Suor Roberta Vinerba è una figura di spicco nel panorama teologico e accademico italiano, nota per la sua profonda preparazione, il suo carattere solare e deciso, e il suo instancabile impegno nell'evangelizzazione. Attualmente ricopre il ruolo di Direttrice dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSRA) di Assisi, dove continua a plasmare le menti di futuri sacerdoti, religiosi e laici, guidandoli in un percorso di fede e conoscenza.

Un Profilo Accademico e Istituzionale di Eccellenza
Percorso di Formazione Teologica
La formazione accademica di Suor Roberta Vinerba è solida e articolata, iniziata con un profondo interesse per la teologia e il diritto canonico. Nel 1998, ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Teologico di Assisi. La sua tesi in Diritto Canonico, intitolata «L’apporto del “genio femminile” nella formazione seminaristica», già evidenziava il suo interesse per il ruolo delle donne nella Chiesa. Successivamente, ha proseguito gli studi a Roma, ottenendo nel 2000 la Licenza in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Qui ha discusso una tesi in Teologia Morale Fondamentale: «Patire come agire. Antropologia e teologia della sofferenza nel contesto dell’agire morale». Il culmine del suo percorso accademico è stato il Dottorato in Sacra Teologia, conseguito sempre presso la Pontificia Università Gregoriana nel 2002, con la tesi «La testimonianza morale del cristiano in campo politico».
Oltre al suo percorso formale, Suor Roberta ha partecipato e condotto numerosi seminari e corsi opzionali, dimostrando una vasta gamma di interessi teologici e filosofici. Tra questi, si ricordano:
- 2006-2007: Seminario su Giorgio La Pira, testimone della carità e un corso opzionale su La democrazia.
- 2010/2011: Seminario su La bioetica del fine vita e un corso opzionale in collaborazione con i proff. Spirito e Rialti, intitolato Niente è senza voce.
- 2011/2012: Seminario Logos e Dia-logos. Verità e democrazia, e un corso opzionale, sempre con i proff. Spirito e Rialti, su La psicologia della tentazione e le Lettere di Berlicche di C.S. Lewis.
- 2012/2013: Un corso opzionale con i proff. Spirito e Rialti, I quattro amori. Rileggere le relazioni umane con C.S Lewis, e un altro corso opzionale su L’abolizione dell’uomo nell’indifferentismo sessuale. Sessualità liquida nella post-modernità.
La Direzione dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi (ISSRA)
Suor Roberta Vinerba è stata confermata Direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSRA) di Assisi per altri tre anni. L'ISSRA, eretto nel 1987 e collegato alla Facoltà Teologica della Pontificia Università Lateranense di Roma, è un centro di eccellenza per la formazione religiosa. «In realtà il primo triennio - afferma Suor Roberta - è stato un quadriennio in quanto la pandemia da Covid-19 ha impedito l’elezione del nuovo Direttore nei tempi previsti.»
Suor Vinerba ha espresso il suo entusiasmo per il nuovo mandato: «Ricominciamo un nuovo mandato insieme al prof. Paolo Capitanucci, confermato quale vice direttore. È un’avventura impegnativa ma anche molto stimolante: l’ambiente è bello e il gruppo di lavoro accademico è ricco umanamente e professionalmente.»

Sotto la sua guida, l’ISSRA ha mostrato una crescita significativa, raddoppiando gli iscritti. Nell’anno accademico 2018-2019 c’erano 45 iscritti; in quello 2019-2020 c’erano 64 iscritti; nell’anno accademico 2020-2021 ce ne erano 84. Anche la qualità accademica è elevata, con una media voti degli iscritti che vede l’88% ottenere da 28 a 30 e lode. Il corpo docente è composto da 5 docenti stabili, 18 incaricati, 5 invitati e 1 in collaborazione.
Suor Roberta Vinerba si dichiara naturalmente soddisfatta: «Il mio predecessore padre Pietro Maranesi, ofm Capp., ha fatto un ottimo lavoro: ha avviato l’Istituto, lo ha custodito e lo ha fatto crescere, delineandone i tratti essenziali. Poi in questi anni è cambiato il mondo e anche la pandemia ha inciso. Aver raddoppiato il numero degli iscritti è motivo di gioia. Anche negli esami di grado (le lauree) abbiamo una percentuale alta di chi si laurea con il massimo dei voti (il 90%): ciò vuol dire uno studio serio, ma anche persone profondamente motivate.»
Un grande sviluppo e un notevole interesse per gli studi delle scienze religiose sono stati riscontrati, anche perché il titolo di studio triennale e quinquennale dell'ISSRA, equiparato alla laurea universitaria statale, «consente di insegnare religione nelle scuole. E c’è un bisogno enorme di docenti, c’è una grande richiesta e le cattedre non sono coperte. Per cui l’ISRRA è anche una bella opportunità occupazionale.»
È cambiata anche la tipologia degli iscritti: «Abbiamo molto giovani, diversi sono uomini e anche liberi professionisti. Scelgono il percorso di studi dell’ISRRA per un sapere umanistico, teologico, spirituale e sapienziale a tutto campo. Il nostro Istituto propone un percorso di umanizzazione in cui si trovano i perché della vita.» Le iscrizioni per l’anno accademico 2022-2023 sono aperte fino al 15 ottobre 2022, con sede in un’ala del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi.
Una Presenza Femminile nella Chiesa
La presenza di Suor Roberta Vinerba in un ruolo direttivo è anche un segno dei tempi: «Il fatto che sono una donna - prosegue la professoressa - è certamente un segno dei tempi, anche se nella mia vita ho sempre avuto la possibilità di esercitare i miei doni e i miei carismi indipendentemente dall’essere donna. Ho sempre trovato una Chiesa che ha saputo valorizzare la mia femminilità quale dono per la comunità.»
Il Percorso Umano e Spirituale: Dalla Ricerca alla Consacrazione
Una Vita Precedente Ricca e Inquietante
Suor Roberta Vinerba è una donna di carattere, solare e decisa, profonda e libera. Prima della sua consacrazione, ha vissuto un'esistenza ricca di esperienze e una profonda inquietudine. Ha studiato all'Istituto tecnico biologico, dimostrando un amore per le scienze che curano l'uomo e per la letteratura. Nell'attesa di iscriversi all'università, facoltà di Chimica, è stata ammessa al Conservatorio. Per mantenersi, ha lavorato al quotidiano regionale Corriere dell’Umbria, vendendo abbonamenti per la sua società editrice. A 23 anni era capovendita, aprendo sedi in tutto il centro Italia. Ha avuto successo in tutto ciò che faceva, ma avvertiva una «tanta inquietudine, ed è lì che si intrufola Dio con la sua fantasia.»
La giovane brillante, che riusciva in ogni cosa, ha attraversato un periodo di profonda ricerca: si vestiva solo di nero, cercava aiuto nella psicoterapia, sfogava la sua rabbia nei collettivi femministi e nei circoli extraparlamentari. Erano i tempi di slogan come «Non moriremo democristiani» e «il corpo è mio». Tuttavia, fu il tema della morte a interrogarla profondamente, una domanda a cui la ragione non offriva risposte.
La Conversione e la Vocazione Francescana
La svolta nella vita di Roberta Vinerba avviene nel 1987, quando sua sorella, più grande e paziente, le fa conoscere il suo semplice parroco. In quell'incontro, Roberta «scoppia a piangere, vergognandosi, come se fossi una donnetta!» In quel momento, crede che lo Spirito Santo le abbia toccato il cuore, scatenando una lotta interiore durata due anni, un «corpo a corpo con Gesù, e con la Chiesa, che l’uno e l’altra le sono sempre parsi inscindibili, e anche questa è grazia.»
Si dimette dal lavoro, lascia Firenze e torna dai genitori. Accetta un ritiro spirituale e la proposta netta: «Di due occhi ti devi innamorare.» Si innamora così di Gesù, una persona da amare e da "sposare", nella dinamica più umana dell'amore. Nel 1992, Roberta Vinerba viene consacrata. Alcune avvisaglie di questa vocazione c'erano state anche in un'adolescenza turbolenta; la religiosa, oggi 59enne, ricorda una voce, quando aveva solo 13 anni, che le disse chiaramente «diventerai suora, e francescana.»
Inizialmente, Roberta, neo convertita, era convinta che le fosse richiesta la clausura. Fu il suo vescovo, il cardinal Ennio Antonelli, all’epoca titolare della sede di Perugia-Città della Pieve, a intuire come incanalare l'energia e la donazione totale di quella donna: una consacrazione francescana al servizio dell’evangelizzazione della Diocesi, attraverso i voti religiosi. La scelta di San Francesco è legata non solo alle sue radici umbre, ma soprattutto alla sua obbedienza alla Chiesa, «la cosa più difficile, eppure lui, povero e nudo, si fa abbracciare dal vescovo, e questa è l’icona della mia vita.»
Il suo travaglio nell’Ordine è stato caratterizzato da incomprensioni ma anche da una costante fedeltà, perché, come afferma, «tutto quello che non passa per la Chiesa non fiorisce, ed è questa la mia libertà.» L’obbedienza è diventata un'avventura: «cosa mi è chiesto? Dove sarò portata? Eccomi.» La sua forma di vita religiosa è particolare: suore francescane senza un convento, che vivono con la loro Regola, obbedendo ai vescovi e inserite nella realtà della diocesi e delle parrocchie, proprio come le donne nella Chiesa primitiva. Durante gli studi di teologia, Vinerba trova tante consonanze nella letteratura che ha sempre amato, trovando in essa «la risposta al grido dell’uomo in tutta la sua storia.»
Prima della sua direzione all'ISSRA, ha lavorato come operatrice sociale, in particolare con i malati di Aids. «Il primo ragazzo morto di Aids a Perugia è spirato accanto a me.»
L'Esperienza del Rinnovamento nello Spirito
Un aspetto sorprendente del suo percorso è il legame con il Rinnovamento nello Spirito, un movimento inizialmente ritenuto «irrazionale» dalla sua mente analitica. «Per due anni sono andata ai loro momenti di preghiera dicendo: mai come loro.» Ma studiando San Paolo, legge dell’assemblea carismatica e comprende che «la ragione è una cosa, il razionalismo un’altra. La ragione deve fermarsi, e aprirsi alla libertà dello Spirito.»
Per Suor Roberta, «Rns non è un movimento in cui entrare, a cui iscriversi, è un’esperienza offerta, una proposta di grazia a servizio della Chiesa.» La sua testimonianza personale è eloquente: «Nelle preghiere comuni, chiamate preghiere di guarigione, si guarisce davvero: si vedono storie bellissime, matrimoni ricostruiti, vite cambiate, uomini e donne induriti che tornano ai sacramenti.»
Fede, Pensiero e Impegno nell'Evangelizzazione
Influenze Teologiche e Ritrovata Libertà
La sua evoluzione spirituale l'ha portata da un iniziale astio verso la Chiesa e Giovanni Paolo II - «odiava la Chiesa e il suo papa a tal punto da scoppiare a piangere, per il colpo mancato di Ali Agca a Giovanni Paolo II. Sperava che l’avesse ucciso!» - a un profondo amore e rispetto. Questo cambiamento è avvenuto anche grazie all'incontro con il pensiero di Ratzinger: «l’amore viscerale per Ratzinger, il suo pensiero, la sua visione, ho bevuto di lui da subito ogni parola.»
Grazie a Ratzinger, Suor Roberta è tornata a Giovanni Paolo II, immergendosi nell’enciclica Veritatis Splendor, che ha definito «uno spartiacque nel mio cammino teologico. Io che cercavo la libertà a tutti i costi, ho trovato lì la libertà cristiana che è obbedienza a quel che cercavo, la risposta vera alla domanda di senso.» L'appello del Pontefice nel Giubileo del 2000 («Vedo in voi le sentinelle del mattino») e la sua lenta, straziante e mirabile agonia l'hanno definitivamente conquistata. «Sono stata tra i primi ad entrare in basilica all’esposizione del suo corpo. Gli ho chiesto perdono. È stato un kairos.» Oggi la parrocchia di Perugia in cui è incardinata Suor Roberta è dedicata a san Giovanni Paolo II.
La Missione di Evangelizzare e Formare
Evangelizzare, nella pastorale, nello studio e nell’insegnamento sono la sua vocazione. I suoi studenti sono candidati al sacerdozio e alla vita religiosa, ma anche tanti laici, che si preparano a diventare docenti di religione, oppure no, sono uomini e donne «cercatori di senso, di un fondamento per la propria fede, perché ogni persona è interessata alle scienze religiose, se vuole entrare in dialogo con le domande più serie e profonde.»
Nonostante la crisi delle vocazioni e il calo demografico, Suor Roberta è fiduciosa: «Ma dove si fa un annuncio vero e costante della parola di Dio le vocazioni arrivano. Cristo è sempre vivo e quindi è impossibile che non chiami più. Forse c’è poco annuncio e una predicazione che non apre i cieli.»
La domanda sul "perché farsi prete o suora?" trova in lei una risposta chiara: «Per avere la risposta alla domanda ultima, la morte. Cristo l’ha vinta, e per questo vale la pena seguirlo. Io mi sono convertita per questo, credo perché c’è il Paradiso. Perché comportarsi bene se no c’è qualcosa che rende ragione al bene?»
#SOUL - Suor Roberta Vinerba
L'Evangelizzazione Attraverso i Media e l'Esempio di Vita
Suor Roberta Vinerba utilizza attivamente anche i social media, proponendo e accogliendo preghiere, raccontando e offrendo incontri, scrivendo libri e articoli, e riflettendo sulla realtà in radio e tv. «Quindi anche i social servono, come tutti i mezzi di comunicazione, dato che bisogna comunicare il Vangelo. E la Chiesa è stata pioniera nei media, fin da papa Leone XIII che per primo fece ascoltare la sua voce da un microfono.»
Tuttavia, sottolinea l'importanza della scelta del modo: «Certo, bisogna scegliere il modo, non tutti i palcoscenici sono adatti. Anche perché la fede, dai primi amici di Gesù, Andrea, Giovanni, si comunica per attrazione, per contagio. Ti convince qualcuno che ha gioia nel vivere.» E di gioia e passione di vita questa suora ne ha tanta, riuscendo a contagiare chi la ascolta.
Nel suo approccio alla fede e alla vita, si possono trovare riferimenti alla cultura contemporanea: «“Coraggio risorgiamo, coraggio metti le tue mani nelle mie”, canta così Bruce Springsteen nella sua The Rising del 2002.» Questo si collega alla riflessione sulla Passione di Cristo, come l'episodio di Pietro che rinnega il suo Maestro: «Pietro rinnega il Signore perché non lo riconosce, perché, nel dolore, deve mettere a fuoco un nuovo Gesù vinto dal potere.» A tale proposito, si invita a risentire l’intervento di suor Roberta Vinerba nel terzo incontro della Formazione diocesana per tutti, dal titolo “Gesù guarda sempre al bene che possiamo ancora fare”, tenutosi il 15 febbraio 2025.