La Fraternità "Amici di Gesù Buon Pastore": Spiritualità, Carisma e Missione

Chi sono gli Amici di Gesù: Un Profilo Spirituale

Il concetto di "amico di Dio" o "amico di Gesù" è profondamente radicato nella tradizione cristiana, delineando un profilo di discepolo che si dedica senza riserve al Vangelo. Monsignor Delpini, in un'omelia pronunciata il 14 febbraio 2011, in occasione del 20° anniversario (allora) della morte di don Isidoro Meschi, sacerdote ucciso tragicamente a Busto Arsizio, ha tratteggiato un'immagine di questi amici. Essi vivono tra noi, assomigliando in tutto agli altri, ma sono distinti da una particolare libertà e dedizione.

Ritratto spirituale di un discepolo di Gesù che vive la propria fede quotidianamente

La Libertà degli Amici di Dio

Gli amici di Dio vivono una particolare libertà. Essi hanno consegnato a Dio il loro desiderio di essere felici e perciò non si preoccupano più troppo di se stessi. Per questo, sono liberi dalla ricerca del consenso e dai giudizi altrui: ascoltano tutti e sanno che da tutti devono imparare, ma il criterio del loro agire non è la popolarità o l'approvazione del mondo. Sono liberi dagli interessi meschini, non domandandosi mai "che cosa ci guadagno?", perché vivono di gratitudine. Il dono che hanno ricevuto è talmente grande e gratuito che non possono che condividerlo allo stesso modo. Questa libertà si estende anche all'ossessione di verificare i risultati: si impegnano con tutte le forze, si appassionano alle imprese che li coinvolgono, ma sanno di essere solo operai mandati a seminare.

Dimensione Misterica e Scopo della Vita

Questi amici abitano in un mistero e ne sono commossi. Sono stati visitati da un invito, sono stati chiamati all’intimità indicibile. Amano il silenzio e talora li si sorprende in una preghiera che non si riesce a indovinare, nel cuore della notte o all'alba. Non parlano spesso di sé, avendo un riserbo sulla loro vita spirituale. Sono gente che vive con uno scopo, i cui obiettivi non vengono dall’ambizione, non sono nutriti dal desiderio di una carriera o dalla presunzione di un protagonismo. Il loro scopo è piuttosto l'obbedienza alla missione, tanto che non hanno un altrove in cui evadere o parentesi del privato da difendere come possibilità di un’altra vita; la missione che hanno ricevuto è diventata tutta la loro vita.

Gioia, Tristezza e Inosservata Presenza

Gli amici di Dio ospitano insieme una gioia invincibile e una struggente tristezza, ma la loro gioia non è un ingenuo essere giulivi. Vivono tra noi e passano per lo più inosservati; i titoli dei giornali e le chiacchiere intessute di luoghi comuni li ignorano, dedicandosi alla lamentela, al pettegolezzo, alla critica, alla denuncia, alla retorica e alla mormorazione. Così gli amici di Dio non fanno notizia. Capita però, talvolta, che un evento straordinario attiri su di loro l’attenzione e allora tutti se ne accorgono e restano ammirati. Tale è stata la vicenda di don Isidoro e la tragedia della sua morte, che ha rivelato agli occhi di tutti la gloria di Dio che ha avvolto di luce la sua vita fin dai primi anni. Essi compiono la loro missione sia in vita che in morte.

La Fraternità Francescana Mariana "Amici di Gesù Buon Pastore"

La Fraternità Francescana Mariana “Amici di Gesù Buon Pastore” si presenta come una esperienza di vita in comune, nella quale gli appartenenti si propongono di essere Amici del Buon Pastore. Come Suoi Amici, vogliono aiutarlo a cercare chi è smarrito e portarlo a Lui, perché Lui possa guarire ogni ferita dell’anima. Sono chiamati ad essere amici dei Suoi Pastori, in particolare dei sacerdoti che molte volte vivono forti solitudini.

Simbolo o logo della Fraternità Amici di Gesù Buon Pastore

Origine e Fondazione

La storia della Fraternità ha avuto inizio nel 2001, quando il fondatore, Padre Maurizio Vaccaro, allora sacerdote diocesano, diede avvio a questa esperienza dopo un percorso di attento discernimento con il proprio Vescovo, decidendo di prendersi cura di quelle povertà più nascoste, quelle del cuore. La Fraternità è stata successivamente arricchita dall’incontro con Padre Domenico Greco, chiamato a diventare il co-fondatore di questa Famiglia religiosa, gettando con Padre Maurizio le basi del Carisma e della Spiritualità. A loro si è unita Madre Marilù Greco, la prima suora della Comunità, e in seguito con Padre Mario Isgrò la Fraternità si è consolidata.

Il Carisma e la Missione

Il carisma della Fraternità è incentrato sulla guarigione del cuore attraverso l’accoglienza, l’ascolto e la preghiera. Questa missione si concretizza nell'offerta di momenti di spiritualità e fraternità per il popolo di Dio, per i religiosi e per i sacerdoti. Come affermato da Monsignor Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, la Fraternità desidera offrire "accoglienza, ascolto e preghiera perché ciascuno di noi possa sperimentare la parola di Gesù: ‘vi do’ questa gioia che nessuno potrà togliervi’". Lì dove questa gioia è offuscata da esperienze negative o da sguardi inadeguati, l’ascolto, l’accompagnamento e la preghiera possono diventare esperienze nuove, fedeli al Vangelo della misericordia e del perdono.

L'Insediamento nella Diocesi di Cosenza-Bisignano

Dopo aver operato per un periodo nella Diocesi di Messina, la Fraternità Francescana Mariana “Amici di Gesù Buon Pastore” ha fatto il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Cosenza-Bisignano il 30 maggio. L'insediamento è avvenuto nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Monsignor Giovanni Checchinato, presso lo storico e suggestivo Convento di San Francesco di Paola a Pedace (Casali del Manco). Dal 30 maggio, a loro è stato affidato questo convento, dove possono vivere appieno il loro carisma. Già da alcuni mesi prima dell'insediamento ufficiale, la Fraternità partecipava e animava alcuni momenti della vita diocesana e parrocchiale nella diocesi bruzia.

Foto panoramica dello storico Convento di San Francesco di Paola a Pedace

La Comunità Oggi

Oggi questa realtà continua a crescere. La comunità è composta da nove membri: tre frati sacerdoti e sei suore. L'Arcivescovo Checchinato ha sottolineato come le sorelle e i fratelli della Fraternità siano "un ulteriore frammento di Vangelo nella diocesi", portatori di un messaggio di gioia inesauribile e di guarigione del cuore attraverso l'accoglienza, l'ascolto e la preghiera.

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