Leguigno: Storia, Comunità e Tradizioni di una Frazione di Casina

Leguigno, un borgo situato nell'Appennino reggiano, è un luogo ricco di storia, cultura e tradizioni. Composto da numerosi piccoli borghi, anticamente parte di un'omonima contea, Leguigno conserva tracce del suo passato feudale e parrocchiale, evolvendosi fino a diventare oggi una frazione del Comune di Casina.

Origini Storiche e Struttura Territoriale

Il paese si estende su un altopiano collinare fertile e ventilato, delimitato a nord e ovest dal torrente Tassobbio, a sud dal Rio Leguigno, a est dal Rio della Lovara e dalla strada comunale di Beleo. Questi confini definiscono l'antica contea di Leguigno, cessata nel 1796. Tra i borghi più significativi che la componevano, si annoverano Montata, Casetico, Trezzara, Faggeto, Incrostolo, Il Monte, Cucchio, Ziliano e Foresto. È importante notare che alcuni di questi, in particolare Montata, sono talvolta erroneamente indicati su carte geografiche come frazioni distinte.

Mappa dei borghi storici di Leguigno e dintorni

La flora e la fauna della zona rispecchiano quelle tipiche dell'Appennino reggiano di bassa-media quota.

Il Castello di Leguigno e le Famiglie Feudali

Leguigno apparve come parrocchia agli inizi del secondo millennio e come contea verso il XIV secolo. In quel periodo, la nobile famiglia reggiana dei Fogliani eresse il suo mastio sulla collina più alta del borgo di Montata. Il Castello di Leguigno, oggi una corte fortificata visitabile e ben conservata, sorse probabilmente su una preesistente guardiola o torrione, strategico ai tempi di Matilde di Canossa per il sistema di comunicazione visiva tra i castelli che gestivano il suo vasto territorio.

I Fogliani mantennero la Contea di Leguigno fino al XV secolo, preservandola come un'exclave visconteo-parmense. Successivamente, la contea fu venduta ai Ferrara, che la affidarono alla famiglia dei Bebbi. I Bebbi la trasformarono in un rifugio durante le faide locali tra le fazioni della "Tvaia" e della "Cuseina" nella prima metà del Cinquecento. Questo status conferì a Leguigno il privilegio di "zona franca" con esenzioni fiscali, ma anche l'inquietudine di "zona dimenticata", rifugio di fuorilegge, dove il potere era nelle mani del Conte di turno.

Nel medioevo, la collina leguignese fu teatro di violenti scontri, distruzioni e ricostruzioni. Dalla sua base, la famiglia Bebbi organizzava le proprie battaglie cittadine, che culminarono nell'assassinio del governatore di Reggio Gozzadini nel Duomo diocesano.

Illustrazione del Castello di Leguigno o corte fortificata

Dalla Famiglia Scapinelli all'Indipendenza Comunale

A metà del Seicento, la pacifica e colta famiglia degli Scapinelli giunse da Modena, amministrando il feudo in un periodo di assolutismi. Nel 1796, l'arrivo delle truppe napoleoniche pose fine al feudalesimo. Leguigno divenne un Comune indipendente, prima all'interno della Repubblica Cispadana e poi parte del distretto di Castelnovo ne' Monti.

La Restaurazione vide il ritorno degli Scapinelli al loro castello, non più come feudatari ma come proprietari privati. Dopo diversi passaggi amministrativi, Leguigno entrò a far parte del Comune di Casina, diventandone oggi la frazione più popolosa dopo il capoluogo.

Eredità del Cardinale Scapinelli e il XX Secolo

Prima degli eventi bellici del XX secolo, la corte fortificata di Leguigno divenne la residenza privata del Cardinale Raffaele Scapinelli di Leguigno, Nunzio Apostolico a Vienna durante la Grande Guerra. La residenza ospitò numerosi ambasciatori e figure di spicco internazionali, soprattutto durante i mesi estivi. Il ricordo del Cardinale, descritto come taciturno, riflessivo ma generoso, è ancora vivo nelle generazioni locali. Fu il pronipote Pietro Scapinelli, asso dell'aviazione italiana, l'ultimo a risiedere nella dimora comitale con la sua famiglia.

La Seconda Guerra Mondiale portò a Leguigno le sofferenze dell'occupazione tedesca, della guerra di resistenza e delle rappresaglie, in linea con le vicende del territorio circostante.

La Comunità Attuale e l'Evoluzione Demografica

Oggi, il territorio di Leguigno è abitato da circa 400 persone, con una significativa percentuale di giovani rispetto alla media dell'Appennino. Storicamente, nel 1300 Leguigno contava circa 140 abitanti; nel '700 la popolazione raggiungeva i 300-400 residenti. Un incremento significativo si registrò fino al 1950, quando si superò la soglia dei 1000 abitanti. La successiva emigrazione verso le città industrializzate ha stabilizzato il numero degli abitanti ai livelli attuali.

Una caratteristica distintiva dell'area leguignese è la profonda cultura cristiana, che ha dato alla Chiesa un notevole numero di vocazioni sacerdotali, monastiche, diaconali e missionarie.

Feste, Tradizioni e Vita Sociale

Il santo patrono di Leguigno è San Giovanni Battista, celebrato il 24 giugno con una "piccola sagra". La festa estiva principale si tiene però il 26 luglio in onore di Sant'Anna, titolare di un oratorio seicentesco fatto costruire dai conti nel borgo di Montata. Questa festa è considerata l'evento più importante dell'anno per importanza turistica e gastronomica.

Durante l'estate, Leguigno accoglie numerosi villeggianti, molti dei quali figli e nipoti di emigrati. La comunità offre diverse strutture per l'accoglienza, tra cui il circolo Acli parrocchiale, la "Casa della Gioventù", un Bed and Breakfast, un ristorante nel castello e un agriturismo ricavato da un antico mulino ristrutturato.

Il circolo Acli, con il suo bar, rappresenta un fulcro della vita sociale, insieme all'Oratorio parrocchiale. La società sportiva più longeva è l'Unione Turistica Sportiva Leguigno, fondata nell'ottobre 1983, che partecipa attivamente a manifestazioni sportive, in particolare al Torneo della Montagna di calcio del CSI reggiano.

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Gastronomia e Prodotti Tipici

Leguigno vanta una tradizione culinaria legata alla cucina regionale Emiliana, con un'eccellente produzione di Parmigiano Reggiano. Sebbene la Latteria Sociale S. Giovanni Battista abbia cessato la sua attività, la produzione casearia locale è confluita nelle latterie circostanti.

Tra le specialità gastronomiche si annoverano:

  • Tortelli e cappelletti: varianti locali dei tortellini bolognesi.
  • Scarpazzone (erbazzone): torta di bietole o spinaci in versione montanara.
  • Cacciagione: caprioli, lepri, cinghiali e fagiani sono abbondanti nel territorio.
  • Gnocco fritto.
Questi piatti sono accompagnati dal tipico vino locale, il Lambrusco.

La Parrocchia di San Giovanni Battista

La prima notizia della chiesa di Leguigno risale al 1022, quando l'edificio era in attesa di consacrazione per il culto in onore di San Giovanni Battista. La chiesa sorge su un terreno donato da due coniugi di Gombio, probabilmente per facilitare il servizio religioso ai residenti. Nelle decime del 1302, la chiesa, con il nome di "ecclesia di Lagoia", risulta dipendente dalla pieve di Campiliola.

Nel marzo 1538, la chiesa era descritta come a navata unica, con altare maggiore, altare del Santissimo Sacramento e due cappelle laterali. Nel 1616, si hanno notizie di lavori di finanziamento da parte della parrocchia, forse con i proventi della Confraternita del Santissimo Sacramento o dall'affitto di terreni parrocchiali. I conti Bebbi, nel 1623, promossero lavori di restauro e abbellimento.

L'edificio attuale presenta una facciata tripartita scandita da lesene, con un coronamento ad archetti e tre portali archivoltati. Al centro della facciata si apre una trifora. La navata centrale si estende fino al presbiterio, chiuso da un'abside semicircolare. Le navate laterali ospitano, a sinistra, l'altare del Rosario e, a destra, l'altare di San Paolo. Nel coro si trova il quadro di San Giovanni Battista. Sui due altari laterali sono collocati i quadri della Madonna del Rosario (con una nicchia nascosta per il "simulacro" mariano usato nelle processioni) e della Conversione di San Paolo. Ai lati di quest'ultimo, due statue raffigurano San Paolo e San Pietro.

Interno della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Leguigno

Eventi e Attività Culturali

Leguigno e il territorio circostante, in particolare Casina, sono animati da diverse iniziative culturali e ricreative. Tra gli eventi menzionati vi sono:

  • Mostra "Erbario mistico d’Appennino": dedicata al bosco e alla biodiversità, si tiene nel borgo di Sarzano.
  • Sagra di Sant'Anna: tradizionale festa con buon cibo, musica dal vivo e intrattenimenti.
  • Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina: evento di rilievo con spettacoli, degustazioni e concerti.
  • Iniziative per bambini e ragazzi: competizioni sportive con merenda e premi.

Il territorio è anche un luogo di ispirazione per artisti e scrittori, come dimostrano le numerose iniziative culturali che valorizzano la parola scritta in varie forme.

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