L'Arcivescovo Malcolm Patrick McMahon, membro dell'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), è una figura di spicco della Chiesa Cattolica nel Regno Unito, noto per la sua lunga carriera ecclesiastica e per alcune posizioni che hanno generato dibattito. La sua nomina ad Arcivescovo Metropolita di Liverpool nel 2014 ha segnato un momento importante per la diocesi britannica a più alta densità di cattolici. Tuttavia, il suo episcopato è stato caratterizzato da controversie e critiche, in particolare per il suo approccio a questioni delicate come il caso Alfie Evans e le sue passate dichiarazioni sul celibato sacerdotale.
Biografia e Carriera Ecclesiastica
Sua Eccellenza Monsignor Malcolm Patrick McMahon è nato a Londra il 14 giugno 1949, secondo di tre fratelli. Dopo aver terminato gli studi superiori, ha intrapreso un percorso accademico in ingegneria meccanica presso la University of Manchester Institute of Science and Technology, conseguendo un Bachelor of Science.
Dopo un periodo di lavoro nel settore industriale come ingegnere, McMahon ha scelto di dedicarsi alla vita religiosa, entrando nell'Ordine Domenicano nel 1976 e facendo la sua professione religiosa nel 1977. Ha proseguito la sua formazione filosofica presso Blackfriars, Oxford, e teologica all'Heythrop College presso l'Università di Londra, dove ha ottenuto un Master of Theology. È stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1982.
Nel corso del suo ministero sacerdotale, McMahon ha ricoperto diversi incarichi: è stato cappellano al Leicester Polytechnic (ora De Montfort University) nella diocesi di Nottingham, Priore e Parroco a Newcastle-upon-Tyne. Ha trascorso la maggior parte del suo ministero sacerdotale a Londra, servendo come Economo della Provincia, Priore e Parroco del St Dominic’s Priory, e Provinciale per due mandati successivi. Dall'aprile 2000, è stato Priore di Blackfriars Priory, Oxford. La sua vasta esperienza da parroco e priore gli ha conferito una profonda conoscenza della vita pastorale "in mezzo alla gente".
Il 7 novembre 2000 è stato eletto Vescovo di Nottingham e ha ricevuto la consacrazione episcopale l'8 dicembre 2000. All'interno della Conferenza Episcopale d'Inghilterra e Galles, presiede il Department of Catholic Education and Formation.
La Nomina a Liverpool e la "Promessa dell'Odore delle Pecore"
Il Papa Francesco ha nominato Arcivescovo Metropolita di Liverpool S.E. Mons. Malcolm Patrick McMahon, trasferendolo dalla sede di Nottingham. L'annuncio della sua nomina è stato fatto il 21 marzo 2014, quando McMahon, parlando ai giornalisti, si è impegnato a "prendere l’odore delle pecore" nella sua nuova diocesi, citando una frase spesso usata da Papa Francesco. Questo gesto, all'epoca, ha suscitato aspettative di un episcopato più vicino ai fedeli.
Liverpool, città celebre non solo per la sua storia musicale e sportiva, ma anche per essere la diocesi britannica con la più alta densità di cattolici (46%, pari a 506mila battezzati), ha accolto McMahon con la speranza di una guida attenta alle esigenze della comunità. Tuttavia, le critiche non sono mancate. Un cattolico di Liverpool ha espresso il suo disappunto, affermando: «Vivo vicino all’arcivescovo e non ha mai bussato alla mia porta. Non pretendo di avere ‘l’odore delle pecore’. La mia famiglia ha lavorato duramente per comprare la nostra casa: lui vive sul sudore e la fatica dei normali cattolici di Liverpool.»
Queste osservazioni evidenziano una percezione di distanza tra il clero e la classe lavoratrice cattolica. Il lettore ha anche menzionato la chiusura di molte chiese, inclusa la sua parrocchia fondata nel 1839, e la necessità dell'arcivescovo di una "dimora signorile", definendo questo un simbolo dell'isolamento di molti vescovi e preti dalle vite dei fedeli. Secondo questa prospettiva, la Chiesa a Liverpool sarebbe "morendo a causa dell’incompetenza clericale", con un clero che, in taluni casi, non avrebbe "niente da offrire" ai cattolici più umili.

Controversie sul Celibato Sacerdotale
La nomina di McMahon a Liverpool da parte di Papa Francesco è avvenuta nonostante alcune sue passate dichiarazioni critiche riguardo il celibato sacerdotale. Già nel 2008, intervistato dal Sunday Telegraph, McMahon aveva preso le distanze dal divieto di matrimonio per i sacerdoti, affermando: «NON C’E’ alcuna ragione perché ai preti sia impedito di sposarsi».
A sostegno di questa posizione, McMahon aveva avanzato due argomenti principali: la possibilità di assistere quelle comunità che «sono private dell’eucaristia a causa della carenza di sacerdoti» e una maggiore capacità, da parte dei ministri sposati, di affrontare questioni legate alla vita familiare. In quell'occasione, aveva anche notato come i preti provenienti dalla Chiesa anglicana «portano nelle parrocchie una grande esperienza nelle questioni legate alla vita delle famiglie e riescono a svolgere il loro ministero in maniera eccellente soprattutto nel coinvolgimento delle donne».
Queste dichiarazioni avevano portato a una "stigmatizzazione da parte della Congregazione per la dottrina della fede", e McMahon, negli anni successivi, non ha più ribadito pubblicamente tali concetti, adeguandosi a quello che è stato descritto come un "cartellino giallo" dall'ex Sant'Uffizio. Le sue posizioni sul celibato non gli giovarono nell'immediato: nel 2009, Papa Benedetto XVI, per la successione del cardinale Cormac Murphy-O’Connor come arcivescovo di Westminster e primate dei cattolici del Regno Unito, gli preferì il più moderato Vincent Nichols. Tuttavia, in "altri tempi", Papa Francesco, noto per preferire "pastori con una forte esperienza nelle parrocchie" ai teologi nella scelta dei successori degli apostoli, ha "rimesso in gioco" McMahon con la nomina a Liverpool.
Il Coinvolgimento nel Caso Alfie Evans
Un momento di particolare scrutinio per l'Arcivescovo McMahon e la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles è stato il caso di Alfie Evans, il bambino affetto da una malattia neurodegenerativa rara e non diagnosticata. La gestione della situazione da parte della diocesi di Liverpool ha suscitato forti critiche e perplessità.
La Posizione dell'Arcidiocesi e le Accuse di Falsità
Nel corso della battaglia legale per la vita di Alfie, l'Arcidiocesi di Liverpool si è schierata "senza un dubbio" con l'ospedale Alder Hey. Un comunicato diocesano ha affermato, in modo ritenuto "falso", che la cappellania si fosse occupata di Alfie e dei suoi genitori. Tuttavia, i genitori, Thomas Evans e Kate James, hanno categoricamente smentito, dichiarando di non aver mai visto i cappellani. Questa versione è stata implicitamente confermata dalla diocesi stessa, che ha dichiarato che la famiglia Evans non fosse cattolica, sebbene sia Thomas che Alfie fossero battezzati.
Questa "bugia" è stata, secondo le fonti, ripetuta dall’arcivescovo McMahon al Pontefice mercoledì scorso, dopo l’udienza generale. Consapevole della "pessima figura che stava facendo", l’arcivescovo si è recato dal Papa. Successivamente, con la presunta "complicità" del cardinale Vincent Nichols, è stato richiamato don Gabriele, un sacerdote italiano che, in assenza di altri, aveva assistito e confortato i genitori nel momento più difficile della loro battaglia.
La comunità cattolica (romana) dell'Arcidiocesi di Liverpool, insieme ad altre confessioni e fedi, ha continuato a pregare per Alfie, la sua famiglia e coloro che lo hanno accompagnato in questo viaggio, mentre si svolgevano raduni descritti variamente come "dimostrazioni", "proteste" e "manifestazioni" a supporto di Alfie e della sua famiglia nel centro metropolitano di Liverpool.

L'Analisi del Comunicato Ufficiale
Il comunicato dell’Arcidiocesi di Liverpool sul caso Alfie Evans è stato definito "singolare". Non reso pubblico o diffuso tramite canali ufficiali, è stato strutturato come un rapporto, apparentemente più preoccupato di riassumere i fatti in modo "tendenzioso" anziché esprimere una chiara posizione sul caso. Il suo intento sembrava essere quello di orientare il destinatario verso una posizione implicita.
In questo rapporto, l'arcidiocesi non ha messo in discussione le istanze dell'ospedale o i verdetti delle corti, ma ne ha sposato le formulazioni e i resoconti. Ad esempio, il personale medico agiva "nel supremo interesse del minore", mentre i genitori si limitavano ad avanzare "desideri", lasciando "nessuno spazio" per una posizione super partes. Un aspetto ancora più problematico è stata la "leggerezza" con cui si è parlato di rimozione del sostegno vitale (in particolare del ventilatore) e della conseguente applicazione di "cure palliative", come se queste ultime fossero un'alternativa o un "rimpiazzo del sostegno vitale", ignorando che Alfie non era in una fase terminale e che i medici avevano più volte dimostrato di non saper prevedere il decorso della sua encefalopatia.
Il comunicato è stato interpretato come un tentativo di "scoraggiare l’intervento della Santa Sede in favore della famiglia Evans", attivandosi per contrastare l'appello rinnovato da Thomas Evans al Papa. La diocesi avrebbe utilizzato la sentenza del giudice Hayden del 20 febbraio, inclusa una citazione di Papa Francesco "manipolata" per affermare il contrario del suo significato originale. È stato notato come il giudice avesse usato un testo del Papa proprio perché la famiglia si dichiarava cattolica, rendendo incomprensibile l'affermazione del comunicato alla Santa Sede che «beninteso, i genitori non sono Cattolici (Romani)».
Questa terminologia, "Roman Catholic", sebbene di per sé ridondante per i cattolici non di lingua inglese, acquista un senso nella prospettiva storica della Britannia moderna, distinguendo i cattolici in piena comunione con Roma dagli "Anglo-Catholic". Tuttavia, in questo contesto, l'affermazione è stata percepita come una "maldestra dissimulazione" o "colpevole ignoranza", soprattutto considerando che Alfie Evans, figlio di Tom Evans e Kate James, è stato oggetto di una sentenza del giudice Hayden che permetteva all'ospedale Alder Hey di interrompere i trattamenti medici e sostituirli con cure palliative, dopo che i genitori avevano rifiutato tale decisione.
L'11 aprile, l'ospedale si è rivolto nuovamente all'Alta Corte per ottenere il permesso di distaccare il ventilatore di Alfie e attivare un programma di cure palliative. Il giudice Hayden, approvando un piano per il fine-vita, ha definito il disturbo neurodegenerativo non diagnosticato di Alfie «profondamente ingiusto».
Il Ruolo del Vescovo Ausiliare Tom Williams e le Critiche alla Leadership
Il Vescovo Ausiliare di Liverpool, Tom Williams, che ha lavorato per molti anni come cappellano ospedaliero, è stato coinvolto con la squadra del cappellanato all'Alder Hey, offrendo supporto ai medici e al personale. Tuttavia, la sua figura è stata criticata per non aver mai incontrato gli Evans, nonostante il suo lungo rapporto con la struttura ospedaliera. Ciò ha sollevato interrogativi sulla sua presunta "inconsapevole" approvazione dell'eutanasia.
Un lettore ha evidenziato un "doppio standard sistematico" da parte di alcuni vescovi inglesi e una presunta mancanza di "risorse intellettuali e del discernimento per affrontare situazioni etiche complesse" da parte del clero, che porterebbe a un affidamento all'"opinione degli esperti" senza comprendere le loro diverse prospettive antropologiche rispetto a quelle della Chiesa. Il cardinale Vincent Nichols di Londra e l'arcivescovo McMahon sono stati ricondotti alla stessa "filiera" del cardinale Murphy O’Connor, suggerendo una certa continuità nell'approccio alle questioni etiche e pastorali.
Alfie Evans: dibattito sulla sua morte
Un Impegno per i Poveri: L'Esempio di Ignatius Spencer e Elizabeth Prout
Nonostante le critiche e le controversie, l'Arcivescovo McMahon ha espresso una visione per un cattolicesimo "concreto" a Liverpool, ponendo l'accento sul servizio ai poveri come missione fondamentale della Chiesa. In questo contesto, ha frequentemente richiamato le figure di due nuovi venerabili scelti da Papa Francesco: Ignatius Spencer ed Elizabeth Prout.
Secondo McMahon, Spencer e Prout sono "due santi molto adatti al momento che stiamo vivendo perché erano completamente dediti ai poveri sia dal punto di vista fisico che spirituale". Ignatius Spencer, prozio della principessa Diana e di Winston Churchill, proveniva da una famiglia aristocratica e, dopo essere stato pastore anglicano e aver studiato a Eton e Cambridge, lasciò la ricchezza per dedicarsi ai più poveri. Elizabeth Prout, dal canto suo, usò l'istruzione per "ricostruire lo spirito degli ultimi della Rivoluzione industriale", fondando molte scuole che continuano tutt'oggi. Entrambi furono rifiutati dalle loro famiglie d'origine quando decisero di convertirsi al cattolicesimo.
McMahon sottolinea come "ci si dimentica spesso che i cattolici riacquistarono i diritti civili molto tardi, soltanto nel 1829, quando Spencer e Prout cominciarono a lavorare tra i più poveri". Le tombe dei due venerabili, a Sutton, sono un importante luogo di pellegrinaggio. In quell'area, all'epoca, si produceva vetro con un processo molto tossico che costringeva gli operai a respirare mercurio; proprio in questo ambiente insalubre Elizabeth Prout aprì scuole e case di accoglienza per giovani in difficoltà.
L'arcivescovo conclude affermando che anche oggi, "nella nostra arcidiocesi, c’è moltissima povertà. Ignatius Spencer e Elizabeth Prout ci indicano la strada da percorrere. La stessa di cui parla Papa Francesco. La nostra missione è servire i poveri e, così, salvare la Chiesa". Questa visione riafferma un desiderio di radicare la fede cattolica nella realtà sociale, richiamando esempi storici di dedizione e servizio.

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