenni, sino alle più antiche fasi della Preistoria, e risale nell’età storica attraverso l’esposizione di straordinari reperti archeologici delle storiche collezioni provinciali, tra cui spiccano le pregiate ceramiche indigene, greche e magnogreche.

Il Percorso Espositivo e le Collezioni

Il Museo racconta Bari e il suo territorio attraverso un percorso espositivo finalizzato alla scoperta delle origini della città e alla storia dei siti insistenti nell’area di Santa Scolastica, restituiti ai visitatori dalla ricostruzione multimediale e immersiva all’interno del bastione aragonese, porta «di mare» del Museo. Attualmente sono visitabili due parti dell’imponente struttura, di cui non manca la narrazione storica sulla vita e le opere delle colte monache che lo hanno ben amministrato e vissuto.

  • Al piano terra trovano posto le sezioni dedicate agli Iapigi e ai Greci nella Puglia antica, con la storica Collezione Polese che vanta magnifici bronzi, terrecotte, oreficerie e ceramiche figurate magnogreche, e quella più grande sull’archeologia di Bari, dall’Età del Bronzo all’Alto Medioevo, con un importante approfondimento epigrafico.
  • Il primo piano, invece, racconta la Preistoria e la Protostoria in Terra di Bari e si chiude con un’ampia sezione dedicata ai Peucezi, ai riti legati alla vita e alla morte di queste antiche genti di Puglia attraverso alcuni dei corredi più ricchi rinvenuti nel territorio, tra armi, arredi metallici per il simposio, oro e ambra per originali ornamenti femminili.

I Pezzi Forti del Museo

Tra i pezzi forti del museo si consiglia di vedere i contesti funerari esposti al primo piano, rappresentativi della più ricca produzione peucezia e provenienti da quel territorio che fin dall’Ottocento è stato protagonista di rinvenimenti e acquisti per la formazione del nucleo costitutivo di Santa Scolastica, che nasce per vocazione come Museo della Terra di Bari.

In particolare, i corredi provenienti da Ceglie del Campo, Noicattaro e Rutigliano includono:

  • Una coppia di dischi ornamentali, decorati in filigrana e granulazione con serpenti e svastiche meandriformi e il pendaglio con leprotto in corsa, entrambi in oro e ritrovati a Noicattaro.
  • Le ceramiche attiche e indigene delle tombe 2 e 8 da Ceglie del Campo, rappresentative del rituale simposiale di ispirazione (ed emulazione) greca.
  • L’imperdibile Apollo di Ceglie, piccolo bronzetto decorativo risalente al V secolo a.C., simbolo storico del Museo.
Collezione di ceramiche magnogreche esposte nel Museo Archeologico di Santa Scolastica

Sviluppi Futuri e Affluenza di Visitatori

Il Museo, però, non finisce qui. Sono in corso i lavori per l’apertura del secondo piano, dei cortili esterni e delle terrazze, delle parti interrate che saranno dedicate ad aree didattiche e al Lapidarium, con la caffetteria al piano soppalcato. L’intervento, affidato alla Drmn del MiC, costituisce l’ultimo lotto per il completamento delle opere previste per il funzionamento a regime del Museo. Il trend di visitatori è sensibilmente in crescita: in 40 giorni, fra luglio e agosto 2025, si sono registrate 5.500 presenze, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente il numero si attestava a 2.300.

Mi piacerebbe che ci fossero più mostre temporanee attraverso le quali valorizzare con maggiore impatto visivo il patrimonio immenso del Museo che, nella sua fitta e complessa articolazione interna, non consente di esporre tutti i reperti custoditi (circa 30mila).

Il Parco Archeologico di San Pietro e l'Installazione di Edoardo Tresoldi

L’area archeologica di San Pietro, ubicata alla punta estrema del basso promontorio occupato dalla Città Vecchia di Bari, è uno dei siti archeologici più importanti della città, insieme all’adiacente complesso conventuale di Santa Scolastica. Qui si può apprezzare l’intera sequenza stratigrafica che documenta lo sviluppo della città a partire dall’età preistorica sino all’età moderna. Sull’area insisteva un grande complesso monumentale costituito da una chiesa, attestata a partire dal XII secolo con il titolo di San Pietro Maggiore, e del convento francescano realizzati nel XV secolo, che fu più volte riutilizzato e da ultimo, a partire dal 1887, adibito a Ospedale Consorziale.

Il complesso, dismesso a seguito dei gravi danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, fu demolito (escluso uno dei chiostri) nel 1969. Demolito il grande complesso monumentale, l’area divenne uno dei pochi spazi aperti della Città Vecchia, un luogo ideale per la ricerca archeologica, in precedenza svoltasi solo in modo occasionale all’interno dei cortili. Dopo il primo intervento scientifico di Felice Gino Lo Porto che, nel 1972, scoprì una tomba al centro del secondo cortile del Convento, la Soprintendenza Archeologica promosse uno scavo a nord della sepoltura, portando alla luce una serie di “battuti pavimentali concotti di capanne e ricchissima messe di vasellame d’impasto associata, nei livelli superiori, a qualche raro frammento di ceramica del miceneo III C”.

La stratificazione geologica dello scavo documenta una sedimentazione che dai giorni nostri torna indietro nel tempo di quasi quattromila anni, fino ad arrivare all’Età del Bronzo. L’unico resto monumentale di età romana all’interno del Convento è un lembo di pavimento in opus signinum rosa, con una cornice di meandri a svastica alternati a quadrati ottenuti con tessere calcaree bianche. Per quanto riguarda, invece, l’età bizantina, le tracce più cospicue sono state scoperte nel bastione a nord, sotto il pavimento della Chiesa dell’XI secolo e nello spazio adiacente ad ovest e a nord: si tratta soprattutto di tombe di forma stretta e allungata costruite con pietre calcaree e malta. Tra la Chiesa e la muraglia a nord si è rinvenuta una fossa profonda una quindicina di centimetri, contenente quattro crani, diverse ossa lunghe e una moneta di bronzo del X secolo.

L'opera di Edoardo Tresoldi

Nell'area del Parco Archeologico di San Pietro si inserisce l’installazione site-specific, in fase di realizzazione, di Edoardo Tresoldi, artista italiano tra i più noti del presente, dotato di una cifra stilistica immediatamente riconoscibile con le sue complesse volumetrie in rete metallica. L’opera di Tresoldi è intimamente integrata al Parco Archeologico di San Pietro, di cui ne rappresenta una buona parte di vita (circa dieci secoli), che a sua volta è adiacente al nostro Museo. Sarà un percorso interconnesso proprio come era al principio: San Pietro e Santa Scolastica faranno parte di un unico percorso integrato, anche perché il Parco di San Pietro è di proprietà dell’Ente Provincia di Bari, che dal 2001 gestisce in forma diretta il Museo stesso. Tresoldi, scultore che opera nello spazio pubblico e che si interroga sul valore e sul significato di arte pubblica, indaga la relazione tra materia, spazio e tempo. Le sue sono architetture che non nascono con una funzione specifica ma sorgono per essere soggetti che dialogano con il contesto, per interpretarne e comunicarne la storia.

L'ANTICO E IL FUTURO. A Policoro il Parco Archeologico rinasce con l'arte di Edoardo Tresoldi

La Comunità Monastica di Santa Scolastica: Un Percorso Storico e Attuale

La storia della comunità monastica di Santa Scolastica è un percorso di continua trasformazione e adattamento. Nel 1525 Santa Scolastica fondò la sua prima Fondazione a Bitonto, tuttora in vita, e nel 1540 una seconda fondazione, vicino al Porto di Bari. Nel 1866 la comunità fu espulsa e emigrò vicino alla Cattedrale. In trenta anni, da sessanta monache furono ridotte a cinque. Le superstiti si trasferirono nel 1899 nella sede di via Cardassi.

La Sede di Via Cardassi e la Nuova Crescita

La chiesa che si affaccia su via Cardassi è stata edificata alla fine dell’Ottocento. L’imponente facciata è intervallata da diverse bifore, ovvero da finestre a doppia apertura con una colonnina al centro, secondo uno stile che si sviluppa a cavallo tra Ottocento e Novecento che richiama l’arte medievale. Al centro, il portale di ingresso è fiancheggiato da colonnine addossate alla parete coronate da capitelli a volute. L’ordine superiore della facciata è incorniciato da una lunetta decorata a mosaico dove vi è la rappresentazione della Vergine con bambino, contornata da uno stuolo di monache adoranti. Tale raffigurazione è indicativa circa la primigenia funzione della chiesa: qui infatti vi era la sede della comunità monastica di Santa Scolastica.

Da allora la comunità monastica crebbe rapidamente, tanto che l'Abbazia, che era delle più illustri del Meridione, nel giro di poche decine di anni, nel periodo 1940-1977, fu capace di aiutare altri cinque monasteri, donando 15 monache per mantenerli in vita. Parallelamente, nel ventesimo secolo, con l’aiuto del Cappellano Monsignor Carmine de Palma (per il quale è avviata a Roma la causa di beatificazione, e i cui resti mortali sono stati traslati in questa grande Chiesa Abbaziale nel 2003), si ebbe un forte sviluppo degli oblati laici (quasi duecento oblazioni pronunciate), sacerdoti e laici, uomini e donne, che abbracciarono la spiritualità benedettina da vivere nel mondo.

La Sede attuale in Via Camillo Rosalba

Negli anni ’80 Santa Scolastica fondò la Federazione Centro-Meridionale in collaborazione con l’Abate di Montecassino, e la Madre Abbadessa dell’epoca fu eletta prima Presidente della Federazione, che è attualmente la più grande in tutta Italia per numero di Monasteri. Nel 1984 il Monastero si trasferì in via Camillo Rosalba dove gli ampi spazi sono più consoni per le finalità tipiche della tradizione benedettina. Perciò negli anni ’90 Santa Scolastica espanse la sua missione di ospitalità ristrutturando anno dopo anno giardini, chiostri, campi, biblioteca, luoghi di accoglienza, in vista del Grande Giubileo del 2000 e l'accoglienza dei pellegrini.

L'attuale Abbazia di Santa Scolastica, ubicata in Largo Abbazia Santa Scolastica n.1 (già via Camillo Rosalba n.51), 70124 Bari, Italia, è un monastero di tipo Abbazia con 14 monache e 45 oblati secolari, appartenente alla Federazione Centro-Meridionale (IT cent).

Attività della Comunità Monastica (attualmente in via Camillo Rosalba)

  • Lavoro Scientifico:
    • Biblioteca: ricca biblioteca abbaziale, specializzata in Sacra Scrittura e Patristica.
    • Archivio: riordino delle fonti documentarie riguardanti l’Abbazia, la Diocesi e la città di Bari, da svolgersi con il Comitato Scientifico del Centro Studi Storici della Chiesa di Bari.
  • Artigianato e Altri Prodotti: Vengono offerti i prodotti dell’attività artigianale dell’Abbazia, includendo quelli della tradizione ottocentesca, laboratori di ricamo, ceramica, pergamene, icone, erboristica, articoli religiosi.
  • Spettacoli e Concerti: Periodicamente si tengono concerti strumentali e vocali (in gregoriano e polifonica), studi di musica gregoriana e polifonica, di organo, cetra e pianoforte.
  • Tipografia ed Edizioni: Per uso interno vengono redatti articoli di cultura cristiana e monastica, nella rivista "In Viam Pacis" e altre pubblicazioni.
  • Altro: Attività agricola con abbondante varietà di raccolti.

La comunità monastica nel 2005 ha celebrato la sua ultramillenaria fondazione (755 A.D.), in una ininterrotta presenza di Ora et Labora a Bari, "Ut In Omnibus Glorificetur Deus".

Informazioni per i Visitatori

Il Museo Archeologico e la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” sono accessibili con le seguenti tariffe:

Tipo di Biglietto Costo
Intero € 5,00
Ridotto (18-25 anni) € 2,00
Cumulativo (Museo Archeologico e Pinacoteca, validità 2 giorni) € 8,00

L'ingresso è gratuito per:

  • minori sotto i 18 anni (i minori di anni 12 devono essere accompagnati);
  • portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore;
  • guide e interpreti turistici nell’esercizio della propria attività professionale;
  • personale della Città Metropolitana di Bari, del Segretariato Regionale del MiC per la Puglia e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Bari;
  • membri dell’I.C.O.M. e dell’I.C.C.R.O.M.;
  • Militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale;
  • gruppi di studenti delle scuole pubbliche e private accompagnati dagli insegnanti;
  • docenti e studenti iscritti alle accademie di belle arti o a corrispondenti istituti dell’Unione Europea;
  • docenti e studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica o perfezionamento post-universitario e dottorati di ricerca delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione o lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico (e corsi corrispondenti negli Stati dell’Unione Europea).

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