La tradizione di adagiare un velo di seta bianca sul volto dei Pontefici defunti è uno dei momenti più commoventi e significativi dei riti funebri papali. Questa consuetudine antica, profondamente radicata nella Chiesa Cattolica, simboleggia la purezza, la speranza e la transizione dalla vita terrena alla dimensione spirituale, nella viva attesa che il defunto possa contemplare il volto di Dio Padre. Tali riti sono stati osservati per tutti i predecessori di Francesco, compreso Giovanni Paolo II, e continuano a essere una parte essenziale delle esequie di un Sommo Pontefice.
Un Antico Rito della Chiesa Cattolica
Il rito di chiusura del feretro di un Pontefice si svolge in forma strettamente privata, configurandosi come una cerimonia intensa di significato liturgico e spirituale che prepara il Santo Padre alla sepoltura, secondo l’antica tradizione della Chiesa.
La Cerimonia di Chiusura del Feretro
Questo rito solenne si tiene la vigilia della Messa esequiale e del funerale del Papa, come previsto dall'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis. Generalmente presieduto dal Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa, si svolge alla presenza di un ristretto gruppo di ecclesiastici. Tra i presenti vi sono cardinali, canonici, penitenzieri, i segretari personali del Papa e altre persone ammesse dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie. La Basilica di San Pietro viene chiusa ai fedeli dopo tre giorni di omaggio pubblico per permettere questa preparazione riservata.
Il Rogito: Memoria della Vita del Papa
Un elemento centrale di questa cerimonia è la redazione del Rogito, un documento ufficiale che ripercorre la vita, il ministero e le opere più significative del Pontefice defunto, "per le quali rendiamo grazie a Dio". Questo testo viene letto ad alta voce e firmato dai presenti. Successivamente, una delle due copie del Rogito viene sigillata in un tubo metallico (o di piombo) e collocata nel feretro, mentre l’altra copia è archiviata presso l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

Il Velo di Seta Bianca: Purezza e Speranza
Dopo la lettura del Rogito, il volto del Pontefice defunto viene coperto con un velo bianco di seta. Questo gesto, denso di simbolismo, è compiuto dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, ad esempio da Mons. Diego Ravelli o Mons. Piero Marini, ed è accompagnato da una preghiera significativa:
“Dio onnipotente, Signore della vita e della morte. Crediamo che la vita del Santo Padre [Nome del Pontefice] sia ora nascosta in Te, che il suo volto stia contemplando la Tua bellezza, per Cristo nostro Signore.”
Questa speciale preghiera è contenuta nel volume dell'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis e sottolinea il valore spirituale del velo come simbolo della transizione alla vita eterna.
Significato Spirituale e Storico del Velo
Il gesto di adagiare il velo di seta bianca sul volto del Pontefice ha una forte valenza simbolica, con un profondo valore spirituale e storico radicato nella tradizione della Chiesa cattolica.
Transizione dalla Vita Terrena alla Spirituale
Il velo rappresenta la transizione dalla vita terrena alla dimensione spirituale. Coprendo il volto del Papa, questo viene sottratto alla vista dei vivi, e gli occhi del defunto smettono di vedere la luce del mondo in attesa di quella di Dio. È un segno di purezza e speranza nella resurrezione.
Dignità e Rispetto
Sul piano laico, ma nel caso del Vicario di Cristo in terra in senso sacrale, il velo richiama un’usanza comune nei secoli passati, quando i defunti venivano coperti per preservare la loro dignità. La velatura è un simbolo di rispetto e di purificazione, non solo un atto esteriore, ma un momento di profonda riflessione sul passaggio dalla vita terrena a quella eterna.

Elementi Aggiuntivi del Rito
Oltre al velo e al Rogito, altri elementi contribuiscono alla solennità della chiusura del feretro papale.
L'Acqua Benedetta e le Monete
Durante la cerimonia, il Cardinale Camerlengo asperge il corpo del Pontefice con acqua benedetta. Nel feretro, che è tipicamente di legno rivestito in zinco, viene anche inserita una borsa di stoffa contenente monete (d'oro, d'argento e di bronzo) coniate durante il pontificato, a rappresentare la sua durata. Inoltre, all'interno della bara possono essere deposti oggetti personali del Papa, come il suo rosario personale, che stringe tra le mani, e la mitria.
Partecipanti alla Cerimonia Riservata
Dopo tre giorni di omaggio pubblico, la Basilica di San Pietro viene chiusa ai fedeli. Il rito di chiusura del feretro si svolge in un contesto di estrema riservatezza. Tra gli ecclesiastici presenti in occasioni passate vi sono stati nomi come il Card. Giovanni Battista Re, il Card. Roger Mahony, il Card. Dominique Mamberti, il Card. Mauro Gambetti, il Card. Pietro Parolin, il Card. Baldassare Reina, il Card. Konrad Krajewski, Mons. Edgar Peña Parra, Mons. Ilson de Jesus Montanari e Mons. Leonardo Sapienza. Questo momento intimo e lontano dalle telecamere è l'ultima preparazione prima della sepoltura.
A San Pietro il rito della chiusura della bara di Papa Francesco, 25 aprile 2025
L'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis
Il rito della velatura e tutti gli altri dettagli della sepoltura papale sono formalizzati nell'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis. Questo volume liturgico guida le celebrazioni per la morte di un Papa e assicura la continuità e la sacralità delle tradizioni. Le preghiere e le azioni previste sono state aggiornate nel tempo, pur mantenendo la loro essenza storica e spirituale. Ad esempio, la formula che accompagna la "stesura di un velo bianco sul volto del Pontefice defunto" è stata presentata e consegnata ai cardinali in occasioni recenti, a testimonianza della sua importanza all'interno del rito.
La Velatura: Un Simbolo Polivalente
Il rito della velatura è una delle pratiche liturgiche e simboliche più cariche di significato nella tradizione della Chiesa cattolica, specialmente in relazione ai Papi. Pur non essendo un rito quotidiano, la velatura assume un'importanza fondamentale in momenti particolari, come la morte di un Papa.
L'atto della velatura del corpo del Papa defunto è accompagnato da cerimonie liturgiche solenni che riflettono il lutto della comunità cristiana e il riconoscimento del ruolo spirituale che il Pontefice ha avuto. Nella tradizione della Chiesa, la velatura non è solo un simbolo di morte, ma anche di umiltà e sottomissione. Per chi ha scelto una vita di fede monastica, come alcuni Papi, la velatura diventa un gesto di rinuncia al mondo, un modo per farsi piccoli davanti alla grandezza di Dio.
Oltre alla sua applicazione nelle cerimonie legate alla morte, il gesto della velatura si intreccia con altri momenti di grande solennità e sacralità. È un simbolo universale di rispetto, un riconoscimento della sacralità della vita e della morte. In definitiva, il rito della velatura è molto più di un semplice atto simbolico; è una pratica che unisce passato e presente, vita e morte, e che invita ogni cristiano a riflettere sul significato profondo di servire e onorare Dio.