La devozione alla Madonna di Pompei, in particolare attraverso la pratica della Supplica, rappresenta uno dei fulcri della spiritualità mariana in Italia e nel mondo. Questa pratica devozionale, che si celebra da oltre un secolo nel Santuario, attira ogni anno decine di migliaia di fedeli, trasformando Pompei in un centro di fede paragonabile alla Santa Casa di Loreto, nelle Marche.

Origini della Devozione e il Beato Bartolo Longo
La Figura di Bartolo Longo: Dalla Conversione alla Fondazione del Santuario
La storia della devozione alla Madonna di Pompei è indissolubilmente legata alla figura del beato Bartolo Longo (1841-1926). Inizialmente avvocato con un passato anticlericale, durante i suoi studi a Napoli abbracciò lo spiritismo. Tuttavia, in un momento di profonda crisi, su consiglio di un amico, si rivolse a padre Radente, un domenicano, che lo accompagnò in un percorso di conversione fino ad aggregarlo al Terz'Ordine di san Domenico.
Dopo la laurea, Bartolo Longo si dedicò interamente alle opere di assistenza, scegliendo di vivere in castità. Fu in questo periodo che conobbe la contessa Marianna Farnararo De Fusco, vedova a 27 anni con cinque figli. Longo divenne suo amministratore e precettore dei figli, stabilendosi nella sua residenza. Per sedare le chiacchiere dell'epoca, i due si sposarono, pur continuando a vivere come amici.
La Nascita del Santuario e la Diffusione del Rosario
La contessa possedeva proprietà anche a Pompei. Bartolo, recandosi spesso nella cittadina come amministratore, si rese conto della grande ignoranza religiosa della popolazione locale. Decise quindi di dedicarsi all'insegnamento del catechismo e alla diffusione della pratica del Santo Rosario. Questa profonda spiritualità lo portò a creare numerose opere di beneficenza a Pompei.
Un giorno, suor Maria Concetta de Litala donò a Bartolo una vecchia e trascurata tela raffigurante la Madonna del Rosario. Bartolo Longo la restaurò e la portò a Pompei, dove fu esposta in una piccola cappella a partire dal 13 febbraio 1876. A causa dell'afflusso crescente di pellegrini, richiamati dalle abbondanti grazie e miracoli elargiti dalla Madonna, la cappella divenne insufficiente. Già il 9 maggio 1876, fu avviata la costruzione di un nuovo tempio, inaugurato nel 1887.

Il Culto del Rosario e la Madonna di Pompei
Il culto del Rosario ha radici nel XIII secolo e fu largamente diffuso dall'ordine dei Domenicani. Nel 1572, Papa Pio V istituì la festa del Santo Rosario dopo la vittoria della flotta cristiana sui turchi mussulmani nella battaglia di Lepanto (1571), vittoria che il Papa attribuì all'intercessione di Maria, esortando il popolo alla recita del Rosario. Bartolo Longo fu il più grande testimone e propagatore di questa devozione nel XIX secolo.
Fu proprio il beato Bartolo Longo a scegliere l'8 maggio e la prima domenica di ottobre come le due date solenni per la recita della Supplica alla Madonna di Pompei. Il 7 ottobre, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la Madonna come Regina del Santo Rosario, era una scelta ovvia data la sua devozione al Rosario.
Il Percorso verso la Santità di Bartolo Longo
I numeri dei fedeli a Pompei sono cresciuti di anno in anno, con un'impennata dopo che Bartolo Longo è stato dichiarato beato da Giovanni Paolo II. Attualmente, la sua causa di canonizzazione sta procedendo, e se un miracolo accertato verrà attribuito alla sua intercessione, Bartolo Longo potrebbe essere presto dichiarato santo.
La "Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei"
La "Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei" è stata scritta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo. È una preghiera di respiro universale, simbolo di Pompei e guida della devozione alla Madre Celeste, le cui impetrazioni risultano quanto mai attuali. È conosciuta in tutto il mondo e viene recitata solennemente due volte l’anno: l’8 maggio e la prima domenica di ottobre. Questa preghiera semplice è stata modificata più volte nel corso degli anni.
Testo della Supplica
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
I. Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono. Ave, o Maria…
II. È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Ave, o Maria…
III. Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie. Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI PER I CASI PIÙ IMPOSSIBILI
Il Triduo e le Celebrazioni Mariane
La preparazione alla festa della Madonna di Pompei è spesso accompagnata da un triduo, una serie di tre giorni di preghiera e riflessione. Ad esempio, presso la storica basilica di San Giovanni Battista al Rosario di Lecce, in preparazione alla festa dell'8 maggio, si tengono celebrazioni dal 5 al 7 maggio, che includono la recita del Santo Rosario e il triduo alla Madonna, seguiti dalla celebrazione eucaristica con predicazione mariana.
Il giorno della festa, l'8 maggio, le celebrazioni culminano con la Santa Messa e la solenne recita della Supplica. Similmente, in altre località, come a Lecce, il giorno della festa vede messe solenni presiedute da autorità ecclesiastiche, a testimonianza dell'importanza di questa devozione.
Insegnamenti Mariani: Dalla Parola di Dio alla Vita Quotidiana
La liturgia spesso ci invita a metterci alla scuola di Maria, discepola prediletta del Signore Gesù. Attraverso il Vangelo dell'Annunciazione (Lc 1,26-38), impariamo "lo stupore", ovvero la disponibilità a lasciarsi meravigliare da Dio. Maria diventa Madre pur rimanendo vergine, ed Elisabetta concepisce in tarda età, eventi umanamente impossibili che rivelano la potenza divina. Questo "stupore" consente a Maria di affidarsi completamente a Dio, permettendo così al Salvatore di sbocciare in lei. Questo atteggiamento insegna ai fedeli a confidare nell'intercessione della Vergine Madre attraverso la recita del Santo Rosario, credendo che con la grazia di Maria ogni difficoltà possa essere superata.
Affidamento e Tempo di Dio
Accanto allo stupore, Maria ci insegna a volgere lo sguardo verso l'alto, a fidarci e affidarci al Signore, riconoscendo di non poter affrontare la vita da soli. Questo gesto di fede ci ricorda che non siamo artefici unici del nostro destino e che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e soprattutto di Dio. Affidarsi alla preghiera del Santo Rosario è il segno con cui riconosciamo l'azione di Dio in noi e la possibilità di coltivare "una misura alta della vita" per intercessione di Maria.
Un terzo insegnamento è imparare da Maria a fidarci del tempo di Dio, un tempo fatto anche di silenzio, di attesa e di pazienza. Esistono due concetti di tempo: il kronos, il tempo cronologico e superficiale del "tutto e subito", e il kairos, il "momento giusto e opportuno", che invita a vivere ogni attimo con qualità, profondità, amore e ascolto. Maria ci educa a questo secondo tipo di tempo, aiutandoci a rallentare il ritmo frenetico della vita per scoprire e assaporare le cose di Dio.

Pompei: Una Città di Maria per l'Umanità
Il Santuario di Pompei, e la città stessa che si è sviluppata intorno ad esso, è molto più di un semplice luogo di culto. È un tempio dello Spirito, un luogo di conversione e di riconciliazione, di misericordia e di preghiera, di spiritualità e di santità. È una vera e propria città di Maria, venerata come Vergine del Rosario, alla cui scuola milioni di pellegrini imparano ad ascoltare le parole di Gesù e a farne una ragione di vita.
L'opera di Bartolo Longo, un "avvocato santo" animato da una straordinaria pietà mariana, ha permesso la costruzione di una nuova città dell'amore, dove migliaia di ragazzi e ragazze, uomini e donne, vittime del disagio sociale, sono stati accolti e restituiti alla propria dignità umana, sperimentando il calore di una casa e di una famiglia. Pompei è un luogo di incontro di culture e nazionalità, un'umanità assetata di Dio e desiderosa di legalità e giustizia, di speranza e di pace.
La città è un portale d'eternità, una proiezione dell'umanità nel tempo di Dio, una profezia sul futuro dell'uomo e della storia. È una "città posta sul monte" per indicare a tutti gli uomini di buona volontà il cammino da compiere per raggiungere, guidati dalla Vergine Maria, la città di Dio, la santa Gerusalemme. Il Rosario stesso è un progetto di vita, una via che conduce alla contemplazione dei misteri della salvezza, un rifugio sicuro nelle prove della vita, una catena che lega i cuori a Dio e ci rende fratelli. È Supplica, preghiera filiale, fiduciosa e devota alla Madre del Signore, e una missione mariana, un mandato apostolico di servizio della Parola e di annuncio della buona notizia del Vangelo con Maria e per Maria, la Vergine dell'ascolto e del fiato.