La devozione alla Divina Misericordia è un pilastro fondamentale della fede cattolica moderna, istituita ufficialmente da Giovanni Paolo II e basata sulle visioni avute da Santa Suor Faustina Kowalska. Questa mistica polacca ha ricevuto da Gesù stesso le indicazioni per la diffusione di un culto che invita l'umanità a confidare pienamente nella Sua infinita misericordia.
Santa Suor Faustina Kowalska: L'Apostola della Misericordia
Nata come Elena Kowalska il 25 agosto 1905 a Głogowiec, in Polonia, era la terza di dieci figli di contadini poveri, in una Polonia divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco. Fece solo tre anni di scuola, poi andò a servizio. Pensava di farsi suora già da piccola, ma realizzò il suo progetto nell’agosto 1925 a Varsavia, ora capitale della Polonia indipendente, entrando nella comunità della Vergine della Misericordia e prendendo il nome di Maria Faustina. Svolse compiti umili come cuoca, giardiniera e portinaia, passando per varie case della Congregazione, tra cui Varsavia, Vilnius e Cracovia.
Dietro questa semplicità esteriore, suor Faustina viveva una vita profondamente mistica, caratterizzata da visioni e rivelazioni. I suoi confessori, in particolare il Beato Michele Sopoćko, le suggerirono di annotare queste esperienze spirituali in un diario, successivamente pubblicato con il titolo "La Divina Misericordia nella mia anima" (spesso citato come "Diario") e tradotto in molte lingue. Nonostante le sue esperienze straordinarie, suor Faustina non credeva che questi fatti fossero un marchio di santità, scrivendo che alla perfezione si arriva attraverso l’unione intima dell’anima con Dio, non per mezzo di “grazie, rivelazioni, estasi”. Queste erano piuttosto veicoli dell’invito divino a richiamare l’attenzione sui testi della Scrittura che parlano della misericordia divina e a stimolare fra i credenti la fiducia nel Signore, espressa con la formula: "Gesù, confido in Te", e la volontà di farsi personalmente misericordiosi. Morì a 33 anni a Cracovia, fu beatificata nel 1993 e proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le sue reliquie si trovano nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.

L'Immagine di Gesù Misericordioso: Origini e Simbolismo
La Prima Apparizione e la Richiesta di Gesù
Gesù iniziò a comunicare intensamente con suor Faustina nel 1931. In una visione chiave, il 22 febbraio 1931 a Płock, Gesù le chiese per la prima volta di istituire questa festa e di dipingere un quadro di Lui come lo vide nell'apparizione. Suor Faustina scrisse nel Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Dopo un istante, Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero”». Gesù non desiderava dare una fisionomia reale della sua magnificenza, ma, come Egli stesso disse durante una visione, della sua Grazia. «Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù confido in Te».
Realizzazione e Storia delle Immagini
La prima immagine fu realizzata dal pittore Eugeniusz Kazimirowski nel 1934, su richiesta del Padre Spirituale di Suor Faustina, don Michele Sopoćko. Durante i lavori, il pittore seguì con molta attenzione le indicazioni di Santa Faustina, che si recava alla bottega dell’artista per suggerire correzioni e aggiungere dettagli. L’opera fu esposta per la prima volta nell’aprile del 1935, nella finestra della cappella di “Ausros Vartu” a Vilnius, in Lituania, e successivamente nel 1937 nella chiesa di San Michele a Vilnius, dove don Sopoćko era il parroco. Con l’avvento del regime comunista, la sacra immagine fu nascosta per molti anni, ma poi nuovamente esposta alla crescente devozione dei fedeli. Dopo la chiusura della chiesa di San Michele con l’arrivo dei comunisti, il quadro venne acquistato nel 1948 - si presume per una bottiglia di vodka - da due devoti della Divina Misericordia, una lituana e una polacca.
Una seconda immagine, la più conosciuta tra quelle devozionali, è stata realizzata circa dieci anni più tardi, nel 1943, da Adolf Hyła, e posta nel santuario della Divina Misericordia di Cracovia. Questo è il dipinto che conobbe Karol Wojtyła (il futuro Papa Giovanni Paolo II) e di fronte al quale era solito fermarsi in preghiera prima di recarsi nella fabbrica di Łagiewniki, dove lavorava. Le due opere non sono perfettamente uguali nei tratti somatici, ma l'impianto generale è simile. Mancano i segni della Passione nell’esemplare di Vilnius, mentre in quello di Cracovia si intravedono i fori dei chiodi della croce sulle mani e sui piedi.

Simbolismo e Significato dell'Immagine
Cristo è raffigurato stante su un fondo scuro, vestito con una tunica candida. Nelle prime iconografie che rappresentano la forma umana di Dio nel Cristo, il bianco è il colore che lo contraddistingue, simbolo della Risurrezione in tutte le espressioni dell'arte pittorica. Con una mano Cristo benedice e con l’altra indica il suo petto, all’altezza del cuore. Da qui si diramano due raggi luminosi, uno bianco e l’altro rosso.
Gesù stesso ha spiegato il significato dei raggi: «I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia [...]. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio» (Diario, 299). Il Cristo Misericordioso allude quindi alla sua ferita del costato, dalla quale sgorgarono sangue e acqua (Gv 19,31-34). San Tommaso, riferendosi ai Padri della Chiesa, unisce la simbologia dell’acqua e del Sangue con il Sacramento del Battesimo e con l’Eucarestia, cosa che può essere riferita anche agli altri Sacramenti. Acqua e sangue significano le Grazie dello Spirito Santo, che ci sono state donate per la morte di Cristo, e il significato della vita donata.
«Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce» (Diario, 326). Lo sguardo non è senza importanza, e Gesù stesso mette l'accento su di essa. Su questo punto, si sono generate due interpretazioni: alcuni, tra cui don Sopoćko, leggono queste parole in modo realistico e dicono che lo sguardo deve essere diretto in basso come dall’alto della croce; altri credono che si tratti dello sguardo che esprime la misericordia. A seconda di questa interpretazione sono sorte due “scuole” di rappresentazione dell’immagine del Gesù Misericordioso: una ha il suo modello nel dipinto di E. Kazimirowski, mentre la seconda nel dipinto di A. Hyła.
L’immagine occupa una posizione chiave in tutta la devozione alla Divina Misericordia, poiché costituisce una visibile sintesi degli elementi essenziali di questa devozione: essa ricorda l’essenza del culto, l’infinita fiducia nel buon Dio e il dovere della carità misericordiosa verso il prossimo. «Essa deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché anche la Fede più forte non serve a nulla senza le opere» (Diario, 278).
Il Messaggio di Gesù Misericordioso. Dal Diario di Suor Faustina.
La Festa della Divina Misericordia
Istituzione e Data
La festa della Divina Misericordia è una ricorrenza relativamente recente. Gesù aveva chiesto esplicitamente a Santa Faustina l’istituzione di questa solennità: «Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario, 49). La Domenica della Divina Misericordia è stata istituita da Papa Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000, durante la seconda domenica di Pasqua (o in Albis), e ha coinciso con la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska. Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia-Łagiewniki era già presente nel 1944; la partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ottenne l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha.
Senso Teologico e Preparazione
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia. Come notato anche da Suor Faustina: «Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore» (Diario, 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa, la quale inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia Misericordia, periranno per sempre» (Diario, 76). La preparazione alla festa deve essere una Novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della Coroncina alla Divina Misericordia. Questa Novena, desiderata da Gesù, elargirà "Grazie di ogni genere" (Diario, 793).
Gesù ha espresso due desideri riguardo al modo di celebrare la festa: che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato, e che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina, risvegliando nei fedeli la fiducia. «Sì, -ha detto Gesù- la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta» (Diario, 742).

Le Straordinarie Promesse
L'importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Gesù ha legato ad essa:
- Per la venerazione dell'immagine:
- «Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria» (Diario, 48).
- «Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le Grazie alla sorgente della misericordia» (Diario, 141).
- Per la celebrazione della festa:
- «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (Diario, 300). Questa Grazia è qualcosa di decisamente più grande dell'indulgenza plenaria, che consiste solo nel rimettere le pene temporali meritate per i peccati commessi.
- «In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario, 699).
- Tutte le Grazie e i benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chiesti con grande fiducia.
Per ottenere questi grandi doni, è necessario adempiere alle condizioni del Culto alla Divina Misericordia (fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo), essere in stato di grazia (accostandosi alla Confessione nei giorni precedenti la Festa o il giorno stesso) e ricevere degnamente la santa Comunione. La Comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la Confessione può essere fatta prima (anche qualche giorno).
La Coroncina alla Divina Misericordia
Questa preghiera fu dettata a suor Faustina da Gesù il 13 e il 14 settembre 1935 a Vilnius. Nella sua cella, Faustina ebbe la visione di un Angelo venuto a castigare la terra per i peccati. Quando vide questo segno dell’ira di Dio, cominciò a chiedere all’Angelo di attendere ancora poiché il mondo avrebbe fatto penitenza. Solo quando nell’anima sentì la forza della Grazia di Gesù, cominciò a pregare con le parole che aveva udito interiormente (erano le parole della Coroncina alla Divina Misericordia) e allora vide che il castigo era stato allontanato dalla terra. Il mattino dopo, entrata in cappella, Gesù ancora una volta le insegnò con esattezza come bisognava recitare questa preghiera (Diario, 474-476).
Recitando la Coroncina, si offre a Dio Padre «il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità» di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cioè la Sua Divina Persona e la Sua Umanità, non la stessa natura di Dio. Ci si unisce all'offerta di Gesù fatta sulla croce «IN ESPIAZIONE DEI NOSTRI PECCATI E DI QUELLI DEL MONDO INTERO». Si offre a Dio Padre il Suo Amatissimo Figlio e dunque ci si appella al “motivo più forte per essere esauditi da Dio”. Il pronome “noi” sta a significare la persona che recita la preghiera e coloro per i quali desidera o è obbligata a pregare. La formula della Coroncina è destinata alla recita comunitaria o individuale, senza differenza, e perciò non bisogna cambiare o aggiungere altre parole.
Promesse legate alla Coroncina
- «Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno» (Diario, 1541).
- «Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà» (Diario, 1731).
- «Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell'ora della morte. (...) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa Coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita Misericordia» (Diario, 687).
Si tratta qui della Grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di Grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la Grazia è recitare almeno una volta tutta la Coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati.
Il Messaggio di Gesù Misericordioso. Dal Diario di Suor Faustina.
L'Ora della Misericordia
Nell'ottobre 1937 a Cracovia, Gesù raccomandò di onorare l'ora della propria morte, che Lui stesso ha chiamato «un'ora di grande Misericordia per il mondo intero» (Diario, 1320). Egli disse che «in quell’ora fu fatta Grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia» (Diario, 1572). «In quell'ora - dice Gesù - non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione» (Diario, 1320).
Per onorare quest'ora, Gesù consigliava in modo particolare: «In quell'ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi» (Diario, 1572).
La Diffusione del Culto e gli Apostoli della Misericordia
Gesù non definisce - oltre all’omelia - altri modi di diffusione del culto della Misericordia, dunque essi possono essere intesi abbastanza largamente. Essere apostolo della Misericordia di Dio significa innanzitutto dare testimonianza di vita nello spirito di fiducia in Dio e di misericordia verso il prossimo. A tutti coloro che adoreranno la Mia misericordia e ne diffonderanno il culto, Gesù promette protezione materna durante l’intera esistenza e: «queste anime nell’ora della morte non avranno paura. La Mia misericordia le proteggerà in quell’ultima lotta» (Diario, 1540).
Un particolare invito Gesù rivolge ai Sacerdoti assicurando che «i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole, quando essi parleranno della Mia sconfinata misericordia e della compassione che ho per loro nel Mio Cuore» (Diario, 1521).
Il 27 giugno 1938, Santa Faustina scrisse nel Diario: «Il Signore mi ha fatto conoscere la sua volontà quasi in tre sfumature, pur essendo una cosa sola» (Diario, 393). La prima è costituita dalle «anime isolate dal mondo, che arderanno come vittime davanti al trono di Dio ed impetreranno la Misericordia per il mondo intero... Ed imploreranno benedizioni per i Sacerdoti e con la loro preghiera prepareranno il mondo per la venuta finale di Gesù» (Diario, 393).
La seconda ”sfumatura” sono le congregazioni che uniscono la preghiera agli atti di misericordia. «In modo particolare proteggeranno dal male le anime dei bambini (...) si impegneranno a risvegliare l’amore e la Misericordia di Gesù nel mondo pieno di egoismo» (Diario, 393). Don Michele Sopoćko fondò una nuova congregazione religiosa nel 1947 dopo la morte della Santa, con il compito di dar luce a questa visione.
La terza “sfumatura” deve essere costituita dalle persone che vivono fuori dai conventi. A questo gruppo «possono appartenere tutte le persone che vivono nel mondo», che pregheranno e compiranno azioni di misericordia, almeno una al giorno. Pur non essendo «vincolati da alcun voto», tuttavia «parteciperanno a tutti i meriti e privilegi della comunità» (Diario, 393).
Questi stessi compiti - professare e proclamare la misericordia di Dio al mondo smarrito, fare opere di misericordia e invocare la pietà di Dio sull’umanità - sono stati affidati da San Giovanni Paolo II a tutta la Chiesa quando ha canonizzato Santa Faustina. Papa Francesco ha continuato a promuovere questa devozione, sottolineando l'importanza della misericordia nella vita cristiana e nella missione della Chiesa. Al centro della grande comunità di devoti e di apostoli della Divina Misericordia c’è la figura di Santa Faustina. Sono sorti e continuano a nascere nuovi istituti di vita consacrata, che si dedicano a tale scopo, gruppi di preghiera e quelli che all’orazione uniscono l’attività caritativa, vivendo nel mondo. La speranza è che le persone coinvolte in quest'opera siano sempre più numerose, poiché, come ha detto Gesù a suor Faustina: «L’UMANITÀ NON TROVERÀ PACE, FINCHÉ NON SI RIVOLGERÀ CON FIDUCIA ALLA MIA MISERICORDIA» (Diario, 300).
tags: #stendardo #divina #misericordia