La figura della Madonnina, la statua che sovrasta il Duomo di Milano, è un simbolo iconico della città, profondamente radicato nella sua storia e nella devozione popolare.
Origini e Realizzazione
L'idea di erigere una guglia maggiore sopra il tiburio del Duomo risale all'impulso dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli. Il 16 luglio 1765, il Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo deliberò la costruzione di questa imponente struttura. Sulla sua sommità, secondo un progetto che potrebbe risalire alle origini stesse della cattedrale, venne posta una statua dell'Assunta, alta 4,16 metri, con lo sguardo e le braccia rivolti verso la città, in un gesto di benedizione divina.
Per la realizzazione di questa opera, venne indetto un concorso tra gli scultori attivi presso il Duomo. Il vincitore fu Giuseppe Perego, uno scultore lombardo del tardo barocco, di cui si hanno scarse notizie biografiche. Perego era allievo del più noto Elia Vincenzo Buzzi. La sua scelta fu basata sui modellini in terracotta della statua da lui presentati, che sono ancora oggi conservati presso il Museo del Duomo di Milano. In particolare, venne preferito il modello più semplice, che raffigurava l'Assunta su una nuvola, senza la presenza di angeli.
A partire dal modello in scala ridotta creato da Perego, fu realizzato un modello in legno di noce, che servì poi da base per la traduzione in rame sbalzato da parte dell'orafo Giuseppe Bini. La posa della statua avvenne nel 1774, segnando l'inizio del suo ruolo di simbolo cittadino, trascendendo la sua valenza puramente religiosa.

Restauri e Innovazioni
Nel 1967, la Madonnina del Duomo di Milano fu sottoposta a un importante restauro. Questo intervento comportò la scomposizione delle lastre di rame e una nuova doratura. Durante i lavori, la struttura interna in ferro, ormai corrotta, venne sostituita con una in acciaio inossidabile. La struttura originale in ferro fu successivamente trasferita nella collezione del Museo del Duomo.
La Madonnina come Simbolo di Milano
La statua è diventata talmente emblematica per Milano che espressioni come "all'ombra della Madonnina" sono usate per indicare la città per antonomasia. La tradizione meneghina vuole che nessun edificio a Milano possa superare in altezza la Madonnina. Questa usanza è stata formalizzata da una legge negli anni '30, che impedì alla Torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di oltrepassare i 108,5 metri, in segno di rispetto verso la statua.
Tuttavia, dietro questi sentimenti religiosi si celavano anche ragioni pratiche legate alla geologia milanese. La presenza di una falda freatica a pochi metri sotto la superficie esercita una notevole pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo, rendendo complesse costruzioni di grande altezza. Nonostante questo, il Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale, misura 127 metri, superando l'altezza della Madonnina.
La tradizione di posizionare copie della Madonnina in cima a edifici elevati continua ancora oggi. Domenica 22 novembre 2015, una quarta copia della statua è stata issata sulla sommità della Torre Isozaki, a 209,2 metri d'altezza, diventando il punto più alto della città di Milano. La cerimonia di benedizione è stata officiata da monsignor Carlo Faccendini.

Tradizioni e Riferimenti Culturali
La devozione verso la Madonnina si manifesta anche in tradizioni secolari. Ogni anno, un omaggio consistente in un sacco di grano viene offerto alla statua, un rito che si rinnova ancora oggi, accompagnato da offerte di altre organizzazioni e fedeli privati. In occasione di eventi significativi, come guerre, siccità o inondazioni, si narra che la statua abbia compiuto prodigi, alimentando ulteriormente la fede dei devoti.
La figura della Madonnina ha ispirato anche la cultura popolare e artistica. Nel 2013 è stato pubblicato il romanzo "Operazione Madonnina - Milano 1973", scritto da Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone. Inoltre, il celebre derby di Milano tra le squadre di calcio Milan e Inter è affettuosamente conosciuto come "Derby della Madonnina", in onore della sua presenza iconica.
La statua è anche un simbolo di speranza in tempi difficili. Un esempio toccante è la storia della statua della Madonna della Salute, originariamente posta in cima alla Basilica del Longhena a Venezia. Questa statua, rimossa intorno al 1870, si salvò miracolosamente da un bombardamento a Marghera il 28 marzo 1944, Venerdì Santo. Alta un metro e 93 centimetri e realizzata in un unico pezzo di legno proveniente dal Trentino, la statua è stata restaurata, rivelando i suoi colori originali. Il parroco don Lio Gasparotto ha sottolineato come quest'opera sia oggetto di devozione, specialmente durante la festa della Madonna della Salute, e come il suo ritrovamento intatto tra le macerie abbia ridato speranza alla comunità colpita dalle perdite della Seconda Guerra Mondiale.
La Madonnina del Duomo di Milano
Elementi storici e architettonici correlati
Nel XVIII secolo, il Duomo di Milano si presentava ancora quasi privo di guglie e in un costante stato di lavorazioni, riprese e interruzioni. La deliberazione del Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo del 16 luglio 1765 segnò un punto di svolta, con l'intenzione di innalzare la guglia maggiore sopra il tiburio, la cui costruzione era stata completata alla fine del Quattrocento.
Le vicende storiche hanno visto la statua spostata e adattata. Una statua, collocata originariamente nel 1208 nella cappella a capo della navata sinistra, fu successivamente trasferita in un'altra cappella e poi portata nella Confraternita della SS. Cattedrale con il titolo di San Pietro. Figure come quella del cav. Gamba, risalente al 1874-79, testimoniano l'importanza di queste opere nel tempo. Nel 1930, durante il completamento dei restauri del Duomo, il prof. precedente del Costa e il prof. [cognome mancante] contribuirono agli interventi.
Un episodio particolare legato alla venerazione della statua narra di un evento in cui, durante la sua esposizione per la venerazione, la statua fu vista sudare copiosamente, un fenomeno interpretato come un segno divino.