William Hogarth, nato a Londra nel 1697 e vissuto nella capitale fino alla sua morte nel 1764, aveva idee molto chiare sull'arte. L'arte doveva raccontare la vita contemporanea in Inghilterra, indurre negli spettatori comportamenti responsabili, dare guadagno agli artisti ed essere utile alla società. L'esperienza di Hogarth nel disegno e nella stampa è considerata importante nello sviluppo dei moderni linguaggi di comunicazione grafica e il suo nome compare anche nelle storie della vignetta satirica, della caricatura e del fumetto. Si tratta senza dubbio di uno degli artisti inglesi più originali.
Biografia e Formazione di William Hogarth
Infanzia e lezioni di vita
William Hogarth nacque a Londra il 10 novembre 1697. Il nome William gli venne imposto in onore di Guglielmo II di Orange salito al trono inglese quell’anno. La situazione familiare degli Hogarths non era priva di un certo livello di istruzione nell'infanzia di William, ma mancava di mezzi materiali. Nel 1707 il padre dell’artista, Richard, scrittore classicista, aprì una Coffee House, frequentata da intellettuali, dove si discuteva di letteratura greca e latina. Per poter mantenere aperto il locale, Richard fu costretto a indebitarsi sempre di più, ed è per questo motivo che nel 1708 venne arrestato per debiti. Questa non sarà per gli Hogarth l’unica esperienza di carcere. Nel 1712 infatti, l’intera famiglia venne arrestata per debiti e condotta alla Fleet Prison dove rimarrà per due anni. Questa dolorosa esperienza segnerà profondamente l’animo del pittore che ebbe un’infanzia infelice. William Hogarth ha imparato in giovane età a contribuire al sostentamento.
Apprendistato e inizio carriera
Uscito di prigione William iniziò, nel 1714, il suo apprendistato presso l’argentiere Ellis Gamble, in Cranbourne Street. Ancora giovanissimo, ha il tempo di frequentare come apprendista la bottega di un argentiere, dove imparerà l’arte dell’incisione e della riproduzione di tante figure in piccolissimi spazi. Più tardi ricordò questa esperienza come una fase negativa della sua carriera artistica, come un periodo di lavoro puramente meccanico. Ben presto quindi abbandonò la bottega dell’argentiere per lavorare in una libreria. Nel 1720, due anni dopo la morte del padre, William Hogarth aprì uno studio in Long Lane, nella stessa strada dove viveva con la madre. Realizzò anche il suo primo bigliettino da visita “William Hogarth incisore”.

Il nome campeggia sullo sfondo di un palcoscenico mentre a lato del sipario sono raffigurati un uomo che scrive, la storia, e una donna a mani vuote che simboleggia l’arte ufficiale. In questo biglietto è già sottinteso quello che vorrà essere il programma artistico di Hogarth. William non vuole copiare le opere d’arte classiche ma rappresentare soggetti originali, suggeriti dagli avvenimenti a lui contemporanei. Per fare ciò si servirà di un inconsueto linguaggio pittorico, la satira, e di una tecnica abbastanza inusuale in Inghilterra, l’incisione. All’epoca di Hogarth era considerata forma d’arte minore, destinata a un uso immediato, illustrativo. L’artista invece porrà l’incisione allo stesso livello delle tele a olio conferendole lo stesso contenuto di dignità e completezza formale.
Vita personale e successi
William Hogarth lavorò come incisore, dipinse insegne, scene di gruppo, incise biglietti da visita e nello stesso tempo frequentò l’accademia di Sir James Thornhill. L’artista lo considererà come l’unico pittore in grado di competere con gli artisti stranieri senza alcun complesso di inferiorità. Nel 1728 infatti l’artista querelò J. Morris che si rifiutò di pagargli un quadro commissionato con il pretesto che Hogarth era un incisore e non un pittore. William portò come testimoni le maggiori personalità artistiche del tempo e vinse la causa. Nel 1729 sposò in segreto Jane, la figlia di Sir Thornhill. I rapporti con il suocero, contrario alle nozze, si interrupperono bruscamente, anche se poi si riappacificheranno grazie alla suocera. William Hogarth ha trovato non solo ispirazione nella casa del suo mentore, ma anche amore per la figlia del padre artista. I due si sono sposati in un periodo in cui William era già un incisore indipendente.
"The Fellow 'Prentices at Their Looms" (I Compagni Apprendisti alle Loro Telai)
Descrizione dell'opera
La stampa "I Compagni Apprendisti ai Loro Telai", creata da William Hogarth nel 1747, dalla collezione della National Gallery of Art, raffigura una scena in un laboratorio di tessitura, contrapponendo l'operosità di un apprendista all'ozio di un altro. La stampa mostra due apprendisti al lavoro ai telai in un laboratorio. Uno lavora diligentemente al suo telaio, la sua postura concentrata in netto contrasto con quella indolente del suo compagno, che si appoggia al suo telaio, apparentemente indifferente al suo compito. Un gatto giocoso interagisce con l'apprendista diligente, aggiungendo un tocco di vita quotidiana alla scena. La stampa, realizzata in un suggestivo bianco e nero, utilizza luce e ombra per evidenziare le texture e le forme all'interno del laboratorio. Hogarth impiega magistralmente una tavolozza monocromatica di neri e bianchi, creando un chiaroscuro drammatico che conferisce profondità e consistenza alla scena. La meticolosa attenzione ai dettagli dell'artista è evidente nella rappresentazione dei complessi telai, degli strumenti e persino degli avvisi appesi alle pareti dell'officina. Sebbene le dimensioni esatte non siano fornite, i dettagli e la maestria sono davvero notevoli.

William Hogarth - La carriera del libertino. Il risveglio | storia dell'arte in pillole
Il significato morale
Un elemento cruciale dell'opera è l'inclusione di proverbi biblici alla base della stampa: "Proverbi Cap. 23, Versetto 21: L'ubriacone cadrà in povertà e la sonnolenza ucciderà l'uomo in stracci" e "Proverbi Cap. 10, Versetto 4: La mano del diligente arricchisce". Questi proverbi fungono da commento morale, contrapponendo direttamente gli apprendisti diligenti e oziosi e mettendo in luce le virtù del duro lavoro e le conseguenze della pigrizia. "The Fellow 'Prentices at Their Looms" non è semplicemente la rappresentazione di un'officina; è una potente allegoria visiva che esplora i temi dell'industria contro l'ozio, della virtù contro il vizio e dell'importanza delle scelte morali. Questa stampa è una testimonianza dell'abilità di Hogarth nell'utilizzare scene quotidiane per trasmettere profondi messaggi sociali e morali. Racconta le conseguenze di una vita licenziosa e dei vizi e delle tentazioni che questi portano ai meno forti. Descrive quello che in parte era la società inglese del momento, dove ancora appunto dilaga la prostituzione anche giovanile, il gioco d’azzardo, l’alcolismo e la corruzione anche nelle classi più agiate e nello stesso parlamento.
L'arte di Hogarth come denuncia sociale
Serie narrative e satira
Nel 1730 Hogarth dipinse la prima serie di opere che ci raccontano una storia: "La carriera di una cortigiana". Una serie di grande successo riprodotta in stampe a incisione. Profondamente attento alla vita sociale e acuto osservatore della realtà e della morale corrente, Hogarth vuole rappresentare il suo tempo e la società in cui vive. Per realizzare questa serie di dipinti l’artista si serve della satira, che gli permette un’analisi disincantata ed essenziale della realtà. I personaggi che si muovono nelle sue incisioni o nelle tele sono studiati nell’escalation che determina la loro caduta. Vengono messe a nudo le ragioni sociali oltre che private che determinano la rovina dei personaggi. Nelle sue tele Hogarth rappresenta il vizio odioso e repellente, la virtù come bella e armonica. Questo atteggiamento pittorico di William Hogarth rende le sue tele immediatamente leggibili al pubblico e rispondenti al suo intento didattico e moraleggiante. Anche la serie de "La carriera di un libertino" divenne estremamente popolare e fu venduta molto bene sotto forma di riproduzioni. Tutto il suo interesse era concentrato su uomini e donne nella società.

Innovazioni e riconoscimenti
Una delle novità che portò William Hogarth, da vero borghese quale era, fu il modo di far conoscere le sue opere e la sua attività in genere. Dava la possibilità di prenotare l’acquisto mediante delle sottoscrizioni; accompagnava le sue opere con didascalie propagandistiche. Era un realista e quello che veniva fuori dai suoi quadri poteva anche non piacere a chi aveva il palato fine ed era abituato a vedere idealizzate le persone ritratte. Sotto questo aspetto per l’artista ci furono alcuni problemi. Le stampe vennero infatti riprodotte anche senza autorizzazione, cosa che spinse Hogarth a ingaggiare una battaglia per il riconoscimento dei diritti d’autore culminata con l‘approvazione dell’Engravers Act, soprannominato Hogarth’s Act. Il 15 maggio 1736 il Parlamento emana quella che viene chiamata “Legge Hogarth“: grazie a Hogarth e a un gruppo di suoi amici artisti, si stabilisce che nessun da quel momento in poi avrebbe più potuto trarre opere da una incisione, senza il permesso dell’autore. Fra tutte le sue stampe però la più nota è sicuramente "Il vicolo del gin", incisione moralizzante che voleva denunciare le conseguenze dell’abuso del gin. Nel 1735 con le attrezzature che ereditò dal suocero, fondò un’accademia privata, che voleva essere una sorta di associazione professionale in cui si potessero dibattere i problemi dell’arte e del mercato artistico. Sebbene William Hogarth dovette la sua fortuna alle stampe, dipinse sempre nel corso della propria vita. "Il capitano Coram" e "La venditrice di gamberi" sono forse i suoi dipinti più riusciti, che ci mostrano una grande libertà di tratto e un’istintiva capacità di catturare la personalità del modello. L’artista era infatti molto bravo anche nel realizzare ritratti, in cui si serviva di una serie di simboli che rendevano più puntuale e viva la descrizione pittorica. Nel 1745 furono pronte le incisioni de "Il matrimonio alla moda" con le quali guidò lo spirito satirico e moralizzatore della nuova Inghilterra. La satira di William Hogarth è diretta a sollecitare la riforma delle leggi e del costume. In questa spinta innovatrice troviamo l’importanza del pittore che non si stanca di lottare contro la sudditanza psicologica che l’arte inglese ha verso l’arte continentale, soprattutto quella italiana e francese. In Hogarth c’è la profonda convinzione del potere educativo dell’arte. Per questo motivo sceglie di dare una visione complessiva della realtà inglese. Descrive allo stesso tempo signori e pezzenti, mercanti, piccolo borghesi e aristocratici che si muovono nella realtà composita della grande città. Nel 1753 uscì a Londra il trattato "L’analisi della bellezza". Quest’opera, forse la prima che si basa su un’analisi formale dell’arte, vuole essere insieme una critica al gusto contemporaneo e un approfondimento della natura nella sua artisticità e bellezza. Hogarth contrappone al sistema simmetrico frontale ereditato dal rinascimento una nuova linea ondulata. In questi anni arrivarono per l’artista i più grandi riconoscimenti ufficiali. Venne nominato consigliere e membro onorario dell’Accademia imperiale germanica. Diventò pittore soprintendente alle opere appartenenti alla corona. Negli ultimi anni della sua vita il pittore si distaccherà dagli amici di sempre. Morì il 25 ottobre del 1764 all’età di 67 anni con un senso di sconfitta nei confronti del pensiero che aveva sempre portato avanti.
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