La preghiera non è un semplice adempimento o una serie di formule recitate a memoria, ma un dialogo intimo, una relazione d'amicizia che si coltiva tra la creatura e il suo Creatore. È un atto di abbandono, un respiro dell'anima che permette di entrare in comunione con Dio e di scoprire il proprio vero volto.

L'essenza della preghiera: un'azione dello Spirito
L'unico elemento essenziale che il cristiano deve domandare nella preghiera è lo Spirito Santo. È Lui che permette di discernere la volontà di Dio, distinguendola dagli appetiti individuali. Pregare significa invocare lo Spirito, affinché egli ci convinca di peccato e ci porti consolazione, rendendoci capaci di gridare "Abbà, Padre".
La preghiera è un'opera realizzata in collaborazione tra l'uomo e Dio: ogni contatto con Dio è preghiera, ma non ogni preghiera è contatto con Dio. Quando ci si pone di fronte all'Altissimo, è necessario essere disposti a dire la verità su se stessi, senza scorciatoie.
La "camera" interiore: il luogo del raccoglimento
Per pregare autenticamente, occorre separare l'attività esterna da quella interna. Gli antichi padri del deserto suggerivano tre direzioni per "chiudere la porta" della propria camera interiore:
- Il cuore: è necessario gettare via preoccupazioni, pesi e timori per entrare nella pace che sorpassa ogni comprensione.
- I sensi: bisogna espellere i pensieri fissi, le immagini e i conflitti interiori, ponendo tra lo spirito e i sensi il Cristo crocifisso.
- Le relazioni: occorre purificare il proprio legame con gli altri, troncando ogni rapporto "mortifero" che leghi l'anima alla dipendenza emotiva o al desiderio di autocompiacimento.

Il metodo come arte dell'incontro
Sebbene la preghiera sia spontaneità, essa è anche un'arte che richiede metodo. Come in ogni incontro tra amici, la preghiera segue idealmente quattro passi:
- Preparazione: concordare un tempo e un luogo, decidendo di dedicare un momento specifico all'incontro.
- Accoglienza: presentarsi davanti a Dio, salutandolo e mettendosi alla sua presenza.
- Il cuore dell'incontro: il tempo del dialogo in cui ci si consegna l'uno all'altro, si ascolta e si vive l'esperienza della comunione.
- Il congedo: ringraziare, affidare raccomandazioni e ritornare alla quotidianità portando con sé la grazia ricevuta.
Le leggi spirituali e la perseveranza
Nella vita spirituale, la legge non è un limite, ma una scala: osserverla fedelmente permette di salire verso una libertà superiore. La preghiera, intesa come "legge dell'amore", deve essere continua e incessante. È un compito irrevocabile, poiché trascurarla espone l'uomo a prove e tentazioni.
| Momento | Significato spirituale |
|---|---|
| Mattino | Rinnovo del principio della vita |
| Mezzogiorno | Comunione con il dono di Dio nel cibo |
| Sera | Presagio della fine ultima e ringraziamento |
Anche se il tempo a disposizione può variare, la fedeltà e la sincerità nel cammino spirituale consentono allo Spirito Santo di compensare la brevità della preghiera con la profondità della presenza divina.
IL METODO DELLA LECTIO DIVINA
L'autentico uomo di preghiera non si chiude in se stesso, ma torna ai fratelli con grande carità, portando Dio nel cuore degli uomini e scorgendo in ogni persona l'immagine del Creatore, al di sopra di ogni peccato.