Carla Vangelista: Collaborazione Artistica e Riflessioni sull'Adolescenza

Nella percezione pubblica, l'età e la sua rappresentazione spesso diventano oggetto di discussione, specialmente per le figure note. L'esperienza di Carla Vangelista, scrittrice e sceneggiatrice, in occasione dell’uscita del libro "Rivoluzione N.9", scritto con Silvio Muccino, evidenzia questa dinamica, che si lega a una più ampia riflessione sulla "boa dei cinquanta".

L'Età e la Percezione Pubblica

La "boa dei cinquanta" non sarebbe più la nuova età dell’oro, ma una zona di nuovo pericolo per le donne e anche per gli uomini contemporanei, definiti «adolescenti di ritorno» secondo la psicologa Gianna Schelotto. Questi babyboomers sono abituati fin dalla nascita a confrontarsi con il mito estetico della perfezione corporea e con quello titanico della giovinezza a tutti i costi. La risposta, secondo Andrew Clark, il brillante economista che ha disegnato questa curva della felicità, sta nell’atteggiamento con cui si affronta il passaggio e nella lucidità con cui si guarda al proprio percorso di vita, che può essere liberatoria di energie e di progetti.

Clark ha espresso che «A venti o a trent’anni potevi anche illuderti, ma a 50 hai ridimensionato le ambizioni (io per esempio so che non farò mai l’ambasciatore), e sei felice di quel che hai». Prosegue affermando: «Quando frequento gli incontri di società, le donne che più mi colpiscono non sono le bellezze ventenni. Le donne che attirano su di sé tutti gli sguardi sono donne di grande carisma personale e con un passato fatto di conquiste importanti, e di solito si tratta di donne di mezza età». L'economista conclude, a rischio di sfiorare la scorrettezza sociale, invitando tutte le donne di una certa età a unirsi a lui, poiché «Molte di noi non provano particolare rammarico né nostalgia per il loro aspetto fisico di gioventù. Molte di noi stanno molto bene con se stesse come sono adesso». Questo messaggio suona quasi come un manifesto di autostima collettiva.

Ritratto di Carla Vangelista

In questo contesto, Carla Vangelista ha raccontato che in occasione dell’uscita del libro "Rivoluzione N.9", si è ritrovata sui giornali ringiovanita oltremisura per eccesso di Photoshop, a sua insaputa. Questa sorpresa l’ha lasciata oltremodo spaesata, in quanto «Non mi riconoscevo e non mi riconoscevano gli altri». La scrittrice riflette che «La verità è che la verità di una faccia normale purtroppo crea scandalo». Secondo lei, è «il modo e l’intelligenza, l’equilibrio dietro alle scelte, che fanno la differenza», come suggerisce in questa pagina Lina Sotis.

Il Sodalizio Artistico con Silvio Muccino

Nella percezione del pubblico di lettori e spettatori, Silvio Muccino è tra i massimi esperti italiani nella messa in scena dei problemi, delle eccitazioni, delle gioie e dei segreti legati all’essere ragazzi. Una serie di successi lo ha contraddistinto, a partire da "Come te nessuno mai", il suo primo film interpretato e scritto a 16 anni con il fratello Gabriele. Questo è stato seguito da "Che ne sarà di noi", scritto con Giovanni Veronesi, da "Il mio miglior nemico", scritto e interpretato con Carlo Verdone, fino ad arrivare al successo di "Parlami d’amore", prima il libro e poi il film, scritto con Carla Vangelista.

Carla Vangelista e Silvio Muccino durante la presentazione di un libro

Da allora, era il 2006, Carla è la sua musa, o lui è la musa di lei - un rapporto in cui la miscela di ispirazione probabilmente varia di giorno in giorno. Insieme, sono diventati una formidabile coppia artistica.

"Rivoluzione N° 9": Un Romanzo sull'Adolescenza

Ora hanno scritto un nuovo romanzo, "Rivoluzione N° 9", che racconta una storia di adolescenti, narrata dall’interno dei loro segreti e delle loro insofferenze. È una storia che riguarda tutti, perché tutti - anche quelli che adolescenti non lo sono più da un pezzo - hanno trattenuto tracce di quei disagi e di quegli entusiasmi che hanno infestato e creato la sostanza della propria crescita. I temi affrontati nel libro includono l’eccitazione sessuale, il desiderio della morte dei genitori, le prime mestruazioni, l’incessante senso di inadeguatezza contrappuntato dall’inadeguatezza dei genitori, i tradimenti degli amici, la vergogna e la paura.

Superare l'Adolescenza: Riflessioni Personali

Interrogati sulla domanda «siete guariti dalla vostra adolescenza?», Carla Vangelista e Silvio Muccino hanno condiviso le loro esperienze:

Carla ha risposto: «Ora che sono grande vado dallo psicanalista, mentre quando ero adolescente avrei voluto farlo. Desideravo raccontare a qualcuno le cose che non avevo il coraggio di dire ai miei genitori. Almeno questo problema, ora l’ho risolto!»

Silvio ha aggiunto: «Anche io vado dall’analista, e questo è già un risultato. Quando ero adolescente non ci pensavo proprio a confidarmi con un terapeuta. Mi avrebbe fatto molta paura. E se avessi trovato una conferma alla mia sensazione di essere matto? Io ero un ragazzino che tendenzialmente voleva nascondersi, non riuscivo a vivere una vita nel presente.»

Due Generazioni, Stesse Dinamiche Emotive

Il romanzo intreccia le voci di Sofia, che ha 14 anni nel 1964, e Matteo, quindicenne nel 1997. Riguardo a ciò che è cambiato principalmente tra la Sofia descritta da Carla e il Matteo scritto da Silvio:

Carla ha spiegato: «Sono due Italie diverse. Sofia è una ragazza intrappolata nel perbenismo degli anni ’60. Ma le sue dinamiche emotive sono universali e non hanno tempo. L’eccitazione e la paura erano e rimangono le principali caratteristiche dell’adolescenza.»

Silvio ha osservato: «Matteo appartiene ai nostri giorni e si confronta con donne libere e disinibite, al limite dell’intimidatorio ma del tutto inadeguate ai sentimenti.»

Illustrazione che rappresenta il contrasto tra l'adolescenza negli anni '60 e negli anni '90

Perché un Romanzo Dedicato all'Adolescenza?

Sull'idea di scrivere un romanzo interamente dedicato all'adolescenza, gli autori hanno motivato la loro scelta:

Carla ha detto: «L’adolescenza è quando ti trovi per la prima volta di fronte al problema del cambiamento, anzitutto perché te lo chiede il tuo corpo. È un passaggio inevitabile. Non sai come si fa, non hai il manuale di istruzioni, ma devi farlo. Più avanti, da grande, proverai ancora gli stessi impulsi travolgenti, ma non sarà più la prima volta. A guidarti avrai l’esperienza.»

Silvio ha affermato: «Avevamo voglia di parlare di certe emozioni stando lontani dalla retorica legata ai romanzi adolescenziali. Ho descritto con onestà il senso di inadeguatezza e il senso di colpa che rovinano la vita di un ragazzo. Di solito la letteratura per adolescenti è incentrata su elementi di favola e su cliché zuccherosi, mentre io ho affrontato questa prova con onestà brutale. Il fuoco del romanzo non è tanto sulla retorica delle prime volte quanto sulla diseducazione. La famiglia, lo stato, il governo vogliono educarti: bisogna imparare a dire di no, diseducarsi e costruire un proprio pensiero.»

Personaggi e Verità Personale

Sentendo parlare gli autori, e osservandoli, potrebbe sembrare che le storie dei protagonisti coincidano con le loro personalità. Tuttavia, entrambi hanno specificato che i personaggi sono inventati, pur attingendo a suggestioni e verità personali.

Carla ha chiarito: «No, quello del romanzo è un intreccio inventato. Però ho usato le mie suggestioni e i miei ricordi per scrivere la storia di Sofia. Ho avuto un’adolescenza piena di passioni, di sfrontatezza, di cambiamenti… Mi piace ricordare quegli anni, e ho sempre cercato di tenerne acceso il ricordo, anche prima di scrivere il romanzo. Inoltre ho un figlio, Luca, ormai trentenne, la cui adolescenza ribelle (cioè sana, a detta degli psicanalisti) è rimasta tatuata sul mio corpo. Insomma: è un tema di cui ho una visuale completa.»

Silvio ha ribadito: «Anche Matteo è un personaggio inventato. Ma ci ho messo dentro tutta la verità possibile, quella che ho provato anch’io. La frustrazione, la paura di fallire e di essere impotente… Le cose che di solito non trovi scritte.»

Copertina del libro

Il Significato del Titolo "Rivoluzione N° 9"

Il titolo del libro ha un duplice e profondo significato:

Carla Vangelista ha spiegato: «A un certo punto Daniele, un amico adulto di Matteo, gli fa ascoltare la Nona di Beethoven e dice che lì dentro c’è tutto quello che di vitale, forte e dirompente si trova nella sua condizione. È così intensa ed esplosiva da riuscire a liberare le energie che un adolescente tiene ingabbiate. Quando avevo la tua età, gli dice, ho ascoltato per la prima volta questa sinfonia e ho deciso che d’ora in poi l’avrei chiamata non sinfonia ma rivoluzione. Rivoluzione N° 9

Silvio Muccino ha aggiunto: «È in quell’occasione che Daniele pronuncia una frase chiave del libro: “L’adolescenza è una rivoluzione che ti scoppia dentro. L’unico modo per sopravvivere è portarla fuori”. E poi Revolution # 9 è un pezzo dei Beatles, e Sofia, la protagonista, si confida solo con il poster di Paul McCartney appeso sopra il letto.»

9 Sinfonia Beethoven (spiegazione)

Dal Libro allo Schermo: Libertà Creativa

Riguardo alla possibilità che "Rivoluzione N° 9" diventi un film, gli autori hanno sottolineato la libertà offerta dalla scrittura di un libro:

Carla ha affermato: «È nato per essere libro. Basti pensare che non c’è una parte per Silvio. La realtà è che avevamo proprio voglia di raccontare questa storia, e scrivere un libro ti da una libertà totale. Puoi fregartene delle regole della trasposizione cinematografica. Al momento ci godiamo questa cavalcata, ma poi se diventasse un film… be’, comunque ne sarei felice.»

Silvio ha specificato: «Se avessi scritto per il cinema avrei tagliato il libro in modo diverso, rispettando le regole. Per esempio avrei dovuto inserire una storia d’amore portante, che invece non c’è. Ho preferito scrivere in libertà, e questa è la storia più sincera che abbia mai scritto. C’è la ribellione interiore di un figlio verso una figura materna, e il ragazzo ha per figura di riferimento un signore di 60 anni. Non sono contenuti molto cinematografici.»

Il Processo Creativo e l'Alchimia della Collaborazione

Descrivendo il loro metodo di scrittura, Carla Vangelista e Silvio Muccino hanno rivelato una sinergia particolare:

Carla ha raccontato: «Dopo aver stabilito dei punti fermi, siamo andati ognuno per conto proprio. Silvio scriveva Matteo e io Sofia. Ogni giorno ci confrontavamo. Al momento di montare, alternandole, le due parti, eravamo preoccupati che non funzionasse, e invece…»

Silvio ha aggiunto: «La cosa che ci ha molto sorpreso è che in realtà i pieni e i vuoti di questi personaggi si incastravano perfettamente. Un’alchimia, quella tra le parti del libro, che è la stessa che magicamente esiste tra me e Carla. Come Sofia e Matteo, siamo due persone con vite ed età completamente diverse, che però dialogano riempiendo uno le caselle libere dell’altro.»

Sfide e Riconoscimenti di una Partnership

Il sodalizio artistico di Carla e Silvio non è stato esente da maldicenze e insinuazioni.

Carla Vangelista ha confessato: «Certamente. Molti hanno sostenuto che la storia d’amore tra i protagonisti di "Parlami d’amore" fosse la nostra. Ma la protagonista del romanzo ha 40 anni e io purtroppo ne avevo già 50! All’inizio è stato pesante, anche per gli equilibri famigliari, poi ho assorbito tutto e da allora - sono passati sei anni - il nostro sodalizio ha continuato a funzionare. E il mio compagno non è geloso. Scrive anche lui e capisce le dinamiche di un rapporto come quello tra me e Silvio.»

Silvio Muccino ha riflettuto sulla sua evoluzione personale e professionale: «Quando a 16 anni sei davanti alla macchina da presa, come è capitato a me, pensi di essere ciò che dicono di te. Dipendi dall’opinione pubblica. È la condizione di chi viene scelto (gli attori). Ma dopo il successo del film che ho scritto con Verdone e soprattutto dopo l’incontro con Carla sono diventato uno che sceglie. Come vivere, cosa scrivere, cosa dirigere e interpretare. Mi sono liberato.»

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