L’anno giubilare rappresenta un’occasione significativa nel cammino della fede. Si auspica che per tutti «possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, "porta" di salvezza (cfr. Gv 10,7.9); con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale "nostra speranza" (1Tm 1,1)» (Spes non confundit n. 10).
Il Significato Spirituale e le Norme del Giubileo
In base a quanto stabilito nella Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’anno 2025, Spes non confundit, del 9 maggio 2024, è indicata l’importanza di valorizzare anche a livello locale «spazi di accoglienza in cui generare speranza» oltre alle Porte Sante e alle chiese giubilari a Roma. Inoltre, in base alle Norme sulla concessione dell’indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 della Penitenzieria Apostolica del 13 maggio 2024, tra i luoghi per i sacri pellegrinaggi, nelle circoscrizioni ecclesiastiche diverse da Roma e dalla Terra Santa, sono individuate la «Chiesa cattedrale o altre Chiese e luoghi sacri designati dall’Ordinario».
Il Sacramento della Penitenza è centrale in questo percorso: «Il Sacramento della Penitenza ci assicura che Dio cancella i nostri peccati. La Riconciliazione sacramentale non è solo una bella opportunità spirituale, ma rappresenta un passo decisivo, essenziale e irrinunciabile per il cammino di fede di ciascuno. Lì permettiamo al Signore di distruggere i nostri peccati, di risanarci il cuore, di rialzarci e di abbracciarci, di farci conoscere il suo volto tenero e compassionevole. […] Non rinunciamo dunque alla Confessione, ma riscopriamo la bellezza del sacramento della guarigione e della gioia, la bellezza del perdono dei peccati!».
Permangono, nella nostra umanità debole e attratta dal male, dei “residui del peccato”, che «vengono rimossi dall’indulgenza, sempre per la grazia di Cristo […]. Tale esperienza piena di perdono non può che aprire il cuore e la mente a perdonare. Perdonare non cambia il passato, non può modificare ciò che è già avvenuto; e, tuttavia, il perdono può permettere di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta. Il futuro rischiarato dal perdono consente di leggere il passato con occhi diversi, più sereni, seppure ancora solcati da lacrime» (Spes non confundit n. 23). L’esperienza giubilare, inoltre, inizia con il coinvolgimento, l’approfondimento e la preghiera a livello parrocchiale e diocesano, nelle proposte delle Associazioni, dei Movimenti e degli Istituti di vita religiosa, come ben sanno educatori e comunità.

Il Giubileo nella Vita della Santa Sede: L'Esempio dei Dipendenti
Il 9 giugno, il "popolo della Santa Sede" ha vissuto il suo Giubileo. La giornata giubilare dei dipendenti della Santa Sede - laici, religiosi, consacrate, prelati, cardinali, vescovi e arcivescovi di diverse nazionalità a servizio della Chiesa in Vaticano - è iniziata con la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione nell'atrio dell'Aula Paolo VI. Si è respirato un clima di festa nella Città del Vaticano, con numerosi dipendenti e i loro familiari, suore con le consorelle e gruppi di sacerdoti che si sono diretti verso l'Aula Paolo VI per il primo momento di preghiera e confessione. Diversi presbiteri, di varie lingue, erano disponibili per le confessioni.
La Giornata Giubilare
In Aula, si è presentata una grande famiglia variegata. Il Papa è arrivato poco prima delle 10, ha stretto le mani ad alcune persone con disabilità e ha salutato diversi porporati nelle prime file. Successivamente, suor Maria Gloria Riva, delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, ha proposto una meditazione sulla speranza, sottolineando la necessità di sforzarsi per essere uomini e donne di pace e unità, di guardare all’Eucaristia e di custodire le illuminazioni dello Spirito Santo.
La Croce è stata protagonista del momento successivo: al Pontefice è stata consegnata quella lignea dei pellegrinaggi di questo Giubileo da una giovane volontaria. Il Papa ha poi aperto la processione verso la Basilica di San Pietro, guidando i cinquemila partecipanti verso la Porta Santa. Dietro di lui, l’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e organizzatore del Giubileo, e i cardinali intervenuti, tra cui Pietro Parolin, segretario di Stato, Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, e Leonardo Sandri, vicedecano. Il passaggio alla Porta Santa è avvenuto in raccoglimento, meditando e pregando, per poi proseguire con la Messa, presieduta dal Pontefice e preceduta dagli ecclesiastici della Curia Romana.
«Viviamo una giornata speciale» ha sottolineato il vescovo di Roma nella sua omelia. I partecipanti hanno descritto l'emozione e la gioia, sentendosi «in famiglia» e percependo forte l'unità del lavoro «per la Chiesa». Una dipendente dei Musei Vaticani, che aveva vissuto anche il Giubileo del 2000, ha riconosciuto: «È una giornata particolare, di riflessione». Un ecclesiastico ha evidenziato l’immagine del Papa che varca la Porta Santa, «come il buon pastore, che ha preso la croce e tutti noi dietro a lui, camminando per questo, per varcare, a nostra volta, la soglia della basilica insieme. Questo simbolo veramente è stato bello, emozionante». Sentimenti analoghi sono stati espressi da una dipendente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che ha percepito «unità - ha confidato la donna - perché ogni singolo ufficio, operativamente a sé stante, è connesso agli altri e lavora in sinergia. Una grande famiglia».

L'Organizzazione del Giubileo: Il Contributo delle Commissioni della Curia Romana
La Curia Romana, attraverso diverse commissioni, gioca un ruolo fondamentale nell'organizzazione del Giubileo.
- La Commissione pastorale è un gruppo di lavoro composto in prevalenza dai rappresentanti di ciascun Dicastero della Curia Romana e dai referenti di alcune realtà ecclesiali.
- La Commissione culturale contribuisce all’ideazione e all’elaborazione di attività culturali di vario genere, come mostre, concerti e rappresentazioni, che affiancheranno e arricchiranno il programma giubilare.
- La Commissione Ecumenica fornisce supporto al Dicastero nell’organizzazione di attività e celebrazioni per porre in risalto il XVII anniversario del Concilio di Nicea (325-2025), che cade proprio in concomitanza dell’anno del Giubileo ordinario.
- Le Commissioni allargate, che comprendono i delegati delle Diocesi italiane e delle Conferenze episcopali del mondo, hanno funzione di raccordo tra il Dicastero, il territorio italiano e quello mondiale.

Informazioni Pratiche per i Pellegrini a Roma
Per coloro che intendono partecipare al Giubileo a Roma, sono disponibili diverse informazioni pratiche e logistiche.
Agevolazioni per i Trasporti
È stato prorogato al 12 marzo 2025 il termine per le iscrizioni al Giubileo dei Giovani. Inoltre, come previsto dall’Ordinanza commissariale Rep. 136 del 26/09/2024, con modifiche all’Ordinanza commissariale Rep. 33, è prevista per il periodo dal 24 dicembre 2024 al 6 gennaio 2026 una riduzione del 30% per l’acquisto di permessi per la ZTL Bus B. Questa agevolazione è dedicata ai mezzi che trasportano passeggeri in pellegrinaggio diocesano riconosciuto come tale dalle Curie locali, o di un Movimento o di un’Associazione di rilevanza nazionale e internazionale. Per usufruirne, è necessario selezionare il permesso “nuovo giornaliero - ZTL B con tariffe scontate” sullo sportello dedicato e allegare la lettera su carta intestata della Curia diocesana o del Movimento e Associazione, come da fac simile disponibile sul sito.
Percorsi e Luoghi Sacri Storici di Roma
La celebrazione del primo Giubileo è avvenuta in un momento di grande fermento culturale, con Roma che, grazie all’impulso delle scuole religiose, era un centro in grado di competere per fioritura intellettuale e artistica con Firenze e Venezia. Gli ordini monastici si insediarono nella città, portando nuova linfa anche all’architettura dell’epoca, come nel caso della francescana Santa Maria in Aracoeli.
I pellegrini provenienti dal nord, come Dante, giungevano a Roma seguendo l’ultimo tratto della Via Francigena e, una volta arrivati a Monte Mario, ammiravano la tanto desiderata Città Eterna. La Roma giubilare offriva e offre ancora oggi una straordinaria concentrazione di chiese e luoghi sacri. Sul colle del Celio, ad esempio, si trova San Gregorio al Celio, con il suo splendido pavimento a mosaico, così importante da aver ospitato un Conclave per l’elezione di un Papa. Bella e sontuosa è anche la chiesa della Navicella (Santa Maria in Domnica), voluta da Pasquale I, con splendidi mosaici. Originalissima è poi la chiesa di Santo Stefano Rotondo.
Scendendo dal Celio, si incontrano altri due splendidi edifici religiosi: la basilica dei Santi Quattro Coronati, una grande fabbrica fortificata con un suggestivo chiostro, e la basilica di San Clemente. Non meno importanti sono i luoghi sulla riva del Tevere, davanti alla Ripa Romea, sul colle dell’Aventino (come Sant'Alessio, Santa Saba, Santa Sabina) o nel quartiere della Greca: Santa Maria in Cosmedin (quella della Bocca della Verità) e San Giorgio al Velabro.

Origine e Storia del Giubileo: Un Anno Santo di Grazia
Il termine “Giubileo” deriva dallo strumento utilizzato per indicarne l’inizio: lo yobel, il corno di montone, il cui suono annuncia il Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur). Questa festa ricorre ogni anno, ma assume un significato particolare quando coincide con l’inizio dell’anno giubilare.
Una prima idea di Giubileo si trova nella Bibbia: doveva essere convocato ogni 50 anni, essendo l’anno ‘in più’, da vivere ogni sette settimane di anni (cfr. Lev 25,8-13). Sebbene di difficile realizzazione, era proposto come l’occasione per ristabilire il corretto rapporto nei confronti di Dio, tra le persone e con la creazione, comportando la remissione dei debiti, la restituzione dei terreni alienati e il riposo della terra.
Citando il profeta Isaia, il Vangelo secondo Luca descrive la missione di Gesù in questo modo: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19; cfr. Is 61,1-2). Queste parole di Gesù sono divenute azioni di liberazione e di conversione nella quotidianità dei suoi incontri e delle sue relazioni.
Il primo Giubileo, chiamato anche “Anno Santo” - perché è un tempo nel quale si sperimenta che la santità di Dio ci trasforma - fu indetto da Bonifacio VIII nel 1300. La cadenza è cambiata nel tempo: inizialmente ogni 100 anni, fu ridotta a 50 anni nel 1343 da Clemente VI e a 25 nel 1470 da Paolo II. Esistono anche momenti ‘straordinari’, come nel 1933 quando Pio XI volle ricordare l’anniversario della Redenzione, o nel 2015 quando Papa Francesco indisse l’Anno della Misericordia. Anche il modo di celebrare tale anno è evoluto: all’origine coincideva con la visita alle Basiliche romane di San Pietro e San Paolo, quindi con il pellegrinaggio; successivamente, si sono aggiunti altri segni, come quello della Porta Santa.
