In questi ultimi tempi, il fenomeno dell'aggregarsi dei laici tra loro ha assunto caratteri di particolare varietà e vivacità. Sebbene l'aggregarsi dei fedeli abbia rappresentato una linea costante nella storia della Chiesa - come testimoniano le antiche confraternite, i terzi ordini e i diversi sodalizi - tale dinamica ha ricevuto un impulso speciale in epoca moderna, portando alla diffusione di molteplici forme aggregative: associazioni, gruppi, comunità e movimenti.

Il ruolo dei laici e il quadro normativo
Il Concilio Vaticano II, attraverso il decreto Apostolicam Actuositatem, ha riconosciuto il ruolo indispensabile dei laici cattolici nell'opera di apostolato. Successivamente, i lavori del Sinodo dei Vescovi del 1988 hanno trovato compimento nell'Esortazione Apostolica post-sinodale Christifideles Laici di Giovanni Paolo II, che al numero 30 definisce i Criteri di ecclesialità necessari affinché associazioni e movimenti abbiano un carattere realmente ecclesiale, ponendo il primato alla vocazione di ogni cristiano alla santità.
Dal punto di vista giuridico, la Santa Sede e i Vescovi Diocesani hanno il diritto e il dovere di vigilare sulla vita delle associazioni, focalizzandosi in particolare su due ambiti: l'integrità della fede e dei costumi e la disciplina ecclesiastica. Le associazioni possono essere clericali o laicali, pubbliche o private, nazionali o internazionali.
Distinzione tra Associazioni e Movimenti
Non esistendo un "contenitore giuridico" unico, le realtà ecclesiali si differenziano per struttura e finalità:
- Associazioni: presentano una conformazione più orientata alla formalità, con organi associativi articolati, metodo democratico di elezione dei responsabili e durata definita delle cariche.
- Movimenti: hanno generalmente un carattere meno formale, spesso nati per il carisma di un fondatore che ne rimane il leader di riferimento.
| Realtà | Fondatore/i | Anno di nascita |
|---|---|---|
| Azione Cattolica | - | 1867 |
| Movimento Salesiano | San Giovanni Bosco | 1859 |
| Movimento dei Focolari | Chiara Lubich | 1943 |
| Comunione e Liberazione | Don Luigi Giussani | 1954 |
| Cammino Neocatecumenale | Kiko Argüello e Carmen Hernández | 1964 |
| Rinnovamento nello Spirito Santo | - | 1967 |
La parrocchia come luogo ordinario di missione
La parrocchia rimane il luogo ordinario di vita dell'associazione. Vivere l'appartenenza associativa significa intraprendere un cammino di fede condiviso, che si traduce in uno stile di vita orientato all'ascolto, alla cura dei bisognosi e alla solidarietà quotidiana. In un tempo di grandi cambiamenti demografici e pastorali, la collaborazione tra parrocchie vicine e il rilancio delle realtà laicali sono fondamentali per mantenere vive le comunità locali.
Collaborazioni e prospettive future
Per essere una "Chiesa in uscita", le associazioni sono chiamate a costruire reti sul territorio:
- Scuola ed educazione: intensificare la collaborazione con le istituzioni scolastiche per promuovere valori di solidarietà e cittadinanza.
- Ambito sanitario e sociale: dialogare con i medici di base e i pediatri per intercettare i segnali di disagio familiare.
- Sport e cultura: integrare le attività parrocchiali con realtà artistiche, sportive e culturali.
In Cammino, 18 novembre 2021 - Qual è il ruolo dei laici nella chiesa di oggi?
L'impegno dei laici, che si tratti di volontariato, pastorale sanitaria o difesa della famiglia, trova il suo senso profondo nella testimonianza del Vangelo, rendendo concreto il volto della Chiesa nel mondo di oggi.
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