Contemplare il Vangelo del Giorno: La Manifestazione Divina e l'Abitazione Trinitaria

Il Vangelo del Giorno ci invita a una profonda contemplazione della presenza divina nelle nostre vite. Attraverso le parole di Gesù e le azioni degli apostoli, siamo chiamati a riconoscere il Dio vivente che si manifesta a coloro che lo amano e lo cercano.

Prima Lettura: La Testimonianza degli Apostoli a Listra (Atti 14,5-18)

In quei giorni, gli apostoli Paolo e Bàrnaba si trovarono a Listra, dove un uomo, inabile ai piedi e storpio fin dalla nascita, non aveva mai camminato. Egli ascoltava attentamente le parole di Paolo, il quale, fissandolo e vedendo che aveva la fede per essere guarito, gli disse a gran voce: «Àlzati dritto in piedi!». L'uomo, con un balzo, si alzò e si mise a camminare.

illustrazione biblica della guarigione di uno storpio da parte di Paolo

La folla, testimone del miracolo compiuto da Paolo, esclamò in lingua licaonia: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». Chiamarono Bàrnaba Zeus e Paolo Hermes, perché era lui a parlare. I sacerdoti di Zeus, la cui statua era posta fuori dalla città, portarono buoi e ghirlande alle porte e volevano offrire sacrifici con la folla.

Appena gli apostoli Bàrnaba e Paolo lo seppero, si stracciarono le vesti in segno di orrore e si precipitarono tra la folla gridando: «Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunziamo questa Buona Notizia: che dovete convertirvi da questi vani idoli al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano».

Essi proseguirono, spiegando che nelle generazioni passate Dio ha permesso a tutte le genti di seguire le loro vie, eppure non ha lasciato senza testimonianza sé stesso, beneficando gli uomini, concedendo dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendo cibo e letizia in abbondanza. Con queste parole, a stento riuscirono a impedire alla folla di offrire loro un sacrificio.

Salmo Responsoriale (Salmo 115)

R/. Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da' gloria, per la tua bontà, per la tua fedeltà.
Perché le genti dovrebbero dire: «Dov'è il loro Dio»?
Il nostro Dio è nei cieli, egli compie tutto ciò che vuole.
I loro idoli sono argento e oro, opera di mani d'uomo.
Siate benedetti dal Signore, che ha fatto cielo e terra.

Versetto prima del Vangelo (Giovanni 14,26)

Alleluia.
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Alleluia.

Il Vangelo del Giorno: L'Amore e la Manifestazione del Padre (Giovanni 14,7-11; 14,21-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se conoscete me, conoscerete anche il Padre mio. Fin d'ora lo conoscete e lo avete visto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli replicò: «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre che rimane in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi, perché io vado al Padre; e qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio».

Gesù parla con Filippo durante l'Ultima Cena

Poi Gesù proseguì, dicendo: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Questo vi ho detto mentre sono ancora presso di voi».

Contemplazione: La Presenza di Dio nel Credente

La Plenitudine di Gesù e l'Abitazione Trinitaria

Oggi, Gesù ci mostra il suo immenso desiderio di farci partecipare della sua pienezza. Incorporati a Lui, siamo alla fonte di vita divina che è la Santissima Trinità. Come ci viene ricordato, «Dio è con te. Nella tua anima in grazia abita la Beatissima Trinità». Gesù assicura che sarà presente in noi per l'abitazione divina nell'anima in grazia. Così, noi cristiani non siamo più orfani. Poiché ci ama tanto, sebbene non abbia bisogno di noi, non vuole fare a meno di noi.

L'Amore come Via alla Manifestazione Divina

Le parole di Gesù sono chiare: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,21). Questo pensiero ci aiuta ad avere la presenza di Dio. Allora, non trovano posto altri desideri o pensieri che, almeno a volte, ci fanno perdere tempo e ci impediscono di compiere la volontà divina. La presenza di Dio nel cuore ci aiuterà a scoprire e realizzare in questo mondo i piani che la Provvidenza ci ha assegnato.

Scoprire il Volto di Dio in Gesù

Durante l'Ultima Cena, la richiesta di Filippo a Gesù - «Signore, mostraci il Padre e ci basta» (Gv 14, 8) - ci invita a riflettere. Gesù risponde con un tono di benevolo rimprovero: «Da tanto tempo sono con voi e non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? (...) Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14, 9-11). Queste sono alcune delle parole più sublimi del Vangelo secondo san Giovanni, contenenti un'autentica rivelazione.

"Chi ha visto me ha visto il Padre" - Commento a Gv 14, 1-12

Alla fine del Prologo del suo Vangelo, san Giovanni afferma: «Dio nessuno l'ha mai visto: il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1, 18). Gesù stesso ripete e conferma questa dichiarazione dell'evangelista, ma con una nuova sfumatura. Per spiegarlo dalla prospettiva del paradosso dell'Incarnazione, possiamo dire che Dio ha assunto un volto umano, quello di Gesù. Di conseguenza, d'ora in poi, se vogliamo conoscere realmente il volto di Dio, ci basta contemplare il volto di Gesù. Nel suo volto vediamo realmente chi è Dio e com'è Dio.

L'Opera dello Spirito Santo

Lo Spirito del Signore susciterà nel nostro cuore iniziative per situarle al vertice di tutte le attività umane e rendere presente, così, Cristo in alto sulla terra. Tutta la luce e il fuoco della vita divina si riverseranno su ciascuno dei fedeli che siano disposti a ricevere il dono dell'abitazione. Lo Spirito e la Chiesa cooperano nella manifestazione di Cristo e della sua opera di salvezza nella Liturgia, che è Memoriale del Mistero della salvezza. Lo Spirito Santo è la memoria viva della Chiesa, e attraverso la sua azione possiamo attualizzare costantemente la presenza di Dio nella nostra vita.

simbolo dello Spirito Santo e della Trinità

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