Il Nuovo Parroco di Tarvisio e della Valcanale: Don Emanuele Paravano

Le comunità cattoliche della Valcanale vivono un momento di avvicendamento pastorale con l'arrivo di don Emanuele Paravano, nominato dall’Arcivescovo alla guida delle quattro parrocchie dei “tre confini”: Tarvisio/Trbiž/Tarvis, Camporosso/Žabnice/Saifnitz, Fusine in Valromana/Bela Peč/Weißenfels, Cave del Predil/Rabelj/Raibl, assieme alle numerose piccole comunità afferenti alle stesse.

L'Ingresso e le Prime Impressioni del Nuovo Parroco

Don Emanuele Paravano, il nuovo parroco, ha espresso un misto di riconoscenza e ammirazione per il suo nuovo incarico. «È un luogo meraviglioso, che ho sempre ammirato: fin da giovane ho frequentato la montagna, che è stata per me “maestra di vita”. Sono grato per questo incarico!», ha affermato.

Don Paravano farà il suo ingresso ufficiale nelle quattro comunità della Valcanale durante la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Tarvisio domenica 10 novembre alle ore 15. Sarà accompagnato dall'Arcivescovo Mons. Riccardo Lamba e dai sacerdoti della Collaborazione pastorale, oltre che da quelli delle Valli. L'accoglienza calorosa da parte dei parrocchiani e delle autorità, con in testa il sindaco Renzo Zanette, è attesa.

«Sono in attesa con gioia di potermi mettere a servizio delle parrocchie che mi sono state affidate. E mi trovo già a ringraziare il vescovo mons. Riccardo, i sacerdoti e i parrocchiani stessi che stanno collaborando per preparare non solo l’ingresso, ma anche il contesto degli ambienti pastorali che ci vedranno cooperare per la crescita della comunità», ha aggiunto don Emanuele Paravano, il quale ha anche riallacciato al Tarvisiano la sua storia personale: «Tarvisio mi ha già dato moltissimo, facendomi conoscere i miei limiti e gli orizzonti».

Foto di Don Emanuele Paravano sorridente con sfondo montano della Valcanale

Il Percorso Umano e Sacerdotale di Don Emanuele Paravano

Quarantasette anni, originario di Mortegliano, don Emanuele ha un percorso di vita ricco e variegato. Ha compiuto gli studi superiori all’istituto d’arte di Udine ed è stato successivamente impegnato professionalmente nel campo della comunicazione e della fotografia, ambito in cui ha svolto anche tre anni di studio presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine. A 38 anni, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa e altre esperienze a contatto con la spiritualità ignaziana, ha preso la decisione di lasciare il lavoro per intraprendere il percorso formativo nella Compagnia di Gesù.

Gli studi con i gesuiti lo hanno portato a Bologna, Genova e Roma. Tuttavia, nel suo animo c’era una chiamata ad annunciare Cristo nel territorio di origine, il Friuli, all'interno del clero diocesano. Da qui l’ingresso nel seminario di Castellerio e, nel 2021, l’ordinazione sacerdotale, l’ultima presieduta da Mons. Andrea Bruno Mazzocato. I primi mesi di sacerdozio di don Paravano sono stati spesi al servizio della Parrocchia di Codroipo e delle numerose comunità della Collaborazione pastorale codroipese. Ora per lui la chiamata a “salire il monte” e raccogliere la sfida della pastorale delle terre alte.

La Visione Pastorale di Don Emanuele: "Ri-scoprirsi in Cammino"

Don Emanuele Paravano spera di continuare a crescere assieme alle comunità che gli sono state affidate nella ricerca del Vangelo, ogni giorno. La sua visione pastorale si concretizza anche in iniziative significative.

Unire Fede e Natura: Escursioni Spirituali

La Parrocchia di Tarvisio, sotto la guida di don Emanuele, propone il ciclo di escursioni “Ri-scoprirsi in cammino”, promosso nell’anno del Giubileo in collaborazione con il locale gruppo CAI. Questa iniziativa mira a riscoprire se stessi con l’aiuto della Parola di Dio, camminando nell’abbraccio incantato delle Alpi.

Il primo dei cinque appuntamenti è fissato per lunedì 2 giugno con ritrovo alle 7.45 subito dopo l’abitato di Valbruna, all’inizio del sentiero CAI 607. Si affronteranno 700 metri di dislivello in circa 5 ore di percorso, fino a raggiungere Cappella Zita (quota 1515 metri) con il suo incantevole panorama. Ad accompagnare i fedeli, oltre alla guida del CAI, ci sarà il parroco di Tarvisio, don Emanuele Paravano.

Immagine di un gruppo di escursionisti in montagna con don Paravano

Il Significato Profondo dell'Iniziativa

«“Ri-scoprirsi in cammino” è una iniziativa che vuole unire tutte le facoltà umane, alla ricerca del senso profondo dell’esistenza», spiega don Paravano. «Spesso, l’uomo di oggi è scisso tra mente e corpo, nella distanza tra la sua progettualità e la realtà che gli si impone come un dato di fatto ineludibile e, alcune volte, frustrante. Di fronte a questa evidenza, si possono attuare diverse “vie di fuga” tra conscio e inconscio; emerge così, che il vero problema è la cultura dominante che propone modelli antropologici che non tengono conto della preziosità dell’uomo a partire dalle sue parti più fragili».

Il parroco crede fermamente che ci si possa ri-scoprire proprio a partire dall’essenzialità del cammino in montagna: «Certamente: la fatica della salita, il caldo e il freddo, lo zaino da portare, aiutano l’uomo a fare sintesi, liberando la mente da tutto ciò che non è autentico».

«Ciò che proponiamo nel nostro cammino è un approccio biblico», chiarisce il sacerdote. «Non siamo vagabondi con la mèta dentro noi stessi (principio e fine di ogni viaggio), siamo pellegrini, con una mèta fuori da noi, irraggiungibile, e, per questo motivo, occasione di meraviglia ad ogni svolta oltre la nostra volontà di potenza. L’esperienza della paura di ciò che sfugge al proprio controllo e della ricerca di sicurezza sono temi centrali che attraversano tutta la Bibbia e mostrano il cammino dell’uomo dalla schiavitù del peccato verso la libertà interiore».

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Il Mandato Precedente: Don Alan William Iacoponi Gueijman

Don Emanuele Paravano succede a don Alan William Iacoponi Gueijman, il quale ha svolto il suo servizio in Valcanale dal 2019. Don Iacoponi, che ha 42 anni, è nativo della Bolivia con radici toscane ed è incardinato nell’Arcidiocesi di Udine.

Al momento del suo insediamento, don Alan aveva già notato interesse per il suo arrivo a Tarvisio sui media locali, ma ha tenuto a rettificare alcune informazioni, come il fatto di non avere nonni friulani. La sua intenzione era quella di conoscere i fedeli della Valcanale di persona, arrivando «in punta di piedi sul posto, perché si tratta di comunità che hanno una storia e tante tradizioni».

Don Iacoponi riteneva fondamentale il rispetto del luogo, degli usi e costumi, e delle origini delle diverse comunità: «Ovviamente io non posso arrivare come un carro armato e fare semplicemente di testa mia. Arriverà il momento in cui si dovrà prendere decisioni e cercare di agire secondo coscienza, ma credo sia importante cercare sempre di rispettare il posto e le tradizioni, le origini delle diverse comunità. Questo penso sia il punto di partenza fondamentale».

Per riuscire a cogliere i diversi particolari, don Iacoponi sottolineava la necessità di giungere in valle per conoscere la realtà piano piano. «Credo che l’importante sia imparare ad avere un cuore aperto, ma anche chiedere sempre la saggezza per cercare di agire nel migliore dei modi per il bene delle comunità e per la crescita umana e spirituale di ognuna di esse», questo per lui rappresentava una priorità. Nel suo sopralluogo iniziale, don Iacoponi aveva visitato le chiese nel silenzio della solitudine, in preghiera, ma la sua ricerca andava oltre: «Le chiese sono il fattore geografico, la cosa più importante che ho bisogno di cogliere è l’anima, proprio l’anima delle comunità, delle diverse popolazioni, delle diverse culture e delle diverse lingue. Questo sicuramente sarà impegnativo, ma, con buona volontà da tutte e due le parti, penso che ci si riuscirà».

Il Passaggio di Testimone Precedente

Prima dell'arrivo di don Alan Iacoponi, la guida delle comunità era di don Claudio Bevilacqua. La mattina di una domenica, 10 novembre, don Claudio Bevilacqua ha celebrato l’ultima Messa a Tarvisio/Trbiž e ha preso commiato dalle comunità della Collaborazione pastorale di Tarvisio, per tornare a Flaibano.

In una lettera ai fedeli della Valcanale, l’Arcivescovo di Udine dell'epoca, Andrea Bruno Mazzocato, lo aveva ringraziato per l’opera svolta. Contestualmente, aveva annunciato che un sabato, 23 novembre, avrebbe accompagnato a Tarvisio il nuovo parroco che lo avrebbe sostituito, don Alan Iacoponi, per una concelebrazione in chiesa alle cinque di sera.

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