La comunità di Paupisi, in provincia di Benevento, e l'intero Sannio sono stati profondamente colpiti dalla notizia della morte di Don Raffaele Pettenuzzo, parroco della chiesa di Santa Maria del Bosco. La sua improvvisa dipartita ha lasciato attoniti e pensierosi tutti coloro che lo conoscevano, poiché nessuno avrebbe mai immaginato un momento così triste. Il vuoto che oggi aleggia intorno alla comunità è immenso e in molti cercano di colmarlo con i meravigliosi ricordi e i momenti trascorsi in sua compagnia.

Il Decorso della Malattia e i Tentativi di Cura
Don Raffaele Pettenuzzo è deceduto a causa del Covid-19, malattia che aveva contratto nei giorni precedenti. Le sue condizioni di salute si erano aggravate rapidamente, rendendo necessario il ricovero all'ospedale del Sacro Cuore di Campobasso. Come ultimo tentativo per salvargli la vita, i medici hanno provato anche la terapia degli anticorpi monoclonali, ma purtroppo ogni sforzo si è rivelato vano. Il sacerdote, originario di Toscolano Maderno (Brescia), è spirato nelle scorse ore. Era stato ricoverato lo scorso 22 ottobre nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale campobassano e, a seguito di un peggioramento, il 29 ottobre era stato trasferito nel reparto di Terapia intensiva.
Il Contesto: Precedenti Infezioni e Scelte Personali
Già l'anno scorso, il parroco era stato colpito dal Coronavirus ma era riuscito a superare la malattia. Questa volta, purtroppo, la situazione è degenerata in tragedia. Don Raffaele Pettenuzzo, che aveva 60 anni, non si era vaccinato per scelta personale. Era noto che fosse immunodepresso e avesse altre patologie, condizioni che chiaramente hanno aggravato il suo quadro clinico. Nonostante la pandemia, in precedenza, aveva continuato a visitare gli ammalati per portare loro la comunione, e proprio in una di queste occasioni era rimasto contagiato da un malato oncologico, superando però il virus.
Il Ricordo di Don Raffaele: Un Parroco Amato
La comunità lo ricorda come una persona meravigliosa: la sua dolcezza, l'amore per la musica, l'affetto che nutriva per la Corale della parrocchia, la sua pacatezza, l'infinita generosità e l'altruismo, che arricchivano chiunque entrasse in contatto con lui. Don Raffaele ha saputo dare tanto, testimoniando amore su questa terra, e il suo esempio di altruismo e la sua capacità di portare gioia nei cuori dei più bisognosi rimarranno un faro per tutti. Don Gerald, vice parroco della chiesa Santa Maria del Bosco, lo ha ricordato come "un uomo con una tenerezza rara a trovare, il Sacerdote il cui amore per il Sacro Cuore di Gesù era incomparabile". Ha ispirato e influenzato i destini di molte persone attraverso i Sacramenti e la Predicazione.
Don Raffaele non ce l'ha fatta...
L'Omaggio delle Istituzioni e dei Fedeli
Il dolore per la scomparsa di Don Raffaele ha unito l'intera comunità. L'arcivescovo metropolita di Benevento, monsignor Felice Accrocca, nella sua toccante omelia commemorativa, ha sottolineato che Don Raffaele è stato "una colonna portante della predicazione di Dio", distinguendosi per le sue "rilevanti doti umane e per la sua capacità di esercitare il suo ministero pastorale". Monsignor Accrocca ha aggiunto: "Un uomo di grandissima intelligenza e cultura, una persona di stile. Era stato stoico ed eroico, ha lottato fino alla fine, con grande coraggio e dignità granitica e con la sua solidissima fede in Dio".
Anche il sindaco di Paupisi, Antonio Coletta, che ha proclamato il lutto cittadino, ha espresso la sua profonda commozione. "Don Raffaele è stato il nostro pastore per oltre diciassette anni", ha dichiarato il sindaco, descrivendolo come "il classico uomo tutto di un pezzo, che non scende mai a compromessi". Ha aggiunto: "Ho sempre avuto per lui la massima stima e un rispetto infinito, era una persona e un prete di valore assoluto".
Nonostante il pomeriggio celebrativo dell'addio fosse piovoso e tetro, nulla ha potuto arginare il popolo di Don Raffaele, non solo paupisano, dal partecipare all'estremo saluto. La gente ha sfidato le intemperanze atmosferiche, gremendo la piazza antistante la sede municipale di Paupisi e la chiesa di Santa Maria del Bosco, a testimonianza dell'affetto e del rispetto che nutriva per l'uomo e il sacerdote. Molti venivano da comuni limitrofi e da ogni dove per chiedere il suo consiglio e conforto, anche per situazioni non strettamente correlate alla fede. Don Raffaele si è infatti caratterizzato per la sua personalità iconica, intrisa di cultura ed empatia verso il prossimo, un amico comune e confidente dotato di un'umanità esemplare.
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