La Diocesi di Tursi-Lagonegro, denominazione attuale di un'antica sede episcopale con radici profonde nella storia ecclesiastica della Basilicata, rappresenta un'entità significativa nel panorama religioso della regione. La sua storia è intrinsecamente legata a quella di Anglona, un centro di notevole importanza spirituale e strategica. La diocesi appartiene alla regione ecclesiastica Basilicata ed è suffraganea dell'Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

Origini e Prime Notizie Storiche
Le prime tracce dell'esistenza di una diocesi a Tursi risalgono al 968. In quel periodo, la sede vescovile era di rito greco e dipendeva dal Patriarca di Costantinopoli, configurandosi come suffraganea di Otranto. Questa origine bizantina caratterizzò la diocesi fino all'inizio del XII secolo, quando iniziò un processo di latinizzazione, in linea con le trasformazioni ecclesiastiche nel Sud Italia.
La storia della diocesi di Tursi è strettamente connessa a quella di Anglona, situata a circa sette chilometri di distanza. La presenza di vescovi latini doveva tenere conto degli ambienti e dei luoghi profondamente influenzati dalla cultura bizantina.
Il Trasferimento della Sede Episcopale ad Anglona
Nel 1110, la sede vescovile di Tursi venne trasferita ad Anglona. Questa decisione fu motivata dalla posizione strategicamente più favorevole di Anglona e dalla presenza di un importante edificio religioso: il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona, che fungeva da cattedrale dal 1054. Di conseguenza, la diocesi assunse il nome di Diocesi di Anglona.
Anglona divenne un centro di notevole importanza, e la sua diocesi prosperò. Tuttavia, con il passare del tempo, la città di Anglona conobbe un declino, mentre Tursi acquisì maggiore sviluppo. Questa inversione di tendenza portò a una nuova ridefinizione dei confini ecclesiastici.
L'Unione con Tursi e la Nascita della Diocesi Anglona-Tursi
Un momento cruciale nella storia della diocesi fu l'intervento di Papa Paolo III. Con un decreto concistoriale dell'8 agosto 1545, diretto al vescovo Berardino Elvino, Sua Santità sancì l'unione della Sede Vescovile di Anglona alla Sede di Tursi. La nuova entità ecclesiastica prese il nome di Diocesi di Anglona-Tursi.
Questa unione fu un passo fondamentale per riorganizzare la vita religiosa e amministrativa della zona. La diocesi comprendeva un territorio esteso, che si estendeva dalle rive del Mar Ionio per circa 50 miglia nell'entroterra, con un'appendice nella limitrofa Calabria.
Riforma dei Confini Ecclesiastici nel XX Secolo
Nel corso del XX secolo, si sono verificati ulteriori aggiustamenti territoriali volti a far coincidere i confini ecclesiastici con quelli delle regioni civili. L'8 settembre 1976, a seguito della creazione della Regione ecclesiastica Basilicata, la diocesi subì significative modifiche:
- Furono separati dalla diocesi di Anglona-Tursi i Comuni di Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, che furono assegnati alla Diocesi di Cassano.
- Contemporaneamente, dalla Diocesi di Policastro furono staccati e aggregati alla Diocesi di Anglona-Tursi i Comuni di Lagonegro, Latronico, Lauria, Maratea, Nemoli, Rivello e Trecchina, oltre alle parrocchie di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo, appartenenti al Comune di Latronico.
Queste riorganizzazioni conferirono alla diocesi la sua attuale configurazione, con un territorio che si estende nelle province di Potenza e Matera. Anglona, dopo il trasferimento della sede, è divenuta una sede titolare della Chiesa cattolica.
50 anni istituzione Diocesi di Tursi-Lagonegro
La Diocesi di Tursi-Lagonegro Oggi
La Diocesi di Tursi-Lagonegro, nella sua configurazione attuale, si estende su un territorio caratterizzato da una diversità geografica: zone montuose nella parte potentina e zone collinari e pianeggianti nella parte materana. La Comunità diocesana vive in questa realtà territoriale, che riflette la ricchezza e la complessità della regione.
Nel 2017, la diocesi contava 124.000 battezzati su una popolazione di 125.600 abitanti, dimostrando una forte presenza cattolica sul territorio. La diocesi ha visto succedersi diversi vescovi nel corso della sua storia recente, tra cui Mons. Vincenzo Franco, Mons. Gerardo Pierro, Mons. Rocco Talucci e Mons. Benoni Ambarus (Arcivescovo di Matera - Irsina, con incarichi anche per altre diocesi vicine).
Dati Statistici (Anno di riferimento 2017)
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Abitanti | 125.600 |
| Battezzati | 124.000 |
| Superficie | 2.509 kmq |
| Parrocchie | 72 |
Ruolo di Abbazie e Monasteri
Nel territorio della diocesi sono sorte prestigiose abbazie e monasteri che hanno svolto un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista spirituale, ma anche economico. Tra questi si ricordano:
- S. Maria del Sagittario a Chiaromonte
- S. Nilo a Roccanova
- S. Elia e S. Anastasio a Carbone
Questi centri religiosi hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo culturale e sociale delle comunità locali nei secoli passati.