Le catechesi sulla Santa Messa continuano, e in questa trattazione ci soffermiamo sulla Preghiera eucaristica, un momento cruciale e solenne della celebrazione.
Il Momento Centrale della Messa
Concluso il rito della presentazione del pane e del vino, ha inizio la Preghiera eucaristica. Essa qualifica la celebrazione della Messa e ne costituisce il momento centrale, ordinato alla santa Comunione. In questa solenne Preghiera, la Chiesa esprime ciò che essa compie quando celebra l’Eucaristia e il motivo per cui la celebra: fare comunione con Cristo realmente presente nel pane e nel vino consacrati.
Dopo aver invitato il popolo a innalzare i cuori al Signore e a rendergli grazie, il sacerdote pronuncia la Preghiera ad alta voce, a nome di tutti i presenti, rivolgendosi al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo. Secondo l'Ordinamento Generale del Messale Romano (78), «Il significato di questa Preghiera è che tutta l’assemblea dei fedeli si unisca con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell’offrire il sacrificio».
Perché tale unione possa avvenire, è fondamentale che i fedeli comprendano il significato di ciò che viene celebrato. Per questo motivo, la Chiesa ha voluto celebrare la Messa nella lingua che la gente capisce, affinché ciascuno possa unirsi a questa lode e a questa grande preghiera con il sacerdote. Nel Messale sono presenti varie formule di Preghiera eucaristica, tutte caratterizzate da elementi specifici che ne definiscono la struttura (cfr OGMR, 79; CCC, 1352-1354).
Elementi Costitutivi della Preghiera Eucaristica
Il Prefazio: Azione di Grazie
Anzitutto, la Preghiera eucaristica inizia con il Prefazio, che rappresenta un’azione di grazie per i doni di Dio, in particolare per l’invio del suo Figlio come Salvatore. Il Prefazio si conclude con l’acclamazione del «Santo», normalmente cantata, un momento di gioiosa lode a Dio.

L'Invocazione dello Spirito (Epiclesi)
Successivamente, vi è l’invocazione dello Spirito Santo, nota come Epiclesi, affinché con la sua potenza consacri il pane e il vino. Invochiamo lo Spirito perché venga e renda presente Gesù nel pane e nel vino, trasformandoli.
La Consacrazione e il Mistero della Fede
L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle parole stesse di Cristo, proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte (cfr CCC, 1375). Gesù è stato chiarissimo in questo, come San Paolo racconta rievocando le parole di Cristo: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Non dobbiamo fare pensieri strani o dubitare: è il Corpo di Gesù, e la fede ci viene in aiuto; con un atto di fede crediamo che è il Corpo e il Sangue di Gesù. È il «mistero della fede», come noi stessi acclamiamo dopo la consacrazione, in risposta alle parole del sacerdote.
LA VERA presenza di Gesù nell' EUCARESTIA
Il Memoriale (Anamnesi) e l'Offerta Sacrificale
Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del Signore, nell’attesa del suo ritorno glorioso, la Chiesa offre al Padre il sacrificio che riconcilia cielo e terra: offre il sacrificio pasquale di Cristo, offrendosi con Lui e chiedendo, in virtù dello Spirito Santo, di diventare «in Cristo un solo corpo e un solo spirito» (Pregh. euc. III; cfr Sacrosanctum Concilium, 48; OGMR, 79f).
La Chiesa desidera unirsi a Cristo e diventare con il Signore un solo corpo e un solo spirito. Questo è un mistero di comunione in cui la Chiesa si unisce all’offerta di Cristo e alla sua intercessione. In questa luce, è significativo che «nelle catacombe la Chiesa è spesso raffigurata come una donna in preghiera con le braccia spalancate, in atteggiamento di orante come Cristo ha steso le braccia sulla croce, così per mezzo di Lui, con Lui e in Lui, essa si offre e intercede per tutti gli uomini» (CCC, 1368). La Chiesa orante è una realtà vivente, come testimonia il Libro degli Atti degli Apostoli, quando la comunità cristiana «orava incessantemente» per Pietro in carcere.

Le Intercessioni
La Preghiera eucaristica prosegue con le intercessioni, nelle quali si chiede a Dio di raccogliere tutti i suoi figli nella perfezione dell’amore. Si menzionano per nome il Papa e il Vescovo, segno che la celebrazione avviene in comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa particolare. La supplica, come l’offerta, è presentata a Dio per tutti i membri della Chiesa, vivi e defunti, in attesa della beata speranza di condividere l’eredità eterna del cielo, con la Vergine Maria e tutti i Santi (cfr CCC, 1369-1371).
Nessuno e niente è dimenticato nella Preghiera eucaristica. Se si hanno persone care, parenti o amici, che sono nel bisogno o sono passati da questo mondo all’altro, si possono nominare in quel momento, interiormente e in silenzio. È importante ricordare che la Messa non si paga; essa è il sacrificio gratuito di Cristo e la redenzione è gratuita. Qualsiasi offerta è un atto di generosità volontario, non un pagamento per il servizio.
La Dossologia Conclusiva
Ogni cosa è ricondotta a Dio, come ricorda la dossologia che conclude la Preghiera eucaristica, un inno di lode alla Santissima Trinità.
Atteggiamenti da Coltivare attraverso la Preghiera Eucaristica
Questa formula codificata di preghiera, sebbene antica, se ne comprendiamo bene il significato, ci permette di partecipare in modo più profondo e consapevole. Essa esprime tutto ciò che compiamo nella celebrazione eucaristica e ci insegna a coltivare tre atteggiamenti fondamentali per i discepoli di Gesù:
- Imparare a “rendere grazie, sempre e in ogni luogo”, e non solo in certe occasioni o quando tutto va bene.
- Fare della nostra vita un dono d’amore, libero e gratuito.
- Costruire la concreta comunione, all'interno della Chiesa e con tutti gli uomini.
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