L'altare: significato, evoluzione e simbolismo

Di etimologia incerta, l'altare è il luogo sacro dove viene offerto il sacrificio. La sua origine latina può derivare da "altus" (elevato) o da "adolere" (ardere), alludendo al fuoco che consumava la vittima sacrificale.

L'altare nel mondo antico e nell'ebraismo

Originariamente, gli altari erano spesso realizzati in pietra. Presso Greci e Romani, potevano avere dimensioni ridotte, ma esistevano anche esempi più ampi, come l'Ara Pacis di Augusto. Nell'economia cultuale ebraica, l'altare rivestiva un ruolo centrale. Numerosi sono i riferimenti biblici ad altari eretti da figure significative come Noè, Abramo e Isacco. Mosè innalzò un altare per suggellare l'alleanza sinaitica con il sangue, e nel Tempio di Gerusalemme l'altare era il fulcro del culto.

Rappresentazione di un antico altare con offerte sacrificali

La prospettiva cristiana e la "domus ecclesiae"

I cristiani dei primi secoli presero le distanze dall'idea ebraica e pagana dell'altare, sottolineando la peculiarità del culto "in spirito e verità" inaugurato da Cristo. Come affermava Minucio Felice, "Ara et delubra non habemus", evidenziando come Cristo stesso fosse considerato il vero altare, sacrificio, sacerdote e tempio dell'alleanza eterna tra Dio e uomo. Nelle prime comunità cristiane, la "domus ecclesiae", il pane e il vino per il sacrificio eucaristico venivano posti su una tavola mobile di legno, simile al tripode romano. Questa mensa assumeva valore di altare, poiché l'Eucaristia era vista come un convito sacrificale, modellato sull'Ultima Cena. San Paolo stesso parla di "mensa Domini" (1 Cor 10, 21) in riferimento alla comunione al sacrificio di Cristo.

Ricostruzione di una

L'altare fisso nelle basiliche e il suo simbolismo

Con l'avvento delle basiliche nel IV secolo, comparvero gli altari fissi, realizzati in pietra o metalli preziosi. San Pier Crisologo commentava che "commutantur in ecclesias delubra, in altaria vertentur arae", indicando la trasformazione dei templi pagani in chiese e degli altari in elementi sacri. L'adozione dell'altare lapideo fu influenzata dal simbolo biblico di Cristo come "pietra angolare dell'edificio spirituale" (Sal 117, 22; Mt 21, 42; At 4, 11; 1 Cor 10, 4; 1 Pt 2, 4-8). Un altro fattore determinante fu l'uso di celebrare l'Eucaristia sulle tombe dei martiri. La visione giovannea dell'Apocalisse (Ap 6, 9), che parla di anime immolate "sotto l'altare", trovò concreta traduzione nella costruzione di altari sopra i sepolcri dei martiri e nella traslazione delle loro reliquie sotto gli altari delle nuove basiliche. Sant'Ambrogio scriveva: "Nel luogo in cui Cristo è vittima, vi siano anche le vittime trionfali. Sopra l’altare lui, che è morto per tutti; questi, redenti dalla sua passione, sotto l’altare" (Epistula 22, 13).

Evoluzione delle forme e delle funzioni dell'altare

Tra il V e il VI secolo, l'altare, spesso posto sotto un ciborio per sottolinearne l'importanza, si presentava in diverse forme: una lastra di marmo sorretta da un pilastro centrale o da colonnine; un cubo vuoto con reliquie accessibili tramite una "fenestrella confessionis"; un blocco squadrato di pietra sopra il sepolcro del martire. Nelle basiliche romane di San Pietro e San Paolo, l'altare eretto sopra la tomba dell'apostolo martire è ancora oggi chiamato della "confessione".

Fino al IX secolo, l'altare, di dimensioni ridotte, si ergeva al centro dell'abside o su un piano rialzato. Dal VI secolo iniziò a disattendere la norma dell'"unico altare" per chiesa, a causa del crescente numero di sacerdoti e della moltiplicazione delle messe. Dal IX secolo, l'uso di porre reliquie sulla mensa dell'altare o di elevare l'urna di un santo trasformò l'altare in un altare reliquiario. In assenza di reliquie insigni, si diffuse l'altare a dossale, decorato con immagini di Cristo, Maria e i santi patroni. Progressivamente, la pala si sviluppò in elaborate costruzioni, fino a giungere all'altare monumento addossato all'abside.

In Spagna, i famosi retablos, imponenti pareti in legno policromo istoriato, inizialmente incentrati sui misteri della vita di Cristo, divennero poi glorificazioni di un santo, specialmente nel barocco. Questo portò a uno spostamento d'accento: le immagini divennero l'elemento predominante, e la mensa dell'altare un accessorio del complesso monumentale. Di conseguenza, la mensa eucaristica non attirava più l'attenzione dei fedeli, superata dall'urna del santo o dall'immagine sovrastante. Il ciborio scomparve, e comparvero altari laterali o minori in onore della Vergine e dei santi, pur mantenendo l'altare maggiore l'idea di unicità.

Esempio di altare a dossale con pala elaborata

Il tabernacolo e l'altare moderno

Un'ulteriore fase evolutiva vide la collocazione del tabernacolo al centro della mensa dell'altare, sostenuta da figure come il vescovo Matteo Giberti e san Carlo Borromeo. Il Rituale di Paolo V (1614) lo prescrisse a Roma e lo raccomandò alle altre diocesi. Nel XVIII secolo, quest'uso si diffuse universalmente, portando allo sviluppo dell'altare tabernacolo. Non sempre, tuttavia, il tabernacolo e il luogo per l'esposizione del Santissimo Sacramento mantennero una proporzione adeguata rispetto alla mensa dell'altare.

La riforma liturgica e il significato attuale dell'altare

La riforma liturgica post-Concilio Vaticano II ha mirato a restituire all'altare il suo pieno significato liturgico. Tra i luoghi sacri, solo l'altare è oggetto di un rito di dedicazione, a sottolinearne l'eccellenza. Come indicato nell'Institutio generalis Missalis Romani (n. 296), "L’altare, sul quale si rende presente nei segni sacramentali il sacrificio della croce, è anche la mensa del Signore, alla quale il popolo di Dio è chiamato a partecipare quando è convocato per la Messa; l’altare è il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia". Papa Francesco ha ricordato che "verso l’altare si orienta lo sguardo degli oranti, sacerdote e fedeli, convocati per la santa assemblea intorno ad esso" (Discorso del 24 agosto 2017).

I riti di dedicazione, come l'unzione con il crisma, l'incensazione e l'illuminazione, esplicitano il suo simbolismo. L'altare preparato con la tovaglia diventa mensa del sacrificio, dove ci si nutre del Pane della vita e si attinge al Calice della salvezza, diffondendo la luce che illumina i commensali di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1383) afferma: "L’altare, attorno al quale la Chiesa è riunita nella celebrazione dell’Eucaristia, rappresenta i due aspetti di uno stesso mistero: l’altare del sacrificio e la mensa del Signore, e tanto più in quanto l’altare cristiano è il simbolo di Cristo stesso, presente sia come vittima offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si dona a noi".

Le indicazioni attuali prevedono un solo altare, preferibilmente fisso e dedicato, staccato dalla parete per permettere la celebrazione verso il popolo e collocato in modo da attirare l'attenzione. La mensa dovrebbe essere di pietra o materiale degno, solido e ben lavorato. Sotto l'altare possono essere poste reliquie di santi. L'altare va coperto da una tovaglia e corredato da una croce e candelieri.

Documentario sulla storia della chiesa parocchiale di Malonno

La venerazione per l'altare, manifestata con baci, incensazioni e inchini, è motivata dal suo profondo legame con il sacrificio di Cristo e con il sacrificio della Chiesa orante. L'altare santo è segno di Cristo e vincolo di comunione con Lui. Su di esso vengono deposte le offerte spirituali dei fedeli, pane e vino, che, per opera dello Spirito Santo e del sacerdote, diventano sacramento del corpo e sangue di Cristo, unendo i comunicandi in un unico corpo per la lode di Dio. La preghiera del prefazio della messa di dedicazione recita: "Intorno a quest’altare ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio per formare la tua Chiesa una e santa".

Sull'altare si depone anche l'Evangeliario. Davanti all'altare si svolgono riti significativi come le ordinazioni, il matrimonio, la professione religiosa, la consacrazione della verginità e la deposizione della bara del defunto nelle esequie. L'altare può essere incensato durante la liturgia delle Lodi e del Vespro. In ogni momento, anche al di fuori dell'azione liturgica, l'altare rappresenta un'invocazione e l'attesa della presenza di Colui che fa nuove tutte le cose.

tags: #tre #sugli #altari #polvere