Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Altamura

Il Duomo di Altamura, dedicato a Santa Maria Assunta, è una delle quattro chiese palatine della Puglia. A queste chiese venne concesso il privilegio di dipendere direttamente dalla Santa Sede e dal re, sottraendosi alla giurisdizione vescovile. Il sovrano aveva il diritto di nominare gli arcipreti.

Veduta frontale della Cattedrale di Altamura con i campanili e il rosone

Storia e Contesto

La fondazione della Cattedrale è attestata attorno al 1230, voluta da Federico II di Svevia. Un diploma datato 1232, firmato a Melfi da Federico II, lo conferma come promotore e finanziatore della costruzione, oltre che artefice della rinascita della città pugliese, distrutta dai Saraceni. Si narra che l'imperatore, di passaggio e diretto verso Bari per salpare verso la Terra Santa, lasciò ad Altamura dei soldati malati di malaria, che furono guariti grazie all’aria salubre del posto. In realtà, l’imperatore volle far innalzare una chiesa per ingraziarsi la benevolenza del Papa Gregorio IX, che lo aveva scomunicato, in una città che si poneva in posizione strategica verso Bari, in una terra, la Puglia, che lui tanto amava. La Cattedrale romanica fu concepita come una chiesa palatina, dipendente direttamente dall’imperatore stesso, ed è forse l’unica chiesa realizzata per suo specifico interesse.

Le Prime Fasi Costruttive e le Modifiche Angioine

L’edificio originario, la cui costruzione avvenne tra il 1232 e il 1254, doveva prevedere tre navate, tre absidi e una facciata a capanna decorata con motivi a colonnine pensili e archetti. La fabbrica sveva rovinò in parte a causa di un violento terremoto. Una lapide murata al di sopra della Porta Angioina ricorda l'evento, avvenuto il 29 gennaio 1316. Fu riedificata nel 1316, sotto il governo di Roberto d’Angiò, da maestri d’arte provenienti da Bitonto, in particolare dai figli di Mastro Consiglio. L'edificio fu successivamente rimodellato a partire dal 1285, con la sopraelevazione del corpo di fabbrica esistente mediante l’aggiunta dei matronei, la ridefinizione della facciata e l’aggiunta di un transetto sull’area dell’attuale facciata. Il 22 gennaio 1316, un crollo di rilevante ampiezza obbligò a una riduzione del previsto progetto di ampliamento. I lavori furono comunque ripresi, con il completamento delle parti superstiti e la realizzazione di interventi di consolidamento strutturale, ma con la rinuncia alla sopraelevazione del transetto. In questa fase avvenne probabilmente il rovesciamento dell’orientamento della facciata principale e l’inserimento dello splendido portale angioino.

Ampliamenti e Modifiche tra XV e XVIII Secolo

Nel corso dello stesso secolo, la Cattedrale fu nuovamente modificata con l’inserimento delle cappelle gentilizie in corrispondenza dei prospetti laterali, fino ad assumere l’immagine architettonica complessiva che tutt’ora è possibile osservare. Nel 1485, il titolo della Cattedrale fu elevato a Collegiata Insigne e ne conseguì un ampliamento nella parte ovest per dare spazio al nuovo clero. Fra il 1488 e il 1547, fu ampliato il presbiterio affinché potesse ospitare un coro di maggiori dimensioni. Nel 1534, la bellissima porta principale (metà del XIV secolo) fu situata nella facciata opposta e il campanile venne così a trovarsi davanti. Fra il 1556 e il 1557, la facciata principale, ridefinita nelle sue caratteristiche essenziali, venne dotata anche del campanile gemello. Con l’arciprete Salazar (1550-1557) fu eretto il secondo campanile e furono inseriti sulla facciata tre grandi stemmi araldici. Intorno al 1560 si aggiunse un campanile simmetrico sulla nuova facciata, nel 1587 vennero allungati entrambi i campanili e nel 1729 si aggiunsero le cuspidi. Le ultime modifiche della facciata riguardarono la sopraelevazione dei due campanili, completata nel 1729, e la costruzione dell’edicola dell’Assunta, avvenuta nell’anno 1743. Poco più tardi fu inserita la loggetta tra le due torri campanarie, con le statue in mazzaro della Madonna dell’Assunta e dei santi Pietro e Paolo.

Architettura Esterna

La facciata è caratterizzata da due poderosi campanili eretti nel Cinquecento, cui furono aggiunte cuspidi barocche nel Settecento. I due campanili, sebbene simili, non sono identici: quello a destra è la torre della prima costruzione federiciana, mentre quello a sinistra fu probabilmente edificato a metà '500 fino al secondo piano. Percorrendo con lo sguardo gli oltre 45 metri d’altezza, si scorge la loggetta settecentesca, con una statua della Vergine Assunta realizzata in “mazzarò”, un tipo di pietra locale. In alto a sinistra si trova una finestra gotica, tra le poche originali rimaste nel complesso, che richiama i motivi tipici dell’epoca: due colonne laterali con leoni, una cornice a foglie e un bestiario decorativo medievale costituito da elefanti e grifoni.

Il Rosone e il Portale Principale

È meraviglioso il rosone trecentesco al centro del prospetto principale: le sue quindici colonnine si raccordano in archetti trilobati formando una raffinata raggiera al centro della quale trova posto l’immagine dell’Agnus Dei. Altrettanto prezioso, e più tardo di un secolo, è il portale principale, un capolavoro assoluto di scultura in pietra risalente al XVI secolo, in stile tardo romanico. Racchiuso in un protiro sporgente, poggia su colonne sostenute da leoni cinquecenteschi. Questi maestosi leoni furono scolpiti da Mastro Antonio da Andria nel 1533, su commissione del prelato Niccolò Sapio. L’arco a sesto acuto contiene diverse formelle a bassorilievo che raccontano il grande ciclo narrativo della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Pentecoste, leggendo dal basso verso l'alto. L’Ultima Cena è rappresentata nei rilievi dell’architrave e la lunetta sovrastante è occupata da Maria in trono col Bambino e due angeli, che nel timpano è dominata da una Madonna con Bambino e due angeli.

La Porta Angioina

La Porta Angioina, risalente al 1316 e opera dei figli di Mastro Consiglio di Bitonto, è posta sulla fiancata settentrionale (lato destro dell’edificio). L’iscrizione latina posta nella parte superiore recita: “Regia Cappella sono. Nessuno mi faccia guerra. Io Roberto, protetto dal re dei cieli, la proteggo.”

Interni e Apparato Decorativo

Lo spazio interno della Cattedrale ha un impianto di tipo basilicale, a tre navate divise da colonne e pilastri. La regale imponenza gli è conferita dall’opulenza dei marmi e degli stucchi dorati con i quali tutte le superfici, soffitto compreso, vennero rivestite nell’ambito di una ristrutturazione ottocentesca. Durante il XIX secolo, l’architetto Travaglini progettò ed eseguì importanti lavori di consolidamento strutturale, ma modificò e ridefinì l’immagine architettonica e formale dello spazio interno della cattedrale, realizzando un nuovo apparato decorativo con rivestimenti marmorei di gusto e scuola napoletana, impreziosito dalla presenza di un controsoffitto in legno e stucco a copertura della navata centrale. L’interno, a pianta basilicale, ha subito dei rimaneggiamenti nel corso dei secoli, in specie a seguito dei restauri voluti dall’arciprete Giandomenico Falconi, che hanno interessato la fabbrica tra il 1854 e il 1660, decorandola in falso tardo-gotico.

Interno della Cattedrale di Altamura, con navate e altare maggiore

Elementi Originali

Contrastano con le forme geometriche, pure e semplici di epoca romanica, a causa degli ampliamenti subiti nelle epoche successive, ad esclusione dei capitelli delle colonne nelle navate e delle trifore sui matronei, unici elementi originari duecenteschi. Alzando gli occhi al soffitto, si possono ammirare i matronei, elementi architettonici appartenenti al cantiere medievale, che rappresentano una straordinaria testimonianza della originaria struttura federiciana della cattedrale. Salendo sui matronei duecenteschi del piano superiore si può godere della vista della chiesa dall'alto, attraverso le trifore con colonnine rivestite di marmo rosa e verde. Ai lati dell'ingresso sono posizionate due acquasantiere barocche del 1735 con la Madonna circondata da angeli.

Planimetria Interna

  • Altare celebrato
  • Ambone
  • Cattedra vescovile
  • Fonte battesimale
  • Custodia eucaristica

Opere d'Arte e Cappelle

Al termine della navata centrale è posizionato il settecentesco, maestoso altare maggiore, in marmi policromi, la cui pala è un’Assunzione della Vergine, dipinta da Leonardo Castellano (o da Pistoia) nel 1546. Il dipinto originale era alto 7,50 metri e largo 4 metri e venne trasportato dal porto di Trani da quaranta altamurani. L’altare maggiore, in marmo, è del 1793 e i serafini sui fianchi sono opera dello scultore napoletano Francesco Evangelista (1879). In fondo alla navata centrale, nella zona presbiteriale, pregevole è la pala dell’altare maggiore dedicata alla Vergine Assunta in cielo tra un tripudio di angeli e Santi, della seconda metà del Cinquecento opera di un artista napoletano.

Coro e Ambone

Il coro, con i suoi sessantaquattro stalli, la sedia vescovile e il pulpito sono capolavori dell’arte dell’intaglio ligneo del XVI secolo. Coevo a questi anni, lo splendido coro ligneo con la raffigurazione dei principali santi della chiesa cattolica intarsiati sugli stalli dei sedili e la cattedra del Vescovo, fu eseguito nel 1543 da Colantonio Bonafida, Teodoro Marzano e Candido di Fanello. Sulla destra si trova un ambone cinquecentesco di pietra bianca, di forma ottagonale, con pannelli istoriati da episodi della vita di Cristo.

Cappelle Laterali

Oltre agli altari in marmo policromo sei-settecenteschi di scuola napoletana presenti in tutte le cappelle laterali, notevoli sono le opere pittoriche e scultoree che si conservano:

  • Nella navata sinistra è custodito un presepe del 1587 attribuito alla bottega materana di Persio, voluto dal prete altamurano Iacobuzio de Cobutiis.
  • Segue la cappella dell’Addolorata con le statue lignee del Cristo morto, realizzato da Giuseppe Nicola Altieri nella seconda metà del Seicento, l’intensa e patetica Addolorata di Giacomo Colombo databile ai primi anni del Settecento, e il Crocifisso ammanierato di inizio Seicento; mentre nelle pareti laterali due tele ottocentesche di Giuseppe Maraschini raffigurano a sinistra la Sacra Famiglia (copia da Raffaello) e a destra San Giovanni Evangelista (copia dal Domenichino).
  • Nella terza cappella, in una nicchia, si trova la raffinata e graziosa statua in pietra della Madonna di Costantinopoli del 1535, opera di Paolo da Cassano; ai lati invece due tele, entrambe eseguite nel 1875, a sinistra con San Tommaso d’Aquino di Saverio Altamura, e a destra con Il profeta Elia di Camillo Miola.
  • Nella quinta cappella trovasi nella parete di sinistra il dipinto di Giuseppe Boschetti (San Francesco di Sales, 1879), nella parete frontale l’opera di Francesco Lorusso (Sacro Cuore di Gesù, 1870), e in quella di destra il dipinto di Gustavo Nacciarone (San Vincenzo de’ Paoli, 1880).
  • Proseguendo nella sesta cappella, scorgiamo al centro un frammento d’affresco raffigurante il Volto di Cristo, datato intorno alla fine del XIV secolo, ultima testimonianza dell’antico apparato pittorico. Di fianco, invece, L’angelo custode (1875) e la Presentazione di Maria al Tempio (1874), entrambe del neoclassicista Gustavo Mancinelli.
  • Nell’ottava cappella, nelle pareti di sinistra e del centro, vi sono due dipinti di Francesco Lorusso raffiguranti Santa Barbara (1877) e la Famiglia di Maria (1868); nella parete destra, invece, Il martirio di San Massimo eseguito da Francesco Plantamura nel 1868.

La Decima Cappella: La Conversione di San Paolo

La decima cappella accoglie due tra i dipinti più significativi della pittura ottocentesca prodotta nell’Italia meridionale: a sinistra la Maddalena realizzata nel 1877 dal pugliese Francesco Netti e a destra la Conversione di San Paolo di Domenico Morelli, che la portò a termine nel 1876. Questa opera raffigura l'evento centrale nella vita dell'apostolo Paolo, precedentemente noto come Saulo.

Dipinto raffigurante la Conversione di San Paolo

L'episodio narra come il Signore aspettò Saulo sulla via verso Damasco per mutarne il cuore e renderlo uno dei suoi apostoli più fedeli. Saulo, ebreo appartenente alla setta dei farisei, la più rigorosa, si era formato alla scuola di Gamaliele e aveva tramutato la più fedele osservanza della legge mosaica nella più terribile persecuzione dei primi cristiani. Dopo averli cacciati da Gerusalemme, decise di raggiungerli fino a Damasco, dove si erano nascosti. Ma era proprio qui che il Signore lo aspettava. Avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perséguiti? (At 9,4)". Saulo chiese: "Chi sei?", e si sentì rispondere: "Quel Gesù che tu perseguiti". Domandò ancora: "Cosa vuoi che io faccia, Signore?", e gli fu risposto: "Va’ a Damasco e là ti mostrerò la mia volontà". Così, cieco e ammutolito, ma con animo nuovo, arrivò a Damasco e qui rimase tre giorni in digiuno e costante preghiera, finché fu raggiunto dal sacerdote Anania, che lo battezzò nell’amore di Cristo, ridonandogli non solo la vista degli occhi, ma anche quella del cuore. Sarà proprio a Damasco che Paolo inizierà la sua predicazione, per spostarsi, poi, a Gerusalemme, dove incontrerà Pietro e gli altri apostoli. Tornato nella nativa Tarso, proseguirà l’opera di evangelizzazione.

Caravaggio - Conversione di San Paolo

Dettagli e Curiosità

Lungo la navata centrale si dispiega in alto il soffitto ligneo, eseguito durante i restauri ottocenteschi, in cui si avvicendano gli stemmi degli imperatori e re dai quali, a partire da Federico II e fino ai Savoia, la Cattedrale Palatina di Altamura dipendeva direttamente. Sui ballatoi esterni, che siano nelle finestre bifore o nella serie di arcate lungo il loggiato nord, domina ovunque la semplicità della pietra bianca. Sul capitello di una colonnina si può scovare anche il viso di Federico II, che sembra vigilare sulla chiesa da lui voluta.

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