Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz: Tra Crisi Bielorussa e Ruolo Pastorale

La vicenda di Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo e metropolita di Minsk, si è inserita in un contesto di profonda crisi politica e sociale in Bielorussia, innescata dalle elezioni presidenziali dell'agosto 2020. Le sue azioni e il suo ruolo sono stati al centro di un complesso gioco diplomatico che ha coinvolto anche la Santa Sede.

Mappa della Bielorussia con evidenziata Minsk

Cronologia degli Eventi Chiave in Bielorussia (2020-2021)

Una breve cronistoria degli eventi principali illustra il contesto della situazione che ha coinvolto l'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz:

  • 9 agosto 2020: Il risultato ufficiale delle elezioni riconosce a Aleksandr Lukashenko un’ampia vittoria, immediatamente contestata come fraudolenta da gran parte della popolazione.
  • 31 agosto: Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo e metropolita di Minsk, è bloccato al confine polacco-bielorusso e gli viene impedito di rientrare in Bielorussia, nonostante egli fosse cittadino di quel paese.
  • 6 settembre: Il santo sinodo di Mosca elegge vescovo ortodosso di Minsk il metropolita Benjamin.
  • 11 settembre: Si svolge un incontro tra alcune autorità di governo bielorusse e mons. P. Gallagher, segretario per i rapporti con gli stati della Santa Sede. Fra i temi del colloquio vi è il rientro del metropolita cattolico, con Gallagher accompagnato da mons. A. Mennini.
  • 2 novembre: Parlando con il metropolita ortodosso Benjamin, il presidente Lukashenko menziona un rapporto diretto con il Papa e un suo possibile viaggio nel paese.
  • 6 novembre: Entra in funzione il nuovo nunzio apostolico in Bielorussia, mons. Ante Jozic.
  • 9 dicembre: Viene resa nota una lettera della leader in esilio, Svetlana Tikhanovskaya, rivolta al Papa, in cui qualifica la crisi del paese non solo politica, ma anche morale, indicando in mons. Kondrusiewicz una figura di riferimento.
  • 10 dicembre: Notizie di stampa riferiscono di 4 preti cattolici incarcerati. Il vicario generale di Minsk, mons. Y., esprime preoccupazione.
  • 17 dicembre: Si registra una visita a Lukashenko di mons. Claudio Gugerotti, all'epoca nunzio in Gran Bretagna ed ex nunzio in Bielorussia.
  • 20 dicembre: È datata una lettera pastorale per il 2021 di mons. Kondrusiewicz su La Chiesa come sacramento di salvezza, in cui illustra la dottrina del Concilio sulla «sacramentalità» della Chiesa. Nel testo si fa memoria della ricostruzione della gerarchia cattolica del paese a partire dal 1989.
  • 21 dicembre: Il presidente bielorusso emette un decreto contro ogni forma di dissenso religioso nei suoi confronti.
  • 23 dicembre: Il nunzio apostolico, mons. Ante Jozic, commenta il decreto presidenziale.
  • 24 dicembre: Mons. Kondrusiewicz celebra in cattedrale la Messa della notte del Natale. In una conferenza stampa, racconta di aver fatto fermare l’auto subito dopo il confine per baciare la terra bielorussa e motiva la sua visita in Polonia per ragioni familiari e controlli di salute, senza alcun interesse politico. Nell’omelia afferma: «Quanto sarebbero diverse la nostra patria e le nostre vite se vivessimo secondo la legge dell’amore per Dio e per il prossimo! Se solo potessimo perdonarci a vicenda!» Questi concetti sono ribaditi nel corso dell’omelia, tenuta in un’atmosfera molto commossa, alla presenza del nunzio mons. Jozic. Il presule si è ben guardato dall’ammettere di aver commesso un’imprudenza nel proporre la mediazione politica con la Polonia, imprudenza ritenuta dai circoli diplomatici di Minsk una «scivolata».
  • 25 dicembre 2020: Il presidente Lukashenko fornisce la sua interpretazione del rientro del metropolita e della sua risposta positiva alla lettera del Papa, trasmessagli da mons. Gugerotti.
  • 3 gennaio 2021: In questa domenica, mons. Kondrusiewicz celebra il suo 75° compleanno e invita caldamente i fedeli alla doppia celebrazione. Avendo già inviato da tempo al Papa la lettera con le proprie dimissioni, secondo le normative canoniche, in data odierna esse sono state accettate da Papa Francesco, che ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante di detta Sede Metropolitana S.E. Mons. Kazimierz Wielikosielec, vescovo titolare di Blanda e ausiliare della Diocesi di Pinsk.

Il Blocco al Confine e le Accuse di Lukashenko

L’arcivescovo di Minsk, Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, il 31 agosto 2020 si è visto rifiutare la possibilità di far rientro in Bielorussia, nonostante fosse cittadino di quel paese. Il presidente Lukashenko rimproverava all’arcivescovo di aver proposto una mediazione politica con la Polonia. Questa "imprudenza", o «scivolata» come ritenuta dai circoli diplomatici di Minsk, era al centro delle tensioni tra le autorità bielorusse e il prelato.

L'Intervento Diplomatico della Santa Sede

Di per sé, l’idea di una mediazione avrebbe potuto essere accolta e non provocare l’irritazione di Lukashenko. Ai primi di settembre, mons. Paul Gallagher, responsabile della Seconda sezione della Segreteria di Stato vaticana, ha compiuto una missione a Minsk, facendosi accompagnare anche dal nunzio mons. Ante Jozic. Nei colloqui con le autorità, la delegazione vaticana ha incontrato dapprima il ministro degli Esteri, Vladimir Makey, e poi il suo vice, Sergei Aleinik, da pochi giorni rientrato da Londra dove è stato a lungo ambasciatore del proprio paese, contestualmente alla carica di ambasciatore presso la Santa Sede. Mons. Mennini aveva potuto conoscere da vicino e stabilire rapporti di amicizia con il viceministro quando era nunzio in Gran Bretagna.

Sia mons. Gallagher, sia in seguito mons. Mennini - rimasto in loco per più di un mese - hanno sempre perorato la causa del rientro di mons. Kondrusiewicz. Soprattutto il signor Aleinik aveva risposto che la proposta era plausibile e che poteva risultare accettabile. In seguito, però, gli alti funzionari del Ministero degli Esteri manifestavano crescente scetticismo, limitandosi a dire che la questione «era sul tavolo del presidente», pur sottolineando sempre il ruolo positivo sia sul piano morale e pastorale sia su quello umanitario svolto dalla Chiesa cattolica.

Più tardi, il Papa ha inviato a Lukashenko mons. Claudio Gugerotti, già nunzio in Bielorussia, il quale, durante la sua missione precedente, era stato capace di stabilire rapporti molto stretti e amichevoli con il capo di stato. Grazie a questo intervento, il presidente bielorusso non ha potuto dire «no» al Papa e ha concesso il rientro di mons. Kondrusiewicz.

Il Ritorno e il Messaggio di Kondrusiewicz

Mons. Kondrusiewicz è rientrato in Bielorussia il 24 dicembre 2020, celebrando in cattedrale la Messa della notte di Natale in un’atmosfera molto commossa, alla presenza del nunzio mons. Jozic. In una conferenza stampa, ha raccontato di aver fatto fermare l’auto subito dopo il confine per baciare la terra bielorussa e ha motivato la sua visita in Polonia per ragioni familiari e controlli di salute, negando qualsiasi interesse politico.

Nell’omelia, l’arcivescovo ha pronunciato parole significative: «Quanto sarebbero diverse la nostra patria e le nostre vite se vivessimo secondo la legge dell’amore per Dio e per il prossimo! Se solo potessimo perdonarci a vicenda!» Il presidente Lukashenko, il 25 dicembre 2020, ha fornito la sua interpretazione del rientro del metropolita e della sua risposta positiva alla lettera del Papa, trasmessagli da mons. Gugerotti.

Foto di Mons. Tadeusz Kondrusiewicz durante una celebrazione liturgica

Le Dimissioni e la Nomina dell'Amministratore Apostolico

Il 3 gennaio 2021, in occasione del suo 75° compleanno, mons. Kondrusiewicz ha celebrato il suo giubileo invitando i fedeli a una doppia celebrazione. Avendo già inviato da tempo al Papa la lettera con le proprie dimissioni, secondo le normative canoniche, in data odierna esse sono state accettate da Papa Francesco. Il Santo Padre ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante di detta Sede Metropolitana S.E. Mons. Kazimierz Wielikosielec, vescovo titolare di Blanda e ausiliare della Diocesi di Pinsk.

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