La Basilica di San Pietro in Vaticano è la maggiore delle basiliche papali e la più grande chiesa del mondo, rappresentando il centro del cattolicesimo. La costruzione dell'attuale basilica iniziò il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e fu completata nel 1626, durante il pontificato di Urbano VIII. Questa imponente opera è una ricostruzione di una basilica precedente, risalente al IV secolo e fatta erigere dall'imperatore romano Costantino I nel luogo in cui si apriva il circo di Nerone, e dove la tradizione, suffragata da riscontri archeologici, afferma che San Pietro fu sepolto dopo la sua crocifissione.
Il Ruolo del Capitolo di San Pietro e la Visione della Basilica
Il Capitolo di San Pietro è un collegio di clero, nato nella seconda metà dell’XI secolo, con il compito di garantire la cura liturgico-sacramentale della Basilica di San Pietro. Entrando nella navata principale della Basilica, si rimane colpiti dall'immensa dimensione di questo spazio. L'architettura presenta un suo ordine e lo sguardo è subito attratto da due punti salienti dello spazio interno: l'Altare della Cattedra, in fondo alla basilica, e l'Altare Papale con il baldacchino sopra la tomba di San Pietro.

L'Altare della Confessione: Sulla Sepoltura di San Pietro
La Confessione è lo spazio sacro che si apre davanti l’altare maggiore della basilica per lasciare scorgere dall’alto la sepoltura di San Pietro. L'Altare Papale, situato sopra la tomba dell'Apostolo, rimanda alle origini, alla Chiesa primitiva sorta dalla testimonianza dei martiri, ed è per questo che viene chiamato anche l'Altare della Confessione.
Il Baldacchino di Bernini
Il monumentale baldacchino bronzeo, antico segno di autorità e prestigio, fu progettato da Gian Lorenzo Bernini nel 1624, rappresentando la sua prima commissione architettonica. Completato nel 1633, anche con l'aiuto delle competenze ingegneristiche di Francesco Borromini, la sua architettura doveva corrispondere alla scala monumentale della chiesa. Bernini optò per colonne tortili per non far apparire la struttura eccessivamente ingombrante. L'ingegnosa composizione berniniana combina l'idea del ciborio come solida struttura architettonica con il significato originario del baldacchino come drappeggio decorativo, unendo i drappi bronzei direttamente alle colonne e usando una costruzione alleggerita delle nervature ricurve, completate dal motivo iconografico dei rami di palma, che sembrano sostenute da dinamiche figure angeliche. Le linee ondulate dell'architettura barocca si fermano alla croce che sovrasta il globo dorato in cima al baldacchino, a dimostrazione dell’antico detto: "Stat Crux dum vulvitur urbis" ("La croce resta salda mentre il mondo gira"). Questo altare, durante la Messa che conclude la XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il 27 ottobre, sarà inaugurato dopo nove mesi di restauro. L'immenso spazio interno è articolato in tre navate per mezzo di robusti pilastri sui quali si aprono grandi archi a tutto sesto. La percezione della reale vastità dell'architettura e dei suoi singoli elementi non è immediata, sia per l'attento uso delle proporzioni, sia perché le ricche decorazioni marmoree aggiunte alle strutture murarie, si sono progressivamente mutate con un grande senso unitario. Per rendersi conto delle reali dimensioni e stabilire un primo termine di confronto, è sufficiente avvicinarsi alle due acquasantiere alla base della prima arcata, dove l'altezza dei putti è di 2 metri.

L'Altare della Cattedra: Simbolo del Magistero Petrino
La "Cathedra Sancti Petri Apostoli" è ritenuta dalla tradizione il seggio episcopale di San Pietro: un antico trono di legno, simbolo del primato petrino e del magistero del papa. La Cattedra di San Pietro rimanda al primo compito dei successori di Pietro: annunciare il Vangelo e istruire il popolo di Dio. Questo imponente altare è situato nell'abside della Basilica di San Pietro.
Il Trono Ligneo e la sua Storia
L’antico seggio, decorato da placchette di avorio con le fatiche di Ercole e con fregi anch’essi d’avorio di epoca carolingia (IX secolo), giunse a Roma nel IX secolo come dono del re franco Carlo II il Calvo per Papa Giovanni VIII. Alcuni elementi, come le formelle, sono probabilmente databili a un'epoca antecedente. Costituito da un telaio esterno realizzato nel XIII secolo con travi di legno di castagno, di pino d’Aleppo e di frassino, ha quattro anelli metallici che servivano per il trasporto durante le solenni processioni in basilica. Protetto da questo rivestimento, il più antico seggio ha la forma di un trono privo di braccioli con spalliera sormontata da un timpano al cui interno si vedono tre aperture ovali per l’inserimento di una decorazione oggi perduta.
Nella bolla di Benedetto IX del novembre 1037 si distingue la pratica della "intronizzazione" da quella della "incattedrazione", attestando implicitamente l’uso della "Cattedra" da parte dei romani pontefici. Dopo l’anno mille, si affermò la consuetudine di richiedere e ottenere "reliquie" dalla Cattedra, segno evidente che questo seggio papale, dall’alto valore simbolico, cominciava ad essere considerato il seggio dove sedeva San Pietro quando predicava il Vangelo ad Antiochia e a Roma. La cattedra carolingia subì nel tempo numerosi spostamenti documentati da fonti storiche e archivistiche.
Lo scorso 2 ottobre, nella Sagrestia Ottoboni della basilica vaticana, prima della Messa di apertura del Sinodo, Papa Francesco ha potuto osservare da vicino l’antica e venerata cattedra di assieme al cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica, e ha disposto di esporla alla venerazione dei fedeli proprio a conclusione del Sinodo dei Vescovi. Dal 27 ottobre all'8 dicembre, il trono ligneo simbolo del primato di Pietro sarà esposto ai piedi dell’Altare Maggiore per poi essere ricollocato nel monumentale "reliquiario" di bronzo dorato di Bernini.

Il Monumento alla Cattedra di Bernini
L'immenso trono bronzeo, realizzato tra il 1657 e il 1666, ricorda il compito immutato dei successori di Pietro, quello di annunciare Cristo, interpretare e insegnare la Parola di Dio. La scena monumentale della Cattedra di San Pietro è opera di Gian Lorenzo Bernini, il cui progetto fu concluso il 16 gennaio 1666, con la collaborazione di diretti collaboratori. Il trono bronzeo è a sua volta decorato con rilievi delle tre pericopi evangeliche, che illustrano il carattere del compito di Papa come rappresentante di Cristo sulla terra:
- Pasci le mie pecore: l'affidamento del gregge umano a Pietro.
- La lavanda dei piedi: che mostra la natura del suo ministero.
- La consegna delle chiavi del regno dei cieli: simbolo dell'autorità e del primato petrino.
L'immenso trono, troppo grande per qualsiasi persona umana, dimostra che non spetta all'uomo decidere chi vi siederà. Sopra la cattedra aleggia il simbolo dello Spirito Santo, rappresentato da una colomba luminosa, che introduce a tutta la Verità. Ai lati del trono si trovano quattro figure di eminenti teologi, che con un leggero cenno sembrano sollevare il trono: Sant'Ambrogio e Sant'Agostino, Padri della Chiesa d’Occidente, e Sant'Atanasio e San Giovanni Crisostomo, Padri della Chiesa d'Oriente.
La San Pietro di Bernini: il baldacchino e la piazza
La Visione Barocca di Bernini: Unione di Arte e Fede
Fin dall'ingresso nella basilica è evidente che il monumentale baldacchino bronzeo incornicia in visione prospettica anche l’Altare della Cattedra di San Pietro, situata nell'abside. Non è un caso. Mentre l'Altare Papale sopra la tomba dell'Apostolo rimanda alle origini della Chiesa, la Cattedra rimanda al compito dei successori di Pietro. Non solo sono opera dello stesso artista, Gian Lorenzo Bernini, ma è il loro autore stesso a collegarli l'uno all'altro.
L'intera parete di fondo della Basilica di San Pietro è una vera e propria scenografia in cui Bernini dispiega davanti ai nostri occhi una visione stupefacente, realizzata tra il 1657 e il 1666. Se nella concezione michelangiolesca dell'abside della nuova basilica vaticana la luce aveva un ruolo fondamentale come controparte paritaria della massa muraria modellata, Bernini sviluppa questo principio scultoreo alla perfezione, componendo una visione del cielo aperto, da cui emerge una colomba dello Spirito Santo inondata di luce, con gli angeli che si librano intorno ad essa tra le nubi. Da questa visione scende un enorme trono bronzeo, che però ne nasconde un altro, molto più piccolo, sul quale, secondo la tradizione, San Pietro avrebbe predicato. Il periodo barocco era in un certo senso molto simile a quello nostro. Con linguaggio moderno lo potremmo chiamare multimediale nella sua ricerca di sfruttare le varie tecniche artistiche per raggiungere tutti i sensi dell’uomo, per coinvolgere lo spettatore fino al punto di abbattere le barriere tra soggettivo e oggettivo, e farlo partecipe di una nuova realtà, elemento vivo di un “bel composto”, di una visione dell’universo animato dallo Spirito di Dio. Un esempio, o quasi un prototipo di questa realtà trasformata, che consapevole della divina presenza irrompe nel nostro spazio e unisce il cielo e la terra, è costituito dall’abside della Basilica di San Pietro.
Le Origini del Sepolcro di San Pietro
La basilica custodisce come una immensa teca la Tomba di San Pietro, posta al di sotto delle attuali Grotte Vaticane, al livello della Necropoli Vaticana. Alcuni archeologi fecero l’incredibile scoperta di graffiti con riferimenti a Cristo e Pietro. In seguito fu rinvenuto un modesto ossario con una scritta che fu interpretata come "Pietro è qui", che diede la certezza ai ricercatori che in quel luogo si trovasse la tomba di Pietro. Molti anni dopo, nel 1953, vennero ritrovate le ossa di un uomo intorno ai 65 anni; da quel momento quel luogo fu identificato come il Sepolcro di Pietro. Sotto le Grotte si estende la Necropoli costantiniana, con antichi sepolcri cristiani e sepolture pagane. La Necropoli, ricca di camere funerarie e lunghi corridoi, venne interrata per creare il piano su cui costruire la basilica.
