L’edificio, originariamente destinato ad ospitare i poveri infermi e i pellegrini, fu costruito per iniziativa della confraternita (detta anche fraglia) dei battuti. Questi ultimi erano appartenenti a diverse confraternite di laici attive fin dal Medioevo, il cui nome deriva dalla penitenza della flagellazione che, in epoca precedente, gli aderenti si imponevano come forma di penitenza e di espiazione. Solitamente, i battuti compivano opere di beneficenza e assistenza, soprattutto gestendo ospizi ed ospedali. Queste formazioni erano consuete in tutta Italia e le confraternite erano organizzate secondo una certa gerarchia.
Risorse finanziarie significative, indispensabili al funzionamento e all’ammodernamento della struttura, provennero, nel corso dei secoli, da donazioni e lasciti testamentari.
Dopo qualche decennio, accanto all’ospedale fu costruita la chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate. Un ruolo importante lo ebbe l’arciprete mons. Bonifacio Biolo (1599-1663), che ebbe il merito di rendere cosciente la comunità di Chiampo dell’importanza dell’Ospedale Sant'Antonio.
A peggiorare la situazione arrivò la peste. La famosa peste dei Promessi Sposi del 1630 si scatenò nel Nord Italia e colpì anche le contrade di Chiampo, seminando morte e desolazione. L’abate Biolo, con un ultimo gesto di generosità, designò erede universale dei suoi beni l’Ospedale di Sant'Antonio, trasformandolo quindi non più solo in ospedale.

L’antico ospedale fu ricostruito nel 1847 a spese del Comune. I tempi erano cambiati, il paese era cresciuto e nuovi bisogni si affacciavano: si faceva strada il progetto di creare un asilo d’infanzia per i bambini, in particolare gli orfani, gli abbandonati e i più poveri. Negli anni Quaranta fu costruito un edificio destinato esclusivamente ad asilo, proprio dove esiste l’attuale scuola dell’infanzia, lungo via B. Biolo.
Un altro rifacimento radicale fu attuato nel 1965. Già dal 1958 era stato chiamato ad assumerne la presidenza il cav. Girolamo Bevilacqua.
La Struttura Attuale della Casa di Riposo Sant'Antonio Abate
La residenza Sant'Antonio Abate si compone di tre piani:
- Il piano terra è destinato agli spazi comuni, agli uffici amministrativi, alla sala bar, alla palestra e alla cucina completamente attrezzata per la ristorazione quotidiana. I menù sono accuratamente predisposti per la terza età, ma anche personalizzati a seconda di particolari richieste dietetiche.
- Il primo piano accoglie 3 nuclei di 20 posti letto ciascuno, in camere doppie con bagno privato per non autosufficienti. È inoltre dotato di 3 bagni assistiti con vasca-doccia e sollevapersone, di 3 sale da pranzo, di una sala infermieristica e di medicazione, e di studi medici.

Servizi Offerti
La casa di riposo Sant'Antonio Abate, situata a Mottafollone, in provincia di Cosenza, offre ospitalità e assistenza per la terza età. La struttura, immersa nel verde, propone ai propri ospiti:
- Trattamenti di fisioterapia
- Terapia fisica
- Assistenza sociale e psicologica
- Rieducazione neuromotoria
- Ginnastica riabilitativa
La casa di riposo è dotata di cucina interna, lavanderia, cappella, sala di lettura, camere doppie o singole con bagno e TV, e un comodo ascensore. Offre alloggio per brevi o lunghi periodi e garantisce assistenza medica, infermieristica e riabilitativa, servizi di podologia e consulenza medico geriatrica.
Informazioni Operative e Amministrative
La Casa di Riposo “Parrocchia S. Antonio Abate” è una struttura distrettuale dell’Azienda U.L.S.S. n. 2 di Feltre ed è attiva dal settembre 2012. Sono ammessi pazienti residenti presso l’ULSS 2 in condizione di fragilità sanitaria, associata o meno a una condizione di solitudine o a condizioni abitative inadeguate, affetti da patologie croniche in fase di riacutizzazione o post-acute in via di stabilizzazione.
La durata del ricovero non deve essere superiore ai 30 giorni. Nei casi antecedenti la dimissione, l’equipe valuta le condizioni del degente e predispone il rientro a domicilio. Per la parte sociale, l’assistente sociale contatta la famiglia e, insieme, predispone le richieste per gli ausili e l’assistenza domiciliare. Per la parte sanitaria, il personale infermieristico e il medico valutano lo stato di salute e trasmettono tutte le informazioni utili al medico di base.
Nel caso in cui l’esito della valutazione risulti negativo per il rientro a casa, a causa del permanere di condizioni cliniche sfavorevoli a un’assistenza domiciliare, in maniera tempestiva, l’Ufficio Cure (OdC) contatterà il Responsabile Aziendale per ottenere l’autorizzazione al prolungamento della degenza fino ad un massimo di ulteriori 30 giorni.
L’OdC è collocato presso la Casa di Riposo di Alano di Piave, in Via Brigata Re 19, e comprende 15 posti letto in camere singole, doppie e triple, tutte dotate di bagno in stanza. Ogni unità è composta da un letto elettrico, un comodino, un armadio, una scrivania e una sedia.
