Il dibattito all'interno della Chiesa cattolica su questioni dottrinali e pastorali ha visto negli ultimi anni protagonisti figure di spicco come il Papa emerito Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah, spesso in un dialogo complesso con l'attuale pontificato di Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio). Le loro posizioni hanno alimentato discussioni significative, in particolare riguardo al celibato sacerdotale e alla liturgia.
Il Cardinale Robert Sarah: Profilo e Visione Teologica

Il Cardinale Robert Sarah, nato 74 anni fa in Guinea, è una figura che molti nella Chiesa considerano con un profilo interessante per un futuro conclave. La sua esperienza africana, la conoscenza diretta dell'Islam e della sua radicalizzazione, e la sua visione teologica conservatrice lo rendono un candidato notevole. È apprezzato negli ambienti tradizionalisti per la sua capacità di portare avanti le sue idee con coraggio, anche se controcorrente. Sarah ha sottolineato le disfunzioni in Occidente, affermando che la Chiesa deve "annunciare tutto il Vangelo" e non limitarsi a questioni politiche o sociali, che "non troveranno mai risposte fuori dall'insegnamento di Cristo".
Percorso Ecclesiastico e Incarichi
- Divenuto arcivescovo a soli 34 anni in un periodo di persecuzione per la Chiesa nella sua regione.
- Approdato in Vaticano nel 2001, chiamato da Giovanni Paolo II come segretario di Propaganda Fide.
- Nel 2010, Benedetto XVI lo ha nominato alla guida di Cor Unum, organismo dedicato alla carità, e lo ha creato cardinale.
- Nel novembre 2014, Papa Francesco lo ha nominato Prefetto della Congregazione per il Culto Divino.
Posizioni su Celibato e Liturgia
Sarah è stato una voce critica rispetto ad alcune aperture di Papa Francesco. Si è opposto al Sinodo sulla famiglia riguardo alla comunione per i divorziati risposati e ha combattuto contro l'ordinazione di persone sposate e il diaconato femminile nel Sinodo dell'Amazzonia. Ha avuto anche un "duro confronto" con Francesco sulla liturgia e la sinodalità, desiderando persino che il Papa vietasse la presenza di fotografi alle messe.
Il Cardinale ha espresso preoccupazioni per la "demolizione deliberata delle sue fondamenta dottrinali, liturgiche, morali e pastorali" e ha condannato la "tendenza sacrilega a ridurre la Santa Messa a un semplice pasto conviviale".
Il Ruolo del Silenzio
Nei suoi libri, come "La Forza del silenzio Contro la dittatura del rumore", Sarah sottolinea l'importanza del silenzio e della contemplazione, vedendoli come essenziali per un incontro con Dio. Critica anche alcune tecnologie moderne, come gli smartphone, che ritiene "desacralizzino la preghiera". Il Papa emerito Benedetto XVI ha scritto una postfazione per questo libro, definendo Sarah un "grande maestro spirituale".
Ritorno alle Radici della Tradizione
Sarah desidera una sintesi unificatrice nella Liturgia Romana e un ritorno al testo del Concilio Vaticano II. Ha riaffermato che "il centro della liturgia è Dio, non l’uomo" e che l'usus antiquior (Forma Straordinaria della Messa) dovrebbe essere una parte importante della formazione liturgica. Ha invitato i sacerdoti a celebrare la Messa ad orientem, sebbene questo appello sia stato smentito dal Vaticano.
Ha anche criticato la pratica di ricevere la Santa Comunione sulla mano, definendola un "attacco diabolico", e ha difeso il documento Liturgiam Authenticam del 2001 sulle traduzioni liturgiche.
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Identità Africana e Carità
Il Cardinale Sarah manifesta orgoglio per la sua identità africana e fiducia nel futuro del cattolicesimo in Africa, sottolineando il profondo senso del sacro presente nel continente. Nel suo ruolo di presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, ha promosso la carità e la cura dei bisognosi, criticando le istituzioni che perseguono programmi contrari alla fede sotto il pretesto dell'umanitarismo.
Benedetto XVI e il suo Retaggio

La sera dell'elezione di Papa Francesco, Benedetto XVI, ritirato a Castel Gandolfo, seguiva l'evento con i suoi collaboratori, consapevole di essere il primo pontefice della storia moderna ad assistere all'elezione del suo successore. L'ex Papa, Joseph Aloisius Ratzinger, con una reputazione di rigorismo dottrinale, ha sorpreso molti con le sue dimissioni, rompendo una tradizione millenaria.
Dalla Teologia Progressista al Tradizionalismo
Nato nel 1927, Ratzinger manifestò precocemente la vocazione al sacerdozio. Da giovane, fu considerato un brillante teologo del fronte progressista cattolico tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, ma si trasformò quasi improvvisamente in uno dei massimi esponenti della linea tradizionalista.
La sua formazione fu segnata dall'esperienza del nazismo, che lo portò a riflettere sui pericoli dell'eclissi dei princìpi umani e del "superomismo". Contrappose la dittatura del "grosso animale" platonico al "personalismo", influenzato da filosofi come Romano Guardini e John Henry Newman e da Martin Buber. Fu anche profondamente influenzato da Agostino d'Ippona, a cui dedicò il suo lavoro di dottorato.
Ratzinger si oppose alla neoscolastica e abbracciò le nuove tendenze teologiche, come la teologia esistenziale e la nouvelle théologie, che Roma aveva stigmatizzato come moderniste. La sua tesi di abilitazione, dedicata alla teologia della storia di Bonaventura da Bagnoregio, gli valse un'accusa di modernismo, superata solo grazie alla sua obbedienza alle gerarchie ecclesiastiche.
Il Concilio Vaticano II e la Teoria della Demondizzazione
Un momento cruciale fu il Concilio Vaticano II, indetto da Papa Giovanni XXIII. Ratzinger partecipò come perito conciliare del cardinale Josef Frings, svolgendo un ruolo significativo nella riformulazione della fede cristiana. Sostenne che l'unica vera fonte della rivelazione è la parola di Dio stessa, di cui Scrittura e Tradizione sono strumenti, frenando così il tradizionalismo ecclesiastico che aveva oscurato il dettato biblico.
Ratzinger presentò la sua teoria della "demondizzazione", intesa non come rottura con il mondo, ma come abbandono della tentazione di ammantarsi di mondanità e di perseguire il potere temporale.
Tuttavia, dopo il Concilio, Ratzinger avvertì un senso di disagio, soprattutto per i cambiamenti liturgici introdotti da Paolo VI, domandandosi se non si fosse "spinti troppo oltre".
Il Pontificato di Benedetto XVI e le Dimissioni
Il pontificato di Joseph Ratzinger durò otto anni, concludendosi con le storiche dimissioni dell'11 febbraio 2013. Nonostante le sue debilitazioni fisiche, Benedetto XVI ha continuato a incontrare prelati e fedeli, mantenendo un dialogo sulla vita della Chiesa.
Il Libro sul Celibato: "Dal Profondo dei Nostri Cuori"

Nel gennaio 2020, la pubblicazione del libro "Dal profondo dei nostri cuori", co-firmato da Benedetto XVI e dal Cardinale Robert Sarah, ha suscitato un "terremoto" nella Chiesa. Il libro, anticipato da Le Figaro, è intervenuto nel dibattito sul celibato sacerdotale e sulla possibilità di ordinare preti uomini sposati.
Gli autori si sono definiti "due vescovi in filiale obbedienza a Papa Francesco" che "cercano la verità" in uno "spirito di amore per l'unità della Chiesa". Essi difendono la disciplina del celibato, definendolo "indispensabile", e adducono motivazioni contro il suo cambiamento. Il libro affronta anche altre questioni "scottanti", dall'eucaristia alla liturgia.
Sarah, nel suo testo, sottolinea il "legame ontologico-sacramentale tra sacerdozio e celibato", supplicando Papa Francesco di "proteggerci definitivamente da tale eventualità ponendo il veto a qualsiasi indebolimento della legge del celibato sacerdotale". Arriva a definire "una catastrofe pastorale, una confusione ecclesiologica e un oscuramento della comprensione del sacerdozio" l'eventuale possibilità di ordinare uomini sposati.
Benedetto XVI, nel suo contributo, riflette sulle radici ebraiche del cristianesimo, affermando che sacerdozio e celibato sono uniti fin dall'inizio della "nuova alleanza" di Dio con l'umanità. Ricorda che già "nella Chiesa antica" gli uomini sposati potevano ricevere il sacramento dell'ordine solo se si impegnavano a rispettare l'astinenza sessuale.
Reazioni e Controversie
Il libro ha provocato una "battaglia di opposizione" alla linea riformista di Papa Francesco, con alcuni commentatori che si sono interrogati sul motivo di un pronunciamento così importante da parte del Papa emerito in un momento in cui Francesco doveva prendere una decisione sul Sinodo dell'Amazzonia.
La tesi di un malinteso o di una manipolazione da parte di Sarah è stata rapidamente smontata, e il Cardinale ha stesso ha definito "abietto" e diffamatorio suggerire che avesse manipolato i testi. Il libro è uscito a doppia firma in Francia, e la successiva modifica della copertina per indicare Sarah come autore principale "con il contributo di Benedetto XVI" è stata vista da alcuni come una "toppa peggio dello sbrego".
Il celibato sacerdotale non è un dogma, ma una disciplina ecclesiastica della Chiesa latina, considerata un "dono prezioso" dagli ultimi Pontefici. La Chiesa cattolica di rito orientale prevede sacerdoti sposati, e Benedetto XVI stesso aveva ammesso eccezioni per la Chiesa latina nella Costituzione apostolica Anglicanorum coetibus.
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La Posizione di Papa Francesco
Papa Francesco si è espresso più volte sull'argomento. Ancora cardinale, nel libro conversazione con il rabbino Abraham Skorka, aveva dichiarato di essere favorevole al mantenimento del celibato, citando "dieci secoli di esperienze positive". Sul volo di ritorno da Panama, nel gennaio 2019, aveva ricordato la frase di San Paolo VI: "Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato". Aveva aggiunto: "Personalmente, penso che il celibato sia un dono per la Chiesa… Io non sono d’accordo di permettere il celibato opzionale, no."
Nel Sinodo sull'Amazzonia dell'ottobre 2019, pur essendo stato dibattuto il tema dell'ordinazione di diaconi permanenti sposati, Papa Francesco, nel suo discorso conclusivo, non ha menzionato in alcun modo il tema dell'ordinazione di uomini sposati, focalizzandosi invece sulle dimensioni dell'inculturazione, ecologica, sociale e pastorale del Sinodo.