La Chiesa di San Sebastiano, situata nel cuore storico di Elmas, rappresenta un emblema della dominazione spagnola e un punto focale della vita religiosa della comunità. La sua storia affonda le radici nel XIV secolo, come attestato dalle "Rationes Decimarum Italiae" conservate nell'Archivio Vaticano. Un documento del 1524, una Bolla di Clemente VII, menziona ulteriormente la chiesa.

L'Architettura Originaria e le Prime Trasformazioni
Del primo impianto, databile al XIV secolo, rimangono oggi a testimonianza le due cappelle in stile gotico aragonese, caratterizzate da volte a crociera con costolonature nervate da archi a sesto acuto. Il resto della struttura originaria era visibile fino al 1865, anno che segnò l'inizio di un significativo processo di ampliamento.
Una descrizione contenuta nel "Liber Chronicus" della parrocchia rivela che, prima degli ampliamenti, la chiesa era composta da due cappelle laterali, ciascuna con un altare dedicato alla Vergine del Rosario e al Santissimo Crocifisso. L'ingresso principale si trovava dove oggi è situato l'ufficio parrocchiale, mentre l'altare maggiore, intitolato al patrono, era posizionato dove ora si trova la porta d'ingresso. Non erano presenti né il coro né il presbiterio. Altri due altari, dedicati rispettivamente a Sant'Isidoro e Sant'Antonio da Padova, completavano l'arredo sacro. La chiesa disponeva inoltre del tabernacolo, del fonte battesimale, del sacrario con ossario e ospitava dieci sepolture.
L'Ampliamento del XIX Secolo
Nel 1865, i lavori di ampliamento furono affidati all'impresario Luigi Foddis, su progetto dell'ingegnere Antonio Franco Loi. L'intervento portò la superficie della chiesa da 200 a 400 metri quadrati, conferendole l'aspetto attuale. L'impianto divenne di tipo basilicale, con la costruzione di quattro nuove cappelle coperte da volte a botte. Una di queste cappelle fu strutturata per ospitare il campanile e il fonte battesimale. Anche la navata centrale venne coperta da una volta a botte, terminando con un'abside a pianta semicircolare. Fu inoltre realizzato il coro dietro l'altare maggiore.

Al termine dei lavori di ampliamento, fu eretto il campanile, alto 20 metri e dotato di quattro campane. Due di queste campane provenivano dal demanio della chiesa di San Francesco di Cagliari, una dalla chiesa di Santa Caterina di Elmas, e la quarta apparteneva originariamente alla chiesa stessa. Fu inoltre installato un orologio, opera del fabbro Giuseppe Pitzalis di Nurri.
All'interno, l'altare maggiore e il fonte battesimale risalivano al 1796. Ogni cappella ospitava altari di epoche successive, completati da balaustre. Un pulpito marmoreo si affacciava sulla navata. La chiesa era adornata da affreschi e numerose nicchie per le statue dei santi.
Rinnovamenti del XX Secolo e Opere Artistiche
Nel 1966, la chiesa subì un'importante opera di rinnovamento che comportò la rimozione di tutti gli altari, le balaustre e le statue. Fu modificato il pavimento, mentre l'altare maggiore fu abbassato e spostato verso l'abside. Il fonte battesimale trovò la sua nuova collocazione nella cappella opposta.
In questo stesso anno, la chiesa fu arricchita da opere in ferro battuto e bronzo, tra cui il portale, realizzate dagli artisti Franco D'Aspro e don Antonio Desogus. Il portale, in particolare, fu decorato da don Antonio Desogus nel 1968.

La Facciata Neoclassica e la Vita Parrocchiale
La facciata della chiesa, in stile neoclassico, risale al 1931. La ricorrenza in onore del santo patrono, San Sebastiano, si festeggia il 20 gennaio.
La comunità parrocchiale ha visto succedersi numerosi parroci dal 1900 ad oggi. Tra questi figurano: Rev. Giuseppe Musso, Rev. Francesco Demontis, Rev Giovanni Ligas, Rev. Francesco Putzu, Rev. Francesco Piras, Rev. Lauro Nurra, Rev. Pietro Meledina, Rev. Gianfranco Zuncheddu, Rev. Luciano Vacca, Rev. Giuseppe Camboni, Rev. Salvatore Ruggiu, Rev. Francesco Porru, Rev. Luciano Ligas e l'attuale parroco, Rev. Marco Orrù.
La vita parrocchiale è scandita da celebrazioni ed eventi specifici. Ad esempio, si ricordano gli ingressi dei nuovi pastori, don Roberto Ghiani e don Claudio Pireddu, avvenuti domenica 5 ottobre, XXVII del Tempo Ordinario. La comunità ha anche celebrato il suo patrono, San Sebastiano, sabato 20 e domenica 21. Eventi come il Santo Rosario e la Messa di Ringraziamento con Canto del Te Deum e Benedizione Eucaristica si sono svolti il 31, così come le celebrazioni per il Natale, inclusa la Messa della Notte del Natale il 24 dicembre e le S. Messe del 25 dicembre. La Novena dell'Immacolata si è tenuta a partire da martedì 29 novembre, preceduta dall'Adorazione Eucaristica il venerdì 1° dicembre e accompagnata dalla Colletta alimentare il sabato 2 e la domenica 3 dicembre.
Le celebrazioni legate alla Quaresima includono l'esposizione delle Sacre Ceneri il Mercoledì delle Ceneri (5 marzo), con la possibilità di confessioni dalle 17:00 alle 18:00. Un momento significativo di spiritualità è rappresentato dai Quarant'ore, come il primo giorno lunedì 14 aprile, con l'Esposizione del Santissimo Sacramento e la recita delle Lodi al mattino, seguita dall'adorazione libera e la reposizione del Santissimo Sacramento alle 12:00, dopo la recita dell'Angelus.
In esclusiva le reliquie di San Sebastiano
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