Altari, Oro, Argento e il Loro Significato Biblico

Gli "Altari dorati" rappresentano un elemento centrale in molte pratiche religiose. In generale, un altare è una struttura rialzata su cui si offrivano sacrifici o si bruciava incenso nell’adorazione di una divinità. Il sostantivo ebraico mizbèach (altare) deriva dal verbo zavàch (scannare; sacrificare), indicando il luogo di tali riti (Gen 8:20; De 12:21; 16:2). Similmente, il greco thysiastèrion (altare) deriva da thỳo, che significa “scannare; sacrificare” (Mt 22:4; Mr 14:12), mentre bomòs indica l’altare di un falso dio.

illustrazione di altari biblici e pagani

L'Altare nell'Antico Testamento

Origini e primi altari

La prima menzione di un altare nella Bibbia si ha dopo il Diluvio, quando “Noè edificava un altare a Geova” e vi offriva olocausti (Gen 8:20). Sebbene Caino e Abele probabilmente usassero altari, ciò non è specificato. Abramo edificò altari a Sichem (Gen 12:7), tra Betel e Ai (Gen 12:8; 13:3), a Ebron (Gen 13:18) e sul monte Moria, dove sacrificò un montone al posto di Isacco (Gen 22:9-13). Solo in quest’ultimo caso è precisato che offrì un sacrificio sull’altare, ma il significato del termine ebraico suggerisce che in ogni caso vennero fatti sacrifici (Gen 33:18, 20; 35:1, 3, 7).

Questi altari fatti dai patriarchi erano senza dubbio rialzi di terra o piattaforme di pietre grezze (non squadrate), come poi menzionato da Dio nel patto della Legge. Dopo la vittoria su Amalec, Mosè costruì un altare, chiamandolo Geova-Nissi (Geova è il mio segnale [asta]) (Eso 17:15, 16). Quando fu stipulato il patto della Legge con Israele, Mosè edificò ai piedi del monte Sinai un altare sul quale si offrirono sacrifici. Il sangue dei sacrifici venne spruzzato sull’altare, sul libro e sul popolo, promulgando e convalidando il patto.

Altari del Tabernacolo

Quando fu eretto il tabernacolo, si costruirono due altari secondo il modello divino:

Altare dell’Olocausto (o altare di rame)

  • Misurava 2,2 m per lato ed era alto 1,3 m.
  • Era di legno d’acacia, a forma di cassa vuota, senza coperchio né fondo.
  • Aveva “corni” sporgenti dai quattro angoli superiori.
  • Interamente rivestito di rame (Eso 39:39).
  • Una graticola o rete di rame era posta “dentro sotto” la cornice dell’altare, “verso il centro”.
  • Quattro anelli alle estremità della graticola per le stanghe di acacia rivestite di rame, usate per trasportarlo.
  • Utensili di rame: recipienti, palette per le ceneri, scodelle per il sangue, forchettoni e portafuoco.

Questo altare di rame per gli olocausti era situato davanti all’ingresso del tabernacolo (Eso 40:6, 29). Per maneggiare i sacrifici, la terra poteva essere rialzata tutt’intorno o c’era una rampa che portava all’altare (cfr. Le 9:22).

Altare dell’Incenso (o altare d’oro)

  • Misurava 44,5 cm per lato ed era alto 89 cm.
  • Di legno d’acacia, con i lati e la parte superiore rivestiti d’oro (Eso 39:38).
  • Aveva un bordo d’oro intorno alla parte superiore.
  • “Corni” sporgenti dai quattro angoli superiori.
  • Due anelli d’oro per le stanghe d’acacia rivestite d’oro, fissati sotto il bordo su lati opposti (Eso 30:1-5; 37:25-28).

Un incenso speciale veniva bruciato su questo altare due volte al giorno, mattina e sera (Eso 30:7-9, 34-38). L’altare dell’incenso si trovava all’interno del tabernacolo, proprio davanti alla cortina del Santissimo, quindi “davanti all’arca della testimonianza”.

diagramma del Tabernacolo con altari

Santificazione e uso degli altari del Tabernacolo

Durante le cerimonie d’insediamento, entrambi gli altari vennero unti e santificati (Eso 40:9, 10). Il sangue degli animali immolati veniva messo sui corni dell’altare dell’olocausto, e il resto versato alla base (Eso 29:12; Le 8:15; 9:8, 9). L’altare dell’olocausto richiedeva sette giorni per la santificazione (Eso 29:37). In altri sacrifici, il sangue veniva asperso sull’altare o scolato al lato (Le 1:5-17; 3:2-5; 5:7-9; 7:2). Le offerte di cereali erano fatte fumare come “odore riposante” a Geova (Le 2:2-12).

Ogni anno, nel giorno di espiazione, l’altare veniva purificato e santificato dal sommo sacerdote con il sangue. Un fuoco perenne era mantenuto sull’altare dell’olocausto per fumare le parti degli animali (Le 6:9-13), e da esso si prendeva il fuoco per bruciare l’incenso (Nu 16:46). Solo i discendenti di Aaronne senza difetti fisici potevano servire presso l’altare (Le 21:21-23); chiunque altro si avvicinasse doveva essere messo a morte (Nu 16:40; 18:1-7).

Anche l’altare d’oro dell’incenso veniva espiato una volta all’anno con il sangue dei sacrifici. Durante i trasporti, sia l’altare dell’incenso che quello dell’olocausto venivano coperti rispettivamente con un panno turchino e pelli di foca, e con un panno di lana color porpora rossiccia e pelli di foca.

Altari del Tempio di Salomone

Prima dell’inaugurazione del tempio di Salomone, l’altare di rame del deserto era usato a Gabaon (1Re 3:4; 1Cr 16:39, 40). L’altare di rame del tempio era molto più grande: 8,9 m per lato e circa 4,5 m di altezza (2Cr 4:1). Data l’altezza, era necessaria una via d’accesso, probabilmente una rampa inclinata per non usare gradini (Eso 20:26). Questo altare si trovava sul monte Moria, dove Davide aveva costruito un altare temporaneo (2Sa 24:21, 25). Nel tempio, l’altare dell’incenso era di legno di cedro rivestito d’oro, simile a quello del tabernacolo.

All’inaugurazione del tempio, la preghiera di Salomone fu pronunciata davanti all’altare dell’olocausto, e fuoco scese dal cielo consumando i sacrifici (2Cr 6:12, 13; 7:1-3). L’altare, sebbene di oltre 79 m², risultò troppo piccolo per l’enorme quantità di sacrifici, tanto che una parte del cortile fu santificata. Con il tempo, l’altare degli olocausti fu trascurato, tanto che il re Asa ritenne necessario rinnovarlo (2Cr 15:8). Il re Uzzia fu colpito dalla lebbra per aver voluto bruciare incenso sull’altare d’oro (2Cr 26:16-19). Il re Acaz sostituì l’altare di rame con uno pagano (2Re 16:14), ma suo figlio Ezechia lo purificò e lo rimise in uso.

Altari postesilici

L’altare per gli olocausti fu la prima cosa costruita a Gerusalemme dagli esuli tornati con Zorobabele. Antioco Epifane saccheggiò l’altare d’oro dell’incenso e, due anni dopo (168 a.E.V.), costruì un altare sopra quello di Geova per sacrificare a Zeus (1 Maccabei 1:20-64). Giuda Maccabeo costruì un nuovo altare di pietre non squadrate e ripristinò quello dell’incenso. L’altare degli olocausti del tempio di Erode era di pietre non squadrate, misurava 50 cubiti per lato e 15 cubiti di altezza secondo Giuseppe Flavio (Guerra giudaica, V, 225 [v, 6]), sebbene la Mishnàh (Middoth 3:1) indichi dimensioni minori. Questo era l’altare menzionato da Gesù ai suoi giorni.

Altare del Tempio di Ezechiele

Nella visione di Ezechiele, l’altare degli olocausti si trovava davanti al tempio (Ez 40:47) e aveva una forma diversa, con sezioni sovrapposte rientranti. Le sue misure erano espresse in cubiti lunghi (51,8 cm). La base dell’altare aveva uno spessore di un cubito e un “labbro” di una spanna (circa 26 cm) come bordo. La seconda sezione rientrava di un cubito ed era alta due cubiti (1,04 m). La terza rientrava di un cubito ed era alta quattro cubiti (2,07 m), con un bordo di mezzo cubito. Infine, il focolare dell’altare s’innalzava di altri quattro cubiti, era più stretto della sezione precedente e aveva quattro “corni”. Alcuni gradini a est permettevano di giungere al focolare (Ez 43:14-17). Era previsto un periodo di espiazione e insediamento di sette giorni (Ez 43:19-26), e l’espiazione annuale per l’altare e il santuario si doveva fare il primo giorno di nisan (Ez 45:18, 19). L’altare dell’incenso non è menzionato specificamente, ma l’“altare di legno” di Ezechiele 41:22 potrebbe riferirsi ad esso.

ricostruzione artistica del Tempio di Ezechiele

Altri altari e la falsa adorazione

A causa della non aderenza alla pura adorazione, furono costruiti molti altari per la falsa adorazione. Balaam fece erigere sette altari in tre luoghi diversi. Gli israeliti ricevettero l’ordine di abbattere tutti gli altari pagani e distruggere i pali sacri (Eso 34:13; De 7:5, 6; 12:1-3), e di non imitare i cananei sacrificando figli nel fuoco (De 12:30, 31). Invece di molti altari, Israele doveva averne uno solo per l’adorazione del vero Dio, nel luogo che Geova avrebbe scelto (De 12:2-6, 13, 14, 27).

Dopo aver attraversato il Giordano, Giosuè costruì un altare di pietre non squadrate sul monte Ebal (De 27:4-8; Gsè 8:30-32). Le tribù di Ruben, Gad e Manasse costruirono un altare presso il Giordano, che causò una crisi temporanea, risolta quando fu appurato che era un segno di fedeltà a Geova. Altri altari furono costruiti per occasioni particolari, spesso in relazione ad apparizioni angeliche (Gdc 2:1-5; 6:24-32; 13:15-23).

Samuele offrì un sacrificio a Mizpa e costruì un altare a Rama (1Sa 7:5, 9, 10, 17), probabilmente perché la presenza di Geova non era più evidente presso il tabernacolo di Silo dopo che l’Arca era stata portata via.

Significato simbolico degli altari nel Cristianesimo

Nel Cristianesimo, gli "Altari dorati" rappresentano l'altare nel santuario per l'incenso, simbolo di preghiera e aspirazioni dell'anima. L'incenso bruciato su questi altari rappresenta le devozioni offerte a Dio. L'altare d'oro era posizionato nel luogo santissimo, tra il tavolo dei pani della presentazione e il candelabro d'oro. È il luogo dove le offerte sono fatte a Dio, e le preghiere dei santi ascendono al cielo, simboleggiando la divina presenza di Dio (Apocalisse 8,3). Può anche rappresentare le devozioni del cuore e l'approccio dello spirito a Dio attraverso il Sommo Sacerdote, o la purezza e la verginità, un luogo dove vengono fatte vere offerte spirituali. L'altare era purificato dal sommo sacerdote con il sangue di un toro e di un capro, in preparazione alla dimora di Dio. Nel Protestantesimo, simboleggiano il luogo dove le preghiere dei santi sono presentate a Dio.

L'Oro e l'Argento nella Bibbia

Simbolismo dell'oro

L'oro è simbolo di ricchezza, bellezza e regalità. A differenza del ferro, l'oro, che non si ossida, è pure simbolo d'incorruttibilità ed eternità che rimanda a Dio. È il primo metallo menzionato nella Bibbia: nel giardino dell'Eden, il fiume Pison «scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l'oro e l'oro di quella regione è fino» (Gen 2,11-12). Abramo possedeva molto oro e argento (Gen 13,2) e il suo servo regalò a Rebecca orecchini d'oro (Gen 24,22).

Uso nel culto

L'oro è di primaria importanza negli ambienti e oggetti dedicati al culto. Dio ordina a Mosè di costruire un altare d'oro, di rivestire d'oro l'arca dell'Alleanza, simbolo della sua presenza, e anche il candelabro doveva essere d'oro (Es 25, 1-31).

L'oro abbondava al tempo del re Salomone, proveniente dal re di Tiro e dalla regina di Saba (1Re 9,14-28), e dalla città di Ofir (Gb 22,24; Sal 45,10). Quando Salomone costruì il Tempio: «Rivestì il Santo dei Santi e l'interno della sala con oro purissimo. E d'oro fu rivestita tutta la sala in ogni parte, e rivestì d'oro anche l'intero altare che era nel sacrario» (1Re 6,2-22). Salomone rivestì il tempio d’oro purissimo e ricoprì d’oro il pavimento, perché «Il Re [Salomone] fece in modo che l’argento e l’oro fossero a Gerusalemme comuni come i sassi» (2Cronache, 1:15).

Uso negativo e simbolismo spirituale

L'oro, incorruttibile e prezioso, ha avuto anche un uso negativo. I popoli pagani costruivano idoli d'oro e li adoravano (Sal 115,5), materializzando la presenza di Dio. Come al Sinai, dove il popolo si costruì un vitello d’oro con l’oro portato dall’Egitto (Es 32,3). Il popolo di Dio non doveva desiderare l’oro delle divinità straniere (Dt 7,25) né appropriarsene durante le conquiste.

La Sapienza è più preziosa dell'oro del mondo (Sap 7,9; Sir 7,19), e molti sono andati in rovina a causa dell'oro (Sir 31,6). La parola di Dio (Sal 19,11) e i suoi comandi hanno più valore dell'oro puro (Sal 118, 127). Il saggio sa che è meglio possedere la Sapienza che l'oro (16,16), ed essa non si scambia né con l'oro né con l'argento (Gb 28,15). L'oro nel giorno del giudizio non potrà salvare (Sof 1,18).

L'oro, per essere puro, deve attraversare la prova del fuoco, liberandosi dalle scorie; è simbolo del credente che accetta la prova, rimanendo fedele al suo Signore. L'oro puro si acquista solo da Gesù risorto: «Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco» (Ap 3,18; cfr. Gb 24, 26). L'incorruttibilità e la preziosità dell'oro nell'Apocalisse descrivono la città santa, la nuova Gerusalemme, che è «città di oro puro, simile a terso cristallo» (Ap 21,21). Nel Vangelo di Matteo, il primo dono dei magi a Gesù Bambino è l'oro, simbolo di regalità.

L'argento nella Bibbia

L'argento è un altro metallo prezioso menzionato frequentemente. Abramo possedeva molto argento (Gen 13,2). In Apocalisse 8,3, viene menzionato un incensiere d'oro, ma Giacomo 5,3 avverte che "il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine", simboleggiando la transitorietà delle ricchezze materiali. Nel contesto del tabernacolo, l'argento era usato per gli uncini delle colonne e le aste trasversali del recinto (Esodo 39, 10-17). Il totale dell'oro impiegato nella lavorazione del santuario fu di ventinove talenti e settecentotrenta sicli. Cento talenti d'argento servirono a fondere le basi del santuario e del velo, e con i millesettecentosettantacinque sicli si fecero gli uncini delle colonne, rivestendone i capitelli e riunendoli con aste trasversali (Esodo 39, 24-28).

Il Tebernacolo e il Tempio

Il Tesoro di Salomone e la sua Sorte

Nel 410 d.C. il sacco di Roma ad opera dei Goti di Alarico vide la città pagare un tributo di 5000 libbre d’oro e 30000 d’argento, oltre a immense quantità di metalli preziosi depredati. Nel 455 d.C. i Vandali di Genserico saccheggiarono sistematicamente Roma, portando a Cartagine enormi quantità di oro e preziosi. Nel 533 d.C. il generale bizantino Belisario sconfisse i Vandali, e a Costantinopoli sfilò il bottino, con un ebreo che affermò che alcuni oggetti provenivano dal tesoro di Salomone. Evidentemente una gran parte del tesoro si salvò dalla conquista babilonese, mentre quanto depredato da Tito venne venduto e servì a Roma per edificare edifici pubblici. È probabile che gli oggetti più belli e significativi, come la Menorah, siano stati custoditi con cura.

La Dimora di Dio in Mezzo agli Uomini

Dio desiderava avvicinarsi agli uomini. Nel deserto, la "casa" d'oro, il tabernacolo, si trovava circondata da migliaia di tende di un popolo numeroso, composto da dodici tribù. Questo enorme accampamento era sempre disposto in un quadrato, con tre tribù accampate verso est, sud, ovest e nord. Quelle tende scure non si intonavano con la bella casa d’oro, e i loro abitanti non andavano bene insieme a Dio, un Dio santo e giusto in mezzo a famiglie umane coi loro intrighi e litigi.

La casa d'oro, l'abitazione di Dio, in mezzo a quella gente, aveva lo scopo di permettere a Dio di scendere su questa terra. Questo desiderio di Dio di abitare vicino agli uomini non era valido solo per il popolo d’Israele, ma è valido anche per il nostro tempo e sarà valido per il nuovo cielo e la nuova terra. In Apocalisse 21 si legge: "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini!"

La costruzione del Tabernacolo: un modello divino

Gli Israeliti dovevano costruire quella "casa" d'oro secondo il desiderio di Dio: "Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro" (Esodo 25:8). La casa non poteva essere costruita secondo il pensiero umano; Dio stesso aveva mostrato a Mosè il modello della casa durante i 40 giorni sul monte Sinai (Esodo 24:18; 25:9). Ecco perché nella descrizione della costruzione si ripete sovente che le cose furono fatte "come il Signore aveva ordinato a Mosè" (Esodo 39 e 40).

Dettagli della costruzione

Da lontano si scorgeva solamente il recinto formato da tende di lino appese a colonne, lunghe cento cubiti e larghe cinquanta (circa 50 x 25 metri) (Esodo 27:9 e 12). Dal punto di vista artistico e architettonico, non c'era nulla di spettacolare, ma nelle cose che concernono Dio non vi è mai nulla di appariscente per l'uomo. Chi non è venuto nella presenza di Dio non può capire queste cose (1 Corinzi 1:18 e 23).

Avvicinandosi al recinto, le tende di lino bianco si stagliavano contro le tende grigie tutt’attorno, dando un’impressione di purezza e santità. Il recinto aveva un'altezza considerevole di 2,5 m, a significare che l’uomo, di per sé, non può avvicinarsi a Dio. Solo Gesù Cristo, senza macchia e peccato, era perfettamente bianco come quei candidi tendoni. La prima cosa che Dio insegna con questa casa è che noi uomini impuri, in un mondo malvagio, contrastiamo completamente con la sua purezza. Nello stato in cui siamo, non possiamo avvicinarci a Dio.

A motivo dei nostri peccati dovremmo rimanere tutti lontani da Dio nella perdizione eterna. Ma il miracolo della grazia offre una porta aperta: "Dio è un Salvatore che vuole che tutti gli uomini siano salvati" (1 Timoteo 2:3-4). L'accesso è facile, anche un bambino può entrare. Il Signore Gesù stesso ha spiegato che cos'è questa porta: per mezzo di Lui abbiamo accesso al Padre (Efesini 2:18 e 3:12).

La Bibbia dice che la porta un giorno verrà chiusa, come per l'arca di Noè (Genesi 7:16-23). Questa chiusura può avvenire al momento della morte o al ritorno del Signore (Giovanni 14:3). Allora la sorte sarà definitiva: per sempre dentro o per sempre fuori. Nelle tenebre di fuori vi sarà "il pianto e lo stridor dei denti" (Matteo 25:30). Adesso la porta è ancora aperta.

Dio, conoscendo i piani di Satana, aveva in serbo un piano di grazia per la salvezza dell’uomo. Egli, il Dio santo che condanna il peccato, è anche amore (1 Giovanni 4:8). Gli animali sacrificati nell’Antico Testamento erano una figura del Figlio di Dio che sarebbe venuto per soffrire la giusta condanna di Dio per i nostri peccati. Cristo ha patito queste sofferenze come sostituto. Accettando sinceramente la propria colpa e ponendo fiducia nell'opera di Cristo sulla croce, Dio perdona e il sangue di Gesù cancella ogni colpa, garantendo la salvezza eterna.

rappresentazione artistica del Tabernacolo

Componenti del Tabernacolo e il loro significato

1. Il cortile: Conteneva "l'altare degli olocausti" per offrire sacrifici, la "conca di rame" per la purificazione di mani e piedi dei servitori di Dio, e il "Tabernacolo" o "la casa di Dio" con le sue quattro coperture, dove Dio abitava.

2. Il recinto: Recintato da cortine bianche di lino fino, separava nettamente la casa di Dio dall'ambiente esterno. La purezza e la santità di Dio non permettevano all'uomo colpevole di avvicinarsi senza una mediazione. Tuttavia, vi era un ingresso, una porta larga.

3. L'altare di rame: Il primo oggetto che si incontrava entrando nel cortile.

4. La conca di rame: Posta tra l'altare e il tabernacolo.

5. Il Luogo Santo: Le pareti, alte dieci cubiti, erano rivestite di oro. Entrando per la cortina, a destra vi era la tavola dei pani, a sinistra il candelabro d'oro, e davanti al velo che separava il Luogo Santo dal Luogo Santissimo, l'altare d'oro dei profumi. Non c'erano né finestre, né pavimento.

6. Il Luogo Santissimo: Conteneva solamente "l'arca" con il suo coperchio "il propiziatorio". Solo il sommo sacerdote poteva entrarvi una volta all'anno con il sangue del sacrificio, e Mosè, in una posizione particolare.

7. La gloria di Dio: Una volta completata la costruzione della casa di Dio secondo il piano divino, la gloria di Dio vi discese per abitarvi.

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